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42 anni


Il nichilismo che mi ha prodotto Erika, sempre presente, sentire la mancanza della sua voce in questa casa. Chi è più abile di me nel ricordare?Quante parole inutili. Ho sprecato i miei anni davvero, almeno gli ultimi devo diree che li ho giocati male. Oggi ne compio 42 e spero di essere oltre la metà del cammino della mia vita. Mi aspetta una vecchiaia spero non troppo difficile, ma quasi sicuramente in qualche istituto di cura, comunità o appartamenti protetti: chi si prenderà malevolmente cura di me ? Io inizio a pensarci già adesso e non mi curo, cioè non mi godo il presente perchè ci sono sempre problemi, ogni giorno che ci impediscono di pensare al futuro con serenità.
Tra le sue sinuose gambe si poteva immaginare che cosa si celasse, io che ora piango un muto silenzio di giorni, mi chiedo che senso abbia avuto ricercare ancora una volta un piacere effimero, tacito in sè stesso. Che senso abbia scrivere se non sfuggire alla disperazione e nutrirsi di speranza di vita-incontro-sole-mare- sesso- amore tutto quello che ha lei per la sua vita e che io non ho. Per quanto tempo ancora dovrò rimpiangere queste sensazioni che non mi sorridono più. Quanto è lunga e faticosa la vita senza amore, senza un destino, senza un perchè. Ascolto il rumore del silenzio e di una birra che ci tiene compagnia, senza pretese, adagiandosi su un pomeriggio di per sè già pigro.
Alla fine è un furbo anche lui, il mio "amico" rasta. Non si è presentato all'appuntamento e il pomeriggio va a farsi benedire. Non c'è. Questa casa mi ricorda che ci sono cose peggiori. Finire in una Comunità. Dopo aver raso al suolo il mio passato cercano di annientare anche il mio presente. Lei gioca sleale perchè si approfitta della mia malattia, cosa che han fatto tutte quelle che ho incontrato dai 30 anni in poi (anno in cui mi sono ammalato). Gioca sporco, ha occhi torbidi come il vetro fuso e io in questa piccola casa che mi si stritola addosso non posso che maledirla per sempre, in ogni mio gesto, in ogni mio cenno di presenza mentale. Sono arrivati a cambiarmi il carattere perfino l'umore, la remissività dimostrata con Cloud non è degna di me , della mia splendida vita fino ai 30 anni. Sottostare a uno psichiatra idiota e impegnato quanto basta perchè tu sia solo un numero è stata la ciliegina sulla torta del mio fallimento, del fallimento della mia vita perchè si è trattato di una svista e di tanti errorir madornali compiuti nel passato da parte mia e degli altri. Faceva bene Monica a non prendere psicofarmaci e infatti ne è uscita, fa bene Cloud a non farsi curare perchè non potrebbe più surfare sulla vita, ma scivolerebbe nel baratro della morte interiore, vuota com'è. Io non riesco più a trattenere l'odio che provo verso tutti, verso il mondo che si diverte, verso me stesso ripiegato su me stesso. Verso chi c'è l'ha fatta e verso chi è felice. Io ero il migliore di tutti a essere felice, poi il chiacchiericcio, lo sgambetto, la gamba tesa, la falciata in pieno giorno e in pieno volto. Impossibile rialzarsi ancora una volta. Era finita , m aio pensavo che fosse qualcosa di transitorio, non sapevo che sarebbe stata la mia condanna a vita. A soffrire, a non vivere a non lavorare più a dover sempre dire di sì a tutti, come se la mia intelligenza non contasse nulla. Sono veramente stanco di questa situazione e di tutto ciò che comporta. Sono stanco di stuoli di medici di nodi di frottole di Cloud che si spaccia per pulita e sincera quando già la morte gli scava gli occhi. E che li scavasse più profondamente possibile. Io posso solo odio.
Erika: chissà cosa avrà pensato di me Erika se ancora ci pensa, sento il suo giusto disprezzo cucitomi addosso. Sono i farmaci Erika perdonami se ti ho delusa, ma io non ho mai capito se fossero necessari o meno.

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