Le ore migliori di oggi, sono state quelle da Patrizio. Musica, caffè, Darlin, la cameriera brasiliana. Hai ragione Burgos dovrei uscire, dovrei essere sempre lì. Fa caldo, si sta bene, Patrice è un amico. E' il secondo inverno che ci accingiamo a passare assieme. L'estate la prossima sarà dura, ma non è detto. Monica mi ha usato, mi ha usato per due anni e poi buttato via come si butta una scarpa vecchia. Io ne ho sofferto, ne soffro anche nelle mie relazioni successive e non riesco a costruire niente con nessuno. Fritz promette cose che in realtà non vuole. La nostra amicizia è sepolta, perchè un Andrea depresso non serve e non piace a nessuno. Non so nenache perchè scrivo queste cose, cose che sapevo già, cose che dopo i miei viaggi, nel mio approdare a San Giuliano mi sono apparse in tutta la sua evidenza. Un Andrea così non piace a nessuno, nemmeno a sè stesso, ma la disriminazione, tutte le cose che lei ha facilmente dimenticato, i soprusi, le violenze, tutto questo rimane. Io Monica ti ho voluto bene e lo ho fatto con tutti i pochi mezzi che avevo a disposizione. Non ti bastava, non era l'Andrea che ti ricordavi, ma non ti preoccupare io non provo più nulla per te, soltanto rimane la sofferenza per le umiliazioni che tu mi hai inferto. Ho tante lacrime che non ho mai versato perchè semplicemente non c'è il tempo, non c'è lo spazio, non c'è la disponibilità umana ada ascoltare. E allora riscopro i miei genitori che ci sono sempre come possono a sostenermi e io prego perchè vivano il più possibile, se non fosse per loro sarei già morto di depressione nelle grinfie di Monica che ancora mi assale di notte. In questo periodo penso spesso alla Comunità a quel surreale benessere che si era creato. Chissà se sono stato semplicemente fortunato a trovare quelle persone che in qualche modo mi hanno aiutato o sono stato bravo io, in una situazione difficile, a trovare le risorse e a farmi tutti amici con destrezza per superare quella fase e uscire da lì. Uscire da lì ma poi per cosa? Per tornare in una città che inevitabilmente mi ricorda i miei trascorsi con Monica. La parentesi felice con Cloud, quella sfortunata con Eliona, qualche nuovo amico, l'inverno MIlanese che ti strappa di dosso ogni energia residua. In certi giorni come questo scrivere diventa una necessità di pelle, quasi esistenziale, un bisogno di esistenza e di appartenenza. Poi ci sarebbe il capitolo Erika che ogni tanto rimpiango, ma non riesco a rimpiangere fino in fondo. Rimpiango quegli anni felici vissuti insieme, che sono quasi scomparsi dalla mia memoria, sovrastati dal dolore attuale, dalle difficoltà, dagli anni che scavano le ossa del tempo. Eppure stavamo bene, eravamo felici, facevamo tante cose, la nostra casa era un punto di riferimento per tutti, andavamo veloci sul lavoro e nella vita, poi io stupidamente ho deciso che tutto questo doveva finire, partendo per il Nepal e mai una scelta fu più scellerata anche se io non mi sono mai pentito di aver fatto quel viaggio perchè ho visto e trovato cose e persone bellissime, che a lungo mi sarebbero rimaste nel cuore. Ecco qual è il problema, ecco qual'è la difficoltà della mia vita conciliare una fase bellissima di vita in un altra in cui non trovi niente di bello, in cui senti di non avere più le energie per cambiare le cose, perchè la tua Rivoluzione umana la avevi già attuata a 19 anni, uscendo da anni di depressione per la morte di tua sorella. E i tuoi genitori che questa Rivoluzione non l'hanno mai potuta attuare ma si sono aggrappati prima a te e poi a tuo fratello come motivo di esistenza e di sopravvivenza hanno ancora l'odore della morte addosso. Nei gesti, nelle movenze, nel senso che riescono a dare ai propri giorni. E' stata una tragedia una immane tragedia per tutti, per il senso che traiamo dalla vita e oggi il vaso della tristezza e della disperazione è colmo e io devo svuotarlo, tediandovi un pò con le mie parole, sappiate che questo fa sentire me stesso più leggero e meno evanescente nel calpestare la vita.
Le ore migliori di oggi, sono state quelle da Patrizio. Musica, caffè, Darlin, la cameriera brasiliana. Hai ragione Burgos dovrei uscire, dovrei essere sempre lì. Fa caldo, si sta bene, Patrice è un amico. E' il secondo inverno che ci accingiamo a passare assieme. L'estate la prossima sarà dura, ma non è detto. Monica mi ha usato, mi ha usato per due anni e poi buttato via come si butta una scarpa vecchia. Io ne ho sofferto, ne soffro anche nelle mie relazioni successive e non riesco a costruire niente con nessuno. Fritz promette cose che in realtà non vuole. La nostra amicizia è sepolta, perchè un Andrea depresso non serve e non piace a nessuno. Non so nenache perchè scrivo queste cose, cose che sapevo già, cose che dopo i miei viaggi, nel mio approdare a San Giuliano mi sono apparse in tutta la sua evidenza. Un Andrea così non piace a nessuno, nemmeno a sè stesso, ma la disriminazione, tutte le cose che lei ha facilmente dimenticato, i soprusi, le violenze, tutto questo rimane. Io Monica ti ho voluto bene e lo ho fatto con tutti i pochi mezzi che avevo a disposizione. Non ti bastava, non era l'Andrea che ti ricordavi, ma non ti preoccupare io non provo più nulla per te, soltanto rimane la sofferenza per le umiliazioni che tu mi hai inferto. Ho tante lacrime che non ho mai versato perchè semplicemente non c'è il tempo, non c'è lo spazio, non c'è la disponibilità umana ada ascoltare. E allora riscopro i miei genitori che ci sono sempre come possono a sostenermi e io prego perchè vivano il più possibile, se non fosse per loro sarei già morto di depressione nelle grinfie di Monica che ancora mi assale di notte. In questo periodo penso spesso alla Comunità a quel surreale benessere che si era creato. Chissà se sono stato semplicemente fortunato a trovare quelle persone che in qualche modo mi hanno aiutato o sono stato bravo io, in una situazione difficile, a trovare le risorse e a farmi tutti amici con destrezza per superare quella fase e uscire da lì. Uscire da lì ma poi per cosa? Per tornare in una città che inevitabilmente mi ricorda i miei trascorsi con Monica. La parentesi felice con Cloud, quella sfortunata con Eliona, qualche nuovo amico, l'inverno MIlanese che ti strappa di dosso ogni energia residua. In certi giorni come questo scrivere diventa una necessità di pelle, quasi esistenziale, un bisogno di esistenza e di appartenenza. Poi ci sarebbe il capitolo Erika che ogni tanto rimpiango, ma non riesco a rimpiangere fino in fondo. Rimpiango quegli anni felici vissuti insieme, che sono quasi scomparsi dalla mia memoria, sovrastati dal dolore attuale, dalle difficoltà, dagli anni che scavano le ossa del tempo. Eppure stavamo bene, eravamo felici, facevamo tante cose, la nostra casa era un punto di riferimento per tutti, andavamo veloci sul lavoro e nella vita, poi io stupidamente ho deciso che tutto questo doveva finire, partendo per il Nepal e mai una scelta fu più scellerata anche se io non mi sono mai pentito di aver fatto quel viaggio perchè ho visto e trovato cose e persone bellissime, che a lungo mi sarebbero rimaste nel cuore. Ecco qual è il problema, ecco qual'è la difficoltà della mia vita conciliare una fase bellissima di vita in un altra in cui non trovi niente di bello, in cui senti di non avere più le energie per cambiare le cose, perchè la tua Rivoluzione umana la avevi già attuata a 19 anni, uscendo da anni di depressione per la morte di tua sorella. E i tuoi genitori che questa Rivoluzione non l'hanno mai potuta attuare ma si sono aggrappati prima a te e poi a tuo fratello come motivo di esistenza e di sopravvivenza hanno ancora l'odore della morte addosso. Nei gesti, nelle movenze, nel senso che riescono a dare ai propri giorni. E' stata una tragedia una immane tragedia per tutti, per il senso che traiamo dalla vita e oggi il vaso della tristezza e della disperazione è colmo e io devo svuotarlo, tediandovi un pò con le mie parole, sappiate che questo fa sentire me stesso più leggero e meno evanescente nel calpestare la vita.
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