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SPECCHI (Poesie 2016)


POESIE 1. Rifuggendo dal tempo del nostro scontento\ pensando anche a questo mi sono detto, fra le altre cose, che dovrei ascoltarti più spesso\ e non cambiare le mie abitudini. Al barista non importava nulla delle mie parole\ più spesso giocava col fondo del bicchiere. Io sostenevo vicissitudini senza storia: nè presente nè futuro, un passato pesante. Poche amicizie vere\ e il tempo che ti sfugge di mano. Invano, mi chiedo perchè. 1.a Avana. Mi muovo nel bar della Notte Scoscesa & improvviso parole d'autore, libere, che non hanno mai udito suono. Mi specchio in una notte buia, complice di te, delle tue assenze. Al chiaro della luna dell'Avana passano nubi di disprezzo. Sono gli altri uomini che, come al solito, viziati dall'aria stantia delle loro misere case, mi chiedono perdono della loro invidia. 2. Non c'è mare non c'è vento che possa insidiare la vela ammainata. Negli angoli di spiragli di silenzio, io non posso aspettarti, perchè il mio mare è altrove,e, come si conviene, mi inchino alla dignità del mozzo. 3. Tu insegui il tempo e gli altri, soltanto per farne delle misere commedie: è bello quello che fai, con le persone, con la gente, che non si sente mai in dovere di dirti più niente di niente. Ogni notte che passa respiro qualcosa di migliore\ delle tue patetiche scuse da commediante. L'arte dello sconosciuto\ è quella di chi non sa vendere le proprie parole, e tacendo, improvvisa l'Esistente. 4. Separati dal tempo di un amicizia infinita\ ci chiediamo che cosa possiamo farcene dei nostri discorsi. Sul perchè, sul dove e sul come conviene vivere. Ne abbiamo parlato lungamente. Io sono stanco di pensare così e non voglio mai più\ mi appartenga questa disgustosa viltà di vita, quella che mi vendi tu, di cose senza senso, e senza avere nessuna pietà ne di me, nè dell'Esistente. Dovrei leggere Kant e chiedermi più spesso perchè siete così maldestri nell'improvvisare. 5. Mi ricordo di quella casa in cui scolpivi parole e pomeriggi con il tuo sguardo. Eri un profeta della Rivoluzione in Spagna, tra bar chiassosi e prostitute vogliose della nostra pelle sudata. Non lo sapevi e non lo volevi forse essermi così vicino. La cosa più bella, quella che mai mi sia più piaciuta, era il tuo eterno aspettarmi al sole della veranda, con il bicchiere in mano, l'aria fintamente intellettuale e il tuo possedere la vita in maniera così forte e preponderante non pensavi che mai nessuno avrebbe potuto giudicarti, questo era il tuo pensiero. 6. Chissà come ti diverti ad apparire e sparire dalla mi vita. Tu dici, sei sparito tu, perchè non dovrei farlo anch'io? Ognuno ha i suoi percorsi e poi cosa vorresti farmi credere che ci saremmo sempre stati l'uno per l'altra? Mi dicevi che non ci saresti stata per sempre, mi bastava la tua vita e poi le mie parole, tu dici, vuote e senza senso, non graffiano più, qualcosa di diverso ci serve ormai. Ma io tornerò a casa e comicerà una nuova vita. Basta serate noiose, letti metallici, notti & notti senza stelle, chiuso tra le lenzuola della prigione mentale, non abbiamo diritto che a una porzione di cielo. Io devo stare attento alla tua stupida ignoranza, perchè potrebbe anche uccidermi. L'inverno che punge, il lago ghiacciato, un ricordo lontano del passato. Le colazioni al bar, gli infermieri diligenti gli habituè del disagio, la coda a pranzo e cena, uno sguardo al futuro e l'altro al presente. Sogni di poco conto, sogni di Risveglio. Perchè hai voluto che provassi tutto questo? 7. Jim Ancora e salvezza della mia esistenza, filosofeggi sulla vita e non sai quanto sei vicino alla Verità, sembri possederla, e poi me ne fai dono come qualcosa di prezioso. Poi te ne vai da casa sua, con una gemma nel cuore, e il mondo sembra meno ostile nel suo reclamare, meno freddo lo sguardo delle sconosciute in calze di nylon. Avresti dovuto vedere come gioivano delle mia rovina, i cani bastardi, ma loro guarda bene, non sanno fare nulla, e odiano chi vive anche nonostante loro. 8. Baby A passi misurati attraverso il deserto dei giorni cerco nuova musica che nutra le mie notti, ma poche cose ormai mi possono appassionare veramente. Un pensiero mi consuma: diventerò un futile pretesto per giorni incolori e argomenti di conversazione da salotto. Sguardi da dopocena. Cosa faremo stanotte se non sbronzarci fino a a svenire? Troppo lunghe le notti ormai, troppo lunghe senza di te.

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