Mi innamorerò del tuo amore, amore infinito e senza speranza, tu che vaghi e tu che stai sempre lì a guardare il tuo cuore. Quella per lei era sofferenza pura, di chi non sapeva andare oltre. Lei ha saputo andare oltre, mi ha scavalcato e superato come tutti quelli che erano rimasti dietro a me. Io non ho più voglia di fare niente, nemmeno di uscire, la sconfitta è palese. Maledico Burgos e lui di tutta risposta mi dice che gli dispiace che sto male, mi compatisce. Non è giusto, non mi merito una fine così. Allegra stava la carcassa suonando la marcia nunziale e lui che se la spassa per la piazza senza contraltare nè ferire il tuo cuore, questo era il suo ubbidire. Il suo agire. Non mi interessa niente di niente: in che modo una donna potrebbe legarsi a me. Monica, Monica, Monica sta diventando un ossessione, sopratutto notturna. C'è qui Konstantin tornato da Londra e sempre perso nel suo vagare. E' di là che dorme. Monica ossessione notturna. Gli ho dato qualcosa da mangiare e ora riposa sul mio divano. Quando tutti avranno capito la mia sensibilità, io sarò già vecchio, come non lo sono stato mai. Le traversie psichiatriche, potersi esprimere finalmente liberamente, gli incubi da CRA, che brutto periodo della mia vita, vuoto di senso. Sono veramente odiosi gli istituti psichiatrici, ti fanno sentire quasi colpevole di esistere e respirare, ti fanno vivere una vita apparentemente felice & inutile, fatta solo di regole e doveri. Doveri a cui io non voglio sottostare anche se ho dovuto farlo per amore di Cloud e per salvare me stesso da Lei. Mi impediscono pure di sentire, di sentire qualcosa per qualcuno, o semplicemente verso me stesso, di sentire il flusso della vita che si fa sangue e fluisce nelle vene e si fa comportamento e Storia di un individuo. Passa un giorno e Konstantin si offre di pulirmi un pò casa in cambio di qualcosa da fumare.Poi nel pomeriggio se ne va, dicendomi che se avesse trovato dei soldi sarebbe tornato nei prossimi giorni. Cloud si è dimostrata meno stupida di quanto pensassi: abbiamo parlato ieri al telefono e siamo stati un pò a chiacchierare del nostro passato e delle nostre reciproche difficoltà economiche. Ma io amo un, altra donna, io amo Jenny, la sensualissima Jenny, 40 anni e più, più o meno la mia stessa età di Parigi di adozione , ma nata in Italia. Da piccoli frequentavamo la stessa scuola e lei veniva a fare merenda da me e poi si giocava in giardino insieme mano nella mano. Jenny, la sensualissima e onesta Jenny. Un vortice di passione mi teneva avvinghiato a lei, mi immaginavo mentre facevamo l'amore, anche se lei aveva un altro uomo dopo una cocente delusione avuta da un altro uomo, si era trovata un uomo tranquillo. Lei aveva saputo della mi malattia dai miei scritti e aveva scelto di incontrarmi, portandomi in un posto molto chic a Milano dove bevemmo un paio di cocktail e parlammo di tante cose. La sua voce così serafica, il suo essere così distante da me con il corpo, mentre il mio bruciava dentro di passione per lei. Lei era riuscito a farmi dimenticare quella puttana sconclusionata di Cloud ed era stata la prima a mettermi in guardia da Lei definendola una donna da poco. Ma in quel momento io amavo ancora Cloud e quindi litigai con lei per questo, ma poi fui costretto a darle ragione. Aveva ragione lei, Cloud era una donna di poco conto. E così mentre io mi immaginavo a letto con lei, lei parlava e parlava sorseggiando il suo cocktail, a volte quando veniva da Parigi per venire a trovare la famiglia sorseggiavamo un caffè in un bar e io la guardavo sempre negli occhi. "Perchè mi guardi così?" "Perchè ti amo"pensavo dentro di me , ma non glielo dicevo, non gliel'ho detto mai. Me la immaginavo nuda nel mio letto a baciarle ogni parte del suo corpo."Non voglio più sentirmi così solo" Jenny. Mi baciò dolcemente come si fa quando ci si ama veramente e io non dimenticherò mai quel bacio. Perchè Cloud dovrei rimanere prigioniero del tuo pensiero tutta la vita? Mi dò fastidio soltanto fare il tuo nome, ormai vetusto e odioso. Mi rendo conto che i destinatari sono diversi, si va dall'odioso e vincente ex batterista che avrà di meglio da fare che leggere le mie parole, all 'invincibile armata. Il passato bisogna lasciarselo alle spalle è questo quello che sembra insegnarmi l'ex batterista. Lui fa parte di un passato che non c'è piu. Un passato che non torna e che rimane scolpito nelle nostre canzoni e nei miei testi, nella dozzina di concerti che siamo riusciti a fare e nei tanti applausi che ci siamo presi. Comunque Monica, lei sì che la sa lunga sulla vita, aembra conoscerne ogni anfratto, ogni aspetto, non c'è nulla che le sfugge, nemmeno un uomo attraente o con un pò di soldi. Lei dice che si sceglie sempre uomini sbagliati, che non la considerano, come non la consideravo più di tanto io, ma fatto sta che con il suo corpo prorompente un uomo lo trva sempre. Già me la immagino al bar a sorseggiare un gin fizz e guardarsi attorno in cerca della preda. Poi attacca bottone con uno,mostra debolmente e docilmente il suo decolte' e il gioco è fatto. L'ho scopata così tanto che è come se mi sembrasse una mia proprietà ceduta a prestito quella donna, ma lei mette sempre distanze di me non ne vuole più sapere e questa cosa mi ferisce, perchè sento di volerle bene e anche se è difficile l'amicizia tra uomo e donna: noi amici non lo siamo stati mai e mai potremmo esserlo. Troppo sesso, troppa passione. E poi io mi guardo sempre indietro, mentre lei ha gia' saputo andare avanti. La nostra storia è il pane ideale per uno scrittore, una donna mulatta e properosa,povera e che si dà da fare nella vita e che non sa nemmeno lei come è finita in psichiatria. Potevo andare lì, così come potevo finire da un altra parte". E infatti non prende farmaci, lavora, ha un fidanzato e fa una vita normale. Quello che rifugge dal concetto di normalità sono io che in quanto artista o presunto tale ho una condotta di vita che mi allontana dal lavoro fisso, dalla casa, dalla famiglia e ora anche dalle donne, perchè anche loro pongono delle regole sul vivere. Giustamente. E allora non ci rimane che vagare, aggrapparci agli amici, sentire il freddo che ci sferza la faccia per un altro inverno ancora e poi pensi ad ancora quanti te ne toccheranno, che non ne puoi più di vivere in un posto così e che vorresti essere a Parigi con Jenny a dividere il suo monolocale con lei, ad aspettarla la sera con la cena pronta dopo che è tornata dal lavoro. Vorresti tutto questo. Vorresti cambiare vita, scappare su un isola Greca e vivere lì per sempre tra cocktail e belle donne, non vorresti più limitarti a descrivere il reale, ma vorresti viverlo e vivere a pieni polmoni e respirare quell'aria bellissima che solo la vita pienamente vissuta ti può dare. C'è chi lo ha fatto, scappando dalla psichiatria è andato ad aprire un bar in Grecia, ma dice che non è tutto rose e fiori. Ti ricordi quando da giovani dicevamo di andare, anzi tornare a Cuba ad aprire un bar e restare tutta la vita? Chi l'avrebbe detto che non avremmo neanche avuto le energie per farlo che la vita ci avrebbe divisi, che il Tempo sarebbe passato tiranno e colpevole delle nostre non scelte. Scelte che non si scelgono , ma che ti vengono imposte dalle circostanze, da altre non scelte, da Dio forse, ma in ogni caso da un certo momento in poi non hai più la sensazione di scegliere veramente nella vita, ma che questa proceda su direzioni e binari che sono stati tracciati in precedenza. E tu ti limiti a seguirli. Come un idiota vittima del suo stesso gioco interiore. Spesso ho pensato che le mie parole fossero troppo deboli, che io non fossi veramente capace di scrivere, ma poi ho capito che l'energia degli scritti è direttamente proporzionale a quello che ci metti nella vita. Se sai vivere sai anche scrivere, perchè le tue parole sono intrise di senso che nasce dall'esperienza vissuta della vita, come quel mare di Grecia dove il mio amico si è rifugiato aprendo un bar e dove un giorno di tanti anni fa siamo approdati io e Erika, lei piena di speranze, io solo lì per lasciarla, per poi pentirmene un attimo dopo. Così è la vita, non ci nasconde nulla, in tutto si manifesta in tutto il suo apparire. E ogni cosa ha senso, e non è vero che i nostri errori li paghiamo solo dopo la morte, perchè la vita ci restitusce tutto se sappiamo cercare. Ogni cosa, ogni singolo movimento di palpebre è fissato in un attimo del Cosmo che ci ritorna sotto forma di vento e di polvere. Tutto ci ritorna addosso, il Male come il Bene e questo fa l'opinione che gli altri hanno di noi, la reputazione, le dicerie. "Ma, sì, è soltanto un drogato...Ma sì è soltanto un alcoolizzato". Quanta gente scappa e si rifugia in queste cose per non vedere le brutture del mondo. E io che sembravo destinato a una fine misera scopro che ho ancora qualcosa da dire e questo non può che rendermi felice e orgoglioso del mio essere. Forse tutto quel vagare negli anni scorsi non è stato inutile, forse un recondito senso ce l'aveva, forse scappare serve ancora a qualcosa, quando quello che abbiamo non ci piace più o non ci soddisfa pienamente. Dice Matteo il ricco che Fritz è un artista, un artista di sinistra per di più e io finalmente dopo anni di scetticismo gli credo. Suona, lavora, mantiene una casa non potrebbe fare meglio di così. Io non riuscirei mai a fare tutto quello che fa lui, se riesco a mettere insieme due righe è già tanto, figuriamoci se riesco a renderle degne di un senso. C'erano dei canali bloccati, qualcosa che non funzionava, con Burgos, con Fritz e con tutti gli altri miei amici, questo dormire per 12 anni e giudicare un pò tutti e stare a guardare quello che succedeva agli altri mi rendeva impossibile agire. Avevo perso, in un certo senso la mappa sociale, tutto quello che mi stava intorno era reso nuovo dal mio essere stato assente per un paio d'anni. Ma io ripenso a Parigi a Jenny e alle lenzuola che sanno di fresco. Penso a lei e alla mia rinascita, al mio ripartire dal niente come già avevo fatto nella mkia vita e scopro che forse non è troppo tardi per ricominciare. Vagare per casa senza nemmeno le sigarette, oppure averne e sentire male al cuore per il troppo fumare, notti insonni tristi e notti insonni concitate, scrollarsi di dosso quest'ansia di risarcimento come bene dice il mio psichiatra e farsi avanti, mostrare le unghie e graffiare la vita. E' tutto merito tuo Jenny. Oppure sparire senza che nessuno si accorga di niente. come se nulla fosse stato, come se nulla fosse successo.
Va meglio, va decisamente meglio: da quando il mio referente è diventato(ho deciso in questo momento) l'asse Fritz-Matteo e non più il mio psichiatra o almeno soltanto in seconda battuta, sento che posso indirizzarmi sulla via giusta. Matteo sa scrivere, Fritz è un esperto conoscitore della vita pratica. C'è sicuramente qualcosa di serio e importante che si può imparare da loro. E non è un caso che sono arrivati dove sono arrivati, mentre io sono ancora qui a recuperare pezzi della mia esistenza, prima distrutta, poi ricostruita. Che figure penose con Eisenhover, che figure penose, è dire che è uno psichiatrizzato pure lui, ma lui ha saputo risorgere. Sono contento di questa mia nuova umiltà, prima personaggi come Eishenover erano il mio sberleffo quotidiano. Lui e la sua aria di superiorità, lui e il suo "ti devi togliere quel ghigno dalla faccia". Non era un ghigno Eisenhover, era l'espressione di una persona felice, che viveva al massimo e a cui andava tutto bene. E'incredibile come, le parole, vestite di notte, siano più intime e preziose, mentre già sul fare dell'alba inizino a sembrarmi più ridicole. Cloud naufraga nei debiti, bene ne sono contento, così impara a lasciarmi. Jenny. Jenny sarà sempre il mio sogno segreto, perfetta consapevole, bellissima. Mi sta esplodendo il cuore dal petto, gonfio d'amore per l'Universo. Fritz e Matteo fanno parte di questo Universo, tardo-adolescenziale quando si giocava a pallone all'oratorio, quando si fumavano le prime canne leggendoci le poesie di Jim Morrison, quando abbiamo tutti iniziato a suonare, Fritz e Matteo insieme e io con gli altri. Una storia che si è interrotta, ma che può riprendere. Il mio cuore è gonfio d'amore per l'Universo. E per Jenny.
Va meglio, va decisamente meglio: da quando il mio referente è diventato(ho deciso in questo momento) l'asse Fritz-Matteo e non più il mio psichiatra o almeno soltanto in seconda battuta, sento che posso indirizzarmi sulla via giusta. Matteo sa scrivere, Fritz è un esperto conoscitore della vita pratica. C'è sicuramente qualcosa di serio e importante che si può imparare da loro. E non è un caso che sono arrivati dove sono arrivati, mentre io sono ancora qui a recuperare pezzi della mia esistenza, prima distrutta, poi ricostruita. Che figure penose con Eisenhover, che figure penose, è dire che è uno psichiatrizzato pure lui, ma lui ha saputo risorgere. Sono contento di questa mia nuova umiltà, prima personaggi come Eishenover erano il mio sberleffo quotidiano. Lui e la sua aria di superiorità, lui e il suo "ti devi togliere quel ghigno dalla faccia". Non era un ghigno Eisenhover, era l'espressione di una persona felice, che viveva al massimo e a cui andava tutto bene. E'incredibile come, le parole, vestite di notte, siano più intime e preziose, mentre già sul fare dell'alba inizino a sembrarmi più ridicole. Cloud naufraga nei debiti, bene ne sono contento, così impara a lasciarmi. Jenny. Jenny sarà sempre il mio sogno segreto, perfetta consapevole, bellissima. Mi sta esplodendo il cuore dal petto, gonfio d'amore per l'Universo. Fritz e Matteo fanno parte di questo Universo, tardo-adolescenziale quando si giocava a pallone all'oratorio, quando si fumavano le prime canne leggendoci le poesie di Jim Morrison, quando abbiamo tutti iniziato a suonare, Fritz e Matteo insieme e io con gli altri. Una storia che si è interrotta, ma che può riprendere. Il mio cuore è gonfio d'amore per l'Universo. E per Jenny.
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