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17 Ottobre


C'è sempre una massa di pensieri nodosi nella mia testa , tra le mie corde, nel mio essere e nel mio esistere insomma. Le notti continuano a essere difficili, mi faccio meno ruffiano nei confronti delle donne e scopro che finalmente posso stare un pò da solo, senza nessuno al mio fianco. Vorrei tornare a improvvisare a vivere la vita in giro, ma tutti quelli che conosco e che ho conosciuto che fanno questo tipo di vita non mi piacciono più e non mi interessano più. Li frequento comunque, forse non ho ancora scelta, sono un appiglio e un peso dei giorni allo stesso tempo. Ma non mi danno più niente. Devo uscire dal binario senza deragliare, esplorare nuovi lidi di persone e di cose da fare, farmi aiutare da chi può farlo se è ancora possibile fare qualcosa per me. Devo prendere la mia vita a cuore come Cloud ha fatto con la sua , mentre io la aspettavo. Devo liberarmi della sua presenza in questa casa, devo dimenticarmi i suoi occhi e le sue labbra e sopratutto devo pensarmi come singolo, non come sempre legato a qualcuna. Lo devo a me stesso e quella indipendenza che hai perso, emotiva più che altro, donna dopo donna, negli anni non ha fatto nient'altro che acuire ancora di più la solitudine quando non si aveva più nulla da dare e da offrire. Guardare avanti e fare delle cose concrete per stare meglio. Io mi rendo conto che così a un primo sguardo le cose che scrivo possano sembrare tristi, ma vi assicuro che un pò di speranza c'è sempre, meno energia del passato, ma si spera più esperienza. Un esperienza che però non dà risposte concrete a problemi concreti, ma solo nuovi assilanti dubbi sull'esistenza, sul suo significato intrinseco (siamo tutti d'accordo che non possa tutto ridursi a un vivere giorno per giorno, altrimenti non incontreremmo gente allegra in giro che ha voglia e bisogno di vivere). Non faccio niente per me stesso ed è ora che inizi a fare qualcosa, a smettere di guardare la tv, anche se mi interesso di qualcosa, a cercare un senso profondo e vero in ogni mia azione perchè ha delle conseguenze e implica delle scelte. Ecco cosa devo fare. Ma poi incontro Monica, per l 'ennesima volta,ferma davanti al bancomat, mi ferma lei e mi dice che c'è una denuncia a mio carico sporta da lei. Le dico che la cosa non mi interessa e che comunque è tutto da vedere. Pomeriggio rovinato. Ma guardiamo oltre guardiamo avanti. Che brutta che si è fatta, coi capelli grigi e questa aria un pò dimessa. Io oggi invece ero in forma smagliante. Fritz: recupererò il rapporto con Fritz e tutto andrà bene. Lo sapevo che era meglio cambiare aria, aveva ragione Carlo. Ma loro mi vogliono qui e io una vita così non la voglio con Monica sempre tra i piedi. Ecco perchè guardo la TV così tanto, per non pensare a tutti questi casini. Solo sofferenze, tristezze, violenza. Questo mi rimanda questa città di merda. Ho voglia di chiudermi nel bozzolo e non vedere più niente e nessuno che non sia la mia famiglia. Mi sento personalmente attaccato, in qualche modo condizionato da questi eventi. Avrei potuto parlare d'altro in questi giorni, ma io il mio prezzo salato l'ho già pagato con la Comunità,e non voglio passare per una persona violenta che non sono, quando quella violenta è stata lei. "Non mi hai visto come persona". Se ti avessi vista non sarei stata con te un attimo di più di un attimo e non due anni. "Io dopo un anno ero già stanca". Ma vaffanculo stronza che pensi solo a fare del male agli altri. Devo ascoltarmi un pò di musica. Inizio a pensare che sarà un Inferno, la mia vita sarà un autentico Inferno. Ho bisogno si sentire Cloud. E poi inizio a odiare questa casa, tutto quello che c'è stato era in funzione di un certo periodo passato in Comunità: sbronze, amici e il resto. I miei sono le persone che sono rimaste più sensate in tutto questo e il mio avvicinarmi a loro è stato reciproco rispetto al loro avvicinarsi a me. E non mi importa se per lo psichiatra regredisco nella misura in cui torno dalla famiglia quando quello che sento è solo positivo e simile a quello che avevo perso e per cui ero stato male. Cloud anche se non ci sei io ti sento e ti voglio bene in un modo tutto mio, solo per te. Non seguirò più la via della psichiatria delle cose dette trite e ritrite, del dover fare del dover essere. Quanto sono noiose non le persone, ma le cose che ti senti dire da loro, sempre uguali. Prenderò quello che c'è da prendere, come sempre, ma il resto della mia vita, affinchè questa non diventi una disastrosa rovina me la voglio scegliere io. E' tutto quello che posso fare per me, scegliere: gli psicofarmaci ti tolgono un pò la capacità di scegliere nella vita, diventi un automa, obbedisci a ordini che nessuno ha mai veramente a cuore per te, ti si costruiscono gabbie attorno di nergie perse. A te ci devi pensare tu, se non ci pensi tu chi pensi possa farlo meglio di te? Cosa volete che gli interessi realmente a Storer di me? Niente di niente, sì si sarà un pò affezionato alla mia persona, ma la mia patologia me la alimenta anche lui, con le sue sicurezze sul fallimento a cui ha portato tanti altri pazienti perchè quando è finita è finita, non c'è niente da fare, niente che si possa fare. C'è un corridoio, ma le porte si sono già chiuse nell'attimo in cui le hai intraviste con la coda dell'occhio. Ma perchè la gente non riesce ad accettare che uno ha sempre dato tutto quello che aveva senza pensarci, senza preservarsi, senza strategie che non fosse vivere la vita e che tutto questo per motivi di sofferenza antica possa finire? Io non ci trovo niente di strano. E' la mia storia, ed è una storia che solo poche persone con cui ho condiviso pezzi di vita possono capire. Monica incarna il Male , Cloud incarna il Bene, il buio e la luce della Vita, proprio così. Burgos tu dici che per te, fare sesso, è una cosa così, come tutte le altre? O nel momento in cui te la dici e te la riconosci non è più vera?

Le ore migliori di oggi, sono state quelle da Patrizio. Musica, caffè, Darlin, la cameriera brasiliana. Hai ragione Burgos dovrei uscire, dovrei essere sempre lì. Fa caldo, si sta bene, Patrice è un amico. E' il secondo inverno che ci accingiamo a passare assieme. L'estate la prossima sarà dura, ma non è detto. Monica mi ha usato, mi ha usato per due anni e poi buttato via come si butta una scarpa vecchia. Io ne ho sofferto, ne soffro anche nelle mie relazioni successive e non riesco a costruire niente con nessuno. Fritz promette cose che in realtà non vuole. La nostra amicizia è sepolta, perchè un Andrea depresso non serve e non piace a nessuno. Non so nenache perchè scrivo queste cose, cose che sapevo già, cose che dopo i miei viaggi, nel mio approdare a San Giuliano mi sono apparse in tutta la sua evidenza. Un Andrea così non piace a nessuno, nemmeno a sè stesso, ma la disriminazione, tutte le cose che lei ha facilmente dimenticato, i soprusi, le violenze, tutto questo rimane. Io Monica ti ho voluto bene e lo ho fatto con tutti i pochi mezzi che avevo a disposizione. Non ti bastava, non era l'Andrea che ti ricordavi, ma non ti preoccupare io non provo più nulla per te, soltanto rimane la sofferenza per le umiliazioni che tu mi hai inferto. Ho tante lacrime che non ho mai versato perchè semplicemente non c'è il tempo, non c'è lo spazio, non c'è la disponibilità umana ada ascoltare. E allora riscopro i miei genitori che ci sono sempre come possono a sostenermi e io prego perchè vivano il più possibile, se non fosse per loro sarei già morto di depressione nelle grinfie di Monica che ancora mi assale di notte. In questo periodo penso spesso alla Comunità a quel surreale benessere che si era creato. Chissà se sono stato semplicemente fortunato a trovare quelle persone che in qualche modo mi hanno aiutato o sono stato bravo io, in una situazione difficile, a trovare le risorse e a farmi tutti amici con destrezza per superare quella fase e uscire da lì. Uscire da lì ma poi per cosa? Per tornare in una città che inevitabilmente mi ricorda i miei trascorsi con Monica. La parentesi felice con Cloud, quella sfortunata con Eliona, qualche nuovo amico, l'inverno MIlanese che ti strappa di dosso ogni energia residua. In certi giorni come questo scrivere diventa una necessità di pelle, quasi esistenziale, un bisogno di esistenza e di appartenenza. Poi ci sarebbe il capitolo Erika che ogni tanto rimpiango, ma non riesco a rimpiangere fino in fondo. Rimpiango quegli anni felici vissuti insieme, che sono quasi scomparsi dalla mia memoria, sovrastati dal dolore attuale, dalle difficoltà, dagli anni che scavano le ossa del tempo. Eppure stavamo bene, eravamo felici, facevamo tante cose, la nostra casa era un punto di riferimento per tutti, andavamo veloci sul lavoro e nella vita, poi io stupidamente ho deciso che tutto questo doveva finire, partendo per il Nepal e mai una scelta fu più scellerata anche se io non mi sono mai pentito di aver fatto quel viaggio perchè ho visto e trovato cose e persone bellissime, che a lungo mi sarebbero rimaste nel cuore. Ecco qual è il problema, ecco qual'è la difficoltà della mia vita conciliare una fase bellissima di vita in un altra in cui non trovi niente di bello, in cui senti di non avere più le energie per cambiare le cose, perchè la tua Rivoluzione umana la avevi già attuata a 19 anni, uscendo da anni di depressione per la morte di tua sorella. E i tuoi genitori che questa Rivoluzione non l'hanno mai potuta attuare ma si sono aggrappati prima a te e poi a tuo fratello come motivo di esistenza e di sopravvivenza hanno ancora l'odore della morte addosso. Nei gesti, nelle movenze, nel senso che riescono a dare ai propri giorni. E' stata una tragedia una immane tragedia per tutti, per il senso che traiamo dalla vita e oggi il vaso della tristezza e della disperazione è colmo e io devo svuotarlo, tediandovi un pò con le mie parole, sappiate che questo fa sentire me stesso più leggero e meno evanescente nel calpestare la vita.

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