Questa solitudine mi ucciderà, è come il freddo che penetra nelle ossa, come una vecchia villa abbandonata: così giace la nostra famiglia riposante su membra stanche. E' una parete colorata di verde e su dei fiori messi appena nell'acqua in un vaso. E' in questa casa stanca anch'essa di esistere. La rivoluzione, la sinistra mi offrivano una possibilità, quella di riscattarmi dalla mia Storia, legata a mia sorella e alla sua fine. Io non ti ho mai amato Mascia, forse sì, ma a tratti, ho solo avuto paura di perderti e come sempre accade, ti ho persa. Non ci sono più i week-end a Varzi su quella strada, infida d'inverno con curve e ghiaccio sull'asfalto. Quella chiesetta di Nivione dove ci siamo giurati eterno amore, ce l 'ho ancora stampata nel cuore. Il tuo sguardo tremante. Brillante. Ora devo abbandonare questi ricordi e andare a pranzo dai miei e non ne ho per niente voglia. Ci vediamo dopo Mascia, trasudano queste pagine di te. il pranzo va bene, mio fra...