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Una volta


"Sono stato amato soltanto una volta veramente nella vita" disse con il bicchiere vuoto in mano, ed era già il terzo e io sono colpevole di non aver saputo riconoscere quell'amore. Lo stesso amore che poi ti dice al telefono, dopo il terzo o quarto tentativo: "Andrea, non voglio più vederti e sentirti" e riattacca. Poi solo donne di poco conto, Cloud è una di queste. Donne per cui conta il movimento a cui non piace la mia estatica stasi. Chissà chi ha ragione: lei che se la spassa con un altro o io che leggo e faccio qualche passeggiata e intanto penso a come uscire da questa situazione. La felicità negata. Ci sono donne, per così dire, che sono strutturate per fare sesso fine a sè stesso e Cloud è una di queste. Ci sono andato a nozze ed è andata così. Per il resto poi vedo una donna come Simona, conosciuta in comunità e sento il desiderio che mi preme, so che lei pensa e ci ripensa a questo sconosciuto approdato in lidi misteriosi problemi d'amore. La mia vita si sta insterilendo, è vuota di persone per quanto io faccia per mantenere dei contatti umani, questi si perdono, mi sfuggono, non ho l'energia per trattenerli. Potrei fare di più, ma non lo faccio, potrei e dovrei (chiunque lo farebbe al posto mio) dare il massimo, ma qualcosa mi trattiene e così mi abituo alla mia condizione di solitudine, mentre nessuno passerebbe una serata da solo. Una vita apparentemente triste, ma che ha altre sfaccettature, altri problemi, altre ricchezze, anche se io non li so trovare. Dovrei tentare e ritentare, ma mi dico che è troppo tardi. Eppure non sono vecchio, ma il colpo di reni proprio non mi riesce. Mi sento stanco di fare finta di niente, ma non posso neache passare il tempo a flagellarmi sul mio passato e su tutti gli amori andati male. "Se tu avessi fatto così non saremmo arrivati a questo punto": quante volte me la sono sentita ripetere questa frase sopratutto da Cloud, da Monica da Erika. C'è una festa al CRA stasera, una festa a cui io non andrò e perderò un altra occasione per vedere Simona che non si piace, ma a me sembra sempre bella. Perdo un altra occasione, ne ho perse tante, mi sono abituato a perdere, ma con dignità e una infinita stanchezza di esistere. Con questo animo mi accingo a partire per il mare.
Sono una presenza evanescente in una landa desolata, sono il passato che mi ritorna addosso di notte, sono il mare che ho respirato, sono tutte le assenze che riempiono questa stanza, sono tutti i vuoti che gli altri mi hanno lasciato addosso, sono la costante presenza della noia che mi accoglie in questa casa, sono il mio bisogno degli altri e molte altre cose ancora. Non scrivo storie, perchè non ho niente da vendere, vorrei che questo luogo fosse un bistrot il più lontano possibile dai luoghi delle Comunità: le stigmate addosso, il tempo che è passato invano, il telefono da quel giorno sempre muto, una cieca e nera solitudine. Quando tornerà il tempo del divertimento? Gli amici (maschi) improvvisamente ci sono, ho un cuore per Valeria e uno per me stesso, le cose scorrono il tempo non cambia mai gli spigoli della mia noia e del mio apparire. E' il tempo delle cose serie, di gente che mette su famiglia, delle retate di presunti amici che finiscono in galera, in Comunità o chissà dove. Io voglio rimanere qui, senza nostalgie vivendo, non raggomitolato nelle coperte di lino della noia, del disprezzo per gli altri, non calcolando chi ce la fa chi non ce la fa. E' come se ogni frase avesse un odore, mi ricordasse quella o quell'altra persona. Alcune sono gradite, altre sono sgradite, dipende dai momenti.
Inizialmente la mia malattia per Erika mi aveva spinto a tal punto a ingrassare per contrastare la bulimia di Erika. Ci avevo pensato alla fine le cose era giusto che andassero così: tutto si aggiusterà col tempo. Il ciccione che ti chiede poesie d'amore per l'amante, sembra che ti stia facendo un favore a parlare con te e quindi vuole qualcosa in cambio. Quanto vorrei essere ricco, avere sempre tutto, possedere il tempo, vivere nell'Eternità, dare finalmente sfogo alla mia follia o semplicemente a fare le cose come vengono vengono, scrivere per darsi un tono, scrivere per sfogarsi, scrivere perchè non si ha null'altro da fare. Konstantin è come se fosse qui con me, non avere paura di Cloud , non avere paura del tempo che passa, non avere paura e basta. C'era una volta un uomo innamorato chr ora non lo è più, che ha deciso il lento assecondare del tempo e di aspettare che la vita passi, senza troppi scossoni, senza troppe paure, avendo fiducia di farcela, avendo il cuore di di guardare la propria famiglia e di pensare che per lui loro ci saranno sempre, anche quando non ci saranno più. Sarà un giorno , ma per fortuna non è ancora lontano. A volte vorrei essere già vecchio pure io, avere più storie da raccontare, essere già vecchio e cedere la propria vita come un quadro di cui solo alla fine si intuisce il senso, mentre è in fase di stesura lo si confonde con altro. Questo vorrei che succedesse. Certe cose sono passate, certe altre devono ancora passare. Sperando che l'essere umano sappia adattarsi a tutto. Anche alla morte naturale di chi gli è più caro. "Vorrei essere terra che torna alla terra, vento che sparisce nel vento".

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