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Visualizzazione dei post da settembre, 2026

Notte III

Notte fonda. Notte senza sonno. Fino a qualche anno fa, in queste notti avrei pensato intensamente a Cloud. Ora lei è un vago ricordo. So di aver perso molto tempo dietro a lei, nonostante non lo volessi veramente, eppure così è andata: mi ha sedotto, usato e poi abbandonato. Eppure scorreva,almeno a me sembrava dell'amore nei suoi occhi. Ma non era così. Di Mascia mi mancano i nostri primi anni assieme, quando tutto o quasi era nuovo per me e a volte anche per lei. Ci amavamo,andavamo a concerti, suonavo la chitarra e scrivevo canzoni per lei. Andavamo al cinema, vedevamo mostre e tanta gente,ad aperitivi,cene a casa ,o al ristorante. Per me, nella mia vita è un ricordo bello e importante quello di lei. Spero che lei abbia la stessa considerazione di me di quei ricordi. Lei probabilmente si era innamorata di un altro uomo, alla fine della nostra storia e questa è la cosa forse più importante. Quando ti succede questo, tutto è finito e tutto ti crolla addosso. Non c'è un giorn...

Lo scorso inverno II

Lo scorso inverno io e Eleonora abbiamo vissuto insieme, qui a casa mia per sei mesi circa. Sei mesi molto intensi e in cui la casa era molto frequentata da vari personaggi, più o meno loschi. Più o meno improbabili. Io e Eleonora fumavamo e facevamo sesso, fumavamo e facevamo sesso. Anche con altre persone, i triangoli non ci dispiacevano. Lo scorso inverno è stato denso di cose. Di verità e scomode bugie. Tra me e lei, forse c'è stato anche qualcosa che assomiglia all'amore,ma in senso molto lato e in tonalità molto sbiadita. È notte e non riesco a pensare a niente. Mi viene in mente la bocca di Eleonora che ha dato tanto piacere a chi la ha incontrata. Per il resto è andata bene per un periodo, ma poi basta, non aveva più senso continuare. Lei vuole delle cose che io non posso darle. Che assuma atteggiamenti e prenda posizione su persone e temi a cui non sono interessato. Che la sifenda dai problemi che crea lei stessa ad altre persone. Questa poi e' la cosa più assurda...

E' sera

È sera. Una luce arancione illumina la stanza. Aitarn in casa, sempre al telefono. Manda al diavolo qualcuno, poi entra in cucina e si accende una sigaretta. Continua a maledire quello del telefono tra sè e sè. È una sera un pò movimentata. Il mio futuro è profondamente incerto a questo punto ed è anche legato alla permanenza di Aitarn in questa casa.L'ho già detto: l'inverno scorso è stato l'inferno qui, con gli attriti e le tensioni con Eleonora sfociate in violenti litigi e urla.Tutto per colpa della cocaina. Un inverno da lasciarmi alle spalle velocemente, e così ho fatto. Ogni tanto mi vengono in mente come dei flash sulla mia vita milanese prima del ricovero del 2005.La bella casa di Menez vicino Porta Romana,con il salotto dipinto di blu,i quadri alle pareti, un pianoforte marrone scuro buttato contro una parete con sopra uno specchio e un camino bianco avorio. Sono notti strane,un pò stanche queste,che sanno di occhiaie e sigarette fumate piano. La luce arancione d...

Gemme

Schiavo della solitudine, schiavo della mia famiglia, della mia storia e della mia memoria. Ciò che porto dentro di me è la mia parte migliore. Una scatola di storie come gemme di una collana preziosa. Eppure dolorosa. Ciò che mi porto dentro è la mia parte più vera,non mostrata,non esibita: quella è un arte dell'esistenza che concedo a tutti,. Ma le mie verità più nascoste restano per poche persone o anche per nessuno tranne me. Fino a quasi dimenticarle, come se non fossero mai esistite.

In fondo

In fondo, se il mondo non ti accetta per quello che sei, non puoi che continuare a essere quello che sei e a recitare la parte del diverso. C'è una certa rigidità nel definire una persona diversa dalle altre: non conforme a standard sociali, con modalità di interazione e comunicazione altre. Comunque fare la parte del diverso significa che ti si aprono mondi prima sconosciuti, ma anche che te ne si chiudono altri, in cui hai sempre vissuto. Uno spartiacque importante tra ragione e follia, nel mondo di oggi, è se tu hai un lavoro o meno. I diversi non lavorano più e non sono nemmeno in grado di avere una vita normale. Si vive così, viaggiando in scomodi vagoni,su binari apparentemente morti.Che non portano a niente. Avvolti in una fitta nebbia, verso giorni sconosciuti e lande desolato. Ma,suvvia, basta tutta questa tristezza: questo è il vostro punto di vista. Un diverso ha un mondo enorme dentro.

Lui

Lui stava lì, nei meandri della mia vita, per approfittarsene di possibili miei errori. La sua vita scorreva compiuta e piena, mentre la mia stentava ancora a prendere il volo. Lui è andato, io sono rimasto. Io non vedo il mare al mattino con il suo lento sorgere del sole. Mi ricordo quel sole che sorgeva e che si vedeva dalla piccolfinestra della cucina di Burgos, a Nizza. Un solchi disegnava giornate piene e felici,illusorie di un qualcosa non esiste. Comunque i ricordi sono fatti per essere dimenticati. Solo alcuni rimangono vivi nella memoria. Alcuni appaiono.Altri scompaiono per poi riaffiorare dopo anni.

Mi sembra

Mi sembra così inutile vivere,al cospetto di Dio e delle sue geometrie esistenziali. È vero, è una roccia a cui aggrapparsi, anche quando il mare è in tempesta. Mi viene in mente la Buca delle Fate, con il suo mare e il suo litorale roccioso. Quanti ricordi, stupendi,offuscati dalla rabbia, dal dolore e dalla nostalgia. Io e Mascia, da soli o spesso con qualche coppia di amici, andavamo lì a farci il bagno nudi. Sorge il sole, un sole di fine Settembre, sembra ancora un sole caldo e accogliente. Anche a Settembre andavamo al mare alla Buca delle Fate per gli ultimi bagni. Volevo portarci anche Monica una volta, ma non volle perché si sentiva una brutta copia di Mascia. Così andammo in una grande spiaggia lì vicino, con una pineta. Dove dormiamo candidi e abbracciati.

Sono stati

Sono stati anni difficili, lontano da tutto e da tutti. I miei vecchi amici a divertirsi e comunque in ogni caso a vivere e io separato dalla vita da mio padre e le sue ansie e pressioni. Estati, tante, senza donne sbronze, avventure, albe e risate.Le Estati scorrevano una dietro l'altra senza una apparente consistenza. Tutto scivolava via. Tutto nasceva,ogni giorno, per non lasciare nessun segno. Non c'era la pretesa di vivere, ma solo quella di contare i giorni che ci separavano da nuove ansie e nuovi problemi. Estate dopo estate, quando ero nel pieno della mia giovinezza, si costruiva la mia vita di marinaio dell'esistenza,amante e viaggiatore del mondo. Poi le estati sono iniziate a diventare scomode ricorrenze che ci ricordano ogni anno che non abbiamo I soldi per fare quello che fanno gli altri. O almeno non più.

Psicotico

È difficile spiegare alla massa cosa succede a una persona afflitta da scompensi psicotici, come è stato per me in passato. La fine della storia con Mascia e l'esperienza in Palestina, con tutto quello che lì è successo, mi avevano fortemente segnato. Ma paradossalmente è stato più facile per me lavorare in territori di guerra, che affrontare il vuoto enorme che Mascia stava lasciando dentro di me. Mascia e le sue strategie: da fin troppo legata a me,fino a quasi il punto di rottura per un altra donna da quanto lei dipendeva da me, all'elaborazione di suoi spazi di autonomia, che le hanno poi consentito di lasciarsi alle spalle la nostra storia. Comunque, ora vi spiego cos'è uno scompenso psicotico. Niente altro che un fortissimo attacco di panico, che quando insorge in una persona, questa non sembra avere più il controllo di sé stessa. E questo è quello che è successo a me. Avrei sempre voluto dirvi che la mia vita è stata ed è in fondo una vita pienamente, ma incompiuta...

Nuovi scenari

Nuovi scenari si aprono e forse questo lungo periodo potrà essere ricordato un giorno come una lunga parentesi. È possibile che, se la cosa con Aitarn debba passare attraverso i miei avvocati, io debba lasciare questa casa. Sto già sentendo una mia amica di San Donato, una che ho conosciuto al CRA, nel 2017, ma di cui mi ricordavo già ai tempi dell'Università. Proviene da una famiglia benestante e forse, da quanto ho capito di lei, non ha mai avuto voglia di lavorare o le è sempre risultato molto faticoso. Mentre scrivevo queste cose mi assale improvvisamente l'immagine di una donna dai capelli neri e bellissima che potrebbe essere Mascia. Ricordi belli e quindi molto dolorosi, da rivivere adesso, eppure sempre vivi.Troppo vivi a tratti. Nuovi scenari e vecchie storie che sembrano non abbandonarci mai. Aitarn non vuole pagare e nemmeno accetta l'idea di andarsene. Devo quindi elaborare una strategia.

Dovrei Imparare

Dovrei imparare a scrivere un pò per tutti, non soltanto per me stesso. È difficile comprendere tutte le categorie sociali e attraversare senza far rumore, diversi campi politici. Ma è possibile farlo. E se è vero che ho trascorso troppo tempo ripiegato su me stesso, e questo mi ha un pò precluso qualsiasi prospettiva sociale nella mia scrittura, è anche vero che tutto questo processo interiore era necessario. Dovrei imparare di nuovo ad andare per delle strade in cui il mio nome risuona chiaro e nitido tra le vie. Non sempre stare chiuso qui.Eppure questa casa mi dà una sensazione di riparo da ciò che di più brutto il mondo offre: arroganza, potere,crudeltà. Le tre dee dalla testa mozzata.

Paura di amare

Chiacchieriamo. Siamo in un bar qualunque di questa stupida città e parliamo, un pò imbarazzati e senza guardarci profondamente negli occhi. Lei ha qualche anno in più di me e dopo l'ultima delusione sentimentale ha deciso di stare da sola, almeno così non si espone alla sofferenza. Siamo un uomo e una donna che hanno paura di amare ancora. Eppure forse ci proveremo. Èun pomeriggiodi fine Settembredal sole caldo e sicuro, comeil mio sguardo su di lei,mentre beve il suo caffè.

Dalila

Dalila sembra essere una donna molto delicata, eppure forte, decisa, che sa quello che vuole e come ottenerlo. Con gli uomini,data la sua bellezza e la sua preziosita' intrinseca, faceva quello che voleva. Li prendeva, li lasciava. Quello che voleva. E così sta andando anche con me.

I fatti miei

Mi faccio i fatti miei, a questo punto della mia vita devo farmene una ragione. Le mie attuali condizioni di vita mi impongono delle scelte. Devo stare qui. E vivere con tranquillità. Aspettare, non si sa bene cosa, quando e nemmeno perché. Sono in una mare di problemi e di incertezza,ma sempre vivo dentro. Forse è questo il perché. La mia famiglia è contro di me in un certo senso: usano il fatto che sia malato per considerarmi abbastanza presente da prendere decisioni giuste e equilibrate.

Il coinquilino

Il mio coinquilino Aitarn, che vive qui da ormai un anno, ha sicuramente dato vita a una casa che sembrava quasi disabitata. Dovrà andarsene, i miei genitori non vogliono che stia qui. Per vari motivi, ma soprattutto per il fatto che non paga l'affitto della stanza. Si vive così, alla giornata. Rimbalzando da casa mia a casa dei miei, dove soffiano venti opposti. Aitarn vuole stare qui, in questa casa. Ci piaciamo anche come persone,pur provenienti da due culture e due religioni diverse. Ma devo ammettere che mi linita e un pò mi controlla anche. Tutto finalizzato a mantenere una situazione, uno status quo da cui trae un evidente vantaggio: la tranquillità. Sa com'è, l'autostima, l'orgoglio e il pregiudizio ci hanno rovinato. Non saremo mai più quelli di prima. Non può accadere, possiamo essere diversi questo certamente.

Smorto & Assorto

Smorto e assorto in giorni silenziosi eppure allegri. Non più spensierati, perchè la vita ha fatto il suo dovere nell'insegnarci delle cose. Nel darci dure lezioni che hanno richiesto anni di riflessioni e tentativi sbagliati di risorgere. Attraverso vie che non portavano a niente. Smorto per una vita consumata. Assorto per gli infiniti pensieri su ogni cosa,su ogni aspetto della vita, delle relazioni che ho con le persone. Su cosa funziona e cosa non va. Pensieri che viaggiano veloci ed è impossibile afferrarli e descriverli.

Senza titolo II

Non è una brutta esperienza questa vita, tra le tante delusioni e nessuna certezza. Si vive un pò di rendita esperienziale,anche se qui a San Giuliano ho dovuto ancora imparare molto. Molto dalla strada,dal suo linguaggio e dalle sue regole. La gente che viene dalla strada e la vive ogni giorno ha sempre esercitato un certo strano fascino, su di me. I posti, le situazioni, le persone che parlano sui marciapiedi, fuori dai bar. Bevendo una birra fanno gruppo e si raccontano la vita. Erano gli anni '90 e io ero uno di quelli che faceva sempre tardi. Preludio forse di serate più estreme, come quelle che faccio da un pò di aa questa parte.Sono molto stanco di queste serate.

Senza titolo

Il viaggio più lungo è quello qui a San Giuliano. Vent'anni passati così in un attimo. Volati via come le stagioni: una dietro l'altra. A San Giuliano non c'è spazio per la poesia. Non c'è spazio per l'illusione. E nemmeno per la speranza. Solo per la sopravvivenza, quello sì, per i soldi,anche.

Market II

Il mercato è saturo di te, dei tuoi tratti esistenziali. Della tua costante e precisa presenza. Ti tocca andartene e sbatti anche la porta. Non ti accorgi e non ti importa. Storta la tua vita prosegue anche senza di te.

Una tela bianca

A me interessa realmente costruire, non distruggere. Forse fare spazio si, ma per qualcos'altro di migliore. Modificare ciò che già esiste,lasciare un segno sull'esistente: come un segno di colore, su una tela bianca. Spaccati dell'esistenza e vite altrui si mischiano su questa tela.

Autobiografia

Come ci si fa a curare con una autobiografia? Semplicemente scrivendo,senza pensarci troppo, du getto. Poi questo insieme di parole ancora sconnesse diventeranno dei pensieri. Pensieri sempre più complessi. Attraverso un operazione di rilettura e rearrange del materiale raccolto. Personalmente non amo molto rileggere le mie cose. A volte, nei miei scritti emergono cose molto belle e cose molto brutte. Bisogna lavorarci: sul carattere, sulla determinazione. Sulle parole e sul loro potere.

Jim sa

Ho parlato con Jim al telefono oggi, e mi ha dato dei consigdi vita. Che io trasformerò in nuovi umori e colori per la mia scrittura e il mio stile. Dice che devo essere più positivo di non chiudere le porte al mondo, ma di dargli un altra possibilità. Cerco di spiegargli che dal mio punto di vista è difficile andare oltre certe cose, certe cose che mi sono successe. Jim sa prima di me come va la vita. Un pò perché ha qualche anno in più di me, un pò perché vissuto delle cose diverse dalle mie. Ha più esperienza su tante cose, ma soprattutto te le sa insegnare. E lui mi sta insegnando che devo essere più positivo in generale sulla situazione e sui suoi ancora possibili scenari e sviluppi. E io che mi dò già per morto,quando gli amici non lo vogliono e non lo fanno per te. Ma si tratta solo di una cerchiamo ristretta di persone. Jim ne fa parte sicuramente, perché lui sa. Sa prima di te e ti spiega il tuo errore.

Dopo

Dopo la fuga nel mondo del simbolico eccomi tornato nella vita reale, dopo vent'anni. Vent'anni di agonia e sofferenza, slanci e cadute( penso al mio matrimonio con Eliona). Un nuovo amore, una nuova speranza dopo la morte ideale di Cloud e di tutto quello che avevamo creato tra di noi. Chissà quali terre ha attraversato lei in questi dieci anni. Mi dico che forse è meglio che non ci pensi, perché fa male pensare che lei possa avere avuto una vita migliore della tua.

Altre registrazioni

Diverse furono le registrazioni che feci negli anni 2015 e 2016 presso uno studio di registrazione nella zona industriale di San Giuliano. Anche stavolta andavo spesso lì e fondamentalmente sovraincidevo su pezzi degli U2 e dei Pink Floyd. zii ricordo che mi divertii molto e qualcosa era anche apprezzabile, ma avevo perso un pò la mano con la chitarra, rispetto agli anni precedenti. Stavo con Cloud da poco tempo e lei entusiasta si propose di venirmi a fare un po'di foto mentre suonavo. Io rifiutai, adducendo il motivo che non volevo avere distrazioni e volevo rimanere molto concentrato. Lei ci rimase un pò male, ma annui.

In studio con Menez

Tornato dalla Palestina e finito in psichiatria, una volta uscito di lì, mi misi a suonare, prima a casa, poi in giro e infine in studio di registrazione. La persona più vicina a me, che aveva uno studio era il Menez. Soprattutto grande sassofonista, ma anche cantautore, chitarrista. Aveva registrato e si era prodotto un disco, che si chiamava "Le canzoni di settembre" in cui non so per quale motivo, oltre a Jim e altri musicisti e artisti in generale, citava anche me nei ringraziamenti. La cosa mi fece molto piacere all'epoca ( circa 20 anni fa) e ancora adesso ne sono felice. Andai in studio da lui per diversi mesi e per diversi mesi registrai molte cose. Sessioni di chitarra elettrica, acustica, pianoforte. Vennero fuori diverse cose interessanti e su cui non bisognava neanche lavorare tanto, ma io non avevo soldi in quel periodo. Appena avevo qualcosa, andavo in studio a registrare. Ma non potevo permettermi di rivisitare e organizzare tutta la musica prodotta. Così ...

Nuovi amori

Nuovi amori si stagliano all'orizzonte. Voglia di avere di nuovo una relazione, dopo molti anni di vita solitaria. Eleonora, pur se non irresistibile, ha qualcosa che mi attrae. Ma ci sono anche altre donne con cui vorrei fare sesso. Una è un amica di Fawara, che frequenta Serenella, e che mi conosce bene e da molti anni. Non ha certo la fama di una persona con cui puoi costruire qualcosa di duraturo, ma ci si può divertire e poi vedere cosa succede. Quando era più giovane era molto attraente, nei suoi boccoli rossicci. E frequentava lo stessa scuola di Mascia e mi notava sempre quando la andavo a prendere in macchina. Eravamo molto giovani, ed io ero un uomo molto desiderato e quindi viziato in fatto di donne. Me ne portavo a letto tante, eppure per molte altre non avevo il tempo e quindi le tralasciavo. Nuovi amori e vecchi rancori da abbandonare. Forse solo un nuovo vero amore può spezzare questa spirale di odio generalizzato. Solo un nuovo amore può farmi riaprire gli occhi: ...

Questa estate

In questa estate senza vacanze con Alex in Toscana con i suoi,anzi ormai nostri amici, ho capito delle cose. Ho capito che non posso andare avanti così. Ho pochi anni ancora e voglio avere più donne possibili. Voglio divertirmi. Non voglio più risultare pesante e noioso, nemmeno nella scrittura. Purtroppo nella mia vita sono successe cose belle, ma anche cose molto brutte, di quelle che lasciano il segno per anni. E questa estate mi è mancato passarla con Alex e i suoi amici. Mi è mancato respirare un pò, lontano qui.

Le Rouge

Nel discorso guerre e Palestina si inserisce Le Rouge, che io chiamavo così. Conosciuto a Milano nel 2004, nell'ambito del progetto Shufat dei Centri Rousseau, partimmo l'estate dello stesso anno per Tel Aviv e quindi Gerusalemme. Io non ho le parole per descrivere l'emozione che provo ancora adesso nel parlare di quel viaggio, di quella esperienza lavorativa, umana e professionale. È difficile parlarne da qui da questa magnifica casa affacciata suvuna città sporca e senza senso. Gerusalemme invece città santa e magnifica nel suo essere unica al mondo.

Guerre

Lavorare in territori di guerra è un esperienza che non vi consiglio di fare. Io ero giovane, spregiudicato, e non avevo forse niente da perdere. Forse se tornassi indietro farei scelte diverse. Però è andata così e il destino ha creato questa traiettoria di vita. Molte riflessioni su cosa fare una volta risolti alcuni problemi di rientro. C'era chi minimizzava la situazione e c'era chi poneva in grande evidenza il fatto che in mezza tutto questo ci fosse un ricovero psichiatrico. Io per primo non consideravo molto questa cosa, perché sapevo da dove arrivavo e tutte le energie spese in questo viaggio di 5 mesi in Palestina e Israele. Mi sembrava quasi normale che le cose fossero andate così. Cosa che invece non sembrava normale aspirazione tutti gli altri, che però avevo il ricordo di un me prima di questo viaggio che ormai non esisteva più.

Nuovi problemi

A Settembre ricomincia tutto. Così anche i problemi, vecchi e nuovi si presentano alla porta. Le Cont da riprendere in considerazione: abbiamo trascorso qui qualche pomeriggio, e mi sto un pò ricredendo su di lui. Gli sto dando un ultima possibilità. Aitarn che non vuole ne' pagare, nè andarsene. Di cose a cui pensare ce ne sono molte riguardo a lui. È una persona furba,che sa quello che vuole. E vuole stare in questa casa fino alla fine dei suoi giorni. Doveva sposarsi con una ragazza marocchina, bionda,carina e simpatica che anche io ho conosciuto, ma con il suo carattere non potrà mai sposarsi con nessuno. Io intanto aspetto che questa situazione si risolva, per prendere le mie decisioni. Le persone che entrano nella mia vita, o forse meglio, nella mia casa sembra vogliano starci per sempre. È difficile eliminare le loro tracce e i segni di un passato che deve rimanere tale.

Monica VII

Monica è comparsa nella mia vita come per farmi pagare un conto: un conto che non avevo intenzione di pagare. Monica, succube idiota ammaestrata dalle voci informate e per nulla disinteressate di San Giuliano ha voluto dimostrare che il Male può essere più forte del Bene. Eppure io sogno un giorno in cui lei verrà sopraffatta dal dolore che lei stessa ha creato in me e nel mondo in generale. Perchè chi fa del male a me, lo fa al mondo e all'essere umano in generale. Non è una questione di importanza, ma una questione di filosofia di vita. L'uno rappresenta il tutto.

Notte di pioggia

In questa notte di pioggia voglio aprire il mio cuore alla speranza,alla speranza che i giorni funesti siano finiti. Non è una questione di cosa è accaduto nella mia vita in questi vent'anni, da quando sono a San Giuliano, certamente anche questo, ma soprattutto è una questione di come io ho reagito, o non sono stato capace di reagire a mille situazioni problematiche che in questa città ho vissuto. In questa notte di pioggia capisco che la mia vita non può finire così, in questo modo e con questo atteggiamento disperato. Siamo una famiglia che ha sofferto molto e chiediamo rispetto. Un rispetto che non ci è mai stato dato e che invece dovrebbe essere dovuto. Ma bisogna reagire e a volte fa più male la non curanza con cui le persone hanno trattato il nostro dolore, del dolore stesso. Avremmo voluto avere noi una vita come la vostra,senza dolore, senza una vita spezzata e con giorni e anni felici di fronte a noi. Ma non è stato così. E allora non ci resta che lottare per la nostra f...

Lo scorso inverno

Lo scorso inverno è stato confusionario, rumoroso e delirante. Nemmeno a casa di Mascia ai vecchi tempi si raggiungevano livelli così. È tutto finito, come è cominciato e comunque a qualcosa è servito oltre che a spendere molti soldi: a farmi capire cosa non voglio più. Non ne voglio piu' di gente così in casa, come Beppe che si faceva di nascosto. Come Le Cont, che è ancora tornato sui suoi passi. Eppure il pomeriggio passa, con la scusa del caffè, della donna che lo ha lasciato. Personaggi vanno e personaggi tornano.

Chiudere in bellezza

Chiudere in bellezza nella casa al mare di Alex,con Alex sarebbe il mio sogno in questo momento. Dopo tanti sogni infranti, sarebbe bello vivere un pò di tranquillità. Una casa un pò diroccata ma bella,su due piani. Con una vista bellissima sul mare e un pò di terreno attorno. Con Alex sono stato lì molte volte. Con persone diverse. Una delle prime volte eravamo con Thiago, amico di Alex del CPS, poi sparito dalla circolazione e finito in Comunità con Carlos, al CRA di Melegnano. Effettivamente non era un tipo molto a posto, era sempre un pò sopra le righe e ogni tanto dava segnali di instabilità. Lasciamo stare. Alex conosce tutte le spiagge più belle e preziose dei dintorni. Dove bisogna anche camminare un pò per raggiungere,dopo aver fatto diversi km in macchina. I locali sul mare, i posti dove mangiare e le puttane per divertirsi.

Saranno anni

Saranno anni difficili quelli a venire, sento che il vento soffia in questa direzione, ma non so spiegare perché. Certo i miei moriranno, e quindi resteranno gli amici, quelli che restano degli amici che ho. La felicità sembra avere un prezzo molto alto a questo mondo e non tutti possono permetterselo. Anche se si ha determinazione non sempre si riesce in quello che si vuole. Però pensavo che sono sempre loro, i miei, a cui voglio bene. È un volersi bene reciproco. Mi mancheranno e ci penso spesso a come mi sentirò senza di loro. Non so cosa farò, non lo so veramente. Forse andrò a Salerno, dai miei parenti, forse starò qui, non so bene a fare cosa. Dovrei prendere delle decisioni che adesso mi sembrano ancora premature. Eppure il CPS insiste perché io faccia ancora qualcosa,lavorativamente parlando,mentre io ho già chiuso il discorso e in generale sto già pensando a come chiudere la mia vita.

Divano Giapponese

Divano Giapponese era il nome di un pezzo molto bello e molto forte,  di impatto dei Polly Magoo. Era la mia dedica d'amore a Mascia. Lo suonavamo ai festival e nei centri sociali. E piaceva, piaceva molto. Era un pò imbarazzante dedicare questo pezzo a Mascia,  con Alessandra al basso. La mia prima donna. Ma era bellissimo lo stesso. Poi finito il concerto stare con le persone che ti avevano applaudito. E bersi con loro una birra, ridere, scherzare, parlare. Con le ragazze che ti guardavano fisso da dietro una birra o comodamente sedute, fumando una sigaretta.  Quanto senso avevo prima che ora non ho più. In fondo io e Cloud in questo siamo forse simili: ci disilludiamo facilmente ormai. Non ci stupiamo più del male che ci fanno e cerchiamo di evitare situazioni che ce lo possano creare. Improvvisamente non ho più voglia di vedere nessuno. Non ho più voglia di spremere situazioni e persone in cerca di qualcosa che non esiste.