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La Hambre


Le interiora, mi fanno male le interiora. Troppa vita e poi vissuta male. No, non sto bevendo più, e poi comunque un pò di arroganza nella vita ci vuole sempre, ti permette di difenderti. Sempre ad ascoltare gli altri e poi è questo il risultato. Tu ti sei perso per strada tanto tempo e poi ti dai sin troppo da fare, sei riuscito a metterti nell'invidiabile posizione di essere ricattato da tutto e da tutti e poi vieni trattato come un cencio, senza nessun rispetto da parte di nessuno. Ormai le mie condizioni di salute sono precarie e io dovrei pensare più a me che al resto: che a questa gloria melliflua e evanescente, però delle cose posso sempre dirle. Non posso più inseguire niente e sento il divario che mi separa dagli altri. Non è presunzione, è constatazione della realtà. Della cruda realtà. E così quella che era una brava persona, diventa una cattiva persona a seconda dei casi. Io sempre più ostaggio delle donne che attraversano la mia vita devo dire che non ho più niente da fare e forse niente da dire. Sono così schifato dei pranzi e delle cene che mi propongono i miei che ormai vado avanti con la passata del discount. E' buona, sa di sole e tempi lontani quando avevamo tutto e potevamo concederci anche di essere generosi e accoglienti. Non possiamo più permettercelo e ora che siamo noi ad avere bisogno di aiuto riceviamo solo porte chiuse in faccia, con violenza e arroganza. Così sono le persone, così è l'amore. Mi ricordo quando ero in Messico e stavo tirando le cuoia pensavo che sftuttando la mia sola energia nervosa ce l'avrei fatta a tornare a casa e così è stato. Il trabocchetto di Monica, probabilmente voleva uccidermi veramente,ma non ce l'ha fatta. Il mio problema è sempre stato quello di aver saputo ascoltare gli altri, cosa che mi ha sempre reso sensibile al fatto di espormi a tutto quello che gli altri avevano da dirmi (in genere mai cose buone: soltanto lamentele e consigli fuorvianti, probabilmente studiati a tavolino) Ora vado a fare la mia solita telefonata a Cloud che mi risponderà come al solito assonnata e ci diremo le solite cose. Vado al bar e già che ci sono chiedo il solito. E, come al solito, anche oggi devo dire che non è cambiato niente. Però la passata del discount è proprio buona, sa di sole. Mi viene in mente che ho fame da troppo tempo e probabilmente questa maledetta fame mi sta rovinando il cervello che non funziona più bene come prima: è più lento, decisamente più lento e poi le cose che scrivo toccano sempre i soliti argomenti e se c'è l'effetto scenico questo riguarda più la velocità di comporre pensieri in sequenza che addurre argomentazioni valide al ragionamento. E' l 'età, è la stanchezza, è la malattia. E' anche il fatto che la gente minimizza sempre tutto quello che non le riguarda e solo quando ci scappa il morto qualcuno si accorge che c'erano delle cose che non andavano evidentemente. Io non voglio fare il morto della situazione allora cerco di tamponare una situazione difficile. Cerco di guarire, ma mi servono tanti soldi per guarire( come ben diceva Burgos ai tempi del Messico). Ho speso tante energie nella vita senza ricevere alcun compenso di niente. La stima è relativa: gli altri mi vedono tutti come una specie di giullare, uno che debba portare sempre il buonumore nella vita altrui e mai uno straccio di bisogno e di sofferenza. Eppure lo sapete che mia sorella si è suicidata e che è stata una morte violenta, dovreste capirlo e saperlo, non è difficle: anche un cane capirebbe una cosa così se fossi il suo padrone. Ma voi no. Come diceva Matteo quando lo sono andato a trovare a Rio."Non mi stai facendo ridere per niente" "Guarda Matteo che non sono venuto fin qui, dopo un volo di 14 lunghe e faticose ore a trovarti per farti divertire, ma sono semplicemente venuto a vedere San Paolo e Rio e se possibile volevo salutarti ed eccomi qui. Dovresti essere tu quello allegro qui, sei tu che vai in spiaggia tutti i giorni dopo il lavoro, non io. Io vivo a San Giuliano, la stessa città dalla quale sei scappato tu". Me lo ricordo Matteo, sono andato a trovarlo una sera a cena ed era nervoso, tanto nervoso e già mi diceva che voleva partire e mi chiedeva sempre i soldi per una birra. Ironia della sorte abitava proprio a Serenella, il quartiere di San Giuliano che meno mi ha disprezzato in questa mia vita qui.
Mio fratello è stato un gran furbo, ha girato la situazione a suo favore, ha visto come me la cavavo io da giovane e ha capito che quello era l'unico modo per farcela. Ha capito che io non capivo, si è fatto girare la casa in cui abitavo e poi ha iniziato a starsene beatamente da solo e poi ti rinfaccia sempre qualcosa, come per rincarare la dose, anche lui che è stanco, che l'Università è dura: tutti si lamentano di qualcosa per non stare ad ascoltare le mie di lamentele. Anche nei suoi confronti sta finendo la pazienza,quanto odio questa famiglia di merda che non ha motivo di esistere. Io sembro proprio il predestinato, il secondo che si avvia verso la morte, ma lentamente, senza fare troppo clamore. Anzi ormai è finita e se qualcosa l'ho fatto per lui in maniera autentica e non me ne pento ora che il conto con te l'ho saldato è ora che tu ti viva la tua vita e io quel che resta della mia. Comunque fratello a parte le cose vanno così e così. Fai qualcosa di artistico come scrivere e poi ti ritrovi gente come il tuo ex batterista che si lamenta perchè lui non sa che rispondere a monosillabi, gli dà fastidio che tu pensi e scrivi mentre lui vive diversamente. Faccio fatica a pranzare in cucina con i miei: ho la vertigini e mi vergogno un pò a dirlo, ma è così, devo stare attento a come mi muovo, ma non mi sembra sia il caso di parlarne. Credo sia colpa di Cloud e dei movimenti che lei stessa fa nella sua casa, è come se ci muovessimo danzando insieme. Non so spiegarla questa cosa, ma è così: I corpi attraversano lo spazio e lo spazio si muove con essi e noi abbiamo sempre memoria di quello che facciamo, lei non ha attenzione a quello che può produrre nel mio spazio e così io devo rimediare sempre a tutto. Servono tante energie (ormai agli sgoccioli), e tanti soldi. La faccia dell'idiota si staglia precisa in cucina, se non obbedisci sono botte anche a 40 anni, ma non fisiche, soltanto psicologiche, allora io per vendicarmi gli rubo gli spiccioli dalla tasca della giacca, magari riesco a comprarmi un paio di scarpe nuove con tutti questi spiccioli, giorno dopo giorno. Li ucciderò quei due bastardi un giorno, giuro che li ucciderò, soltanto l'idea mi fa star meglio. Una vita ostaggio delle loro incapacità genitoriali, te la cavi da solo, ma una volta che sei impazzito che cosa vuoi fare? Non puoi più fare niente. Sei ostaggio di loro, del loro smisurato egoismo del vittimismo che ostentato, il piangersi sempre addosso alle camicie stirate. Anche se hanno avuto tutto, più di me, di voi, devono sempre lamentarsi di qualcosa, del figlio che non fa questo, del figlio che fa quello. Se iniziassi veramente a drogarmi seriamente e a bucarmi per disperazione chissà se qualcosa capirebbero. Ma nenache lì capirebbero, non capirebbero proprio niente. Come Franco, Comunità a disposizione per 7 anni, tutta per lui, piena di idioti che non sanno nenache parlare, e quindi esprimere i loro bisogni, lui se ne approfitta e fa bottino pieno ancora una volta. Dopo aver passato una vita a delinquere, sbattuto fuori di casa dalla madre e con il carcere che gli pende addosso si rifugia in Comunità dove tutti lo stanno ad ascoltare, con le buone o con le cattive. Si scopa una fuori di testa, anzi ne approfitta e poi si fa un gran vanto di quello che è riuscita a portarsi a letto. In che schifo di mondo sono precipitato e sopratutto non riesco a fare niente per salvarmi da questa gente che cuocerà all'Inferno per il resto dei suoi giorni.

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