"Ma che Andrea cercavi?"
"DEVI VOLERE DI PIU', sempre di più da te stesso'".
Il problema di tutto è mio fratello, nel senso che lui non mi accetterà con sè credo. Come potrebbe ? E io dove vado? Il mio amico sta iniziando a diventare pesante lui e i suoi mille problemi, le sue pretese e lamentele. Fa quello che sa tutto lui della vita, ma non sa veramente nulla. È arrogante e presuntuoso come tutti gli africani che vengono nel Nuovo Mondo a cercare qualcosa di migliore, che, a quanto pare, gli è dovuto. A turno, parla male di tutti: con te parla male di me e viceversa. La polemica e la lamentela sembrano essere le uniche note dominante del suo eloquente. È una persona grezza, ignorante, sporca dentro e fuori. Andrea è stufo di gente problematica, ho già il mio, non ci aggiungete altro. Mia madre, la mia adorata madre. "Vieni stamattina a trovare zio?" "Salutamelo, ma non vengo mamma". Come vorrei che il Cieco e il mio amico Rasta scomparissero per sempre in un buco profondo , uno per il suo olezzo, l'altro per la continua richiesta di soldi. Poi abbiamo fatto pace ed è venuto qui come al solito. Non cambia niente, tranne i miei. Io vado avanti giorno per giorno, alcuni giorni più disperati degli altri. Mi giunse l'eco della sua voce: "Ma che Andrea cercavi...avi...avi...vi...vi?"
E' sempre qui, tarda mattina e pomeriggio e io alle 17e00 sono già andato. Senza interconnessioni con l'esistente, un giorno ritorneremo ad Auroville o forse andremo in Gambia dal mio amico e la sua famiglia. Mah. Ecco l'Andrea che cercavo. Quello intraprendente , quello che è stato in Nepal sette mesi, ha guidato la jeep della ONG per lunghi viaggi su strade assurde che si scioglievano con il monsone e tu le dovevi aggirare passando per i villaggi devastati. Io mi sono stabilito a Pokhara, a 200 km da Kathmandù e ho preso casa la'. Erika è venuta e abbiamo litigato, poi tutto il resto. Ma che fascino Kathmandu', che grandezza in una apparente miseria e maestosità insieme.
Commenti
Posta un commento