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Buca delle Fate II

Ci andavo sempre con Erika in Panda con Lei che teneva l'acqua e il termos del caffè. E' un sito in Toscana, vicino Populonia e ci sono gli scogli. Erika aveva sempre paura a buttarsi in acqua, io invece facevo grandi tuffi dagli scogli più alti. Ci portavamo le provviste e lei cucinava, io mi occupavo del fuoco. Insomma eravamo una coppia perfetta, efficiente e in quei frangenti primordiale. Poi piu' nulla, il vuoto. Il ricordo è vivo anche se contaminato da altre volte che Erika è andata senza di me, io mai senza di lei. Erika, Erika, tu che mi distruggi e tu che mi dai vita allo stesso tempo. Le donne ignorate un tempo non rispondono più, i tuffi e le serate in allegria con gli amici non esistono più. Solo un enorme vuoto di questa vita che è passata, trascorsa così, come se nulla fosse. E' bastato reiterare un errore perchè si rovinasse tutto tra noi. Burgos non chiama, mi fa sapere che è in difficoltà su qualcosa, ma non specifica cosa. Spero nulla di grave. C'era anche lui alla Buca delle Fate, era ed è sempre il mio migliore amico, anche se la vita ci ha divisi. Distillati di poesia scendono nei miei ricordi. "Forse è morto qualcuno" penso, anche se spero di no. Stando così le cose, o spacchi tutto o gestisci la situazione. La prima soluzione l'ho già provata, ma non porta a nulla di buono, la seconda è quella consigliata, anche se ti fa invecchiare prima. "Ma dove cazzo guarda?" Così pensavo dell'operatore sguercio del CRA mentre mi parlava dopo avermi dato uno dei suoi pessimi "buongiorno". E' sempre lui, è quello del rassegnarsi, è quello che ti dice vivi, ma in realtà vuole che muori. E' quello che ti dice, bisogna abituarsi a una nuova condizione. Io oggi non riesco a non pensare a quanto sono stato stupido a fare quello che ho fatto nella vita, ma una luce si accende e mi dice che forse si può ancora rimediare in qualche modo. Erika, oramai sei lontana. Quando andavamo alla Buca delle Fate eravamo felici, inconsapevoli del nostro destino, giovani & belli. Anche Erika era bella, ma io ero il più bello di tutti, nella mia Panda bordò. Ero l'unico a fare il bagno nudo, con tutte che mi guardavano il coso in mezzo alle gambe. Che voglia di mare ancora. Appena potevamo scappavamo da Milano e andavamo in Toscana per tre o quattro giorni, ci isolavamo dal mondo, dalla civiltà, da tutto. Erika cucinava per tutti, io bevevo il rum Josè Cuervo davanti al fuoco la sera e avevamo anche una chitarra con cui suonare, il fuoco si spegneva lentamente, noi dormienti nelle nostre tende. E sulla cenere al mattino facevamo il caffè. Ci svegliavamo, ci conciliavamo con il mondo e ci buttavamo a mare, mare che potevamo vedere dalle tende perchè stavano aggrappate sopra un promontorio. Poi tutto è cambiato, ma prima che cambiasse e prima ancora della Panda bordò c'era l'ouzo bevuto su una piccola isola greca insieme ad Alessandra, nei giorni in cui ci conoscemmo, dopo la Turchia, dopo Istambul, c'era quella piccola isola greca dove trascorremmo dolci giorni assieme. Prima di Erika, prima di tutto. Poi tutto è cambiato veramente, è finito tutto in un certo qualsenso e qualcosa di nuovo e più difficile è cominciato. Un periodo fatto di difficoltà, di solitudine, di lacrime.
Siamo vittime dell'Irrazionale, del caso della fatalità. Chissà chi è quella donna che nella lontana Ucraina mi legge di nascosto dal marito e dai figli e magari si tocca in bagno pensando a me. Ma non esiste nessuna donna Ucraina, i miei lettori sparsi per il mondo sono come delle mosche bianche, non si vedono, non si odono e non fanno rumore. Sara chissà se ci pensi ancora a me, per rimanere in tema di persone che pensi che ti pensano, ma in realtà non gli interessa più nulla di te. So che ha dei figli. Ma le giornate in Oratorio assieme, d'Estate e Inverno, con lei che mi guardava giocare a biliardino, oppure le chiacchierate e i baci sulle panchine. Non so cosa darei per tornare indietro e fare l'amore con lei, che non ho mai fatto. Troppo giovani, troppo cattolicizzati, troppo acerbi. Tu prosegui sulla tua vita, mentre io naufrago nella mia, fatta di caffè e sigarette notturni. A te non ti ci ho mai portato alla Buca delle Fate, non avevo la macchina, c'era don Luciano(e c'è ancora adesso nella mia vita) be' cara la mia Sara ci sono state altre donne e poi è arrivata Erika con i suoi occhi grandi e il suo culo enorme e siamo stati insieme 8 anni. Io sono entrato negli ambienti della Sinistra, andavo alle manifestazioni portandomi anche la chitarra e ci si vedeva tutti in Porta Venezia con Jim che rollava sempre un Joint e il furgone che distribuiva le birre fresche. Frequentavo cooperative di Sinistra, stavo con una donna di Sinistra che mi chiamava "il suo compagno" e compravo il Manifesto la mattina, anche col freddo e con la brina. Non avevo ancora la Panda Sara, non mi avevano ancora strappato l'innocenza dalle gote e tu non eri così bella come allora. La buca delle fate non è nient'altro che una serie di rocce che dormono a strapiombo sul mare che ,il mare era azzurro turchese cristallino le rocce ispide infatti fare il bagno era sempre un po' difficoltoso ma Erika con i suoi piedini piccoli riusciva sempre a tuffarsi in acqua oppure stava lì sulle rocce più piatte a prendere il sole io facevo il bagno nudo insieme a tutti gli altri miei amici e forse ero l'unico insieme a Burgos che ci facevano i bagni nudi . La sua ragazza Barbara era insieme ad Erika sulle rocce a prendere il sole. per il resto quello che facevamo era fumare canne bere alcolici fare il fuoco e grigliare la carne la sera e tutto quello che volevamo lo avevamo lì con noi.








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