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Visualizzazione dei post da giugno, 2026

Senza una donna

 Voglio una donna, voglio disperatamente una donna. È qualcosa di bello in fondo, perchè tutto può sempre accadere. La voglio perché me la merito, perché dopo 10 anni ho bisogno di qualcuno con me. Più che bisogno, voglia di rimettersi in gioco. Ma pacatamente, con molta calma. Senza una donna si può stare comunque bene. Meno problemi, discussioni, litigi, urla. Il sesso puoi comprarlo o incontrarlo ancora in un altra donna. Ma voglio una donna, la voglio in questo salotto dal quale vi sto scrivendo. Nuda e con i tacchi.

Giugno

 Pioveva a dirotto ieri: vento, scrosci d'acqua, tuoni fortissimi e lampi. Pensavo che mia madre mi sta volutamente creando il deserto intorno a me. E io non riesco a uscire da questa situazione. È una guerra di confine, la nostra. Si battaglia sui soldi, mi impedisce di organizzarmi meglio la vita di pensare e costruire un futuro. Non c'e niente all' orizzonte. Niente di niente. Una casa, scrivere. Tentazioni di evasione. 

Iniziamo così

 Iniziamo così. Con un ricordo di un amico prima scrittore in Italia e poi social worker in Inghilterra. Fece il mio percorso inverso. Ricordo vagamente la sua casa in una zona periferica di Milano. Viveva con la madre credo e io e Fritz che a quell'epoca facevamo ancora coppia fissa, lo andavamo spesso a trovare. Eravamo tre amici legati da un esperienza estiva a Milano.  Due amici, apparentemente inseparabili anche io e Fritz. Ma le cose non andranno così bene poi, in futuro. Qualche ruggine e anche contrasto forte. Io ero fuori, tornato dai miei viaggi. Anche se a distanza di anni lo trovo ancora più che comprensibile. Mi viene in mente un aereoporto, ma non so bene quale: ne ho girati tanti e non saprei. Incomprensibile per uno come Fritz che è sempre stato qui.