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Visualizzazione dei post da ottobre, 2016

Solitudine

Io che sogno, di notte, quanto fa schifo la mia vita, mi accorgo dopo il caffè del mattino e la subitanea pastiglia che addolcisce il tutto che devo fare qualcosa. Qualcosa per uscire da questo imbuto notturno in cui sembro di scivolare a casa di Cloud, a stare con lei nella notte come se i nostri corpi si sfiorassero. E questa sofferenza d'amore che assomiglia a qualcosa che avevo già provato nella vita a 17 anni con una ragazza che si chiamava Sara a cui scrivevo poesie e lei leggeva le mie poesie. Erano solo baci e niente di più, mentre lei ora se ne sta nella sua vita e io nella mia. Penso al mio ex batterista che continua ad avere donne su donne, lui che dice che mi ha sempre visto come un tipo solitario, sarà vero ma farei volentieri a cambio con la sua di vita. Tua madre che invecchia, tossisce in cucina, Burgos che finalmente a Natale arriva e sarà pace, Cloud che non c'è più e io devo recuperare qualche pezzetto di lei altrimenti muoio, Monica che bussa alle porte dei ...

Storie Varie

Oggi vorrei parlarvi dell'esperienza della Comunità: un esperienza che al momento prima di entrarci ti sembra, e di fatto lo è, necessaria e anche umanamente bella quando ci sei dentro, ma che a distanza di anni, non puoi che ricordare come orribile. Mi ci fa pensare Cloud indirettamente, che lambisce lidi di follia senza mai approdarvi pienamente , forse grazie alla propria arte, alla propria abilità nel farsi rispettare e Monica, che mi viene in mente, con accostamento inusitato suscita, con più enfasi, più direttamente. Quello che spero di non sapere è quello che sto per dirvi. Quanto avrebbe bisogno di cure quella donna, neanche lo sa che è malata, ma sa vendersi bene, pur di sfuggire al bisturi della psichiatria e così tutti abbiamo imparato a conoscerla come persona che ha delle difficoltà, ha dei problemi e via dicendo. Ma nessuno si accorge mai dei danni che fa intorno a sè e che non paga mai, come un alcolizzata che frequenta sempre lo stesso bar ripete sempre le stesse c...

Forse Dio

FORSE SOLO DIO. Forse solo Dio potrà dare una risposta alle mie infinite domande sulla vita. L'Onnipotente creatore dei Destini Umani disegna geometrie che a volte sfuggono ai comuni mortali. Anche il Papa lo dice in occasione di gravi tragedie umane, dove Dio sembra non esserci. Io scavo il mio destino e cerco la mia forza nelle persone, non credevo particolarmente a Dio, anche se ho iniziato a crederci con gli anni della depressione, per aggrapparmi a qualcosa che pur ritenevo sfuggevole. Gli incontri mancati con la felicità sono ormai innumerevoli, quasi che io non fossi più capace di meritarmene una, o quasi che io, con i miei infiniti errori nella mia condotta di vita (come tutti, forse, tranne quellii particolarmente attenti) non riesco più ad accettare e a meritare. Sento forze sinistre quando parlo di Dio, quasi come se non fossi autorizzato a farlo. Forse è lui stesso che mi dice che dovrei concentrarmi su altre cose, guardare al mondo con più fiducia saper aspettare e sap...

17 Ottobre

C'è sempre una massa di pensieri nodosi nella mia testa , tra le mie corde, nel mio essere e nel mio esistere insomma. Le notti continuano a essere difficili, mi faccio meno ruffiano nei confronti delle donne e scopro che finalmente posso stare un pò da solo, senza nessuno al mio fianco. Vorrei tornare a improvvisare a vivere la vita in giro, ma tutti quelli che conosco e che ho conosciuto che fanno questo tipo di vita non mi piacciono più e non mi interessano più. Li frequento comunque, forse non ho ancora scelta, sono un appiglio e un peso dei giorni allo stesso tempo. Ma non mi danno più niente. Devo uscire dal binario senza deragliare, esplorare nuovi lidi di persone e di cose da fare, farmi aiutare da chi può farlo se è ancora possibile fare qualcosa per me. Devo prendere la mia vita a cuore come Cloud ha fatto con la sua , mentre io la aspettavo. Devo liberarmi della sua presenza in questa casa, devo dimenticarmi i suoi occhi e le sue labbra e sopratutto devo pensarmi come ...

Mentre Piove

Sono stanco di Cloud, del suo manifestarsi e del suo apparire e del suo sparire quando le conviene. Cerca un maschio, uno che se la porti a letto senza troppe preoccupazioni, fatevi sotto. Sono stanco delle sue assenze, del suo menefreghismo di fronte alla mia malattia, quando sto male non c'è mai e non c'è mai stata. Il nostro rapporto di amicizia è inutile, sterile, non porta a niente, solo a energie che metto io in campo e lei tiene per sè. E poi ne soffro, e poi sto male e poi devo rivedere tutte le mie posizioni sulla vita che trascorre, dolorosamente nell'attesa che qualcosa cambi. Ma niente lei si fa la sua vita e io non la mia. Comincerò da adesso. E poi sono stanco di incontrare Monica in giro, sempre tra i piedi con la sua stupida presenza e la sua stupida faccia da furbetta dell'ultima ora. Una che confonde il vezzo con la sofferenza quella vera, che ti fa poi dire cose vere. La sua è una vita fatta di vezzi, ma è la sua stupida vita e che continui a farla. ...

10 Ottobre

Ho la sensazione che meno ho a che fare con Storer meglio sto. Almeno non mi sento preso in giro, pur nei suoi nobili intenti resta uno psichiatra che lascia il tempo che trova, così immutabile nella sua barba. Il Cieco ( che non si chiama così in realtà, ma sono io a chiamarlo così) è un personaggio di questa città positivo sicuramente, ma anche molto furbo. Sa cavarsela nella vita lui. Ha i suoi anni, ha la sua consumata esperienza, anche in fatto di droghe. Comunque anche rispetto alle donne. I soliti consigli da bar. Quante volte al bar a Gavirate a bere un caffè con l'educatore della comunità, che ironia della sorte doveva prendersi cura di me e io un pò di lui. Mi ha aiutato sicuramente, ma il suo buonismo era troppo per uno come me , abituato al libero scambio delle opinioni e dei punti di vista. Poi volevo dire che vorrei scrollarmi di dosso questo susseguirsi dei giorni e ritornare a scoprire che l'artefice delle cose sono io e che ogni giorno, soldi a parte, può esser...

al CPS

Volevo parlarvi brevemente del CPS stamattina, di come sono considerato da tutti un nullafacente e che non ha via di scampo nella vita se non il cronicizzarsi, come dicono loro, di una malattia. Poi appare il solito foglio bianco, quello che mi ha ispirato i testi dei Polly. E poi penso che stamattina non ha nulla da dire. L'aria è fresca , è serena e per una volta non si combatte con la noia. Al CPS si perde tempo, si perdono anni. Mentre Erika disegna vendette che ci tengono alta la vita e l'umore di chi perde tempo e e perde la vita stupidamente. Che essere Erika, profondamente egoista, che essere Burgos fintamente aperto, e Cloud mi restituisce un nichilismo chiuso. Vago per casa e mi chiedo a cosa servo, chi servo, di chi sono il servitore e chi serve me. A chi appartengono queste mani che dolorosamente hanno intessuto parole per questo anno e per tutto il tempo che siamo stati assieme, mentre tu incurante tessevi la trama della tua autonomia e della tua vita. Capita di au...

Senza Titolo II

Eccomi che mi ritrovo. In un bar qualunque di una periferia qualunque di una grande città qualunque. La faccia del barista è tirata, stanca e siamo soltanto a martedì. Ci conosciamo bene, ci vogliamo anche bene, ma lui ha l'ossessione dei soldi, pensa sempre a quello che può guadagnare, anche dalla mia sofferenza, anche dai miei caffè solitarei al mattino, fuori, all'aperto, aspettando un raggio di sole che poi arriva, ti scalda il viso e un pò anche il cuore. Ho usato quel bar come scrittoio, come luogo di intrattenimento come modo di fuggireai quesiti della vita. Ma non avevo soldi, non mi ubriacavo e non sfidavo il destino. Avevo ormai già imparato e capito che il destino non doveva essere sfidato in alcun modo. Ci aveva pensato Erika a ricordarmelo. Per come erano finite le cose, per come mi appare in sogno e sempre mi mi ricorda che l'essere umano è un gran creatore di destini, ma può anche saper distruggere tutto, preso da una cieca rabbia come ha fatto lei. I miei p...

Senza Titolo

Partendo dal presupposto che tutto quello che viene scritto qui è frutto dell'improvvisazione, dei ricordi, dei sogni e di tutto quello che ci appartiene mentalmente oggi scopro che non ho niente di importante da dire se non che la vita va avanti e con indefesso silenzio costruisco una quotidianità in cui non ci siano più muri, nè barriere tra le persone. Serve una certa apertura mentale per stare nella propria condizione senza lamentarsi troppo di quello che si ha e di quello che non si ha , magari non si ha più. Penso a tanti pomeriggi spesi insieme a serate che non ci sono più a chi ti dice di guardare avanti con indefessa costanza. Io credo che l'amore sia l'unica soluzione al nichilismo che permea la nostra vita, l'amore verso sè stessi, verso l'altro, verso la vita in tutte le sue forme. Questo l'ho imparato dalle persone che stanno male e che sanno veramente cos'è la sofferenza almeno psichica. 4o anni è un età strana: ti permette di pensare anche a c...