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La Canzone del Non Senso


Mi muovo in una dimensione in cui tutto è scontato e nulla concesso. Pensavo alla questione delle allucinazioni, al fatto che forse ero un pò debole. Basta con le scusanti, io se costruisco altre parole forse non potrei più farcela, potrei non morire forse per sempre. Ma non andare via: scomparire forse materialmente non ti si addice, come se svanissi nel nulla più totale.Tu hai fatto tutto per me, non ce l'ho con me stesso, non ce l'ho con nessuno, quello che mi chiedo è perchè debba essere tutto così assurdamente finto, fino alla nausea, fino a non conoscerne più il senso. Pensieri vagano, pensieri dormono, con fare statico, un modo troppo particolare di stare al mondo, il mio. Troppe cose a cui interessarsi. Forse è giunto il momento di scegliere, sapere cosa fare, vivere di televisione, fare finta che non sia successo nulla, mai nulla nella tua vita. Allora sì che divento evanescente, quel qualcosa che manca non torna,le ragioni del mio essere non tornano, quel suo modo di fare non ci tocca più. Meno stanco di prima, un pò più in carne, il solito ciarpame in testa , luminarie nella notte, Rogoredo Fs,un pensiero mi rode, l'anima corrode, il prete borghese, nessuna direzione particolare se non lei. Che mi sta sempre a guardare. Parole vive, fin troppo vere, che graffiano il cuore, al mio passato non ancorato più a nulla, viziato come il fumo in una stanza, come la tua bellissima e straordinaria presenza. Con la presunzione di chi ha aspettato, di chi alla fine un amore l'ha trovato e ci crede finalmente davvero. Sono troppo pulito dentro per iniziare una vita sporca come la tua e anche se la ho già iniziata non è per nulla consumata dai vizi, dalle virtù, dal tempo, dal riemergere di pensieri, dal pensare: "ci sono già stato ieri, qui" e poi lontano dal cuore in un aereoporto ad aspettare, ad aspettare che venga il mare che tutto si possa barattare con una conchiglia vuota di parole. Non mi stringere amore, fai piano e non fare rumore. La paura di sbagliare quel modo di fare e non fare, quel dispetto al tempo che tutti vorremmo non finisse mai, le cose da sapere, gli anelli da portare, gli amici al funerale, potrebbe parlare, non starti più ad ascoltare perchè tu sei come un naufragio in mezzo al mare, senza speranza invochi Dio a cui non hai mai pensato, se non ora, nel momento della tua fine imminente. Poterne parlare certo, ma anche farne a meno perchè no: un giro in centrale a vedere chi parte, chi non parte, chi lo fa, chi non lo fa più di commettere azioni indigeste, non sapere più nemmeno a che ora e perchè mangiare ancora. "Ma perchè vai lì? Non te ne puoi stare a casa?" "Ma perchè non te ne stai zitta?" Io che voglio sempre condividere tutto con tutti, sono il più stupido tra gli stupidi, devo vivere da solo, pensare a me e trovare una vita degna di me in cui voi non avrete mai posto perchè non valete un cazzo.I giochi sono fatti signori e non state a litigare sul fatto che poi faccia male partire, tornare, rimpiangere tutto, avere sbagliato tutto, per colpa dell'altrui invidia e presunzione e negare sempre tutto. Arrivisti e finti come meduse urticanti provocate ferite e allucinazioni. In complicità col tempo assecondiamo spazi di vita sempre più ampi che non vorremmo non finissero mai. Lo scibile, l'immutabile e il confortante riposo dell'interlocutore, finalmente messo a tacere, per ore e ore. Le ore più belle in cui capire, spiegare sarà un degno funerale per te e le tue ragazze quelle pazze, quelle avvezze ad avere le pezze nel cuore. Quanto dolore, quanto dolore, per un pò di cenere sul tuo cuore, amore fresco di banca, la tua anima insaziabile è fresca di stanchezza borghese: tu hai pretese solo pretese, decidi anche per gli altri a quanto pare, presto ci sarà un orribile funerale collettivo, tutti a parlare di cosa può fare l'odio e l'amore: betulla, pioppo, salice e un pò di riso nella risaia orientale è quello che finalmente ci aspetta prima che tu scompaia definitivamente da questa terra, senza causarci troppo dolore. E' così tanto il male che mi avete fatto che presto vi farò un ritratto del vostro orrore. "Vostro onore, vostro onore, per quanti anni dovrò ancora patire?" "Tu non sai aspettare che la sorte decida per te, quando morire".

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