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al CPS


Volevo parlarvi brevemente del CPS stamattina, di come sono considerato da tutti un nullafacente e che non ha via di scampo nella vita se non il cronicizzarsi, come dicono loro, di una malattia. Poi appare il solito foglio bianco, quello che mi ha ispirato i testi dei Polly. E poi penso che stamattina non ha nulla da dire. L'aria è fresca , è serena e per una volta non si combatte con la noia. Al CPS si perde tempo, si perdono anni. Mentre Erika disegna vendette che ci tengono alta la vita e l'umore di chi perde tempo e e perde la vita stupidamente. Che essere Erika, profondamente egoista, che essere Burgos fintamente aperto, e Cloud mi restituisce un nichilismo chiuso. Vago per casa e mi chiedo a cosa servo, chi servo, di chi sono il servitore e chi serve me. A chi appartengono queste mani che dolorosamente hanno intessuto parole per questo anno e per tutto il tempo che siamo stati assieme, mentre tu incurante tessevi la trama della tua autonomia e della tua vita. Capita di augurarsi che gli altri stiano male, per il male che ti hanno fatto, perchè la leggerezza loro la misurano soltanto sulle loro parole che sembrano essere calate dalla bocca di un santo. Le tue le misurano, le soppesano, le giudicano, giudicano il fatto che vai a farti curare al CPS per avere assistito a un tentativo di suicidio e poi al suicidio stesso di tua sorella, quando eri ancora bambino. Nessuno cancellerà quelle scene, tu sei colpevole soltanto di un crollo emotivo, di un varco che si è fatto strada nella tua vita, dirompente e questi ti giudicano. Allora io uso tutto quel poco di disprezzo di cui sono capace e auguro loro di soffrire nella vita, anche se non dovrei, mi vedo costretto a farlo. Voi nelle vostre vite vuote come bottiglie. La mia storia a San Giuliano non scritta, scritta di pagine di giorni che non chiedono niente, che sembrano non avere diritto a niente che starsene ad aspettare che il tempo passi. Per loro tutto ciò che è importante è che tu abbia un lavoro o che te lo stia cercando, non è importante che tu scriva veda gente o faccia altre cose per stare bene, l'importante è che tu ti normalizzi, cancelli le tue tracce di follia e vada avanti così come se nulla fosse stato. Ma per me non è possibile: chi vive in maniera originale la vita e non si piega al volere degli altri deve percorrere strade e sentieri più ardui e scoscesi di una linea dritta prefissata. Questa è la mia linea, questo è il mio credo. Io cerco di essere libero giorno per giorno attraverso il mio pensare, il mio essere, il mio agire. Poi mi dicono fai io bidello, vai a pulire i cessi delle scuole, ma io sinceramente non ci riesco, nemmeno con la prospettiva di una cena con una donna che amerei pure, se non fossi costretto a lavorare per averla.

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