E' difficile scrivere così, con io che non sopporto più me stesso, io che vorrei fuggire in aperta campagna, ricordandomi i tempi dei Rousseau, quelli delle ragazze e del vino in compagnia e della beata innocenza.Ora tutto è cambiato. Mio malgrado sono in un ingranaggio, in un meccanismo che mi stritola. Non sopporto questa vita e allora vivo di notte, nel sogno & nella veglia. Nella dimensione onirica tutto ha posto: passato, presente e timori per il futuro. Burgos odia me io odio Burgos, anzi non lo odio lo compatisco soltanto un pò. Penso a come mi sono insterilito in questi anni. A come mi ha lasciato vuoto la storia con Cloud, la maledetta Cloud che prende tutto per sè e non lascia nulla agli altri, se non il suo corpo. La sua assenza è qualcosa che riempie l'aria. Non sopporto la mia famiglia, sempre gli stessi rituali, sempre le stesse cose. Devo ripartire da quello che di buono mi sono lasciato alle spalle: Gavirate e la pregnanza di senso. Il cercare in ogni azion...