Passa ai contenuti principali

Post

Visualizzazione dei post da giugno, 2023

Negli occhi

 Il mare: mia sorella aveva un mare negli occhi e anch'io vedevo le mie pupille nuotare nelle lacrime vedendola così distesa a terra. Fino a quando c'era stata lei il mare era un luogo di divertimento,svago. Dopo la sua morte divenne il luogo della nostalgia e della malinconia. Trascorrevo intere giornate sulla riva a guardare le onde infrangersi sui miei piedi stanchi dal troppo camminare sulla battigia. I miei amici sanno che ho paura delle grandi altezze,per la questione di mia sorella. Per questo ho scelto di abitare al primo piano,e quando vivevo nella villa ho vissuto in un seminterrato. Però sono stato in cima alla Torre Eiffel,con mio padre,la prima volta di Parigi. La seconda fu con Alessandra credo. Eravamo sicuramente stati a Parigi per una settimana, molto tempo in Albergo tra le lenzuola e poco tempo in giro. Però il quartiere latino con i suoi bar me lo ricordo. Un via vai di artisti di ogni tipo. La storia della nascita dei Polly Magoo l'ho già detta. Fu lì,a...

Speranze

 È bello il vociare dei bambini della sera, mi ricordano quelli di Gerusalemme. Ogni bambino del mondo le sere d'estate esce per giocare in strada e esprime così le proprie speranze.  Almeno nei paesi più poveri questo succede ancora. E succedeva anche in Italia quando ero piccolo e giocavamo a biglie o a pallone per strada. Tanto le macchine erano rade e i pomeriggi lunghi e assolati. Con le cicale che emettevano il loro suono tipico.

Take me higher

 Oggi mi sento fortunato. Anzi positivo, nell'accezione più possibile ottimistica. Sto benissimo in casa col ventilatore che spara, e sembra di essere in una cabagnas in Messico del Sud,alla punta del golfo. Luci della sera, colori arancio -violacei , sabbia bianca e funghetti. Tutto il necessario per farsi un bel viaggio. Fu strano,i colori erano più vivi e la sabbia sapeva disegnare con l'azzurro del mare un orizzonte preciso e netto. Una sorta di simbolo della perfezione. Un segno di Dio, della sua presenza e del suo manifestarsi. Lì è una divinità pagana che governa il tutto. Da noi c'è Cristo crocifisso. Anche in Sud America in chiesette variopinte c'era la presenza del Cristo redentore incarnata da una statua sanguinante,con una corona di spine e dei chiodi. È orribile, come immagine, ma è quello che l'iconografia Cristiana propone. Oltre le azzurre Madonne con lo sguardo rivolto sempre verso Dio.

Fawara

 Ho ospitato qui in casa mia,previo pagamento di un modesto affitto il mio amico Fawara, l'amico opportunista direi. Quello che non fa mai niente per niente, anche se sembra sempre venirti incontro in qualche modo. Lui è un fumatore incallito che non vive senza fumare e baratta quello, con un po'di soldi anche con cibo, ospitalità, tabacco e altre cose. Ti fa anche un po'da psicologo se ne  hai bisogno. Ma solo se ha il suo tornaconto. Perché Fawara in realtà non fa mai niente per niente. È lui che un po'comandava in questa casa quando abbiamo vissuto assieme.  - Fratello io morto di fame presta me dieci euro poi domani te li do'. Ma domani era un altro giorno. Però qualcosa tornava e indietro a volte subito, a volte dopo qualche settimana. Non lo so Fawara è sicuramente una brava persona che mi viene a trovare il mattino a bere un caffè,poi io gli lascio qualcosa e fumiamo qualche canna mattutina che mi stona non poco. E non mi fa neanche bene. Ma io sto perpetrand...

Il caffè

 L'ex bar di Patrice è chiuso il lunedì mattina e io non so dove andare. È l'unico bar tranquillo, dove si possa scrivere senza troppo chiasso attorno di vociare e risate. Ho anche finito il caffè. E dovrò aspettare ora di pranzo per ritirare il solito pacco spesa dai miei. Il caffè è importante per uno scrittore, almeno per me. Gli sguardi più arditi si compiono sotto le ali di un caffè. Mi manca Patrice, mi mancano quelle mattine trascorse a parlare con lui, quando era libero, perché quando era indaffarato giravo al largo, lasciandolo stare.

Today

 Quelli erano begli anni, perché lontano dai miei, dalla mia storia funerea. Erika faceva da filtro, così io potevo studiare, uscire,divertirmi. Era quella la vita che volevo ed era anche una vita insperata, dati gli esordi della mia vita. Eppure Erika si era ripresa tutto. Tutto quello che aveva dato,se lo era ripreso con gli interessi. Vivevo di musica e sono finito a scrivere,amavo alla follia le piante grasse e me le ha fatte morire tutte,una dopo l'altra. Ed erano tante. Mi piaceva divertirmi, ballare,ma lei non voleva. Voleva solo divertirsi lei. Possibilmente con qualcosa tra le gambe. Nella calura estiva due vecchietti guardano il vuoto e aspettano insieme la morte. Uno sono io, l'altra non so chi sia. Sarebbe potuta essere Erika,che mi chiedeva spesso se saremmo invecchiati assieme e io le rispondevo di si,anche se mi sembrava una prospettiva agghiacciante quando pensavo che avessi solo 30 anni quando me lo disse. Però c'è un altra,ma potrebbe anche non  essere una...

Io e Cloud

 La casa era un po'nell'entroterra,ma aveva una splendida vista sulla baia e sul mare che in essa si stagliava perfetta. Io ero in cucina che mi stavo preparando un caffè,una sigaretta già accesa nel posacenere guardando fuori dalla finestra della cucina e godendomi la vista del mare. Senza far rumore,apparve sulla porta della cucina Cloud che solo in mutande e con le braccia a coprire i seni,accennava un sorriso dolce uno dei suoi e con le labbra tumide chiedeva il bacio del buongiorno. " Buongiorno" " Buongiorno amore, dormito bene?" " Certo " le dissi io " Con te vicino dormo sempre bene la notte,lo sai che mi piace sentire l'odore della tua pelle ". Il sole si affacciava alla finestra della cucina, mandando tiepidi raggi che ci scaldavano il viso & il cuore. Le nostre mani intrecciate,le nostre labbra che prima si sfiorano e poi le labbra che si toccano timidamente. È l'inizio di un nuovo giorno. Fatta colazione con caffè ...

La psichiatra Il

 Questa settimana vedrò la mia psichiatra, artefice di notevoli fallimenti, nonostante il suo sperimentare le proprie terapie sulle vite altrui. È una persona pedante, sgradevole e persecutoria. Sono stufo del CPS,sono stufo delle sue terapie,e della arroganza della loro gente . Non ho bisogno di lei,non ho bisogno di loro. Ti riducono in uno stato che non puoi neanche alzarti dal letto nei giorni peggiori. La crudeltà di queste persone è senza fine. Loro non stanno male. Il rapporto con la mia psichiatra mi sta logorando, sono in una spirale senza fine. " La sua vita è stata distrutta dalla droga" così mi diceva. Io non la pensavo così, anche se per alcuni eccessi aveva ragione. Ho chiuso con i giri pericolosi,questa volta veramente,e ho una grande sensazione di leggerezza addosso. Niente più persone sgradevoli o sgradite,ma solo pace & benessere.

Un amore discordante

 Anna è una persona dentro piccola piccola,quasi miserimma a tratti. Pensa solo ai soldi, non fa nulla per migliorare se non in funzione dei soldi che riesce a ottenere, anzi se può mostrarsi peggiorata lo farà sicuramente ( per avere piusoldi) Il Menez è sempre addosso: su di me, sul mio tempo, e anche se è scomparso, anche se non lo vedo più le sue parole riecheggiano per l'eternità. "Devi dare un senso alla tua vita" . Io mi ritrovai completamente smarrito perché improvvisamente tutto quello che avevo fatto fino allora mi sembrò pretestuoso e inutile. Alla fine lavoravo perché i miei non mi davano soldi e volevo divertirmi, uscire, suonare e fare mille altre cose.Intanto studiavo. Facevo l'educatore come lavoro e mi piaceva quello che facevo,ci mettevo passione,fino a quando Erika, anche essa educatrice mi fece passare la voglia di tutto, pure di vivere. Fu così crudele con me, che dopo di lei feci fatica ad avere altre storie e furono tutte conflittuali e tese a c...

Scappare

 Erika diceva che io scappavo sempre da qualcosa, che ero un maestro della fuga e che viaggiare era il mio mezzo di evasione. Ora sono con le spalle al muro, non riesco più a muovermi con la velocità di prima e la regina( Erika) ha dato scacco al re(io). Non voglio finire in una comunità per il resto dei miei giorni,io voglio andarmene da qui. Se mia madre non ci sarà più, sarà un motivo in più per scappare. La notte non regala niente, neppure un po'di musica. Non ne ho voglia. Solo qualche voce lontana e il silenzio delle due di notte. Voci arabe,una voce di donna. Non c'è mai pace in questa città. Delle decisioni devono essere prese,in merito a mia madre e al mio futuro. Che voglia di scappare lontano da tutto. Non riesco molto a dormire stanotte,sono troppo teso, preoccupato per mia madre. Povera donna,solo crudeli avversità le ha posto la vita di fronte. A lei,come a noi. Ma anche mio fratello ci dovrà essere e ci sarà al momento opportuno e spero anche prima. Cosa devo far...

Il male

 Il male arriva che tu lo voglia o no entra nella tua vita subdolo e apparentemente innocuo. Sembra tutto sotto controllo, insomma. Ma lui si presenta alla porta in genere nel tuo momento di maggiore felicità,come l'autobus a metà sigaretta. È venuto a prenderti. Cosa fai? Urli quantomeno e allora facci sentire come sai urlare. Cosa dobbiamo dire al Male in confidenza? Che siamo tutti finti? Tutti artefatti,costruiti su misura per una vita già scritta. È questa la nota più triste di tutta la storia. Che tutto è già scritto o meglio circoscritto dai nostri difetti,dalle nostre debolezze. Che ci impediscono di guardare lontano,di fissare orizzonti sempre più ampi.Il male non manda cartoline,ma solo messaggi nefasti. Ma vaffanculo. L'unica cosa che si può fare è resistere,aspettare l'autobus dopo e godersi a pieni polmoni la sigaretta. Tanto l'autobus dopo sarà sempre più vuoto,lì detta la legge della giungla. Della giungla metropolitana. Arriva la sera, sono quasi le sett...

Fuori

 Fuori i soliti idioti di San Giuliano si abbaiano l'un contro l'altro ed è pazzesco che l'unico modo che ho di eliminarli dalla mia testa è parlare di loro,che sparlano di me e viceversa.  Juner alla fine è partito per le Filippine e io sono rimasto qui come un idiota senza speranza. Come l'anno scorso d'altronde. Forse l' anno prossimo ci andrò. Ma abbiamo appena scoperto che mia madre ha un tumore. E questo cambia tutto. Cambia il panorama, l'orizzonte e il senso un po'tutto delle cose. Ero troppo felice, sapevo che qualcosa avrebbe provato a rovinarmi la festa. E ci sono riusciti gli infausti dei. Non so se riuscirò mai ad andare nelle Filippine, Juner, ma comunque ti penso lì e ti penso felice. Sono stanco di non fare niente e aspettare così il mio destino, è il momento di agire. Soprattutto se mamma sta male. Bisognerà essere più attenti e meno esigenti. Più rispettosi della propria mamma. Tutti mi tacciano chi di pressappochismo, chi di arrivismo....

Normandia

 Oggi c'è un cielo grigio,su alberi invece già fioriti da giorni e giorni che mi ricorda i cieli della Normandia dove sono stato con Alessandra durante il nostro primo inter- rail in solitaria,solo io e lei. Diverse le tappe attraversate, ma i cieli scuri di quella regione non si dimenticano. Che posti. E che splendore di ragazza, donna e fidanzata che avevo. Il mare spesso rumoreggiava e noi lo sentivamo dalla nostra minuscola tenda marrone di quelle vecchio modello. Noi stavamo stesi e ci accarezzavamo, ascoltando il rumore delle onde del mare  ci guardavamo fisso negli occhi e pensavamo che quella fosse la perfezione. Attimi di eternità in un mondo imperfetto. Fu un grande viaggio quello che facemmo assieme. Oltre che in Bretannia,andammo a Finistere in Spagna,a Marrakech,a Parigi, Barcellona a bere calimocio e fare Fiesta per le strade.

Materiale

 Siamo materiale refrattario alle cose,chi non vuole capire,non capirà mai, chi vuole capire dovrà seguire un percorso fatto di errori, sviste e obbiettivi centrati. Yes. Ragazzi, è proprio così. Questo è il progresso,questa è l'evoluzione della specie umana. È interessante questa cosa del fatto che spesso siamo così assolutisti. Siamo materiale refrattario o se vuoi spugne,sai dipende da quanto sei difeso,da quanto sei disposto ad accogliere il mondo.

Good Morning

 Sono all'ex bar di Patrice,quello di fronte a casa mia. È una mattinata pigra & lenta dopo una notte di bei sogni passati in compagnia di Sara,la donna dei miei sogni. È un risveglio bello e dolce che mi ricorda nella sua piacevolezza le lunghe colazione con Valeria a Kathmandu. Colazioni che preparava lei: frutta, caffè nero e dopo un bel paio di canne per assaporare meglio il tutto. Capitava che a volte giocassimo o indugiassimo un po'nel letto dopo colazione, oppure a volte iniziavamo già a parlare di lavoro se c' era qualcosa di importante e impellente di cui parlare. Eravamo nella casa di Valeria e dal basso si sentiva la città rumoreggiare silenziosamente,tra risciò,biciclette e qualche auto.

Gilmour

  1. Le  storie sono quelle di sempre. Non c'è niente da aggiungere, è mattino presto, forse notte e tutti ancora dormono. Non c'è niente di bello in questa stupida mattina solo pensieri di corsi e ricorsi della storia di questa piccola vita che si compie indefessa nel silenzio, complice del suo apparire. Senza che succeda mai niente. Inizio a essere stanco di Jennifer, del suo modo di fare, di porsi nella vita di chi ha sempre diritto a tutto, reclama tutto  e alla fine non fa nulla per meritarselo. E i giorni scorrono così complici della mia assenza. Tutto il resto si compie, la vita va avanti. Non c'è più nessuna donna su cui fare colpo, non c'è più un giorno che porti gioa con sè da molto, forse troppo tempo. Jennifer lo sa che è così. Ragionamenti filosofici mi portano a pensare che sia la vita nel suo compiersi che ci porta a questi punti morti. E poi l'ignoranza di Fritz, la stupidità del cameriere sotto casa ex galeotto, le sigarette che finiscono, gli amici...