Vorrei avere delle persone vere intorno, delle persone che mi corrispondessero nell'attimo in cui le incontro e l'incontro è vero, reale, non fatuo e circostanziale. Vorrei delle persone che mi aiutassero a superare questa dimensione di alterità e nullità dell'esistenza che si ciba di cose non ufficiALI, MA UFFICIOSE, COME LA STRADA, GLI INCONTRI, LA SCRITTURA. Vorrei essere meno futurista per sbaglio e più attento al dettaglio. Vorrei non odiare oppure odiare con tutte le mie forze sicchè un giorno qualche cosa possa cambiare veramente nella mia vita. Vorrei tanto che tutto fosse specchio della mia anima e questa fosse abbastanza torbida da non poter intravedere nulla dentro. Vorrei avere avuto una vita come quella di Matteo, vorrei non avere avuto tutte queste scomode comodità, ma vorrei potermi essere costruito qualcosa di duraturo, ma la vita e breve e nulla dura per sempre e questo è l'insegnamento più grande della strada. Avrei voluto che certi anni non fossero stati così dolorosi, penosi nella mia sofferenza e quand'è che capirò che l'unico artefice del mio destino sono io stesso? Quand'è che capirò che sono io stesso che mi costruisco la mia felicità, le mie sofferenze, i miei dolori? Andrea ripensa agli errori che hai fatto e alle conseguenze che ne sono derivate. Hai tradito la tua donna per anni, cosa ti aspettavi che succedesse? Che questa andasse con un altro e poi con un altro ancora fino a trovare quello giusto. Che tu soffrissi per la sua mancanza perchè la tua pelle era la sua pelle. Che cosa vuoi ancora da Alessandra di cui non sei mai riuscito a liberarti completamente, che cosa avresti voluto da tuoi periodi confusi, quelli in cui non sai cosa fare, per chi vivere e chi amare veramente? Chi ne è degno oppure chi non lo è. Monica non ne era degna, lei vive la sua stupida quotidianità fatta di niente perchè è il niente che rappresenta e per un esteta della vita come me non poteva esserci niente di peggio che mischiarsi a una persona per pura malattia, puro sesso e nient'altro. Io ho provato a costruire qualcos'altro con lei, ma a lei era indigesta qualunque tipo di unione che non fosse quella tra le lenzuola. Ne sono uscito frustrato, avvilito, distrutto nel corpo e nell'animo. Qualunque cosa facessimo ci veniva male, perchè non c'era poesia, non c'era amore, non c'era niente di niente. L'incubo peggiore di quando ero ancora 19enne, sognato in una notte di molti anni da, dopo una festa a casa mia, era che tutti andassero via lascinadomi addormentato e solo al mio risveglio. Quell'incubo si è avverato: sono scomparsi tutti dalla mia vita, qualcuno di nuovo è apparso come Cloud , ma con il suo carico di storia e di problemi. Non c'era più un terreno vergine, qualcosa da costruire assieme e io che a 30 anni, dopo il ricovero, mi ritrovo faccia a faccia con i miei genitori in una casa che non volevo, in una città che non volevo, in una situazione che detestavo ed ecco che in questo scenario compare Monica, i suoi grandi seni e la sua voglia di fare sesso con me. Mi sembrava l'unica alternativa possibile a una vita chesi sarebbe comunque chiussa per anni, con i miei genitori. Quanti errori che abbiamo fatto, errori madornali. Cloud agisce e reagisce rispetto alla vita, le cose che sono successe e che io ho fatto anche con una certa leggerezza sono state importanti. Il mio matrimonio bistrattato da tutti, dal mio amico prete, da Fritz, dai vari sedicenti amici di Milano che ora non ci sono più perchè non hanno più tempo e perchè le vite se non si alimentano di conoscenza reciproca si dividono. Sono più solo, decisamente più solo di quando stavo con Erika, c'è meno gente, complice l'età che gira attorno a questa casa anche se per un pò di tempo c'è ne è stata anche qui, anche se diversa. La mia vita è inconcepibile per uno come Ivan che mi vede sempre accoppiato a donne così con amici così e che alla fine fa una vita così. Può sembrare bella, ma ti assicuro Ivan che non è una vita felice. Non ho il mio bel lavoro ( e non voglio più averlo a questo punto) e non ho una calda famiglia che mi aspetta a casa la sera. Ho delle abitudini, un pò belle un pò brutte, non eticamente parlando, ma per quello che mi rimandano della vita, nel suo senso più profondo, come tempo che passa e che vorrei passasse sempre in un certo modo. Sono profondamente scontento di questi dieci anni, non che tutto ciò che ho fatto non ne valesse la pena, ma per il modo in cui ero, per quello che riuscivo a tirare fuori dalle situazioni anche difficli in cui mi ritrovavo. Forse in un altro momento le cose con Monica sarebbero andate diversamente, ma poi ci penso bene e mi dico che lei è così e che è stato sbagliato mettersi insieme fin dall'inizio. Ora c'è Cloud in cui ripongo grandi speranze, anche se anche lie ha i suoi spigoli e le sue sofferenze. E chi non ne ha? Penso a quelli che hanno avuto la vita facile e li invidio, perchè un tempo anche a me riusciva tutto facile. Agire, prendere decisioni, fare.
Forse Erika pensava che facendomi ricoverare avrebbe risolto qualunque problema, sopratutto con sè stessa. Ma io sono stanco di parlare di lei, di Burgos e di tutta la compagnia cantante perchè io voglio pensare alla mia nuova vita, alla mia nuova vita con Cloud e con i miei al mio fianco che sono finalmente tornati a essere i miei genitori, coloro ai quali io voglio bene e loro a me. Senza guerre, senza incomprensioni, senza strategie che in fondo non abbiamo mai avuto, ma nella semplicità sta la nostra forza interiore. Mi sento finalmente libero di amare e di farlo veramente. La maggior parte di quelli che conosco e che mi leggono pure se ne sarebbe altamente infischiata di tutto questo lavoro rielaborativo. Anche la bella Valeria, che coglie la palla al balzo, ma non i ragionamenti fini. Solo, al comando contro tutto e contro tutti.Io. Anche Matteo non mi fa più paura nè invidia, io devo amare la mia vita e essere orgoglioso di tutto quello che sono riuscito a fare nonostante i lutti e le difficoltà. Anche se avrei voluto fare di più, anche se pretendevo di più, sia da me stesso, che dagli altri e dalla vita in generale. Una singola esperienza di spessore, quella in Nepal, mi ha portato a pensare che tutto dovesse uniformarsi a quel livello. Ma era un livello troppo alto per i più.
Lettera DI nATALE.
Cari papà, mamma e Simone, io vi devo chiedere scusa per tutti questi anni di dolore e sofferenza che vi ho provocato, ma stavo male. Ora grazie anche a voi e al vostro affetto sto meglio. Era colpa di Erika e della nostra separazione, della Villa che non avevamo più e infine era colpa di una realtà fredda e ostile come quella di San Giuliano, che io ho sempre odiato. Accettatemi per come sono, io vi voglio bene per come siete, tranne quando litigate o quando Simone sembra fuggire per le vie del mondo senza di me. Andrea.
Prima che arrivi Cloud mi viene da smettere di fare ogni cosa. Come se dovessi pensare solo a lei. Ascolto la mia musica, forse è fantastica e me ne sto accorgendo solo adesso. L'asse Kingston-Gerusalemme ha preso piede nella mia testa. Scale che scendono e in delay risalgono verso lidi deserti. Quello che chiede consigli altri, ecco cosa sono io. Oppue non dico niente e sto nell'ombra, un pò a malincuore. Inizia Dark Side, con fucking shoes e la risata vibrante, l'urlo e poi il blu dell'Oceano. E poi si nuota, ecco secondo me è così. Quanto sono bravo a incorniciare emozioni tanto che proverò a farlo con quelle degli ultimi giorni. Sono stato con Cloud, abbiamo passato del bel tempo assieme, abbiamo fatto l'amore, ma senza di lei al mattino sento il respiro della morte che mi ringhia addosso, devo prendere delle decisioni, non posso evidentemente stare così per tutti questi anni e svegliarmi sempre con questa sensazione addosso. Quando le piccole decisioni diventano grandi decisioni, quando i dettagli diventano importanti, eccoli i momenti in cui si fa strada il ragionamento e il filo interrotto con la Comunità. Quella disperazione in fondo, in fondo al mio essere mi appartiene ancora come la vita che devo prendermi, come il fatto che devo ricominciare tutto d'accapo, come quando avevo 19 anni e ho guidato il mondo, il mio mondo ininterrottamente fino ai 30. Come le amicizie che sono lontane eppure vive, come quella di Lo,come tutti i personaggi e attori della Comunità che sono vivi nella mia mente e che continuano a esistere a vivere, a respirare quell'aria fresca di montagna dove io sono stato a rigenerarmi, dopo la bruttura, il non senso. Quella sensazione che devo stare dietro un recinto e guardare il mondo che passa, senza aspettare un lieto che non ci sarà e non ci può essere. Cloud chissà cosa ne sarà di Cloud, io la amo e cercherò di fare tutto il possibile perchè lei rimanga sempre con me, non cerco altro, non desidero altro, oltre al fatto di desiderare di essere curato. E' un vecchio debito che ho, oltre che con me stesso, con Erika e Eliona che lasciandomi mi disse: " Tu hai urgente bisogno di cure". Mi conosceva più di quanto pensassero gli altri Eliona, il nostro amore era più forte dell' Apparenza. Chissà su cosa veramente mi ha mentito. Quanti anni a non sentire niente, a non capire niente in una matassa di pensieri indistricabile. Il bisogno forse di una nuova vita, di rinnovare uno slancio che si sta perdendo. Devo pazientare ancora un pò, poi la mia squallida vita San Giulianese finirà. Questa casa in cui odio svegliarmi , ma dove vorrei che un altra vita fosse qui a specchiarsi nella mia di vita e insieme affrontare un nuovo giorno. L'alba di un nuovo giorno. Poi è come se la casa, con i suoi rituali, le sue abitudini, prendesse il sopravvento su di me, i clichè si sommano ai vizi e alle cattive abitudini e per me riesce più difficile scrivere. Il mio pischiatra il senso che mi restituisce è quello di una vita sprecata, che non morde, il contrario di quello che ero prima. Sarà l'età, mi dico, saranno i farmaci, ma sono anche tutte le cose che mi dicono, belle e rassicuranti per non farti provare il dolore, ma nemmeno il Piacere. Sarà che devo essere più incisivo io sulla vita, se non sei tu che ti prendi il posto che sembra di spettarti chi vuoi che lo faccia per te. Ci sono delle cose per cui soffro di cui non so ancora il nome, c'è un modo di stare al mondo che non mi appartiene più, almeno non con certe persone che frequento in questo periodo. C'è Patrice l'opportunista, Darlin, la disfattista perennemente annoiata dalla vita, ma diligente e precisa sul lavoro. C'è mio padre a cui voglio sempre più bene e c'è quel maledetto pensiero appena sveglio di dovere andare in una struttura a curarmi perchè in fondo al mio essere so di stare male. Non può andarmi bene una vita così, sento Erika (anche se lei non mi sente) che preme con la sua vita, con la sua famiglia, che mi richiama come un tempo a scelte più coraggiose di quelle che sto facendo, ma forse se le perseguissi amerei Lei e non Cloud. Sento che perdo il mio tempo e le mie energie dietro questo psichiatra, dietro queste giornate che a parte gli incontri con Cloud non sanno di niente, il freddo buio che c'è fuori ferisce e colpisce duramente il cuore. SEnto che con Monica ho perso, ho perso inevitabilmente e la ferita rimane ancora aperta e sanguinante. Non mi sono saputo tutelare, parare i colpi, ero inerme e l'urto c'è stato e lei, lei mi ha travolto, sento questo senso di rassegnazion e che si affaccia alle prime luci dell'alba. Vorrei che certe cose non fossero m ai successe, non avrei voluto ricostruirmi una vita da capo e per questo sono stanco, molto stanco e decido ancora una volta, per un giorno in più di serbare dentro di me i miei irrisolti pensieri e i miei amari ricordi. Sono un amaro pessimista della vita, che non può che trarre nutrimento dalle vite altrui e imparare dalla loro gioia nel darsi e donarsi. Dio abbi pietà di questo piccolo e misero uomo che vaga su questa Terra in cerca di senso, nutrimento dei suoi giorni. La vita, la morte, questa continua riflessione sulla vita e sulla morte al rapporto che intercorre tra di esse nemmeno il tuo psichiatra lo fa, Lui è più terra terra, lui risolve i problem i urgenti, non le questioni ancestrali dell'Uomo, ma io ho un insopprimibile esigenza di risolvere queste questioni e di trarre delle conclusioni, se non esaustive, almeno confortanti per il mio animo.
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