Passa ai contenuti principali

Post

Visualizzazione dei post da novembre, 2024

Senza titolo

 i gendarmi dell'esistenza vagano in circolo, come vecchi corvi sui tuoi giorni. E non ci puoi fare niente perché loro saranno sempre lì, ad aspettare. Ad aspettare la tua morte per venire a prendere il tuo corpo. Nemmeno se glielo spieghi capiranno che non è il caso. 

The wall

 Mi capita ogni tanto di dirmi" E oggi che cazzo mi ascolto? E, voilà, compare The wall dei Pink Floyd. Una sicurezza, un punto di approdò e di partenza allo stesso tempo. Mattone dopo mattone si costruziosce l'architettura sonora dei Pink Floyd. La storia si dipana lungo tracce collegate, ma alcune sono ben definite nella loro singolarità e sembrano emergere dal contesto della storia. Assoli e riff di Gilmour a suggellare una scrittura copiosa e imponente nei testi. 

Le bariste

 Le bariste hanno accompagnato i miei anni universitari. Non c'era una barista di un locale che non provasse ad attaccare bottone con me. In una notte fredda e  senza luna mi sono messo a cantare, ma non c'era più nessuno che volesse ascoltarmi. Allora mi sono messo a parlare con le persone, ma tutti si giravano dall'altra parte, compatendomi. Una musica triste ha iniziato a suonare dentro il mio cuore ed era la nostalgia di te. Il disprezzo di cui veniamo investiti, non è nulla in confronto alle vostre vaghe attenzioni. Le bariste vedevano che mi stavo spegnendo, notte dopo notte, sotto il peso di una relazione ormai diventata insostenibile. Le bariste sapevano che quello sguardo tagliente si sarebbe presto sciolto come neve, di fronte al sole della decadenza di un amore. Il dado è tratto: i numeri non corrispondono alle aspettative e quindi non ci resta che disprezzare il nemico. Odiarlo fino al midollo, fino a volerne vedere il corpo sgretolarsi in un niente di polvere l...

Mancanze

 Quanto ho sentito la mancanza di quella donna e delle donne in generale in un certo periodo della mia vita. Quanta sofferenza che ti porta fino agli estremi lidi della psichiatria. Finire in un reparto di psichiatria è sempre qualcosa di difficile da accettare, ma non è questo il punto. Il punto è che dopo esserci finiti devi capire un perchè grosso come una casa che nessuno ti spiega. Gli psichiatri non conoscono il motivo della tua sofferenza, ma ne conoscono i sintomi e la manifestazione di essa. Nessuno ti puo' aiutare fino in fondo se non lo decidi tu per primo. Ma a loro volta gli psichiatri devono farsi aiutare dai pazienti nella comprensione della loro storia. Sono i pezzi mancanti della nostra storia quello che ci fa veramente soffrire così tanto.

Cristallizzarsi

 Quando il dolore si cristallizza in follia vuol dire che non si è fatto abbastanza prima. O io maschero  bene la mia sofferenza interiore o non sono stato in grado di reggere quelle degli altri. Due sono le alternative. Debolezza e fragilità da un lato e arroganza e prepotenza dall'altra. L'arroganza di chi , in maniera tossica , porta ulteriore sofferenza nella tua vita. Conscia di farlo e nella tendenza ad aggrapparsi a te. Come salda roccia dell'esistenza, che ha visto acque tranquille e altre più agitate. 

Una passeggiata

 Una volta, ero con Monica nel nostro primo periodo assieme, andammo nelle campagne oltre Melegnano a fare una passeggiata. Partendo da casa di un suo amico. Facemmo l'amore da qualche parte in campagna e poi trovammo, camminando e camminando lungo un sentiero, un piccolo e vecchio bar affollato solo da vecchi con una 50enne  dietro il bancone. Ci prendemmo due bianchi e ci guardammo il tramonto che lentamente scendeva. Fu un bel momento romantico. Spesso, i primi tempi, passavamo momenti così. Era una felicità strana, come se fosse perduta, riparatoria e parziale. Due tipi come noi che si erano conosciuti ai tempi dell' Università, studiando nella stessa biblioteca cittadina, e incontrandosi sempre in giro durante le serate anni 90, che si perdono di vista per molti anni e poi non si sa come iniziano a fare sesso e a dirsi cose dolci. C'era della dolcezza sotto quella scorza di donna, di durezza verso tutto e tutti. Ma solo io forse la vedevo.  

Mi sento

 Mi sento strano: stranamente consapevole del fatto che tutto dipende da noi fino al manifestarsi di forze avverse. Contro quelle non possiamo nulla. È strano ancora una volta, il fatto che da dopo certi fatti in poi ho iniziato a credere in certe cose. Dal mio secondo viaggio in Messico, cercando Monique, ma ritrovatomi da solo ho iniziato a viaggiare da solo, prima timidamente, con brevi spostamenti, poi osando sempre di più sono giunto sino alle rovine Maya in Guatemala, senza scalare questa volta, come avevo fatto con Burgos dieci anni prima, ma osservatore dal basso, nella loro maestosità. Incontrai una bellissima bionda Norvegese, in Guatemala. Facemmo un pezzo di viaggio assieme fino al Messico, verso Cancun, dove si trovavano le spiagge. Ci perdemmo a una tappa intermedia al confine tra i due Stati, presso un lago sabbioso e grigio di cui non ricordo il nome. Finimmo in una specie di ostello autogestito. Lei sparì tra le braccia di un rasta. A me sparirono dei soldi. Oltre ...

I giorni di Brera

  Ho sempre un pò detestato il modo di fare degli artisti, quelli che almeno ho conosciuto io, di Brera, qui a Milano.Non perchè improvvisino molto nella vita e questo perchè sono fondamentalmente degli artisti, ma perchè non tollerano un modo di agire diverso dal loro. Se a qualcuno piace più pianificare la propria esistenza, stai sicuro che non gli piacerai mai. Cloud era così. Ma anche il Menez era così. Vittima dell'Esistenza il Menez varia ancora di professione in professione cercando una sua identità. Assolutamente ha una vena artistica molto forte e la esprime in diverse maniere, attraerso la fotografia, la pittura, la musica. Cloud è una più da vendemmia del vino. Me la vedo pestare l'uva scalza con i suoi dolci piedi. Non è importante il risultato, ma il processo. Quindi beviamo e dimentichiamoci di esistere, questo sembra essere un pò il suo modus vivendi.  Gli artisti spesso si nutrono di musica e io che ho fatto anche il musicista nella vita sono stato con due alli...

Chissà

 Chissà come è scomparsa la mia Samick, rosso bordo' : in quale trasloco, in quale passaggio di consegne, in quale furto e occasione è scomparsa. Sicuramente da quando ero tornato dal Nepal la seconda volta, che non l'avevo più vista. Scomparsa. Ho chiesto a mio fratello, mio padre e mia madre e tutti i santi dove potesse essere la mia chitarra, ma nessuno lo sapeva. Mi era rimasto l'amplificatore, un Fender molto caldo e vibrante. Un passato di concerti in giro per locali e centri sociali e piccoli festival locali e poi registrazioni in studio e bighellonaggio musicale a casa. E questa chitarra era troppo grande per me. Era una sportiva un pò retro', che bisognava saper guidare. E io ero ancora un chitarrista alle prime armi. 

Miglioramenti

 Ci sono dei miglioramenti, degli evidenti, anche se piccoli segni di miglioramento. Lo capisco dal tono dell'umore, dal fatto che al mattino non sento più l'incessante impellenza di prendere antidepressivi. La mattina sembra essere più facile da gestire e il pomeriggio di conseguenza, anche se c'è sempre un orario morto in cui il nulla mi assale, in genere dopo pranzo fino a verso le tre del pomeriggio. Ho deciso di combattere questa cosa scrivendo. Non è quasi importante di cosa si scriva, ma che si scriva di sé stessi. 

Mi ricordo i tempi

 Mi ricordo dei tempi dell' oratorio, quando avevo 13-15 anni. Fu un bel periodo, di rinascita, di ardore e sudore. Fatto di squadra di calcio e ragazzine che venivano vederci giocare. Tra cui Sarà quella con il caschetto nero. Era di lei che mi ero innamorato. Quando la vedevo a bordo campo tiravo fuori un ardore antico, una rabbia elegantemente trasformata in forza. Io e Sara ci fermavano spesso a parlare sul muretto dell' oratorio. Lei incrociava le gambe e ti guardava e io oscillavo tra un evidente imbarazzo delle prime volte a baciarci a lungo a un ostentata sicurezza che lei apprezzava, ma voleva giocare a contrastarla. 

Una domenica

 Una Domenica bestiale. E' domenica, sono sveglio dall'una  e mezzo di stanotte. Fawara dorme nell'altra stanza, si fermerà qui qualche giorno, credo fino alla fine della settimana poi tornerà a Torino a lavorare, dove vive in una magnifica villa pagata dalla ditta, con tanto di camino in camera. Usando la mia stanza di San Giuliano come base. Sembrano finalmente essere lontani i tempi dei vari sciacalli che affollavano questa casa: i vari Konstantin, Carlos, Il Cieco, Joe Munnezza e non ultima Eleonora, che non sta mai bene e ha sempre bisogno di qualcosa. O ha bisogno della bamba, o del metadone o delle mie gocce per stare tranquilla, o ha fame o non ha mai le sigarette. Insomma stare con lei, o solo frequetarla è uno stillicidio. Poi non mi piace particolarmente scopare con lei, sembra avere una grossa patacca tra le gambe  e non un frutto desiderabile. Siamo alle 7e mezzo di mattina e io sono già abbastanza stanco. Sto aspettando che Fawara si svegli per bere un caffè...

Vacanze II

 Io ho bisogno di andarmene in vacanza, cos'è questa merda di vita che mi trascino addosso. I miei occhi devono vedere cose nuove. C'è un forte bisogno di cambiamento in me e il bisogno di tagliare i rami secchi ha dato nuova vita all'albero della vita. Vorrei perdermi su un isola Greca, al sole invernale, a mangiare in piccoli ristoranti locali, a godere delle bellezze del paesaggio. Un altra cosa che vorrei fare, quando i miei non ci saranno più è traslocare da qui a Melegnano. Forse puo' assomigliare alle ossa della morte interiore, ma non è così. Ma è più l'isola greca che mi attira che Melegnano. Non sto vedendo, o la sto vedendo poco Eleonora, non sto vedendo il mio amico, quello sfruttatore di Fawara e già sento che mi si liberano delle energie, delle energie preziose. Matteo non conta più nulla,ormai, è stato una semplice comparsa della mia vita. Sì, è vero sono andato a trovarlo a Rio de Janeiro, ma quello che poteva essere l'inizio di tessere nuovi rap...

Venezia

  I tempi con Laura sono stati belli & intensi. Solo un viaggio insieme è mancato. siamo stati al mare, A Firenze in un ristorante e in un albergo. Con la prossima donna dovrei andare in una città come Venezia. Un pò costosa, ma bellissima. Con i suo canali, i suoi vicoli stretti. Ci sono stato da solo. Tanti anni fa, negli anni dei miei vagabondaggi, sono andato lì, di mattina , ho fatto la tessera dei traghetti, ho cenato in un ristorante, ma non potevo permettermi di dormire in albergo, così ho vagato sui traghetti tutta la notte. Ho visto tutto di Venezia, fino alla passarella, in fondo alla citta', dove il canale si allarga, delle star di Venezia, ma solo quella, con un bar, molto chic, dove bere un bicchiere di bianco in calice, alle tre di notte. Questa era la mia vita ai tempi.La nostalgia di & Antonella a volte si sente, odore di Rousseau alle costole ancora in qualche modo. Comunque Venezia è imprescindibile, ci devi andare almeno una vota nella vita, e perderti i...

Rinascere

 Rinascere ancora è possibile secondo le religioni buddhista e induista praticate in India e Nepal. La mia religiosità legata ancestralmente a quei lunghi così poveri e mal messi, con le precarie case di mattoni, le insegne dei negozi in lamiera dipinta con sopra scritto il nome del negozio che in genere prendeva il nome dal proprietario dello stesso, i bambini seduti ai bordi del negozio, i risciò, i carretti che portano, lenti carichi incredibili. Rinascere si può si deve. Io vorrei essere lì e un pò ci sono con il cuore, ma non basta o forse mi basta quello che ho già vissuto , il dramma che si è consumato in quei mesi. Lo so che spesso parlo di questo periodo, ma è più forte di me: mi sembra un buon punto da cui partire tenendo conto che ho 50 anni il consumarsi di quella storia in quel periodo. Venir bruciati non è certo un esperienza piacevole. Ma tant'è, questa è la situazione che si è verificata. Ma rinascere, lo sai, si può sempre. 

Mi perderò.

 Mi perderò nelle nebbie dell'oblio, piacevolmente, come una nebbia sottile che ci avvolge ogni mattina e ogni notte. Sarà un processo lungo e faticoso. Bisogna lasciare segni, passaggi e passaggi come cantava quell'altro di Genova. Ma lì era in Sardegna e guardava le nuvole. Io sono un grande e mi sono perso dietro un idiota con le palle da giocoliere. Che truffa. Che furto di idee, energie. E poi quanta arroganza da parte sua. Abbiamo capito che hai fatto tanto nel sociale, ma questo non ti autorizza a trattare le persone che lavorano con te così. Come se non volessero niente e fossero tutte finalizzate al suo ego, smisurato. Quanta miseria umana caro mio, ero molto più nobile io, nel rubare a chi aveva per dare a chi non aveva. Attimi e sorrisi ripagavano di tutto. Bambini che ci venivano incontro nei villaggi. Tanti colori nei loro vestiti sdruciti. 

Se chiudo gli occhi

 Se chiudo gli occhi e apro il mio cuore a te Mascia, sei capace di trafiggerlo in un istante, come una freccia che ti si conficca nel petto e ti spacca il cuore per la infinita tristezza che provi nel constatare che i tempi non ritorneranno mai più indietro. Tanto meno quelli felici. Se chiudo gli occhi Mascia le tue labbra di cui non ricordo più il sapore, premono contro le mie chiedendo di aprire le porte del piacere. 

La solitudine

 La solitudine è rara, preziosa e bella come il silenzio di un bosco pieno di vita. Questo è quello che le nostre orecchie dovrebbero ascoltare ogni mattina. Non rumore di autobus, aerei che ti volano sulla testa già in direzione d'atterraggio a Linate. La solitudine, sa essere maestra di vita. Bisogna saperne godere, saper apprezzare quei momenti di nulla apparente. Ma in realtà mostrava segni quella sostanza nel Nulla dell' apparenza. 

Eliona

 Eliona rientrava a casa tardi la sera. Io guardavo la Tv, fumando canne e sigarette. Una nube si aggirava nella stanza. Eliona la mia bellissima e amata moglie si prostituiva, con la sua chioma bionda affondava la testa nelle parti basse degli uomini. Ovviamente non voleva fare sesso quando tornava, ma solo quando si era riposata mi mostrava tutta la sua arte. Fare sesso con lei era unico, fantastico, tu eri lo sperma che colava su di lei. Dalla sua bocca. La comunicazione ai pasti era difficile, ma iniziavo ad apprezzare quel caldo clima invernale con lei che tornava infreddolita, si faceva una doccia calda e dopo ti sorrideva tristemente dall'altra parte del tavolo. Una sigaretta appena accennata nel posacenere e un viso struccato. Questo era quello che ti offriva. E ti doveva bastare, perché non aveva tempo per te. Eliona mi amava, a modo suo, ma mi amava. Con i suoi vizi, i suoi vezzo, la sua lussuria nel fare sesso. Tutti questi pezzi componevano il quadro dell'amore. Io ...

La notte

 La notte è lunga, infinita e gravida di pensieri. Mi sento improvvisamente solo e senza speranze, almeno così sperano tutti gli invidiosi, i perdigiorno, gli ultimi arrivati che ora danno lezioni a tutti. Sono difficili certe notti. L' unica cosa che puoi fare è scrivere. Cercare di non pensare a Mascia e ai nostri ricordi. Cercare di smettere di odiare Cloud, Burgos William. In realtà tutte persone che non si meritano niente, nemmeno il mio odio. Sarebbe sprecato con loro. Che schifo che fa certa gente: è incredibile i colpi bassi che sa sferrare con i più deboli, con me che non sono capace di odiare niente e nessuno in realtà. William il bastardo, sorriso viscido e tracotanza che nasconde la sua nullità di persona. Cloud che per sentirsi meno insicura nella vita infanga gli altri. Li prende in giro, si nasconde e poi ti dà dell'idiota perché non hai capito i suoi giochetti. 

Filippine

 Fa caldo a luglio, fa veramente caldo sempre di più. Non si può fare niente senza sudare. Non a caso ne parlo adesso che siamo a Novembre, belli freschi. Le pareti trasudano calore e sudore. Juner conosce il mio sogno di chiudere in bellezze una vita sostanzialmente di merda. Quindi vuole e ogni anno me lo chiede di venire con lui nelle Filippine. Stavo per andarci ma poi mi sono tirato indietro. Mi manca quello slancio per arrivare a conquistare Evelyn, forse un viaggio potrebbe servire, ma io vedo in me l'ora dell' attesa. Mare cristallino, spiagge incontaminate, l'azzurro del cielo e il blu del mare. Juner ci va ogni anno, verso dicembre e ogni anno mi chiede di andare con lui. E io ogni volta non me la sento, per la lunghezza del viaggio (14 ore di volo con scalo a Bangkok). La cosa più probabile è che rimarrò in questa casa, forse fino alla fine dei miei giorni chi può dirlo. Certo le esperienze all' estero sono state forti, intense e coinvolgenti. Forse troppo. S...

Matrimandir

 Il Matrimandir, io sono spesso lì con il pensiero. C'è chi scriverà romanzi del cazzo e chi rubriche. Io preferisco forse la seconda. Questo scritto parlerà del Matrimandir, stupendo tempio buddista e del suo fascino come struttura e come fascino che sa esercitare sulle persone. Ti lascia qualcosa dentro, un aura di pace, un proposito per il futuro, una condizione di benessere che ti proietta in avanti. E da lì che sono arrivato all'esperienza del Nepal. Il lungo viaggio e il difficile ritorno in Italia. È stato durissimo tornare in Italia. Non mi rassegnavo molto facilmente a questa idea. Il vento del Matrandir mi soffiava ancora dentro. Correva l'anno 2001 e io avevo 26 anni e ancora tutta una vita davanti. Il tempio buddista emanava una luce particolare, scintillante e viva nelle ore più calde del giorno e più ambrata e pacata quando c'era il momento della preghiera collettiva, la sera. C'erano delle gradinate color terra su cui si disponevano le persone. Era tu...

Dei giorni

 Ci sono dei giorni che la salvezza ti sembra a portata di mano. Tutto si risolve in un attimo. La soluzione a tutto ti pare come qualcosa di nitido, facile eppure impensabile. Ci sono dei giorni in cui conti il tempo che puoi avere a disposizione. Cosa puoi fare e cosa non puoi fare più. I miei, la mia malattia è come se avessero spezzato la mia vita in due. Difficile rialzarsi. Eppure dei giorni pensi di poterlo fare ancora una volta. 

Negresco

 Mi manca un posto dove posso farmi i fatti miei totalmente. E ora che si è deciso, non si può forse più tornare indietro : questa casa sarà più animata, sperando che non sia un casino da sbrogliare. Vedo calici di vino inebriante, specchi, cocktail che si specchiano nel bar, qualche donna, una bionda in particolare guarda sé stessa intensamente nello specchio, vede la sua immagine e i suoi occhi riflessi. Sorseggia il suo cocktail piano, come chi sta pensando reconditamente a qualcosa. 

Viaggiare

 Viaggiare quando si può, vagare in uno stesso posto alla ricerca di qualcosa quando non si può concretamente viaggiare. Sono due strategie diverse di un medesimo approccio. Io ho viaggiato un pò nella vita e potrei farlo ancora, ma forse è il momento di stare, sedersi e raccontare tutto quello che si è fatto con zone di luce e ombre. Quello che più mi faceva imbestialire di Mascia era quando parlavamo dei viaggi intendo quelli lunghi, India, Cuba e così via. Per lei erano semplici fughe, non capiva niente del significato del viaggio, fino a quando non la ho portata in India. Lì qualcosa è cambiato in lei. Ha dovuto attingere al suo spirito dì sopravvivenza e adattamento per fronteggiare le difficoltà del viaggio che io non le avevo nascosto. Fu un viaggio bello, intenso, importante che ci unì molto. 

On the road

 Quanti km con la mia panda in, credo, otto anni di giri per l'Italia. Ogni tanto in Francia, a Nizza da Burgos. Bisognava attraversare la frontiera e si vedeva lontano un miglio che ero il classico tipo in panda che si faceva le canne. Comunque con Erika andammo a Salerno, a Roma, in Toscana un infinita' di volte e mi viene un pò da piangere solo a pensarci. Ricordi bellissimi e dolcissimi di noi due insieme. In alberghi, non di lusso, ma comunque belli. Il lusso non ci interessava nel viaggio in due. Era più il compiere un qualcosa insieme. Fosse anche del sesso nei campi. Con la macchina parcheggiata in una piccola strada sterrata. Improvvisamente mi viene in mente a quante migliaia cose hai fatto tu in questi vent 'anni e quanto sono stato spettatore della tua esistenza, Io. Ho costruito piccole cose, ma fragili. Il primo soffio di Maestrale lo abbattere bbe facilmente. Comunque quanti km con la panda, su strade sterrate, secondarie, provinciali dove trovavamo ristorant...

Una felicità strana

 Sento una leggera felicità strana, come di chi è passato di festa in festa e ha una sbornia di persone e situazioni. Con Laura un pò era così. Vaghi i ricordi di quelle serate con i suoi amici. Sono stato assente dalla scena un bel po'di tempo a causa del mio malessere e mi sono perso un pò di cose. La felicità di chi torna a lottare per ogni spiraglio di esistenza.