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Tranne te

Appena avevo iniziato a mentire la buona stella se n'era andata. Lei mi ucciderà lentamente mi ucciderà, per il solo fatto di esistere. Quella lucidità si è persa, io ho perso lei e forse la mia vita stessa. Lei viaggia e si fa sberleffo delle mie sofferenze. Fa bene, forse farei anch'io così, ma a me fa male. Ma io non mi arrendo di fronte ai suoi occhi.
Posso sempre deviare corso del fiume: ho un appuntamento un appuntamento che forse mi può salvare. Lontano da occhi indiscreti, col crepitare del bar, mi sento vivo e morto allo stesso tempo: "quando sei morto dentro".
Non mi piaceva essere come ero, prima equando stavo con Cloud : forse adesso sono maturato, ho capito delle cose anche a distanza. Il mondo è pieno di belle ragazze come la barista qui sotto, che ti fa un caffè e ti sorride. Ma io per quanto tempo dovrò occuparmi di queste inezie? Ma io posso vivere così? Aspettando cose , persone, quando mi vengono in mente sigarette fumate sui porti di Amsterdam e lungo la Senna, quando ero giovane e fa male dirlo e vivevo il mio tempo con apparente semplicità. Quando le donne erano un corollario di situazioni e tutto succedeva perchè succedeva. Non era tutto difficile, era tutto semplice, tutto fluiva rapido come il tempo infinito che avevamo di fronte. Io posso restare tutta la vita da solo? Sono in grado di farlo? Amarle tutte e non amarne nessuna, amare soltanto me stesso e vivermi il giorno per quello che è. Incontri, odori, sapori, forse mi dico non bisogna andare lontano, ma imparare a guardare quello che abbiamo sotto il naso. Io, in fondo il vezzo artistico di girare il mondo un pò me lo sono tolto, avrei continuato a farlo, ma forse non era più possibile farlo. L'odio non porta a nulla di buono e così come il messaggino dellle caramelle cinesi chiudo e faccio altro. Il mondo stesso è una follia, cercarvi un ordine o stare nell'ordine delle cose è praticamente impossibile, è un universo di valori che si scontra contro un universo di soldi, chi ne ha di più chi ne ha di meno. Sento che scrivere non mi fa bene. Se provo a smettere di prendere farmaci il mio cervello va a una velocità assurda, che non so controllare. E' questo il problema, la velocità di pensiero che prima mi portava a fare mille cose, ora sembra essere qualcosa di distruttivo, verso me e verso gli altri. Erika aveva un entusiasmo per le cose che faceva, chissà se le è rimasto ancora addosso. Ora siamo tutti un pò più stanchi, tutti un pò più vecchi, tranne lei che provo ogni tanto a chiamare, ma non mi risponde mai: Nobody Home.
La vita dello psichiatrico è fondamentalmente una vita di solitudine, quella che cerco di combattere ormai non più disperatamente ogni giorno. In Comunità impari che ognuno fa la sua parte, ma l'unione fa la forza e io che sono abbandonato a me stesso, mi chiedo come farò a trascorrere altri 40 anni di questa inutile e noisa vita che sembra non avere alcun senso, ovattato dai farmaci, reso cieco nello slancio, e sopratutto infelice. Scavando a fondo sono infelice enel momento in cui lo dico scopro il contrario: ho una casa, ho da mangiare non so se ho chi pensa a me. La psichiatria è un corridoio che porta (il reparto) dritto verso la morte. Bisogna essere veramente poco sensibili per capire questa cosa. Le uniche persone che sento sono quella che cel'hanno fatta " Ehi, bella come va? Tutto bene?" "Tutto bene un cazzo, qui si vive appesi ad un filo di cui ci si abitua alla sottigliezza, si rinuncia alle cose da dire, non si ha un posto nel mondo. Poi ti chiedi che vita facciano tutti e ti sembrano tutti più felici, appagati e tu che ti devi accontentare delle briciole dell'esistenza. Sì sei stato importante per qualcuno, ma presto ti hanno dimenticato. Non importa a nulla loro di te, dovresti morire per capire chi ci teneva veramente a te. Il fare, il fare di Luca che non porta a niente epure è l'unica via salvifica dalla morte: pensare, scrivere fa male al cervello. Sono tante le donne che dovrei sconfiggere del mio passato, troppe e io sono troppo solo e stanco. Mi illudo che con la prossima qualcosa possa cambiare, ma se non cambio io non cambierò mai nulla. E che io non ho voglia di cambiare in niente, vorrei solo tornare ad avere speranza, in senso cristiano del termine, speranza che qualcosa di lieto alla fine ci sia. Non sai fare niente, non vali niente, scrivi per sucitare compassione o dai voce a quella che c'è dentro di te. Non c'è speranza , non c'è appiglio, non c'è più nessuna festa in piscina dove lei ti aspettava coscie aperte e occhi languidi. Un passato che si morde la coda da solo e che non tornerà mai più. TUtti che si danno da fare. Tutti che hanno il loro ritmo. Tutti, Tranne te. Lucenti gli occhi fluivano strani e fuggevoli.

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