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Follow the Money


Fawara, il mio amico rasta è l'unico amico rimastomi, dopo la defezione di Joe e il mio allontanamento da quell'altro nostro amico, vecchio e senza soldi. Lui mi spronava, diceva che ero giovane e che potevo fare ancora molte cose nella vita,ma era anche molesto a volte nel suo essere perennemente senza soldi. Abbandonato. A dire la verità anche Joe l'ho abbandonato io: andava bene per un certo periodo, ma poi è iniziato a risultarmi invadente e quindi l'ho lasciato a sè stesso. Adesso è in una Comunità pure lui a scontare le sue colpe. Risveglio: un muro bianco di nebbia mi copre la visuale. Aspetto il mio amico rasta che venga a salvarmi la giornata, "Follow the money, follow the money, fucking sistem" dice sempre. Aspetto che qualcosa succeda. Come trotta Erika in cerca di qualcosa che freni il vento che le passa tra le gambe. Lei non ama quel vento. Non ama sentirsi sola. Vuole sempre qualcuno accanto a sè. Anche Luke è una persona invadente: arrogante e presuntuoso, non potrà che fare una fine di merda. Il mio amico ha dormito fuori, sta venendo qui. Non so se ha dormito realmente fuori, comunque sembra provato. Stiamo un pò qui, si guarda le news
"Ma che Andrea cercavi?"
"DEVI VOLERE DI PIU', sempre di più da te stesso'".
Il problema di tutto è mio fratello, nel senso che lui non mi accetterà con sè credo. Come potrebbe ? E io dove vado? Il mio amico sta iniziando a diventare pesante lui e i suoi mille problemi, le sue pretese e lamentele. Fa quello che sa tutto lui della vita, ma non sa veramente nulla. È arrogante e presuntuoso come tutti gli africani che vengono nel Nuovo Mondo a cercare qualcosa di migliore, che, a quanto pare, gli è dovuto. A turno, parla male di tutti: con te parla male di me e viceversa. La polemica e la lamentela sembrano essere le uniche note dominante del suo eloquente. È una persona grezza, ignorante, sporca dentro e fuori. Andrea è stufo di gente problematica, ho già il mio, non ci aggiungete altro. Mia madre, la mia adorata madre. "Vieni stamattina a trovare zio?" "Salutamelo, ma non vengo mamma". Come vorrei che il Cieco e il mio amico Rasta scomparissero per sempre in un buco profondo , uno per il suo olezzo, l'altro per la continua richiesta di soldi. Poi abbiamo fatto pace ed è venuto qui come al solito. Non cambia niente, tranne i miei.  Io vado avanti giorno per giorno, alcuni giorni più disperati degli altri. Mi giunse l'eco della sua voce: "Ma che Andrea cercavi...avi...avi...vi...vi?"
E' sempre qui, tarda mattina e pomeriggio e io alle 17e00 sono già andato. Senza interconnessioni con l'esistente, un giorno ritorneremo ad Auroville o forse andremo in Gambia dal mio amico e la sua famiglia. Mah. Ecco l'Andrea che cercavo. Quello intraprendente , quello che è stato in Nepal sette mesi, ha guidato la jeep della ONG per lunghi viaggi su strade assurde che si scioglievano con il monsone e tu le dovevi aggirare passando per i villaggi devastati. Io mi sono stabilito a Pokhara, a 200 km da Kathmandù e ho preso casa la'. Erika è venuta e abbiamo litigato, poi tutto il resto. Ma che fascino Kathmandu', che grandezza in una apparente miseria e maestosità insieme.

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