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STRANGE


STRANGE
"Scusa ? Che cosa dovrei fare? Vivere in un appartamento e fare sesso con più tipe possibili? Ma l'ho già fatto, e ho provato anche amore per quella scura di capelli, e l'aria fintamente assente. Sesso, tanto sesso."
Soffro di un enorme solitudine stamattina, più forte del solito, è sempre Erika e la nostra vita che mi mancano. Quello che è successo prima dei viaggi. Mi appiglio ai ricordi con tutte le poche energie rimastemi. Ma è un tentativo vano, un caffè, quello che pensavo fosse uno scherzo anno dopo anno si sta rivelando una triste realtà. E Cloud troverà un altro, facile facile e io soffrirò come un cane, come ho già sofferto. E' inutile cercare di essere qualcuno, di poter dimostrare ancora qualcosa quando sei alla fine, non dei tuoi giorni, ma delle tue energie. Nel pomeriggio dormo un pò sembra passare tutto: sembro nato per scrivere dopo un buon caffè. E' l'unica cosa che mi resta da fare, dopo avere inseguito per anni donne con risultati felici e infelici a seconda dei casi, mi ritrovo a pensare che questa sia se non la migliore delle vite possibili, almeno non la peggiore. Non mi manca niente per uno splendido isolamento, mi manca qualcosa per la felicità, una promessa eterna che neanche Dio può fare di rassicurazione che tutto andrà per il meglio, che non ci sarà più dolore, più sofferenza che tornerò a essere lucido, sagace, abile e anche perchè no, un pò futile. Le donne e i viaggi sono un ricordo lontano, parliamo di più di dieci anni fa, ma in questa vita che avrei voluto scorresse più morbida a tratti c'è stato spazio per la felicità. Negli occhi di Erika, nel sesso con Cloud, nei pomeriggi spensierati dal Ciclista di qualche anno fa. In questo eterno e continuo dormire come panacea di tutti i mali. Ho incontrato un amico stamattina. Si è licenziato, prende la disoccupazione e affitterà una stanza della casa. Così ha detto che farà e qualche donna ce l'ha sempre tra le mani. E bravo il mio amico , non si smentisce mai. Sorriso bianco etereo, non gli ho visto fumare neanche una sigaretta in due ore che eravamo lì, magro, anzi asciutto e ben disposto verso il mondo, al contrario di me, stanco, cedevole e con sempre la sigaretta in bocca. Mi è servito dormire, ma adesso sto meglio. Credo faccia parte della malattia il sentirsi così deboli al benchè minimo sforzo. E' inutile pensare al sesso con quella dai capelli neri, che bello che era tutto quanto, lei che ballava nuda in casa, lei che sorrideva felice, e poi le serate con Erika spensierate, mai nessuno dei due avrebbe pensato che ci saremmo divisi né io avrei pensato che un giorno sarei stato male forse irrimediabilmente. Per sempre. Io non capisco più come un tempo tutta questa attrazione dell'uomo verso il sesso, l'amore per una donna lo posso capire, ti fa fare delle cose incredibili, ti fa scoprire sapori e odori nuovi nella vita, ti fa viaggiare con la mente e con il corpo fino all'Estasi, ma sarà che ho avuto tante donne nella vita ufficali e non sarà che ho sperimentato la gioia dell'amore del sesso fino a sè stesso, ma non mi ci vedo a 43 anni al bar a parlare di donne nel solito modo che fanno gli uomini in questi casi. Ogni mattina è difficile, ogni mattina è delicata, ogni risveglio un piccolo incubo mi dico, ma poi ascolto i rumori del mattino fuori, siamo in Estate, non fa così caldo e l'aria è fresca, il cortile che fendo con passi precisi & veloci per andare a fare colazione da mia madre dopo un caffè e un paio di sigarette in solitaria, quelle del risveglio vero e proprio, e mia madre che ritrovo sempre indaffarata, sempre contenta di darmi il buongiorno. Ci sono difficoltà che ti spezzano il cuore, quando lei non ci sarà più mi si spezzerà il cuore e non farò come quei tipi da bar che basta che hanno i soldi perloro stessi e tutto si risolve. Chi mi risolleverà dai momenti di difficoltà? Chi saprà dirmi una parola nel momento del bisogno? Sarà la fine, impazzirò definitivamente, ma non ci voglio pensare, mi godo il suo esserci e prego perchè lei stia bene più che può e che viva più a lungo possibile.
"It's strange, far away, so close". Più ci allontaniamo dal nostro destino, più siamo costretti a misurarci con la sofferenza e io non sono uno di quelli che fa finta di niente. Se sente dolore urla tutto il suo malessere perchè tutto il mio corpo vibra negativamente in tal senso. E tutto il mondo lo deve sapere che sto male di un male non sopportabile. Forse ho una soglia di sopportazione troppo bassa, forse (credo) sono sensibile, dietro quella scorza di uomo con la sigaretta perennemente accesa, c'è una moltitudine di sguardi che il Mondo comprende e io ho compreso nella loro essenza. Ecco perchè non mi piace questa città, perchè non c'è poesia negli sguardi della gente, sembrano tutti o quasi dei rutilanti scarti umani vomitati dalle loro case. Chi va di qua, chi va di là, sempre le stesse facce alla stessa ora. Non si può perdere per sempre nella vita, ma bisogna anche lottare, sapersela cavare è quello cui ambisco, il resto si vedrà. Dovrei spaccare tutto e liberarmi di tutto per essere finalmente libero dalle mie convinzioni. Al CRA eri il pupazzetto, in balia degli eventi. Tutto qui. Ora stai crescendo, maturando, prendendo le distanze. Perchè tu alla fine lì non sei mai riuscito a starci fino in fondo. Troppo Caos, troppa confusione. " Si tratta di depotenziare il soggetto, nel caso del signor Scarano,: è troppo forte così, così no va bene, deve essere ingabbiato nelle maglie della malattia, deve subire il suo essere, annichilirsi di sè stesso". Così lo psichiatra. Io e Erika ci incontrammo, anzi andammo insieme con la mia macchina a cena all'ARCI Bellezza a Milano dopo il mio rientro dal Nepal. A metà del secondo mi dice di aver avuto una storia con uno, anche se un altra con un altro già l'aveva avuta e io l'avevo maldigerita. Io mi alzo dal tavolo e me ne vado, lei fa per seguirmi, ma io le faccio cenno di lasciarmi stare. Da lì in poi ci siamo divisi per sempre. Se prima c'era un esile filo che ci teneva uniti, ora quel filo si era spezzato.Ma cambiamo argomento, torniamo a San Giuliano. C'era un tipo che si chiamava Nicky. Nicky che personaggio: si fa di cocaina, pesta le tipe(è stato anche in galera) e Joe munnezza lo teme anche lui, perchè un paio di schiaffi se li è presi e anch'io ho dovuto presto chiudere con lui. Personaggio strange decisamente strange, anche simpatico volendo, ma forse non avrei dovuto neanche iniziare a rivolgergli la parola, dati i suoi trascorsi. Ma lasciamo stare Nicky, finalmente stamattina anche se tremolante mi sento bene. Via il pensiero di Cloud dalla testa almeno per un pò rimane spazio per cose più vive, anche se non vorrei ferirti perchè so che mi leggi, Cloud tu sei una persona viva, ma morta, che dipende dagli altri come tutti, ma forse un pò di più. Io con te. Noi insieme divisi. Creare una rete tuttora inesistente dei lettori. Bukowski , Miller e via dicendo. La confidenza che dai alle persone è importante, perchè se non le vuoi vedere più, devi attuare degli strategemmi. E' quello che sto facendo io qui. "Voglio di più, di questi anni amari".
"Buongiorno principessa, non sai quanto mi manchi, i tuoi occhi lucidi che non splendono più nei miei". Quand'è che morirà quella stronza del palazzo di fronte, lei e i suoi maledetti soldi? Cosa siamo? Cosa resterà si noi? Perchè viviamo, quello lo so, ma tutto si risolve in un niente che riguarda soltanto la memoria. Dovrei fare come Eishenover, concentrarmi di più sulla letteratura e meno sul marciume di San Giuliano, ma leggere mi costa fatica, tutto mi costa fatica, mi consumo da dentro e traggo energie dall'esterno, da l sole, dalle donne(che non ci sono), dagli amici (che neppure quelli ci sono). E intanto dormo e il mio cervello vomita pensieri. Petali di rosa sfioriti corrono nel vento e tu Principessa ti allontani nel buio della notte, nel buio della morte, come farò senza di te? Come ho fatto fino a adesso?
Secondo voi come fa Joe Munnezza a usare il suo trait-dìunion nel pensiero? Semplicemente non pensa, lui fa così e basta. Mi metto su un po' di musica , mi leggo un bel libro delle ramanzine e poi inizi a pensare di essere sbagliato tu, qualunque cosa fai non riparerà mai il danno fatto. Sei sbagliato, sei fottuto, come una serie di Negroni al Bar, ma ce l'hai anche fatta. EHi! Lei è lì con te, cosa vorresti di più? Una stanza più grande per capire. Per capire cosa? La morte, si sa, è la fine del film, ciò che non avremmo mai voluto assistere, ma è così. Ci si arriva piano piano. Perchè qualcuno sarà sempre dentro di me, fino alla morte, finchè morte non ci separi. Ho visto Chiara e stavolta è andata bene, piena sintonia di orizzonti e vedute. Monica è al di là della morte. "Monica siamo al di là della morte, te ne rendi conto, siamo più forti noi di lei, noi ci pieghiamo, resistiamo, lottiamo e lotteremo fino all'ultimo, con te al mio fianco non mi sentirò mai solo". L'assenza di Luke si sente, ma è un assenza positiva: non sento la mancanza delle sue parole isteriche e a tratti violente, non sento lamancanza della puzza dei suoi piedi o del suo russare la notte, anche se lui dice che russo di più io. Una strana felicità mi pervade dopo il colloquio con Chiara: onesta e trasparente. E se ci sarà da soffrire, soffriremo, anche se non siamo più disposti a farlo. Luke che cerca in tutti i modi di far vacillare le mie certezze, quel volo libero di pensieri e associazioni con lui non più possibile lo rivolgo a me stesso. Ed ecco cosa usa lei per venirne fuori: i soldi, i suoi maledettissimi soldi, che però le danno delle chance, delle opportunià. Io voglio essere libero dalle costrizioni della malattia e sentirmi libero di agire e fare come meglio credo, con velocità, con opportunismo, con senso critico vivere la mia vita. E' un sole che si staglia all'orizzonte, è colpa di Erika se mi sono ridotto così. Forse nel mio cuore ho serbato sempre odio e non lo sapevo, ma alla fine di tutto è colpa di Erika se sto così. "Vola basso " disse lei. E Io volo basso perchè non ho nessun ramo a cui appigliarmi. Sono io che ho sbagliato, è con me che devo prendermela.

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