IL POZZO part II Lei si nutre di me, dei miei libri della mia esistenza e poi mi dà i suoi di scampoli di esistenza, come tessuti anzi ritagli di tessuti che puoi trovare dalla merciaia-mercenaria sotto casa. Cambi di identità, cambi di identità continui e progressivi per adattarsi sempre a nuovi problemi che gli altri ti pongono di fronte. Continuo a pensare che la mia vita stessa agli occhi dei più non valga niente,nessuno riesce a fare la semplice equazione per cui un tuo pensiero sulla tua vita, potrebbe essere anche un mio pensiero sulla vita, sul fatto che non eisiti solo tu, i tuoi bisogni e il resto ma che si potrebbe fare un discorso anche collettivo sulla vita. C'è Bogdan sotto casa che ha trovato il solito idiota a cui scroccare una birra. Ci sono io che scrivo di cose di cui non vorrei scrivere e poi mi accorgo che per me ormai il mondo non esiste più, non esiste più davvero, i personaggi sono molteplici, Patrice è diventato odioso e presuntuoso. Bisogna sempre fingere di essere altrove e bisogna sempre stare attenti a tutto altrimenti ci rimettiamo la nostra stessa vita. Io non capisco come le donne che incontro non riescano mai a capire che per avere una persona, i suoi spazi, i suoi tempi bisogna adattarsi. Io non posso cambiare la vita che ho avuto fino a ieri per te, e poi per cosa? Per un pò del solito sesso? Guarda che io di donne ne ho avute un pò e tu non hai niente che non abbiamo le altre. La mia scomoda vita, frutto di un adattarsi sempre a tutto e a tutti è il regno del qualunquismo perbenista. Io cerco di combattere contro tutto e cerco scampoli di poesie nell'Esistente. Il solito idiota che non capisce niente riderà sonoramente immagino, ma prova a chiedergli qualcosa, qualcosa che non sappia già e che ti vende bene e vedi come diventerà scuro in volto e improvvisamente serio. Sono stanco di ricerche interiori che servono solo agli altri e non a me, perchè poi guardo un pò quello che posso prendere dalla vita degli altri e mi scoraggio decisamente, ne esco avvilito, molto avvilito. Vorrei fosse più simile la mia vita al mio essere, vorrei ridurre la distanza tra me e quello che rappresento per gli altri. Probabilmente nulla, un nulla assoluto, come parlare con un muro e sentire l'eco della tua voce risuonare. E poi spendo parole su parole, sì usciamo a divertirci e come hai finito i soldi? Paga tu. Io vendo poesia di vita di tutti possono usufruire, però voglio almeno una birra in cambio, così giusto per vedere cosa avete da offrirmi in cambio della mia anima stanca. E poi qualunque cosa scrivi, qualunque cosa fai troveranno sempre, sempre da ridire, vogliono relegarti a una vita piatta, monotona attrezzata per il loro divertimento e mai il tuo. Ma perchè non te la fai tu una vita così e poi vengo io a trovarti e te le dico io quattro cosette? Ti offendi? Non ti piace? E spiegami perchè dovrebbe piacere a me? Prima che potesse aprire bocca gli avevo già rotto una sedia in testa e il conto, per quanto mi riguardava, era almeno in parte saldato. Ti rinfacciano anche il fatto che ogni tanto vai a trovare qualcuno, così per parlare un pò. Un poeta non parla, dimenticavo. Tutto questo per dirvi che la mia follia, me l' avete costruita voi addosso, soltanto per riempire le vostre anime stomachevoli e vuote. Io dovevo semplicemente schiacciravi e lasciare il vuoto dietro di me, come chiunque sano di mente avrebbe fatto al posto mio. Ma non ci penso più, non ci penso più: ho fatto pace con questa storia e me ne sono costruita una nuova addosso, però non vi offendete se non siete più invitati, nè graditi al banchetto degli dei. Statevene un pò nelle strade polverose a marcire di una morte lenta, la vostra, e poi provate pure a chiedermi come si esce dal limbo e dall'imbuto del tempo che non ve lo dirò mai. Fatti vostri. Fatti miei? Fatti vostri. Io possiedo il tempo e non ve ne faccio più dono, non vi faccio più dono di niente, vi costruisco il vuoto intorno e poi vi spingo dritto dritto nel baratro di voi stessi e mentre precipitate io sarò sull ' Olimpo a guardarvi precipitare e finalmente, come ho imparato dai vostri costumi, mi metterò a ridere, a ridere sonoramente, di voi, che avete passato la vita ad aspettare qualcuno che facesse il passo falso per mettervi a ridere un pò. Siete così idioti che avete passato la vita a non fare niente e ad aspettare che qualcuno si facesse male per potergli dire: "Hai imparato la lezione ? Siete poi ancora più idioti quando vi accorgete del tempo perso e lo rinfacciate agli altri.Continuate a essere idioti quando non siete capaci di sviluppare un pesiero autonomo, ma dipendete da tutto e da tutti i libri che non avete mai letto, ma soltanto iniziato. Siete sempre così idioti che vi siete costruiti una vita addosso, per difendere delle scelte sbagliate che non sapete riconoscere come sbagliate e poi mi chiedete di conformarmi a voi, al vostro modo di pensare. E perchè dovrei farlo? A me cosa ne cale e cosa mi torna? Niente. E allora addio, benpensati lumache dell' essere tradito, per dire una frase stupida alla Eisenhover. Se tu ti mangiassi le noccioline invece delle parole sarebbe meglio per tutti, anche per me certo. Andiamo avanti, con ordine. Prima c'e stato il Tempo e poi Dio. Dio non sapeva cosa farsene del tempo perchè il suo tempo è infinito e allora ce ne ha fatto dono, vita inclusa. Non è una brutta cosa quella di avere un certo numero di anni a disposizione per fare delle cose e in fondo quello che vogliamo di noi stessi. E' tutta una questione di volontà, ci dicono, ma servono anche delle qualità molto umane e che competono solo agli uomini e non più a Dio per cavarsela nella vita. Eh già, perchè siamo tanti, sempre di più e sempre di più rischiamo di calpestarci i piedi a vicenda. E allora cosa facciamo? Combattiamo tra noi stessi e poi ci diamo delle regole per non ucciderci troppo. Certo, non smetteremo mai di ucciderci a vicenda, la guerra è legittimata non da Dio, ben inteso,ma dall'Uomo e dalla Storia e allora tutti i grandi condottieri, i rivoluzionari, le pasionarie e gli artisti che sono fuggiti nei mari del Sud per sfuggire a metropoli tentacolari e a detrattori assassini cosa dovrebbero insegnarci della vita? Arte di vita, semplicemente: dal più piccolo gesto come preparasi il caffè al mattino, all'ultimo sbadiglio prima del nero del sonno. Questa è vita, questo è avere stile, che non si vende, ben inteso, si impara e basta, e poi servono degli anni, molti anni e io non posso stare qui a spiegarvi tutto sempre. Quindi torno alla mia Arte di vita, sperando di avvicinarmi ancora una volta di più alla perfezione. Ma è proprio in quel momento che sento gridare dietro di me. Sono le sorelle Kessler, deve essere successo qualcosa: si è strappato il vestito e lei è tutta scosciata al bancone con tutti che le guardano le gambe. Che guaio, che guaio davvero. Buttò giù l'ultimo sorso di birra e poi me ne vado nella notte scura dell'Esistente. Permamente. Strabiliante. Confortante Me Stesso. Chissà perchè parlo tanto di Dio: non lo so e forse non lo voglio sapere. Resta indiscutibile il fatto che ci penso spesso, non per quello che mi aspetta dopo, ma perchè lui mi possa tenere compagnia durante. Viene a trovarmi a pranzo dall'alto della grossa finestra che dal salotto dà sulla strada e io sento la mia testa oscillare, anche adesso sta oscillando come un pendolo. Sento movimenti armoniosi che non mi sono mai stati propri e mi sento stranamente più leggero. Lui muove cose e io sono una delle tante cose che lui muove, ma la cosa più straordinaria è che sono stato io a chiamarlo, pensandolo e poi lui si è fatto sentire: non si è manifestato, lo sento che muove il mio corpo. Joe Munnezza dorme ancora, il cielo è grigio plimbeo e comunque c'è qualcuno in giro confortato dalle temperature primaverili. Stavo pensando al fatto che il mio inverno è trascorso così, gravido di nuovi incontri, nuovi amici e disordinatamente e finalmente forse qualosa di buono potrebbe anche succedere. Sembra che andrò in Liguria più avanti, sembra che sarà così e ci andrò anche per scrivere, oltre che per il mare e per andare a trovare un amico. Sempre che tutto succeda. Burgos tu dici che non dovrei rivolgermi a Dio così spesso, eppure io lo cerco come genio della lampada, per esaudire i miei desideri, per non marcire nell'insoddisfazione e anche forse per provare qualcosa di nuovo nella mia vita. Avere un rapporto particolare con Dio è qualcosa di invidiabile, con tutte le cose che ha sempre da sbrigare, ora ha anche qualcuno cui prestare ascolto. Maggio sarà un mese strano, un mese inevitabilmente strano. Io e Cloud ci separeremo dopo un inverno trascorso fianco a fianco e non so cosa succederà.
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