Passa ai contenuti principali

Domenica


DOMENICA
Ti ha voluto comunque vincente, anche senza di Lei, ma tu sai che non è così che è andata. Poi si porta Luke dietro un angolo e inizia a baciarlo e il povero idiota rimane allibito da solo a consolarsi con il suo caffè. Se riuscirò a regalare al mondo delle parole, magari potrò stare anche meglio.
Mi sento triste, profondamente triste, quasi alle lacrime, non so se riuscirò a esserci ancora tra donne e festose combriccole del passato e un amaro presente. Mi sembra di morire. E' difficile che i pezzi non vadano in frantumi, io sono in frantumi, la mia  famiglia è in frantumi, mentre tu ridi felice dall'altra parte del fiume. Mi sveglio, non so neanche dove sono, sogni belli, ma confusi mi riportano in altre realtà: la Comunità, la morte dei miei. Mi rifugio in bagno, mi accendo una canna. Tutto sembra scivolare via. Poi c'è il caffè, tanto sono soltanto le 5 e mezza. Mi vengono in mente quelle situazioni in cui nessuno ha niente da dirsi, come al Barbarossa a Melegnano, e tutti stanno di fronte al loro caffè così, con lo sguardo basso. Sono l'idiota, Simona e Luke. Poi Simona fa a Luke. "Ti va di fare un giretto?" dice in tono malizioso. "Si" risponde lui. E' una domenica qualsiasi, una domenica di Aprile, il sole fa capolino tra le nuvole. Hai creduto a chi ha delle parole, d'Amore, allora la mia vita potrebbe avere anche un senso. E' ora che nasca una sensibilità diversa, ieri ho sentito Julia e presto ci rivedremo. Ha due figli adesso ed è molto impegnata chissà come sarà. Che voglia di rivederla. Comunque Laura è scivolata così come è apparsa. Scivolata via, nel nulla della scuola. Nei figli. Poi i giorni sono iniziati a passare frettolosamente, un nostro amico, dei tempi in cui suonavamo è morto. E' sabato, mia madre sembra avere una crisi di nervi, deve andare all'agenzie di pompe funebri per la cremazione di Marianna. Simona ci prova con Luke, ma lui non sembra convinto. Lei ammicca , fa intravedere il decoltè, ma Luke rimane rigido sulle sue posizioni. Mi sveglio energico, positivo con la voglia di sentire Luke, ma Luke non c'e, starà facendo colazione. Quando mi sveglio di notte non so mai dove mi trovo se qui o in comunità, un brivido mi assale, poi prendo qualche goccia di en e tutto passa. Stamattina mi sono svegliato alle otto, non mi sveglio mai così tardi. Ho sognato di essere solo al mondo e un brivido mi ha percorso la schiena. Trovo Luke, stava preparando le colazioni per tutti. Lo invidio, lui è sempre felice nonostante la situazione che ha, il non sapere quando deve uscire, fa le sue cose e ci scherza sopra. Qui solitudine immensa, penso al nostro amico che se ne è andato, così è la vita, un giorno tutti ce ne andremo. Ma nel frattempo bisogna vivere al meglio e non dimenticare di aver vissuto. Sono stanco di essere stanco.
Si avvicina un altra domenica, radio, sei del mattino caffettiera intera, cappello di lana in testa perchè fa freddo. Le luci di Natale e io che brillo di nuove speranze. Luke e Simona faranno sesso nel bagno del Barbarossa , lei i seni grandi, l'aria di chi non lo faceva da tempo, Luke impassibile poi mi telefona per raccontarmi la cosa. Alla radio dicono che il periodo delle cene natalizie è già iniziato, non qui, non me ne sono accorto, non che non sia in carne ma è sempre bello festeggiare. "Uscite a comprare i regali, i pasticcini, i dolci, i giocattoli, il cioccolato, che io in fondo, non ci sono mai stato".
Mi piacerebbe essere al mare e sentire le onde dell'Oceano, sono troppo stanziale, mi piacerebbe svegliarmi e sentire quel rumore, quel suono, quella poesia, le onde che si infrangono sulla battigia. Ben misera vita ha fatto Simone, rispetto alla mia di qualche tempo fa, ma si rifarà ne sono sicuro, già muove passi in questo senso. Simone, il figlio riparatore, che come un asso piglia tutto, appunto si prende tutto, ma è gentile, ti vuole bene, ma non ti aiuterà in futuro, dovrai cavartela da solo.Luke intanto massaggia il seno magnifico di Simona.Nel bagno. Le abbassa le mutandine e inizia a giocare lì. L'Oceano Indiano o Atlantico che sia, S. Francisco, Los Angeles o Goa vanno bene. Quando la mia fidanzata dell'epoca era stata in Perù e ormai noi ci eravamo lasciati ho avuto una storia breve con una donna nigeriana conosciuta all'Internet Point mentre scrivevo. Un bel culo piccolo, di faccia non un granchè, ma un seno generoso, come Simona. Lo facemmo qualche volta qui a casa mia e lo rifarei ancora se lei non avesse trovato lavoro e non si fosse inserita un pò nella società. "Lei deve prendersi la vita con più calma" così mi disse il mio psichiatra anni fa e io così faccio ma quando accelero mi fa male il cuore. Ho paura di morire, butto via una sigaretta, mille volte mi sono ripromesso di smettere di fumare e non l'ho mai fatto. Morirò per questo, me lo sento.

Commenti

Post popolari in questo blog

Il rumore del vuoto

  IL RUMORE DEL VUOTO L'appartamento era ancora pieno di lei. L'odore del suo balsamo aleggiava nei cuscini, la tazza con il segno del suo rossetto stava ancora sul tavolo. Eppure, lei non c'era più. Se ne era andata quella mattina, chiudendo piano la porta, senza sbatterla. Non c'erano state urla, nè pianti disperati. Solo un silenzio che aveva scavato dentro più di mille parole. Lui era rimasto lì in piedi, senza sapere cosa fare. Aveva pensato di chiamarla, ma sapeva che sarebbe stato inutile. Lei aveva deciso. E quando qualcuno decide di andarsene non c'era più niente da fare. Si era seduto sul divano, fissando un punto indefinito del muro. Il ticchettio dell'orologio sembrava scandire il tempo di una vita che da quel momento sarebbe stata diversa, ma uguale a tutte le altre.Il copione si ripeteva. L'inizio, l'entusiasmo, le promesse, le prime crepe, il dolore. E ora questo:il vuoto. Aveva amato?Si, eppure questo non bastava, non bastava mai. Il ciel...

At the end

 Dopo aver vagato per anni nella mia mente e cercando nuove esperienze attraverso l'utilizzo di droghe che espandessero e dilatassero la mia coscienza, mi sono reso conto di quanto queste possono anche distorcela, rimandando una percezione alterata della realta'. Le paranoie, la rabbia presente in questi scritti, la falsa percezione della realta' derivavano tutte da quello. Alla fine sono solo un povero idiota, ma anche un grande scrittore. La rabbia sta svanendo e sta nascendo un forte bisogno, anzi non bisogno direi proprio voglia di amare: qualcuno, qualcosa, me stesso. Aveva ragione Monica che dovevo fare un lungo percorso. Chissa' se a me ogni tanto ci pensa ancora senza odiarmi o disprezzarmi. L'odio potrei anche accettarlo, perche' io stesso per primo l'ho riversato su di lei, ma il disprezzo non lo accetto. Non me lo merito. Io mi merito di essere ascoltato e letto e vissuto come un libro aperto. 

Il solito

 Il solito sabato mattina vuoto e angoscioso. Eleonora è già sveglia e io non la sopporto più nella sua ignorante saccenza. Le Cont che fa minacce, dal fondo della via. Come è misera la vita in questa città senza speranza. È solo brava a parlare, ma solo quello. Non sa fare niente. Nemmeno fare sesso. Monica è mille volte più bella e sensuale di lei. Più sinuosa nei movimenti. È solo una povera mentecatta dell'esistenza. E con lei,  Le Cont triste personaggio che sembra uscito dalle fogne di una metropoli indiana. Le metropoli indiane,tristi scenari dell'umanità più misera,che hanno più dignità di questi personaggi sangiulianesi. Quattro tossici del cazzo, solo pronti a derubati. A spogliarti di tutto. Anche della voglia di vivere. Ribattere colpo su colpo contro la merda che questa donna porta in casa. Questa è la mia battaglia. La gente pretende di fare cose e che non ci siano mai conseguenze. La gente pretende di potersi venire a fare i cazzi propri nella tua vita, nella tu...