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10 Ottobre


Ho la sensazione che meno ho a che fare con Storer meglio sto. Almeno non mi sento preso in giro, pur nei suoi nobili intenti resta uno psichiatra che lascia il tempo che trova, così immutabile nella sua barba. Il Cieco ( che non si chiama così in realtà, ma sono io a chiamarlo così) è un personaggio di questa città positivo sicuramente, ma anche molto furbo. Sa cavarsela nella vita lui. Ha i suoi anni, ha la sua consumata esperienza, anche in fatto di droghe. Comunque anche rispetto alle donne. I soliti consigli da bar. Quante volte al bar a Gavirate a bere un caffè con l'educatore della comunità, che ironia della sorte doveva prendersi cura di me e io un pò di lui. Mi ha aiutato sicuramente, ma il suo buonismo era troppo per uno come me , abituato al libero scambio delle opinioni e dei punti di vista. Poi volevo dire che vorrei scrollarmi di dosso questo susseguirsi dei giorni e ritornare a scoprire che l'artefice delle cose sono io e che ogni giorno, soldi a parte, può essere reinventato e costruito come qualcosa di magicamente perfetto. Le vacanze con i miei, gli anni peggiori, un tornare indietro nel tempo a un tempo in cui ero quasi bambino, quando si andava in Puglia. Due estati ho passato così, o forse anche di più, intanto Monica reclamava il suo uomo e io ero in vacanza con i miei, perchè erano cambiate le regole del gioco, era cambiato tutto, era cambiato il fatto che io( ci misi anni a capirlo) ero ormai fuori dai giochi. Non si governa una scheggia impazzita in nessun modo e in nessun modo si può sempre rispondere a comando. Non basta una pillola per far funzionare il tutto o per metterci in armonia con l'Universo di cose e persone e fatti che ci circonda. Tutto questo accadde oggi, fuori piove e ho scoperto che Van Gogh come altri grandi impazzì, andò in un paesino della Francia e si mise a dipingere, per dieci anni, senza un orecchio e dipinse così tanto in quegli anni da conquistarsi la fama immortale di cui ancora gode. Tutti qui mi parlano di Barcellona, di che magnifica città sia per viverci. Andiamo allora, affittiamo la casa e andiamo tutti a Barcellona a bere calimocio sulle ramblas. Io ho problemi familiari, per il momento non posso, fino a Dicembre rimarrà tutto come rimarrà, poi qualcosa cambierà, mio padre in una casa, io in un altra e mia madre in un altra ancora. Passano gli anni, ma devo dire, dopo averli abbandonati non appena potevo spiccare il volo, li ho ritrovati nella malattia,li ho odiati e mal sopportati per anni, ma devo dire che adesso mi sto affezionando alle loro storie, alle loro vicende, al compiersi della loro litigiosa vita e mai convinta unione. Io vado avanti così, credendo un pò in me stesso e nel fatto che la vita di un uomo non possa sempre essere odiosa e triste.

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