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Felice e infelice


FELICE & INFELICE (Dipende dalle Occasioni)

Oggi per la prima volta dopo tanti anni mi sento felice. Felice di essere arrivato dove sono arrivato, come percorso interiore, introspezione, felice dell'amore che sta al mio fianco e che mi guarda con i suoi occhi trasparenti. Felice di quel passaggio di mani sui nostri corpi. Felice perchè la mia metà mi completa in un qualcosa di ordine superiore, felice perchè le vecchie difficoltà tra di noi sono abbattute, felice perchè sento come gli anni a venire siano più dolci. Felice per tutta la strada fatta con i miei ex amici che ancora ricordo con affetto. Felice perchè mi sento un uomo completo e mi è quasi passata la voglia di schernire il Destino. Lui ha saputo ascoltare le mie sofferenze nei momenti più bui, e il mio amore è il premio a tutta questa sofferenza di cui non voglio più parlare.
E tutto svanisce in un attimo di gioia e di perdizione, non la felicità, ma quella sonnolenza che la chimica delle pastiglie che ti fa ritornare indietro, come se a nulla fosse valso tutto questo cammino. Certo più inquieto, più distratto, ma più vigile sui particolari e presente. A nulla serve tutto quello che abbiamo fatto, a nulla serve tutto quello che abbiamo detto. Mi sento di rischiare, mi sento ancora di rischiare e rischiarare il tuo perfetto tondo baciato dalla grande luna. I criteri ci indicano possibilità, i criteri ci indicano avversità a cui non siamo sempre pronti. E perchè dovremmo esserlo? Pronti per che cosa, per chi? Tutto questo scrivere senza graffiare niente, tutte le mattine ad aspettare che vengano i pomeriggi, come se fosse sempre domenica, quel sonno innaturale tutto chimico. Quelle notti in cui si graffiava il volto della Dea dell'Amore per qualcosa di più urgente. Non c'è limite all'animo umano e voi lo spegnete con i farmaci, le terapie che servono soltanto a far passare altro tempo dietro il tempo. Il tempo delle scommesse perdute, il tempo delle dee incantate dalla parola, il tempo in cui le dee ci davano anche il culo pur di starci ad ascoltare. Edilizia popolare, costruiscono intorno a noi, intorno a me, nuove genti, nuove persone e nuove storie di vita compromesse da questo squallido e impavido suolo di questa città. Certi personaggi per fortuna sono scomparsi,non per sempre, ma almeno dalla faccia del quotidiano, non li incontri più per la via e io che prima intontito dai farmaci non notavo niente ora noto tutto e tutto mi sembra brillare di una luce non vera talmente è forte e accecante. Tutto quest'odio e questa rassegnazione, tutta questa gentilezza nei confronti della vita me l'avete messa in bocca voi, perchè io vi assicuro, non sono gentile con la vita, solo negli ultimi dieci anni ho imparato a esserlo e questo a portato a cose belle e cose brutte, donne belle e donne cattive dentro come Monica. Non potevamo al di là dell'Estasi dell'Amore andare oltre con le nostre menti, perchè io ero assuefatto e lei no. Non potevamo permetterci ancora il lusso di essere felici, nonostante noi, la nostra storia, la mia miseria, le sue lacrime di disperazione, il nostro tenerci uniti e aggrappati a qualcosa di più grande che si chiamava Guarigione. Guarigione dal male che ci affliggeva, dalla nostra insita insicurezza e tristezza.
Mi hanno tolto la possibilità di vivere come volevo io, ma mi hanno dato qualcosa in cambio:la nostalgia insieme a una buona dose di pace e serenità apparente. Vorrei che la mia casa fosse più grande, che il mio sguardo fosse più ampio, vorrei che ci fosse luce e cibo per tutti e calore fra gli esseri umani. Dato che io non posso più emergere tra la folla di conoscenze che ho, dato che non posso più affermare la mia vita nonostante tutto, dato che devo tener conto nel mio cuore che mia sorella è morta che la gente muore e che continuerà a morire per qualsiasi motivo, io ti prego Dio di darmi la forza di cambiare ancora una volta la mia vita di assecondarla almeno, non semplicemente di farvi fronte come se fosse l'ultima delle catastrofi mai avvenuta. Le chiacchierate con Burgos, quella amicizia ormai finita divorata dal suo stomaco e dalla sua cupidigia nell'ozio, quel mio nostalgico ricordare, come se non ci fosse più nulla da fare, più nulla da fare. Io devo tornare a credere in me, perchè quando ci credevo tutto andava liscio e perfetto come un sasso in fondo al mare. Il Tempo è passato, ma sono solo gli anni che porto a ricordarmelo e la gente che muore mi indica solamente di stare più attento nei vizi. Vi scrivo finalmente da una dimensione terrena dell'Esistenza dove le mie sensazioni sono umane e non divinamente innalzate dal farmaco. Qualcosa che assomiglia alla perfezione oggi mi stringe il cuore.
Non siamo nulla di fronte all'Eternità del Tempo: è questo che ci rende sconfitti in partenza nella vita, l'unica possibiloità che abbiamo è affermare noi stessi e quando saremo annoiati, disgustati dal nostro stesso essere ci rivolgeremo altrove, cercando nuove persone e nuove idee per sopravvivere. Io non so cosa mi manca, ma qualcosa mi manca e il mio sesto senso mi suggerisce di non scavare neanche troppo a fondo nelle cose, ma la testa va da sola ed è difficile fermarla. E' difficile vivere di una perfetta armonia, è difficile "tenerla" come diceva Erika. Tutto questo riflettere mi fa venire mal di testa. Tutto questo pensare alla mia vita non mi fa che sciupare la vita stessa. Dov'è finita la poesia? Dov'è finito Burgos? Dov'è finita Erika? In fondo ai miei ricordi e nei miei sogni che puntuali di notte mi portano a lidi prima piacevoli, poi sempre più bui e sinistri. Se riuscissi sempre a scrivere così, come si conviene a chi non ha nulla da fare e scrive solo per appagare la sua anima. C'è una cerchia di persone che pensa e vive così sin da quando era giovane e io non l'ho mai incontrata, perchè il mio pensiero era offuscato da altre cose. Forse l'amore obnubilava la mia mente che è già vecchia. Ha bisogno di tenersi allenata e sveglia, a vivere con i vecchi genitori che ti hanno messo al mondo si fa questa fine. La reciprocità dei comportamenti, le frasi giuste dette al momento giusto, un modo corretto di stare al mondo, questo è quello che mi manca. Incassare i colpi della Psiche, prima che questa ci distrugga completamente, le cose che ho dovuto subire dalla mia mente. Fino a qualche anno fa, prima di andare in Comunità, quando riposavo al pomeriggio facevo sempre lo stesso sogno. Sognavo di precipitare, presumibilmente da un palazzo, così come era precipitata mia sorella rivivendo quindi quasi in presa diretta quella che deve essersi vissuto lei, svegliandomi appena prima dell'impatto. Dietro questo grande chitarrista c'è uno scrittore in erba, ma cosa ancora più importante c'è una persona sensibile che soffre e soffre ogni giorno.
Felice e Infelice, dipende dalle occasioni, cerco nuovi modi di rigenerarmi, cerco nuovi modi di non morire di stenti, di pietà, di arrivismo, di qualunquismo, cerco di nutrire un senso della vita che si sta spegnendo eppure una ventina d'anni fa era fortissimo. Tutto ciò spinge il limite delle cose che tu fai. Era tutto nella mia testa Burgos, era tutto lì il problema. C'è voluto tempo, ma ce ne vorrà ancora. La strada che mi proponevi tu era impraticabile per me al momento, non potevo più andare avanti così a fare la copia di me stesso, mentre tutto attorno andava tutto a rotoli. Si è scivolati, si è caduti. Ci si è aggrappati all'Esistente. In vino veritas e bisogna accettare le regole del gioco. Aveva ragione Matteo quando diceva che stava scrivendo stupidi racconti d'amore di una donna che non l'amava affatto. Io sto facendo la stessa stupida cosa. Dov'è finita quella linea essenziale estetica di cui tutti ormai si nutrono solo perchè è esplicita. Devo dare più dignità al mio dolore e imparare a divertirmi ancora. Non è tutto finito, Andrea. Cloud non è la soluzione, può essere il problema ma non certo la soluzione. Tutto lascia correre tutto, sono gli anni che sono andati. Chissà cosa penserebbero di me le mie ex che mi hanno visto combattere, soffrire. Che sono un rammollito, ecco cosa penserebbero.
Lei non amava lui, era lui che aveva disperatamente bisogno di lei. Non riusciva più a farne a meno. Sfumature di grigio si disegnavano, la mia notte fu faticosa ma non impossibile dopo quello che mi disse. "Ho fatto sesso con un altro". Si è comportata da vera e consumata puttana quale è, ma su questo non possiamo farci niente, le persone non cambiano. Lei se la è studiata tutta a tavolino questa situazione per non rimanere mai più sola, ma tu sei la persona più sola di tutti.

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