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Visualizzazione dei post da settembre, 2024

I giorni migliori

 Si vive alla giornata. Non c'è speranza di niente. Unica consolazione è la mia famiglia, amorevole e attenta. A volte sento già l'odore della mia morte. Venti anni in cui non ho costruito niente. Solo malessere. C'è un bel sole fuori. Il sole dei miei giorni migliori. 

Non è un gioco

 Aveva ragione Monica, la tanto bistrattata Monica, che la vita non è un gioco. Se rinunci a te, permetti agli altri giorno dopo giorno di distruggerti. Soprattutto le persone che ti vogliono male. Non è un gioco, i miei mi hanno tolto la chiave di casa loro. E purtroppo hanno ragione. Ma anche io ho le mie ragioni. Loro che litigano, loro che ti coinvolgono con i loro problemi. Eppure sono loro, i miei genitori. Il mio disturbo è che non voglio più stare qui, in questa città, dove non c'è niente e niente potrà mai attecchire. Lavoro per crearmi un altrove che non sia questo. Ma ci devo lavorare un pò di più. Monica e' la puttana piu' stupida che abbia mai incontrato. Che essere inutile. 

La stanza dei tuoi pensieri

 Quando ti si aprono le porte della psichiatria inizia un nuovo viaggio, un viaggio verso l' inferno. Non sai quanto durerà, non sapevi nemmeno che era così, perché questo è un discorso a posteriori. Non lo potevi sapere. Lo dovevi provare. E io lo ho provato. E un fascio di luce viva e solare sembra illuminare la tua stanza buia. La stanza dei tuoi pensieri. Il vuoto di senso si produce, nella misura in cui, lasciamo questa stanza buia. Senza luce che filtri dalle persiane. 

il tempo ci cambia

Il tempo puo' cambiare molte cose nella vita di una persona e io oggi mi sento felice, di una felicità strana. Di chi si è ripreso finalmente il proprio spazio. E sta bene da solo. Mi accorgo che ho contribuito non poco alla disintegrazione della mia famiglia, con i miei comportamenti psichiatrici e sto cercando di lavorare su questo. Sulla ricostruzione della famiglia. Di un senso di famiglia che si è perso per venti lunghi anni, perchè mi sono perso io nel frattempo. Non è il momento delle donne e forse nemmeno quello dei lunghi viaggi , ma è il momento dello stare, nelle cose, nelle situazioni di ogni giorno. E' inconcepile per me , in questo momento una vita senza genitori: sarò viziato, sarò malato ma mi rimandano a un ordine delle cose che avevo perduto da tempo. Un ordine mentale, ma anche pratico, da cui deriva quello mentale. Ho quasi 50 anni lo so, ma io sono uscitodi casa a vent'anni e ne sono tornato a trenta, dopo tutta una serie di esperienze anche importanti ...

Siamo qui

 Siamo qui, in questo grigio pomeriggio di Settembre. Già piove e le foglie cadute si sfaldano sul selciato. Io mi sto guardando Rai scuola. Canale molto interessante. È rimasto poco di guardabile in tv. Io ho provato tutto, ma né l'intrattenimento offensivo dell"intelligenza altrui, né la satira politica, né i notiziari mi fanno ridere. I notiziari mi fanno pensare. Pensare a in che mondo viviamo. Un mondo che mi piace sempre meno e che inizia a essere un pò più piccolo. Ho visto come sei tornato dalla Palestina, disse mia madre. Mamma c'era la guerra, gli attentati, come volevi che tornassi? Eppure io mi ricordo di me e le Rouge su un ventoso tetto di una casa di Ramallah, a guardare il tramonto che si spegne su un orizzonte grigio ed incolore. Case tutte in calcestruzzo grigio, o dipinte di bianco, un infinità di antenne per la TV sui tetti. Il muro israeliano di nove altissimi metri, i murales, alcuni molto belli. La gente palestinese, bella e gentile con me e con tutt...

Forte & Bello

  I Pink Floyd vanno, per i cazzi loro, album del 1969. Grandi. Non saprei che alra parola usare. E' sera sono le ventuno circa. La mia memoria va a vacanze imbarazzanti con mio padre. Belli i viaggi in macchina, gli spostamenti, anche se sempre più precari nel corso degli anni. Adesso dovrei essere io a muovere le chiappe da qui. Ma mi sono messo a scrivere e sono, non necessariamente , ma per dato di fatto, stanziale. Lena gravita ancora nella mia vita, ci gira attorno. Cerca, un po' come puo' di entrare e stare a casa mia. A me un pò va bene , ma alla lunga mi stanca. E non so come dirglielo. In qualche modo glielo farò capire, che devo esplorare nuove vie della saggezza e  della purezza che puntualmente domani mattina verranno stroncate dal suo arrivo qui a casa. E' un ciclone Lena, forza 6, che ti si abbatte addosso. E' come un 'onda alta & forte.In quante situazioni mi sono perso, non case Monica, ma situazioni, si' ho girato tante case visto e fat...

Rifuggire il tempo

 Inizia la stanchezza post vacanza, mia madre che questua sui soldi, io che mi sento infelice e insoddisfatto. La voglia di cambiare e l'incapacità di farlo. La sconfitta addosso. Noi che fuggiamo il tempo, noi che lo rincorriamo, noi che lo facciamo nostro e poi lo perdiamo. Maledetto tempo, maledetti soldi che non bastano mai. Per i vizi, per incoraggiare le nostre virtu' letterarie, le nostre virtu' umane che crescono col passare degli anni. Sempre più consapevoli, sempre più incscienti, sempre più noi stessi. Cosa ci facciamo a questo mondo? A cosa serviamo? Qual'è il progetto divino, se esiste? Perchè se ascolto Gilmour mi viene in mente Dio e le dita scorrono più veloci sulla tastiera. Quale decadenza, quale noncuranza ci ha generati in questo mondo di stupidi? Quale stupida madre mi ha partorito in un giorno d'estate? C'è una linea sottile fra la ragione e la follia e io la sto evidentemente attraversando. 

Amori giovanili

 C'è un limite delle cose che non si possono umanamente superare e che io ho superato. C'è una ragazza, ormai donna che nei miei ricordi ha un significato particolare. Con lei ho superato i limiti da giovane. Il nostro parlare i nostri giovani baci, le tenui carezze, le lacrime per la mia terribile storia familiare. E lei mi ascoltava e mi amava silenziosamente. 

Ricordi

 Non sembrava vero tipo Bjork in qualche scatto fotografico. Monica abbracciata  a un orsacchiotto gigante alle colonnee di San Lorenzo, con noi due persi tra le birre e il vino del discount. Non so dove lo trovò Monica, forse in giro abbandonato, anzi sicuramente, ma non ricordo esattamente dove: alla fermata di un autobus, vicino alla spazzatura. Non lo so. Fate voi. Comunque se lo teneva stretto per mano e con l'altra mano stringeva la mia. Qualche tenero bacio prima di venire risucchiati dalla metropolitana in direzione mestamente San Donato. Si torna a casa, boys. Stazione di San Donato. Era triste un pò per tutti e due tornarcene a casa dopo una bella giornata trascorsa all'aperto, in giro per Milano. Così si facevano le solite cose, si cucinava, si faceva l'amore, si mangiava e ci si guardava un film. I primi tempi, quando eravamo felici e sembravamo veramente una coppia.

Senza Spazio

 Chissà i deserti cosa devono essere. Distese infinite di sabbia e roccia fin oltre l'orizzonte. In cui ti senti un puntino minuscolo, perso nello spazio desertico. E invochi la tua vita come preziosa e necessaria, sai far cambiare idea a Dio riguardo certe cose. Per esempio Mascia io, le poche volte che ci siamo incontrati da quando ci siamo lasciati, mi sento come nel deserto. Abbandonato a me stesso. Dopo aver consumato qualcosa fatto meglio in ben più felici occasioni. Io me li ricordo i tuoi occhi felici, poi ho visto come sono cambiati. Pieni di odio,distanza e risentimento. Ero giovane davvero. Ho commesso degli errori. Non li commettere più a questo punto. Ma quello che è stato è stato e forse per sempre. 

Rousseau Il

 Cari Centri Rousseau,  Con questa lettera aperta voglio ringraziarvi per tutto quello che mi avete dato in termini di competenze e disponibilità a mettersi in gioco in prima persona. Ma qualcosa ci ha divisi. Le mie esperienze dalle vostre. Non abbiamo mai fatto un viaggio insieme, a parte la Sicilia che comunque è stata bellissima. Stromboli, Vulcano, Lampedusa e Linosa. Poi i ragazzi, l'equipe il nostro muoverci in treni carichi di anni e di storie.Il viaggio è andato bene. I ragazzi si sono divertiti e noi siamo Stati bene con loro. Il rapporto educativo di uno a cinque ha funzionato. Il gruppo si è amalgamato bene, nonostante le differenze iniziali. 

In questo giorno di pioggia

  In questo giorno di pioggia trent'anni fa sarei stato davanti a un bello e caldo camino. Io e la mia famiglia, uniti sempre contro il dolore e per chi è nato in una casa piena di dolore, è difficile non sfociare nella rabbia quando si viene tagliati fuori. Bisogna stare tutti uniti. In questo giorno di pioggia. In cui vorrei abbracciarti Cloud, stringerti e dirti che ti amato tanto, che ho sofferto tanto per te e che mi hai strappato via un pezzetto di cuore. Quello che tu probabilmente hai lasciato in Peru' o chiassadove. Mentre io pensavo a te, mi disperavo per te, tu andavi a Barcellona, al mare, non si sa con chi. Ero troppo povero per te in quel momento e troppo incasinato. Tu eri mossa anche da  buoni propositi credo, ma credo anche che in quel momento stare con me fosse difficile. Ero sempre stanco, poco autonomo e molto autocentrato. Vedevo poco di Cloud in quanto persona, vedevo più me nella situazione di chi si è lasciato con Eliona, mia moglie, e cercava un qualco...

Barbara

 Lo sguardo di Barbara era sempre prima cupo, poi intenso. È come se si rischia rassegna con l'allacciamento di un altro sguardo, di un altro rapporto basato sulla sincerità. L'azzurro dei suoi occhi non tradivano le aspettative. Era intensa e pura. Ma lo sguardo e la contorsione delle labbra erano come malati di un male incurabile e nascondevano una certa inquietudine. 

Nostalgia

 È sabato mattina e già mi sento uno straccio. Mi viene in mente l'amata Mascia e i nostri giorni in Trebbia a fare il bagno e a prendere il primo sole di Aprile o l'ultimo di Settembre. Che nostalgia di quei giorni con te. Il mattino è il momento della nostalgia delle cose perdute. 

C'era una volta

 C'era una volta un oliveto, in estate e in questo oliveto  dove biondeggiavano le spighe c'eravamo io & Mascia distesi nel prato. Che parlavamo, del piu' e del meno. Sorridendodoci e ogni tanto baciandoci nel sole Tra il fieno raccolto facevamo l'amore nascosti nei campi. Fermavamo la macchine ai bordi delle stradine di campagna e ci inoltravamo nei campi. Felici sorridenti,mano nella mano. Nei campi, sotto il turchese del cielo e il verde acceso delle montagne si compiva il nostro amore. 

Così veloce

 Troppo audace, spesso sagace, a molti non piace, che sia così. C'è il nano & il ghigno strano a fare da guardia. Due leoni di pietra & di tempo. E in mezzo io. Troppo audace, spesso sagace a me invece piaceva che fosse così veloce. Troppe cose funeste sono successe. Troppe voci corrono. Mi batte forte il cuore e devo imparare a farmi più i cazzi miei nella vita. Parlano e sparlano di me in giardino i cani latrano al bar. Poi improvvisamente si zittiscono. Comunque stanno indagando troppo. Voci corrono così veloci. 

La solitudine dei numeri primi

 È difficile essere il migliore. È sempre stato difficile con il peso della mia storia addosso. Eppure c'è l'ho fatta. E ce la stavo facendo. Ma poi l'invidia e la morbosità di Mascia mi si sono appiccicate addosso. Per fortuna è andata a vivere lontano, lontano da me e ora che finalmente ha una sua vita non potrà più interrompere e distruggere la mia come ha sempre fatto,posso pensare di costruire qualcosa che non sia un castello di sabbia in riva al mare. Ho pensato anche al suicidio nei momenti più bui, ma poi sono risalito. Resta solo la memoria di Cloud da annientare e poi il gioco è fatto. Siamo solo numeri Cloud, come lo sono stato io per te così sarai tu per me. Siamo solo numeri in un sistema che ci annusa, ci scansiona e poi spedisce ognuno al proprio posto. I pazzi di qua, i sani di mente di là. Gli affaristi al ristorante, i proletari a contare gli spiccioli nelle tasche per potere fare la spesa. Quanta armonia in un sistema così ingiusto, pensato e strutturato ...

Senza espressione

 Non sono paranoie: è la vita reale a essere così. I miei si sono separati e non si amano più come prima. Io solo ora riesco ad avere un barlume di mia vita propria. Abbandonate le persone inutili non resta che contemplare il vuoto che è rimasto. Ma qui a San Giuliano non c'è niente, non c'è più nessuno se non Monica da cui è meglio tenersi lontani. Nel non c'è niente da fare, vedo la mia vita come una ruga profonda, senza espressione. Io sono stanco di questa vita. È una sensazione di pesantezza forte,quella che mi accompagna in questa fase di vita. Sono stanco della disperazione di certi giorni, ma non riesco ancora a vivermi una lucida follia. 

Laura II

 Sotto una coltre di polvere sono sepolti i ricordi di me  e Laura. Consumati dagli anni i ricordi di noi due felii insieme. Siamo stati in Liguria, a Firenze e alle terme, e a casa mia. io raramente a casa sua. Era bello. Stavamo bene insieme. Ci siamo trovati nel momento giusto. Per entrambi, con la giusta attrazione fisica l'uno per l'altra.Alle terme lei era bellissima  in costume due pezzi che ne metteva in risalto le gia' splendide forme. Era un costume verde acqua che comunque risaltava sulla carnagone chiara di Laura. Le notti di sesso me le ricordo molto belle, con la giusta vaga voglia di costruire qualcosa insieme in un prossimo futuro. Ma tre ex si presentarono alla porta. E altre due passavano tra le mie lenzuola ogni tanto. Stavo evidentemente esagerando col sesso e con la stressante vita di educatore in Italia e social worker all'estero.  Troppo casino. Sopratutto la mia doppia vita, benchè fosse ambientata in parte a Milano, in parte a Gerusalemme,tut...

Mascia & il Tavolo Blu

 Mascia insisteva dall'altra parte del tavolo. Ti piace scoparti Antonella a casa sua in viale Monza eh? Bastardo, tu sei un bastardo. E Mi lanciava contro le scarpe. Poi cercavo di rabbonirla e in genere c riuscivo, ma non era mai così fino in fondo. Al CAD non ci riesco più ad andare. Forse è un bene. I Rousseau e Jim in particolare mi han fatto da tappo sonoro per molti anni. Andrea non deve emettere suono, questa era la parola d'ordine. Non deve desiderare niente di più di quello che lui ha. Non deve desiderare altro che la situazione attuale.Altro che Antonella. Come erano cambiate le cose. Adesso ve lo spiego. Dopo il TSO in generale si ebbe, una fase di allontanamento da parte degli altri, una fase di rabbia da parte mia, e un ulteriore allontanamento degli altri. Il tavolo della cucina mia e di Mascia era azzurro. Era un tavolo di quelli vecchi, con le gambe e la struttura in metallo.  Ci avevamo fatto l'amore, gli gnocchi, la pizza, la sangria, tagliato il melone, ...

In progress

 Tu lo dicevi sempre che un giorno saresti impazzito, mi disse Burgos. Rinfacciandomi però, a ragion veduta, che non ero stato in grado di pensare a possibili contromosse e strategie di uscita. Mi viene in mente la stazione di Livorno, dove ho passato un pomeriggio e una notte perso prima sotto il sole e poi nella notte. Attaccato a una cabina telefonica a chiamare Jim che stranamente rispose, gli dissi dov'ero e si allarmò un pò. Dalla stazione andai verso il porto dove trascorsi alcune ore guardando il mare  e cercando e poi trovandola una piccola spiaggetta dove stare. Il mare era docile anche se inquinato o quantomeno non pulitissimo. Io sono molto esigente in questo senso. Il mare deve essere pulito, altrimenti aggiungiamo merda alla merda. Il concetto, scusate, ma è questo.

801

 E' un grigio mattino. E' il 2 Settembre 2024. Sembra un grigio berlinese e il mio pensiero, quando sento l'aria sferzare è sempre rivolto a lei. Una calsa coperta. Si, Burgos, hai ragione, dovrei usicre con ragazze più giovani. Stando attento a quelle troppo giovani che iniziano a guardarti con un sorriso malizioso. Sei un uomo fatto e finito per loro,sei una piera inaovibile delle notti di sesso. Forse più pomeriggi, da una certa età in poi, ho iniziato ad avere ritmi molto più lenti, è il momento dedicato al sesso era il pomeriggio. Con Monica, con Cloud. Le vicine di sotto che sparlano. Io che improvvisamente mi sento come  a Cuba. Con una certa fiesta dentro. E intorno a me , ci sono donne ovunque. Il temporale sta arrivando a minacciare finalmente i vicini che ci disturbano. Una voce si zittisce. Tu scrivi i testi, poi musichiamo tutto noi, disse Izzu. Ci avrebbe pensato lui, insieme a Fritz a comporre la migliore sezione ritmica del giro. Io distorcerei la chitarra i...

In parallelo

 Bisogna andare in parallelo cara Giulia, desiderio d'altri tempi, remoti & giovanili. Le panchine verdi complici, nel giardinetto. Ho vaghi ricordi di noi. Dietro una siepe,parlavamo di cose anche profonde pur essendo giovani. Lei era sempre stranita, piu' di me, fin dove si spingevano le nostre conversazioni. In parte le guidavo io, in parte lei, in parte le cose succedevano. Poi non ha avuto piu' tempo per me, molti anni dopo.