Passa ai contenuti principali

Il pressapochista

San Giuliano fa spavento, con i suoi mostri e le sue donne drogate o vecchie o troppo giovani e senza soldi come te. Gente che scatarra fuori dai bar, con un bicchiere in mano, ragazze che vagano veloci, qualche solitario ragazzo di colore mi scrocca una sigaretta. Tu hai superato la letteratura, tu sei andato così veloce da non riuscire più a contenerla. E' uscita fuori, in maniera prepotente in me. Mi ha fatto scoprire di essere un debole, ma un debole con un cuore.
. Più passano gli anni, più i timori divengono ancestrali. Cerco di farmi capire, ma non so se questo torna a mio vantaggio. Non lo so davvero. Che non succedano casini qui, è il massimo obbiettivo che mi posso porre.Che le cose vadano bene è un arcano che solo Fritz può aiutarmi a disbrigare. E' passato di qui Joe oggi pomeriggio e mi ha lasciato quantomeno di stucco.Smesso quasi di bere, si è dato una regolata, si sente un uomo nuovo. Poi si accanisce su di me che mi vede debole, vecchio e privo di volontà. Sempre bravo a giudicare, Joe trae il massimo da ogni occasione. E' ora un uomo nuovo, pulito. Bisogna esibirsi tutti i giorni contro il cancro del tempo e di ciò che lo sovrasta. Triste, sconsolato e assonnato: è così che mi sveglio ripetutamente nella notte. Ieri ho preso una mezza sbronza e oggi ne pago le conseguenze, il passaggio di Joe si è fatto sentire. Ora sono le 4 del mattino ed è dalle 5 di ieri pomeriggio che dormo. Non è questa la vita che sognavo, non è propriamente questa. Evidentemente a parte la generosità e l'altruismo sono un uomo senza qualità apprezzabili. Le donne mi snobbano, io mi richiudo dentro me stesso, ma sono sempre le solite cose: musica, libri, scrittura. Evidentemente non ho qualità, comunque è meglio che non bevo, insieme ai farmaci ha un effetto devastante su di me. Moriamo tutti, moriremo tutti, qualunque cosa avremo combinato in questa vita, questa è l'unica cosa che mi consola guardando il mio fallimento umano e professionale. E' tutto ciò che mi consola e quindi come un automa continuo a scrivere tenendomi stretto i giorni migliori e cercando di scacciare un futuro nefasto e crudele. Senza energie mi muovo sulla tastiera, guardando il buio fuori dalle finestre. Mi rendo conto che non sono più capace di grandi cambiamenti, ormai sono sul binario che mi porta dritto alla fine. Ma non è detta ancora l'ultima. Tutti mi sembrano viaggiare a velocità pazzesche. Lavorano, escono, mangiano e poi dormono, un terzo di quello che dormo io. Io dormo sempre, anche se a intervalli, mi rifugio nel sonno, sintomo di depressione e di qualcos'altro che è meglio non stare a indagare. Poi mi viene in mente lei e il suo corpo scuro, vestita tutta di bianco che si spoglia di fronte a me, noi che facciamo l'amore. Cos'è una vita vissuta così se non un lento trascinarsi fino alla morte? Lei non risponde, è a Parigi con il suo fidanzato e io per lei non conto nulla.Per te sono un completo fallito, tu che vorresti pure che io smettessi di fumare.
Lei era bellissima. Ma non ci sei più e non ci sarai mai. Fa niente, ho cose più importanti a cui pensare. Per esempio a come invecchiare. La mia educatrice di riferimento è una completa idiota: pretende che con la mia misera pensione di invalidità di 230 euro al mese io vada a fare la spesa e mangi a casa mia? E le sigarette, i vestiti, gli sporadici caffè al bar? Chi me li paga ? No, non c'è proprio spazio per le tue idee idiote, proprio non ti rendi conto della mia situazione e stai pure facendo un lavoro di merda col sottoscritto che invece ci credeva in te. Un altra delusione. Chiedo solo di poter sognare un pò. Di sballarmi quel tanto che basta a non farmi vedere lo schifo di vita che sto vivendo. Comunque. Scrivere qualcosa di sensato, mia nuova musa, è qualcosa di veramente difficile. Potrei parlarti delle giornate fatte di niente e fatte di un euro a 50 cent a lattina al supermercato con conseguente poi mal di pancia, il deserto che è diventato questa città senza di te e tutti gli altri, tanto che non vale la pena nemmeno uscire, ma è meglio starsene a casa a dormire, dei Pink Floyd, degli assoli di Gilmour che mi tengono compagnia la notte che sembrano arrampicarsi su vette mai toccate da nessuno. O forse sono io, che non ho più semplicemente nulla da dire. Se non lamentarmi del CRA e di come spezzare gli ancora sottili fili che mi legano a quell'orribile posto di mediocrità esistenziale. Di contrasto, quanto mi manca Valeria e i tempi del Nepal, avevo 27 anni allora e tutto davanti, ora un giorno segue un altro senza nessuna ambizione, nè pretesa di senso.
Il mio nemico personale mi faceva veramente ridere, non nel senso che era ridicolo, anche diciamo, ma nel senso delle spiegazioni che si dava perchè Erika gli era capitata per le mani e io ero impazzito. "Ma sì, è andato in Palestina, a Gerusalemme, è stato lì quattro mesi, poi aveva diverse donne , viveva da solo, beveva e altro che fine volevi che facesse?" "Ha i soldi?" "Già, ha i soldi" "E non vuole che si sappia, come tu non volevi che si sapesse di te e lei". "Ma è un morto di fame, quali soldi?". Per lavorare all'AIAS dovevi essere un computer ben programmato e oliato. Ci lavorai un anno. La responsabile del personale mi odiava e tutti i sabati pomeriggio di primavera c'erano corsi di formazione noiosissimi, però pagati. Mi feci un pò di soldi, la strigliata della psichiatria era in qualche modo servita. Anche se avevo perso molto: Laura per esempio, Marina, la Palestina, casa mia era un disastro.Uno a una certa età dovrebbe drogarsi anche di meno, smetterla con certe cose. Non è più il tempo di farle.
VIOLENZA IN TEMPO DI ABBONDANZA di Jim Morrison:
C'è un testimone sordo\è sulla banchina la riva\pioggia vestita e festa contro un muro corroso\come faceva Gesù\Labbra di rosso livido\ carne pallida sottratta e vesti stracciate\abisso del peccato & segreti svelati nel muro di gesso scalfito.
Il pressapochista intanto rideva. "Devo arrivare ad Amman in moto. Si in moto, devo sfatare una notte di follia e sfortuna, quasi sfiga direi." Era una di quelle notti dove la mezzaluna d'oriente splendeva nella notte. Una di quelle notti così. Magiche. Con una sola stella che brillava accanto alla luna, un firmamento latteo e opaco invece nel deserto. Ho tirato dentro Laura in un esperienza che non c'entrava assolutamente con lei, il ricovero. Tutto lì, mi aveva cambiato. Non ero più quello di prima, o ra entrava in scena Monique.
Jim ora ha fatto due figlie, chi l'avrebbe mai detto che quelle notti non sarebbero tornate più? Vorrei vivere come chi si accorgesse di non star vivendo e quindi con più fpga correre alla disperata verso il cielo. Lottiamo per sopravvivere cosa saremmo gli uni senza gli altri. Doveva venire Konstant, si è fermato da Joe Munnezza e un pò mi dispiace. La mia famiglia fa fatica, non ci sono soldi, non ci sono energie, siamo tutti enormemente stanchi.

Commenti

Post popolari in questo blog

Il rumore del vuoto

  IL RUMORE DEL VUOTO L'appartamento era ancora pieno di lei. L'odore del suo balsamo aleggiava nei cuscini, la tazza con il segno del suo rossetto stava ancora sul tavolo. Eppure, lei non c'era più. Se ne era andata quella mattina, chiudendo piano la porta, senza sbatterla. Non c'erano state urla, nè pianti disperati. Solo un silenzio che aveva scavato dentro più di mille parole. Lui era rimasto lì in piedi, senza sapere cosa fare. Aveva pensato di chiamarla, ma sapeva che sarebbe stato inutile. Lei aveva deciso. E quando qualcuno decide di andarsene non c'era più niente da fare. Si era seduto sul divano, fissando un punto indefinito del muro. Il ticchettio dell'orologio sembrava scandire il tempo di una vita che da quel momento sarebbe stata diversa, ma uguale a tutte le altre.Il copione si ripeteva. L'inizio, l'entusiasmo, le promesse, le prime crepe, il dolore. E ora questo:il vuoto. Aveva amato?Si, eppure questo non bastava, non bastava mai. Il ciel...

At the end

 Dopo aver vagato per anni nella mia mente e cercando nuove esperienze attraverso l'utilizzo di droghe che espandessero e dilatassero la mia coscienza, mi sono reso conto di quanto queste possono anche distorcela, rimandando una percezione alterata della realta'. Le paranoie, la rabbia presente in questi scritti, la falsa percezione della realta' derivavano tutte da quello. Alla fine sono solo un povero idiota, ma anche un grande scrittore. La rabbia sta svanendo e sta nascendo un forte bisogno, anzi non bisogno direi proprio voglia di amare: qualcuno, qualcosa, me stesso. Aveva ragione Monica che dovevo fare un lungo percorso. Chissa' se a me ogni tanto ci pensa ancora senza odiarmi o disprezzarmi. L'odio potrei anche accettarlo, perche' io stesso per primo l'ho riversato su di lei, ma il disprezzo non lo accetto. Non me lo merito. Io mi merito di essere ascoltato e letto e vissuto come un libro aperto. 

Il solito

 Il solito sabato mattina vuoto e angoscioso. Eleonora è già sveglia e io non la sopporto più nella sua ignorante saccenza. Le Cont che fa minacce, dal fondo della via. Come è misera la vita in questa città senza speranza. È solo brava a parlare, ma solo quello. Non sa fare niente. Nemmeno fare sesso. Monica è mille volte più bella e sensuale di lei. Più sinuosa nei movimenti. È solo una povera mentecatta dell'esistenza. E con lei,  Le Cont triste personaggio che sembra uscito dalle fogne di una metropoli indiana. Le metropoli indiane,tristi scenari dell'umanità più misera,che hanno più dignità di questi personaggi sangiulianesi. Quattro tossici del cazzo, solo pronti a derubati. A spogliarti di tutto. Anche della voglia di vivere. Ribattere colpo su colpo contro la merda che questa donna porta in casa. Questa è la mia battaglia. La gente pretende di fare cose e che non ci siano mai conseguenze. La gente pretende di potersi venire a fare i cazzi propri nella tua vita, nella tu...