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Visualizzazione dei post da febbraio, 2025

At the end

 Dopo aver vagato per anni nella mia mente e cercando nuove esperienze attraverso l'utilizzo di droghe che espandessero e dilatassero la mia coscienza, mi sono reso conto di quanto queste possono anche distorcela, rimandando una percezione alterata della realta'. Le paranoie, la rabbia presente in questi scritti, la falsa percezione della realta' derivavano tutte da quello. Alla fine sono solo un povero idiota, ma anche un grande scrittore. La rabbia sta svanendo e sta nascendo un forte bisogno, anzi non bisogno direi proprio voglia di amare: qualcuno, qualcosa, me stesso. Aveva ragione Monica che dovevo fare un lungo percorso. Chissa' se a me ogni tanto ci pensa ancora senza odiarmi o disprezzarmi. L'odio potrei anche accettarlo, perche' io stesso per primo l'ho riversato su di lei, ma il disprezzo non lo accetto. Non me lo merito. Io mi merito di essere ascoltato e letto e vissuto come un libro aperto. 

Notte II

 Dormono tutti. Tutti dormono, tranne me. Ormai le mie terapie quasi non fanno piu' alcun effetto. Se poi ci aggiungo il fatto che ho smesso di fumare e vado avanti a caffe', la notte sembra diventare infinita. Ma non e' una notte sterile, ma bensi' feconda. Mi vengono in mente tante cose, tante persone che si sono affacciate nella mia vita. Mi viene in mente Cloud che non voleva che intraprendessi la vita dello scrittore. Chissa' perche', mi chiedo. Forse era gelosa del fatto che potessi amare le mie parole piu' dei suoi occhi e dei suoi seni piccoli e in calice. Io non ho voluto che riempisse la mia casa con i suoi quadri, dipinti e disegni, perche' sapevo, anzi intuivo che un giorno mi avrebbe lasciato e non volevo avere ulteriori ricordi di lei. Ho sbagliato petche' alcuni dipinti e alcuni schizzi erano veramente molto belli e significativi della sua persona. Chissa' cosa fa Cloud in questo periodo della sua vita. Avra' un uomo sicurament...

Una festa

 C'era una volta una casa, la casa dei miei sogni. Non significa che fosse la mia  casa ideale, ma semplicemente che mi appariva, si materializzava spesso nelle mie notti. Era sempre diversa, ma sempre molto grande e in genere sempre piena di gente. Questa volta la casa in questione era affollata da personaggi del mio recente passato. Tutti giovani & drogati. C'era evidentemente stata una festa la sera prima e tutti dormivano. Per terra, sui letti, sui divani. Molti divani disseminati nell'ampissimo salone. Era evidentemente mattina e io mi svegliai per primo, in un letto con una ragazza nuda che dormiva accanto a me. Aveva lunghi capelli neri, un bel culo ( era distesa su un fianco, al momento del mio risveglio) e una carnagione bianchissima. Mi alzo dal letto a fatica e mi sento la testa pesante. Evidentemente la sera prima dovevo aver bevuto troppo. Diciamo molto, non troppo. Sempre con la testa appesantita dal vino bevuto la sera prima mi dirigo verso la cucina per ...

Piccoli passi & grandi realta'

 Nella mia vita ora come ora devo muovermi a piccoli passi e capire che essere liberi non significa solo viaggiare. Forse si puo' essere liberi anche stando qui a guardare il cielo che ti fissa al di la' delle finestre. Di cose ne ho fatte nella vita e anche tante. Anche di viaggi ne ho fatti tanti. Tante esperienze lavorative, un po' di donne, infinite risate. Sento che questo e' il momento dello stare, che non significa stasi, ma vuol dire tranquillita', pace interiore e nuove filosofie di vita. 

Non ho

 Non ho speranza di niente oggi e in generale, il mio orizzonte di vita si e' ristretto. Non ho speranza di niente oggi e quasi non me ne importa piu' nulla. E' un pomeriggio non diverso da tanti altri, sono io che sono avvilito e  triste nei confronti della vita. Mi aspettavo grandi cose, ma queste non sono arrivate. Colpa mia, colpa degli altri, non lo so. Ma le cose sono andate cosi'. Non ho la chiave interpretativa della mia vita. 

Ti ricordi?

 Ti  ricordi Burgos quando strimpellavamo la chitarra sulla Promenade a Nizza. Col sole alto per poi fare un bagno o col sole basso, dopo esserci fumati una canna parlando o piu' semplicemente guardando il mare. Ti ricordi Barbara e Erika che venivano a fare il bagno con noi? In costume azzurro Barbara e in due pezzi nero Erika. Entrambe avevano scelto il costume in base al colore dei propri occhi. Erika in due pezzi mi mostrava il culo lasciando ciondolare le gambe. E io impazzivo per il suo culo. Anche tu lo guardavi Burgos e anche io ogni tanto lanciavo qualche sguardo a Barbara. Suonavo spesso la chitarra in quel periodo e Erika si sdraiava sempre accanto a me. Ogni tanto Barbara ci raggiungeva. 

20-27

 Quanto mi mancano i tempi della Villa di Via Pascoli, dove ho vissuto dai 20 ai 27 anni. Gli anni forse piu' belli della mia vita. Avevo slancio e carattere e adesso posso dire che anche se il carattere e' rimasto, piu' smussato, lo slancio lo abbiamo un po' perso. Complice forse l'eta'. Quando suonavo nella band avevo una grande energia addosso e la emanavo attraverso la mia Samick rossa bordo'. Che parlava e si faceva sentire per me. 

Sento

 Sento un gran bisogno di andarmene via di qui, al mare con le sue onde guaritrici & riflettenti la luce di un sole pieno e forte. Il mare che con il suo rumore e' capace di lenire le mie ferite e le mie ansie. Voglia di una tranquillita' assoluta. Di pace interiore che deriva dalla bellezza del tutto intorno a me. 

Un giorno

 E' un bel giorno di pioggia, di quella sottile e fine ed e' bello camminare sotto questa leggera coltre che sembra teneramente avvolgerti come un caldo abbraccio. Mascia sempre nel mio cuore. Alla fine chi mi ha amato veramente nella vita? Lei. Chi ha saputo custodire la mia felicita' non tradendola mai? Sempre lei. Sono io l'idiota che ha rovinato tutto. E sapevo che sarebbe andata a finire cosi'. Un giorno Mascia, spero di rincontrarti ancora. Eccomi, non vedi che piango, cosi' mi succede spesso, quando penso al nostro primo incontro. Tu in un abito a fiori giallo ocra su un tessuto dallo sfondo nero. Ricordo ancora i tuoi occhi dentro i miei, le tue labbra che sporcano le mie di rossetto. Quel primo bacio su cui avremmo costruito la nostra storia d'amore. 

5 febbraio

 Eleonora aveva due belle tette grosse. Tutte da succhiare. A lei piaceva lo facessero. Per me era un piacere ancestrale farlo con lei. C'era un senso del possesso di lei, del suo corpo. Il periodo delle disperate gite in treno, solitarie e psichedelicamente lucide e consapevoli di essere in un periodo difficile, in cui bisognava rischiare. Nel loro senso di fuga. Quel periodo, come quello del mio bivaccare vicino alla stazione Garibaldi, sono finiti. Non so perche' andavo in giro in quel modo, tutto trasandato e fin troppo avventuroso. Di pomeriggio e di sera. Finito il periodo delle feste tra le lenzuola con Monica ( si fa per dire), inizio' quello di una maledetta e infinita solitudine che mi affliggeva come un ombra .