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La casa dove tutto finisce



In questa casa dove sono passati tutti, io devo trovare la forza di reagire. Potrei architettare nuovi piani, come sta facendo lei e forse lo farò. Ma sopratutto devo stare attento a me stesso. Devo badare a me stesso. Finisce un altra storia, un pò dolorosamente. A lei interessava solo il sesso o poco più. Niente di me, niente di mio. E poi gli spazi si sono ristretti fino a diventare troppo piccoli. Ho 41 anni, c'è il sole e siamo a metà giugno. L'anno scorso a quest'ora stavo facendo sesso come un pazzo con Cloud andavo in piscina e avevo mille energie. Dopo un anno sono tornato in psichiatria a Sanremo, c'è stato un viaggio sospetto di lei a Barcellona e ho mille dubbi, ma sopratutto tante certezze sulle donne che incontro. Non c'è più niente quasi che mi accomuna a lei, soltanto le pareti che lei ha dipinto di questa casa. Le ridipingerò, quando avrò i soldi. E poi quanta stanchezza diventare tutt'uno con il corpo di un altra persona e poi doversene separare così, come al giorno succede la notte. Da due settimane fisso la tv davanti al letto e cerco di non pensare al peggio, poi mi accorgo che è tutto vero,ma che potrei anche stare più serenamente senza di lei. Io l'ho amata, le ho dato tutto quello che c'era da dare, non potevo fare più di così. Sono fin troppo corretto con gli altri, quando questi invece si rivelano come sempre persone dappoco. Nessuno vede nessuno e la vita scorre così, gli anni passano e non c'è più spazio per i sogni, ma solo per la sopravvivenza. Quel deserto interiore che ti lasciano addosso le donne è sempre qualcosa di difficilmente colmabile. Dopo averti preso tutto, cercano di strapparti di dosso anche la dignità, ma quella non la possono avere se non a caro prezzo. Eccola lì, incastonata tra la sua famiglia e tutti gli ex che ha avuto. Non mi parla del suo ex per un anno perchè dici che poi scriverei le cose che mi dice (ma io, ragazzi, non sono un giornalista della vita altrui, a me basta prendere appunti sulla mia di vita e dire quello che di bello e di brutto c'è per le strade) Eccola lì che pensa ancora di averla fatta franca e fresca come una rosa spera di ripartire per una nuova storia. Ma questa volta sarò più veloce io, di sicuro non ti darò una mano in niente. La solita donna che si scopa tutti e poi si lamenta che ha una bassa considerazione di sè. Se tu facessi meno la vamp nella vita, esploreresti campi dello scibile e dell'essere più profondi delle tue natiche che dici essere molto desiderate. Vivi per quello, per farti desiderare e poi ti lamenti della limitatezza dei tuoi orizzonti. Non puoi farci niente sei così, la tua testa è limitatamente così e io non posso che prenderne atto. Quello che non capisce niente di niente se non le donne che pensa di comprendere fino alle viscere. Povero idiota. Poi c'è' l'Ebrea che conta i soldi nel salvadanaio ebraico, l'amico fidato che non baratterebbe nulla della sua vita su misura precostruita e ti interpella solo per migliorare la sua situazione. Nessuno si accorge del mio dolore, della mia sofferenza, della mia apatia verso la vita. Tutti i compromessi che ho dovuto fare, tutto mi si ripercuote addosso, a distanza di anni anche. Perchè non sono andato dritto? Perchè non ne ero sicuro. Non posso fare niente, non ho diritto a niente, nemmeno alla mia libertà. Non posso nemmeno suonare perchè c'è l'invidioso di turno, non posso scrivere perchè dico verità scomode. Non posso protestare di fronte a tanta violenza perchè sono troppo scomodo o penso troppo come direbbe la mia stupida ex Alessandra, lei che non ha mai pensato nella vita, lei che pensa solo ai soldi e al sesso,ai soldi e al sesso come una macchina della vita inceppata. Perchè ho sempre la sensazione che queste persone mi prendano qualcosa, perchè ci sono persone così misere nella vita che devono sempre aggrapparsi agli altri? Perchè non esiste più la libertà personale, il rispetto, la dignità della persone? Perchè le donne sono così vili, viscide e senza freni nei loro bisogni? Perchè ancora pensano di avere diritto a tutto? Su quali basi?
Erika è una povera mentecatta entusisasta della vita. Che vuoi che ti dica? Entusiasta di quello che riesce a fare con le sue sole forze prese a prestito dal portafoglio altrui. Burgos è un servo del potere , ma un grande compagno di viaggio: responsabile, attento e molto amico delle mie confidenze tranne da quando è subentrata la follia nella mia vita(chiamiamola così) e da allora è diventato diciamo più diffidente. Non si fida, non capisce i miei ragionamenti svelti e monouso, anzi usa e getta: tanto domani ci sarà sicuramente qualcos'altro su cui ragionare. Così era con Erika, ora con Cloud è un pò la stessa cosa. Sono due artiste diciamo(anche se fanno tutt'altro nella vita) e hanno lo stesso modus pensandi , un pò da approfittatrici del nulla. Ma non posso parlare male di Cloud, altrimenti quella bella cosina che ha tra le gambe non me la fa vedere più. E poi anche se non stiamo più insieme io la vedo con me nella mia stanza che si abbraccia a me, talmente forte è il desiderio di lei e della sua pelle, dei suoi occhi e della sua bocca. Sarebbe bello poter dire liberamente quello che si pensa di tutto e e di tutti, ma non è così: prendi Cloud: lei è permalosa, lei se vede qualcosa di storto tra queste righe è capace di non salutarti più e chiudere una storia come la nostra come si chiude la porta del bagno. Cloud ti amo stai tranquilla, ma non puoi chiudermi in una sfera di cristallo e io non posso sempre stare zitto, come diceva il buon vecchio Miloud, altro mestierante della vita. Chissà perchè le persone che hanno grandi qualità artistiche poi hanno così scarse qualità umane. Forse non è possibile avere tutto, bisogna essere carenti in qualcosa, altrimenti diventeremmo dei modelli troppo forti e troppo pregnanti. Stavo pensando che ormai tutti qui a San Giuliano mi conoscono come il professore: sono contento che qualcuno, fossero anche gli ultimi e più disperati, mi riconoscano un valore che in luoghi come la famiglia, la società non mi vengono riconosciuti. C'è sempre un odio di queste persone nei miei confronti, un invidia strisciante che si fa quasi bile verde e marcia di gente che mi vorrebbe vedere morto da anni. Walter Jorgic è uno di questi. Perchè le mie donne sono puntualmente più belle delle sue, perchè le sue sono un surrogato delle mie e perchè le desidera veramente le mie donne e le sue le tratta come oggetti che servono ad appagare i suoi bassi e e meschini istinti. Gli ho dato fin troppa importanza nei mie precedenti scritti. Sappi che non ti odio, ti posso compatire, posso odiare la tua presenza , il tuo esserci a tutti i costi, il non volerti rassegnare neanche di fronte all'evidenza del fatto che sei una nullità di persona. Però sei simpatico: la tua simpatia costruita su misura per compensare i tuoi vuoti interiori, se tu bastassi a te non cercheresti nessuno credimi e che da solo non ti sai riempire lo stomaco e le voglie e allora hai bisogno degli altri, hai bisogno costantemente degli altri. Usi il tuo simpatico approccio agli altri per compensare la tua limitatezza mentale. Povero Jorgic, ma anche povero me che l'ho incontrato. Io l'ho sempre evitato ma è lui che ha deciso di mettersi sulla mia strada. Ha fatto un grosso errore.
C'è una vicina di casa così bella, la incontro tutti i giorni che porta fuori il cane e ogni tanto il marito, ma ha già una figlia grande, ma quando mi incontra, al bar, al tabaccaio, mi guarda negli occhi. E lei ha degli occhi trasparenti, vivi, puri. Non so nemmeno come si chiami e non penso che lei sappia il mio nome. E poi c'è Pez, il mio amico dj con cui sidoveva andare in studio a registrare delle cose, ma poi non siamo andati perchè io non ne avevo più le forze, nè la voglia. Ma siamo rimasti amici comunque. Lui va in Svizzera a suonare e gli danno 150 euro all'ora, poi sradica un paio di piante di marjuana e se le porta a casa e continua a suonare a comporre pezzi. Ogni tanto passa a casa mia, di sera, altrimenti ci incontriamo da Patrizio, al bar. Questa vita assomiglia molto alla vita californiana che ho sempre sognato, ci sono anche le ragazze giovani, c'è un bar che è punto di ritrovo un pò di tutti da quando mi sono messo a scrivere dietro quelle vetrine. Ci sono pomeriggi lenti di un mese che dovrebbe portare sole e caldo e invece reca con sè solo pioggia e vento, ma noi aspettiamo, noi sappiamo aspettare. Sarà un estate magnifica, piena di sole, ragazzr scosciate o in bikini e chissà forse nascerà qualcosa all'ombra del bar. Ma sono tutte fidanzate e io ancora innamorato della mia ex. Ma giorno dopo giorno sempre meno. Sempre tutto più smussato, con meno asperità dei giorni: inizia a scorrere placido e tranquillo il tempo del nostro scontento parigino, furbo e interiore appagamento di un anima mai sazia. Pensavo ai terroristi, al fatto che io non ci penso perchè non viaggio più, però, oggi come oggi non puoi nemmeno andare a berti un caffè in un bistrot e rischi di vederti recapitare una pallottola in fronte. Spero che li uccidano tutti questi bastardi, anche se in parte capisco le loro ragioni, non posso condividerne i mezzi di lotta. La sola cieca violenza, non porta a niente. E quando io a Alexandra giravamo per i bar e i bistrot di Montmartre, quando mano nella mano leggevamo Puskin e Tolstoj, quando ci ritrovammo ancora di fronte alla casa di Kafka, persi nel castello delle nostre menti, in un bar qualunque, di una capitale europea qualunque, eravamo sempre noi, io e lei, mano nella mano ad attraversare il mondo a vederlo con i nostri occhi: appena maggiorenni. Quanto amore, amore per lei davvero. Ma poi qualcosa si ruppe. Secondo lei parlavo troppo,a lei che piaceva leggere, secondo lei ragionavo troppo, a lei che piacevano le cose semplici. Insomma arrivò a dirmi che per la sua sanità mentale ci si doveva lasciare e così fu. Si trovò un ragazzo più banale e anche un pò brutto, uno che lavorava con lei all'agenzia delle scommesse: io li vidi baciarsi e fu terribile per me. Il mio primo grande amore infranto. Suonammo per anni insieme, ancora in scia sulle nostre emozioni e su quello che di unico avevamo costruito per noi due e che per molto tempo ancora avrebbe attraversato le nostre vite, io stavo con Erika e lei era sempre lì al caldo del nostro amore a guardare tutto. Poi ricomparve quando vivevo a MIlano, di ritorno da Gerusalemme, venne a casa mia, non ricordo come la incontrai, gli dissi che dovevo ridipingere le pareti. Lei venne il giorno dopo con una tuta da imbianchino e mi diede una mano ad affarescare il mio monolocale, ci baciammo, ma non volle fare di più di questo. Le sue labbra erano calde, tanto calde. A tanti anni dalla fine della nostra storia ci baciammo ancora, per l'ultima volta.
E poi c'è mia madre che mi stanca, che mi usa che non sa stare in piedi da sola(non in senso fisico, ma metaforico). Mia madre che sa soltanto che vuole vivere più a lungo possibile, anche a scapito degli altri se necessario. Io che faccio fatica a scrivere vdi certe cose, io che mi ritrovo invariabilmente stanco di raccontae storie e situazioni che mi riguardano così da vicino che esserne attore e interprete diventa una faccenda estremamente faticosa e dura per la mia povera mente. Anche Cloud vive la sua vita a scapito della mia: non se ne accorge, ma è così. "Deficente, imbecille" lei che si sbraccia per la cucina perchè vorrei prima finirmi il caffè, sono appena sveglio, prima di mettere a posto le stoviglie per la colazione, ma lei inizia a vagare per la cucina stessa come una folle e poi s ene va in camera perchè capisce di aver capito che stava scivolando anche lei nella follia. Poi c'è il Ciclista. Io non so come ho fatto per tutti questi anni a frequen tarlo, se non per una sorta di masochismo. Uno che ti dà sempre addosso, non so se è per invidia, per scarsità neuronale-intellettuale, per poca capacità di vedere gli altri, dopo anni chiuso in un sottoscala, non può che covare rancore e invidia per chi vive meglio di lui. Io per lui sono quello che non sa fare niente, che non vale niente, ma lui non capisce che forse è esattamente il contrario. Io valgo così tanto, per molte altre persone che non mi prendo nenache il disturbo di starglielo a dimostrare. Qualche volta ci ho provato indubbiamente, ma è come parlare con un muro sordo. Anche Erika quante poche cose ha capito di me, direi, per fortuna a questo punto, altrimenti le avrebbe fatte tutte bpuntualmente a pezzi e poi il solo fatto che abbia potuto trovafre interessante un decerebrato come Walter Jorgic, mi fa capire quanto quello che lei voleva e pretendeva da me era la sua dose di sesso e i soldi per vivere. E io dovevo lavorare e ubbidire, perchè lei era anche prepotente, tra le altre cose, oltre che stupida e insitamente ignorante. Ma gli ignoranti non sanno nemmeno di essere tali, non lo vedono, prima ancora di non saperlo ammettere a sè stessi. Figlia di una bottegaia e di un asservito al potere berlusconiano della lira cosa poteva uscirne fuori se non una educatrice ninfomane e frustrata? Hai fatto un figlio? Bene, ce l'hai fatta, almeno non ti devo più nulla per il resto dei miei giorni. E almeno questa è fatta. Restano gli ex amici idioti, le situazioni imbarazzanti che si sono venute a creare, la mia rabbia che non ha mai trovato esito, fino a quasi implodere, la violenza e l'arroganza di certe persone fino a qusi non sopportare più nessuno. Io credo che la gente sia invidiosa della mia intelligenza, della mia sensibilità d'animo e della mia bontà. Mille volte ho cambiato scenari e persone nella mia vita, affezionandomi anche fortemente a quello che mio malgrado dovevo o volevo lasciarmi alle spalle e a volte vengo a scorpire che non si trattava altro di carogne assetate di sole, come il buon vecchio Matteo, che non ha altra vicissitudine se non andarsene al mare il pomeriggio e che in fondo mi pento tanto di esserlo andato a trovare. Inizierò a trattarvi anche a voi così, ricoprendovi di fango & sterco e se quello che ci perdo, col vostro sapiente lavoro escusione sociale attuato nei miei confronti è una vita agiata e fatta di nuovi equilibri sociali, quello che ci guadagno è tutto in dignità, nello svegliarmi al mattino e non farmi schifo per il solo fatto di starvi ad ascoltare e ascoltare i vostri stupidi e tendenziosi consigli, volti soltanto a riempirvi le tasche, lo stomaco, la vagina, qualunque cosa possiate riempirvi con me. A me piace la vita, gli incontri, le persone che hanno qualcosa da dire veramente e non che lo usano come divertissment o pretesto per andare a farsi l'aperitivo sociale, quello del io ci sono e vivo e non me ne frega un cazzo di niente e di nessuno, stile Cloud, Erika, Monica, Joanna. Tutte così. Io non riesco a cambiare idea, proprio non ci riesco quando vedo che gli amori si costruiscono solo grazie alle mie mille e infinite energie e infatti finiscono quando non ne ho più. Non è che l'altro pensa: "Stiamo insieme, forse dovrei dare qualcosa pure io". Ci sono sempre i loro problemi, i soldi che non hanno e se non gli dai i soldi si cercheranno qualcuno con più soldi di te. Sono tutte tristemente così. No, nessuna arriva a tanto. Allora disperato ho iniziato ad andare dalle prostitute. Sesso lo fanno meglio, paghi, ti rivesti e poi un pò sudato sei in strada felice e un pò colpevole, ma almeno libero. E così anch'io posso iniziare a lamentarmi di non avere soldi perchè li spendo in prostitute, e a ogni donna che incontro gli chiedo prima cosa ha da offrimi e poi vedo se ne vale la pena o meno, anche soltanto aprire bocca e dire qualunque cosa che possa rischiarargli la giornata. Vivete di energie vostre proprie ragazze e state serene che Andrea non vi svelerà più il mistero del mosaico. Ricostruitevelo da sole e state felici nelle vostre vite del cazzo. La mia, anche se limitata dai vostri passaggi, è e resterà sempre la vita di un uomo libero che se può, di compromessi non ne fa nella vita, perchè di sesso ne ho fatto, di donne ne ho avute abbastanza per capire che è sempre la solita storia che io non ci guadagno niente a stare con voi, ma molto di più a stare con me stesso. Non so mi trovo più utile a me stesso, alla società stessa, i miei giorni se riesco a organizzarmi e a non essere vittima del vortice di cose che mi proponete, sono migliori , più belli: incontro gente nuova che ha qualcosa da dire, da dare, che non pretende che gli aggiustiate la vita perchè loro non lo sanno fare. Vedi Matteo, la differenza tra me e te è che tu sei un borghese arricchito che fa finta di fare la vita bohemienne, quando ti tocca mangiarti riso in bianco per poi berti una bottiglia di vino di nascosto da tutti ( che ti offro io e poi mi dici di non chiederti soldi?), io la vita la ho vissuta veramente perchè non sto a guardare quello che pensano o non pensano gli altri di me, per capire cosa devo fare delle mie giornate, io le mie giornate le pianifico, le improvviso e le decido sulla base di come mi sveglio al mattino, di quello che ho sognato la notte, di quello che mi dice il mio istinto e non la convenienza sociale. Ma voi siete ancora troppo stupidi per capire le mie parole, siete troppo vuoti dentro, come lo ero io quando stavo con i vostri giorni, poi il destino, mi ha portato lontano, mi ha fatto conoscere delle persone vere e io sono cambiato per sempre. E non vi stupite se non vi ascolto più, non vi considero più, se non sto più nelle gabbie che mi proponete per starvi ad ascoltare. Spero di lasciarvi addosso un vuoto incolmabile, nichilistico e che questo vi faccia pensare un pò. E' tardi per cambiare le vostre vite, è troppo tardi, io per fortuna la mia l'ho cambiata già quando ero giovane, avevo 27 anni, il mio idealismo mi è servito a qualcosa,a rimanere integro nella burrasca a spiegare le vele verso la morte con la serenità di chi, dopo avervi presentato il conto, non deve più nulla a nessuno. Anzi aspetta un risarcimento che non verrà mai, perchè nessuno di voi è capace di tornare sui suoi corti passi di inesistente-scibile-dominatore dell'Universo (non era quello che avevo precedentemente scritto, ma va bene lo stesso).
Lei è una donna stupida, tremendamente stupida, lei non sa nemmeno quello che fa se non quello che fa per sè stessa. Io improvviso e questa volta cercherò di ricordarmi tutto. Io che mi devo preparare anche per andare a cena con i miei, devo fumarci sopra un paio di sigarette e l'aria già mi manca, è un aria che potrei usare per cose migliori. Per respirare l'aria del mondo. Mi vengono in mente tante cose, tante cose che pensavo di aver dimenticato. Stavo pensando a Burgos e a Nizza. Quando lo andavo a trovare tanti anni fa e quando sono andato recentemente a trovarlo a Nizza, dieci anni fa diciamo. Io stavo con Monica allora e stavo vagando per la città vecchia in cerca di una cabina telefonica. Non la trovai, ma guardandomi attorno vidi un bar, presi una birra e mi misi a pensare ai tempi in cui Burgos era veramente mio amico ed era puro (così sembrava almeno). Non era consumato dall'invidia, da tutto quello che la sua donna e la sua sqaullida vita gli mettevano addosso come un abito costruito su misura per la morte. Vagavo per quelle vie di Nizza piene di puttane, di spacciatori neri e magrebini, di artisti, di russi ubriachi sulla Promenade, di vecchi con i soldi in ciabatte che tornavano dal mare. La Promenade era piena di giovani che correvano lungo la spiaggia, i vecchi passeggiavano a braccietto e la luna rischiarava un cielo scuro, nero torbido. Stavo con Monica, dicevo, Monica dalla carnagione nero-olivastra e lo sguardo scuro, Monica grandi seni e tutto rassicurante, tranne quando la follia la coglieva. Io non ho mai pensato in questi anni, non ho mai pensato per un solo momento. Non ho pensato a niente se non ad attaccare e a difendermi da non so bene che cosa. C'era in quel suo modo di fare che capiì soltanto alcuni anni dopo un qualcosa legato più al chiacchiericcio che alla realtà delle cose. Lei era più preocupata di quello che pensavano gli altri di noi, della nostra storia che a quello che voleva veramente nella vita. Non sapeva scegliere, ripeteva quello che ripetevano gli altri e quello che per i più era giusto, era giusto per lei. Non aveva una autonomia di pensiero. Cloud non sarai più mia perchè l'ho deciso, perchè non ho più voglia forse nemmeno di fare sesso con te, anche se il tuo corpo elegante mi ha incantato per un anno, è ora che pensi a qualcosa di più del sesso. Per lei è stato tutto un gioco quest'anno, un diversivo, qualcosa di divertente. Io mi preparavo sempre per lei, anche lei per me certo, ma lei si limitava a mettersi in mostra, io a conquistarla. Burgos non era come è diventato dopo. Qualcosa in lui è cambiato dopo il mio secondo viaggio in Messico, qualcosa che non so spiegare: forse semplicemente l'invidia di sentirmi lì da solo, senza di lui, in cerca di una donna che non ho trovato, ma ne trovai un altra che era impegnata ma che dormiì con me per un paio di notti in una camera d'albergo a Tikal, in Guatemala. Poi ci separammo dato che io non feci niente per conquistarla, mentre lei mi aspettava nuda nel letto, pronta a darsi a me. Era bionda e molto bella.
Sono stanco di fare il sacco di merda in questa casa, di essere una merda con tutti, di non dimostrare niente a nessuno: io devo dimostrare quello che valgo e fregarmene di tutto e di tutti, sopratutto delle donne, che mi fanno diventare pigro, svogliato, senza senso e senza appiglio per la mia anima. Io devo capire che ho un valore e lo devo dimostare prima di tutto a me stesso. A costo di stare da solo. Qualcuno si accorgerà di me. Io migliorerò, scriverò sempre meglio, magari vivrò di meglio, ma ormai ho anche un età per cui forse vale la pena raccogliere le idee e cercare attraverso queste di costruire qualcosa di migliore per me e qualcosa che assomigli a un futuro e non a un bivaccare di giorni in attesa di una telefonata, di un gesto di affetto. Lei se ne approfitta, ride, di questo mio atteggiamento, gioca a fare la parte della più forte. Ma io sono più forte di lei, le mie idee sono più forti delle sue. Devo abbandonare la mia vita bohemienne del cazzo e mettermi a scrivere seriamente, per me e per chi crede in me.
Avevo scritto e detto qualcosa su Alessandra, su quando vagavamo ad Amsterdam in una notte scura & ubriaca. Vent'anni dopo tornai ad Amsterdam a trovare Juner e ancora una volta ubriaco cantavo su una panchina vicino a un canale, poi arrivò un poliziotto e ci disse che dovevamo buttare via gli alcoolici, che in Olanda è proibito bere per strada. Ero incredulo, non conoscevo quella legge, ma obbediì. Avevamo girato parecchio quella sera, eravamo stati a un concerto in un centro sociale, siamo andati a mangiare la zuppa in stile filippino in un piccolo ristorante gestito dai suoi connazionali e alla fine ci siamo messi a chiacchierare e cantare su una panchina, di fronte a un canale. Juner rideva, vedendomi cantare, e mi faceva compagnia. Lui non beve, non fuma, solo il sesso sembra essere un suo vizio. Preferisci che mi faccia un pò di soldi con un romanzo e poi usciamo a cena insieme, oppure vuoi che io muoia ogni giorno di più di questa noia di chi non può e non deve dire niente? La noia mi si fa addosso, mi entra dentro, mi corrode l'anima, rende vane le intenzioni e mi adagia sul letto, pronto per la morte. Cloud mi ha umiliato:io ho scritto delle poesie per fare qualcosa insieme, ma l'unica cosa che sembrava interessarle di noi era il sesso. "Ti sta tornando voglia di fare un pò di sesso con me?" "Certo, carogna" le dissi. Poi mi tornano in mente I caffè di Montamartre, le sedie impagliate, i gigolò dietro ogni angolo, le prostitute a fumarsi una sigaretta mentre si guardano in giro, una musica triste si affaccia da un vicolo, un clown appare con delle lacrime disegnate di fresco. Io e Alessandra a Praga, leggendo Puskin e Tolstoj in un bar, accarezzandoci le mani, pensando al domani, pensando a quanto ci eravamo consumati tra le lenzuola, eppure ci appartenavamo in un certo senso. E tutto il tempo perso stupidamente a cercarla quando lei tra mille mi apparve come quella che doveva essere la mia donna. Anche con Cloud è andata così: mi è bastato uno sguardo per capire che la volevo ed è stata mia. Ma ora non la voglio più e non so nemmeno io cosa voglio. Ecco cosa voglio, voglio scrivere di lei, di noi e della nostra storia, di come è cominciata in un circolo culturale di San Giuliano e di come è finita con un suo viaggio a Barcellona. Ci conoscemmo perchè dovevamo fare qualcosa insieme, lei come pittrice e io come scrittore. Le portai il mio book di poesie e chiacchierammo un pò. Lei era con un amica. L'amica non la degnai nemmeno di uno sguardo, ma lei la fissai lungamente negli occhi. Uscimmo una seconda volta e andamo in un circolo ricreativo tipo bocciofila di San Giuliano, un posto da vecchi. Lei offrìì una bottiglia di vino rosso e io le accarezzai il volto e le strinsi le mani, le dissi che era bellissima. Poi uscimmo una sera a Brera e ci baciammo, lei era fasciata in delle calze che mettevano in risalto le sue gambe lunghe e affusolate e con una gonna corta e stretta. Riusciì a metterle le mani tra le gambe, mentre guidava, ma lei me le scostò. Disse qualcosa riguardo al suo fidanzato, che non poteva e non voleva. Capii. Non la chiamai più, per mesi. Era dicembre. Verso giugno inizio a incontrarla in giro: dal tabaccaio, in strada per San Giuliano e una di queste volte ci fermiamo a parlare. Mi invita a una sua mostra, ma è lontana, fuori Milano e non ho voglia di andarci. Lei nota la mia assenza e mi dirà che mi ha aspettato per tutta la durata della mostra. Un giorno me la ritrovo proprio sotto casa, prendiamo un caffè assieme, la guardo intensamente negli occhi, mi faccio coraggio e poi ci baciamo. Così inizia la nostra storia. Lei si lascia con il suo fidanzato, dopo averle detto di provare attrazione per me, poi dopo qualche settimana insieme, parte improvvisamente per le Marche, lei fa il gioco, io sto a guardare. A me dice che nelle Marche si è annoiata molto, mentre agli amici che non aveva voglia di tornare: suona sempre tutto molto strano, sembra una doppiogiochista, ma il fatto che se ne sia andata così influirà non poco su quanto mi impegnerò in questa storia nei mesi a venire. A settembre riprendiamo a vederci, io vado ad Amsterdam a trovare Juner, un mio amico conosciuto anni prina a Kathmandu. Poi torno, la aiuto un pò a sistemare la casa, la tesi e un pò la sua vita, facciamo sesso spesso e ci piace farlo. Dopo essersi laureata parte per Barcellona, spegne il telefono per giorni, io vado nel panico e finisco a fare dei colloqui in psichiatria e aprendere gocce su gocce di en. Da quel momento in poi, non mi fiderò più di lei e anche se la amavo ancora, avevo capito che mi nascondeva delle cose. Ma lei vuole uscirne incolume, in un certo senso pulita,senza colpe e senza macchie. Non vuole responsabilità sulla mia salute, ma così è troppo facile, se stai insieme a una persona delle responabilità te le devi prendere, sopratutto se sai che quella persona ha avuto problemi simili in passato. Questo è quello che mi fa capire che lei non fa per me: il fatto che vuole tutto senza nessun prezzo da pagare, mentre a me hanno insegnato che un prezzo c'è sempre, per tutto. E poi i tuoi problemi: il padre a cui sembri appartenere ( e allora stattene con lui, non fare la persona autonoma che non sei se non in parte), il gatto anziano, l'ex. Tutto questo è veramente troppo per il mio stomaco.
Lei mi fa pensare alla morte, in un certo senso è così: tutti questi problemi diventano per me gabbie che reclamano il mio silenzio. Non si puà parlare, non si può discutere di niente di niente. Bisogna vivere felici e stupidi e assuefatti alla noia del sole che filtra dalle tende della cucina, così sembra dire il tempo che ci separa, ognuno nella sua casa. Forse stamattina avrei fatto meglio ad andarmene in giro che mettermi qui a scrivere. Andare in piscina , stare a contatto con l'acqua, questo mi fa sicuramente bene. Invece faccio un giro per San Giuliano. Incontro la cicciona fidanzata con il fisarmonicista, quello che non si fa mai i cazzi suoi, la creme dell' intellighenzia della città, quello che ti chiede, anche quando hai una donna, se ci stai dando dentro. Va bè è meglio che stia zitto. La vedo addentare un cornetto dentro un bar, ma sembra ruminare più che mangiare. E' nel bar dove volevo andare a scrivere per un pò, con la barista bionda carina, ma fidanzata che però mi saluta sempre e cosi' ogni tanto ci vado a farmi quattro chiacchiere con lei. Me ne vado via, cambio bar e cerco compagnia femminile. Dato che ormai sono single, è ora che mi dia un pò da fare, quantomeno guardarsi un pò in giro. C'è finalmente il sole su questa città, incrocio Bogdan che evviva Dio si è trovato un lavoro: fa il fabbro. Sono felice per lui, almeno si toglie da quei giri che non gli fanno sicuramente bene. Lavora, si beve qualche birra con gli amici della sua età al sabato pomeriggio e ogni tanto va con qualche ragazza recuperata in giro. Tutto normale. Non frequenta più la mia casa, ma è stato difficile sbatterlo fuori di qui, dato che qui trovava tutto quello di cui aveva bisogno. Un amico con cui parlare, dei soldi nel cassetto della cucina e poi peyote, funghetti e altro. Abbiamo passato dei mesi intensi, ci siamo divertiti, abbiamo anche suonato assieme e riso assieme, voleva anche farmi fidanzare con la cugina di 10 anni più giovane di me, con un figlio, fatta venire apposta da Bucarest. Ma poi ho incontrato Cloud per strada e le cose sono andate come sono andate. Lui ha avuto una deriva pericolosa. Ha iniziato a diventare aggressivo, arrogante a prendersi le sberle in faccia da tutti e poi mi scroccava un infinità di soldi e sigarette, non solo a me, ma a tutti.Non accettava che non lo volessi più in questa casa, non era giusto nè per me nè per lui. Viveva al di sopra delle sue possibilità, sognava giustamente una vita diversa, ma non era quella la via per ottenerla. "Vedrai tra 20 anni io andrò in giro col Mercedes" "Sì, come no, usato e rubato agli zingari., di cui fai già parte. Già che ci sei vedi se ti trovano un posto nella roulotte". Allora l'ho abbandonato al suo destino, lui ne ha sofferto sicuramente, ma non potevo fare altrimenti. Me lo ritrovavo sotto il portone di casa, subito dopo pranzo. "Prendiamo qualcosa?" Tutti i giorni, così. Ho smesso di aprirgli la porta di salutarlo e ho iniziato a legare con Joe e un suo amico: Pino, calabrese, uno piuttosto ignorante e sporco, dato che lui la doccia dice che va bene farsela ogni tre giorni. Vorrebbe scrivere un libro sotto dettatura e neanche pagarmi, vuole i soldi per le sigarette e insomma è un pò come Bogdan,però lui ha 62 anni e non 19 e la testa dura come una pietra. Non capisce niente, anche se gliele spieghi le cose, lui non capisce, non capisce proprio. Gestiva un piccolo ristorante in Canada, ma poi gliel'hanno sequestrato perchè non era a norma. Spesso parla del Canada, di quei boschi, dei laghi, delle battute di caccia, ma poi ha fatto anche l'autista dei tir ed è stato qualche volta in galera per spaccio e insomma ha la sua storia travagliata e a tratti interessante. Ma fondamentalmente è un idiota ignorante. Però è indiscutibilmente simpatico.
E poi comunque questi mesi con Cloud sono stati belli: facciamo sesso in cucina e l'amore nel suo letto, ma dopo qualche mese, dopo essersi laureata inizia a parlare di voler viaggiare, partire, andare lontano. Tutto stona con la nostra situazione attuale, sembra che io sia per lei qualcosa di passaggio, una tappa di un suo viaggio umano in cui non è previsto che io resti con lei. Pensa di avere verità assolute tra le mani, ma non capisce che nella vita è tutto relativo: quello che può essere vero e giusto per te, può nuocere a me e viceversa. Serve molta esperienza per capire questo o quantomeno basta capire che non si gli unici sulla Terra, ma che esistono anche gli altri, ma niente c'è gente che non vuole rassegnarsi al fatto che crescere, cambiare, costa fatica e azioni di messa in discussione di sè stessi. Non ti interessa? Fa niente, ma mi spiace, ma la mia vita non è stata semplice e allora o usciamo e ci divertiamo come dei pazzi senza freni e senza regole, ma se vuoi che parliamo seriamente questo è quello che penso. Non puoi lasciarmi a casa per il sesso che vuoi garantito e poi ti fai la tua vita. Non si fa così Cloud, non è elegante, non lo sai ? Sembra una di quella generazione del voglio tutto e subito e non me ne frega un cazzo di chiunque mi sbarri la strada, gli sforzi li faccio solo io e tu non conti un cazzo, tu devi essere a mia disposizione. No, questa è Monica, ma anche Cloud è un pò così. Sembra proprio così, ma io ho troppa stanchezza addosso per pensare ancora a queste cose e poi ho 41 anni, forse è meglio che mi cerchi una donna un pò più matura e risolta, se ne esistono ancora. E poi ce ne sarebbero tante di cose da dire, su di lei, ma anche su altre persone. Su Burgos per esempio. Burgos quest'inverno ho inventato storielle su di te e su di noi, tanto per passare il tempo (ti è piaciuto il racconto di noi due in Messico ? Solo tu sai che non c'è niente di vero, però eri veramente con me), tanto per vedere questa Cloud con cui stavo che tipo era, comunque sappi una cosa: il fatto che tu prenda ancora una volta le difese di un essere aberrante come Monica, anche se sensibile, come dici tu, ma che non sa comportarsi con le altre persone e profondamente egoista, che usa i suoi soldi per sentirsi libera, che usa i suoi schemi di lettura della realtà vecchi di vent'anni per incasellare e giudicare le persone come più le è comodo mi fa pensare che sei diventata una persona così anche tu. Chi non la pensa come lei o non fa quello che vuole lei o è pazzo o è un idiota. E poi mi viene a dire che mi ha denuncitao per stalking, guarda che io ti ho denunciato prt molestie sessuali già tempo fa, quindi, taci e stattene abbracciata al cuscino. Tu Burgos sei opportunista, legato al posto di lavoro che ti dà da mangiare e basta.Ma fai bene, anch'io al tuo posto farei così: hai un opportunità e devi sfruttarla. Ma io ti dico delle cose e tu di risposta mi dici di farmi ricoverare come se fosse la soluzione a tutto, come se la tua piccola e misera testa non fosse capace di capire quello che uno ti dice. Non ti interessa di me? Non c'è problema, le amicizie finiscono. Sembra che tutte le persone che incontro e che sono incapaci di darmi delle risposte non abbiano mai il coraggio di mettere la parola fine ai nostri rapporti, perchè evidentemente qualcosa gli mancherebbe, ma non hanno mai il coraggio di dire una parola di sostegno. Nessuno ne è capace. Me ne accorgo adesso e chi sta male deve soffrire e contare sulle sue sole forze. La tua donna che in fondo è una brava persona: sa soffrire, sa amare. Tu ti limiti a sopportare le persone, ma non sai minimante più cos'è l'amore verso una donna. Ce lo siamo dovuti dimenticare presto. Mi dispiace dirti queste cose, io ti stimavo Burgos: la tua pazienza, il tuo entusiasmo, sembra che quello che di buono avevi dentro ti si sia spento per sempre. Ma anche per me le cose stanno andando così. Anche tu pensi che le persone non cambino, che gli incontri non ci cambino, che le persone non ci cambino, che i viaggi non ci cambino, che la vita non ci consumi, ma la cosa più straordinaria della vita secondo me è che possiamo diventare una sorta di melting pot umano. Non c'è una strada pre-detrminata, è una bugia borghese quella della linea dritta, la strada è tutta da disegnare e tu una volta trovata la tua distruggi tutto quello che non sei in grado di comprendere o che invidi perchè intuisci che io possa stare meglio di te, con meno soldi e più testa e con un orizzonte più ampio del tuo. Sappi che mi è costato tempo, fatica, lacrime e tanta solitudine perchè le persone appena si sentono dire queste cose scappano. Colgono l'occasione che il tempo ha in serbo per sè, non curano il tempo e raggirandolo osano spingendo lo sguardo un pò più in là. E' buio sulla platea, è buio pesto. Nessuno riesce più a spicciacare una parola, e nessuno fondamentalmente ha capito niente, come al solito.Qualcuno si alza e se ne va. Continuo a pensare a quella più grande delle sorelle Kessler che mi chiede se sono maturato. "Mi sembra di sì", mi viene da risponderle, la incontro al bancone ed è sempre bella, mi è sempre piaciuta quella donna se non altro perchè dopo quello che ha passato trova ancora la forza di ridere e divertirsi, come me. Una bella dimostrazione di forza, di coraggio e di personalità. "Questa è una donna" penso dentro di me. "Non la solita lasciva, lamentasa cagna che anche se ha tutto, deve lamentarsi comunque, così forse riuscirà a portarti a letto una volta di più e a ottenere quello che vuole. Magari vuole che le offri pure la cena e che smetti di fumare. E poi cos'altro vuoi?"
C'è un bel sole oggi, c'è proprio un bel sole e fra poco sarà pure il compleanno del mio ex batterista quello che ha fatto fortuna nella vita. Vedi, lui anche se ha i soldi, se la spassa con mille donne e ha la piscina non ha mai smesso di risponderti al telefono. Non è sempre vero che i soldi cambiano le persone. Attacco Psicotico Acuto: chissà cosa signfica, chissà cosa significa veramente. Quando andavo dal ciclista, succedeva che passavo per delle zone che non mi piacevano. Amanda è una di quelle che mi conosce meglio. Amanda e non posso dirvi il cognome. Mi ricordo vagamente dei sobborghi di Amman, un anfiteatro tipo arabo in una piazza grande della città, la zona delle ambasciate, delle Ong, il centro commerciale e poi l'aereoporto. Solo due settimane. Qualche cena, qualche tipo sospetto, poi di nuovo a casa. Io non saprò mai se si tratta di coinicidenze o allucinazioni. Ma Amman-Roma con la tipa dell'altra Ong che ti fa "bum bum" nelle orecchie, non l'ho mai detto a nessuno. Non ci credevo nemmeno io. Provavo a intrattenere una conversazione, ma niente,"bum bum", presi l'en, mi misi a dormire.
Adesso devo dirvi che di quelle vecchie storie non me ne frega più niente, ho capito quello che vuoi dire, Burgos, ma io non posso fare l'automa tutta la vita, in virtù della mia atavica stanchezza. Per che cosa poi? Per un pò di amore. Quanto amavo Cloud. La amavo davvero, lei no, per lei ero soltanto un passatempo piacevole. Per lei ero solo un passatempo per uscire dalla sua storia di merda. Io sono stanco però di essere così negativo sulla vita sulle cose. Ma la realtà è questa:la puttana di merda, lei, ha già un altro, chissà da quanto tempo. Da Barcellona direi. L'indomita faccia da idiota-sorridente-felice della vita- che- si- costruisce- nel- minimo- dettaglio Cloud si fa strada nella mia mente sin dal mattino: è così stupida che non sa nemmeno capire le mie parole. Questa donna mi ha fatto perdere il lavoro, si è introdotta a casa a mia, pensa di stabilire le regole di tutto e di tutti, come conviene a lei, come sempre conviene a lei. E il suo ex non sarà stato che un cane ammaestrato dalla padrona. Tutti così, tutte così. Lei capisce solo quello che gli conviene, nulla di più di questo. Ci credo che poi i tuoi quadri fanno schifo e non te li copra nessuno. Non conosci e non capisci l'animo umano, nemmeno il tuo, solo quello che hai tra le gambe senti e capisci. Niente di più di questo.
L'etica dell'azione. Una vecchia canzone da liceale Bob Dylainiano, con una forte fascinazione per i Doors. Andrea (l'attore cantante del nuovo duo Polly Magoo che ha fatto qualche registrazione questo inverno, tra cui alcune mie poesie scritte in Comunità) mi ha preso la tesi, quello se non stai attento ti prende pure l'anima. Ci tengo alla mia tesi. Erika deve averla fatta sparire durante il mio viaggio a Cuba, oppure mentre ero in Nepal, preso dagli eventi. Le cose ritornano: oggia Serenella festa del centro giovani dove lavoravo tanti anni fa. Qualche faccia conosciuta. Si potrebbe sviluppare un pò la mia tesi. Lui potrebbe metterci qualche atto interpretativo e qualche gesto teatrale, potrebbe diventare più agita, con nuovi strumenti interpretativi dello straniero(la mia tesi era su quello, ma ne parlavo, quando non ne parlava ancora nessuno, nel 2002, o quando non era un problema così impellente come oggi). Quando anni fa dicevo delle cose, ancora non mi ascoltava nessuno. E invece le cose sono successe. Spurio-sporco-torbido io voglio farla finita con questa storia. Mi sento controllato, come un elastico mi avvinghia a lei. Prima piacevolmente, ora con un pò di odio. Il via vai del bar, le chiacchiere ai tavolini, tutti questi ragazzi che assomigliano a quelli che frequentavano il centro giovani anni fa, gli anni dell'educatore, dei valori sani e positivi, del sudore sulla fronte. Poi è cambiato tutto, per alcune cose in meglio, per altre in peggio. Un pò più corrotto, ma quindi più sensibile, meno agli eventi e più a sè stessi, anche se guardandosi sempre intorno a quello che succede a quello che possiamo ancora imparare. Mai niente di positivo in genere, ma ti aiuta a sopravvivere meglio. Gli anni sono passati quello che ci resta da vivere dobbiamo godercelo. Qui vengono quelli che se la passano discretamente bene. Il commercialista con la segretaria succhiacazzi, i giovani con il grinder, giardinieri alcolizzati che rimorchiano donne improbabili e poi vanno a farsi due righe in macchina, il meccanico di Zivido con cui prendo il caffè tutte le mattine, ma dopo un pò che lo ascolto parlare non capisco quello che mi dice e mi stanco terribilmente e sono sveglio da soltanto 5 minuti. Allora leggo la Gazzetta, basta cronaca e leggi. Sono stufo. Ma anche la Gazzetta dopo un pò stanca. Guardiamoci intorno se troviamo qualche tipa. Ma sono poche e sono in giro. Bisogna girare, qualcuna c'è in giro. Notte. Notte silenziosa e complice delle mie assenze. Walter, Burgos sembrano tutti dei bambini idioti che devono fare quello che faccio io: hanno sempre qualcosa da invidiare qualcosa che non gli va bene, le loro donne non vanno bene. Ma io sono stanco di avere questa invidia addosso, lo schifo che mi emanano loro come persone, la loro nullità umana, non fa che affievolire la mia vita. Si aggrappano a chi splende di più, di luce propria. Ma non voglio più parlarne. Burgos, appeno vado alla toilette la mattina, appena sveglio, con ancora la sigaretta in bocca mi vieni in mente tu. Sarà l'assonanza con la merda, merda è il colore della tua pelle, e ancora color merda è la tua anima avida. Vivo per vederti morire. Di Walter che dire, è così stupido che con la molla tirata nella schiena verso il suo solito ghigno si incanta alla terza bottiglia di vino. Si incanta e muore. Quanti luoghi fantastici che sogno di notte me li sento addosso fino alle prime luci del mattino, ma io questa mattina non ho voglia di regalarvi emozioni. Dove non posso andare, ci vado in sogno, le case dei miei sogni sono tutte piene di storia, vissute, confusionarie come piacciono a me. E sembrano sempre vere, assomigliano a quella in cui vivo che ha il solo difetto di essere un pò piccola. Case cantoniere dipinte di rosso lungo la via Emilia o meglio color arancio verso Roma, lungo la Appia dove bellissime ragazze che parlano il romano si svestono e intanto ridono. Dove le macchine passano di rado, le stanze sono grandi e c'è un grande camino per l'inverno. Siamo tutti lì, ragazze e ragazzi di un '68 immaginario combattendo con i nostri corpi e con la chitarra, che pigra si riposa al caldo del camino di pietra. Di sera comanda lei e i fiaschi di vino che ci vengono portati dagli altri ragazzi, loro danzano nude poi la musica si interrompe e lasciamo che i nostri corpi esprimano tutto il loro desiderio. Poi scivoliamo nell'entroterra ligure: la galleria dismessa di Varigotti, che conduce a un spiaggia di fricchettoni in mutande con le tende malmesse, con i carabinieri che ci perquisiscono, le ragazze in lacrime: "Cosa dirò a mio padre?" Una va a pisciare dietro un cespuglio, proprio vicino al mio sacco a pelo e io le guardo tra le gambe, mi vede , ma fa finta di niente. Spunta l'alba, i carabinieri ci perquisiscono, prendono i nostri nomi e requisiscono quello che trovano. Nella casa cantoniera c'era invece lei, Carlotta, la donna di Roma, amica di Erika che ri-incontrerò solo in sogno. Che bella che era, mai più dimenticata, da sempre nei miei desideri. Monica non c'è possibilità di riscatto e non c'è perdono per te, ti meriti di essere dimenticata, di finire nel nulla delle cose brutte che hanno segnato la mia vita, come Marianna, come Erika e tante alte piccole cose. Mi dispiace, ma è così.
Poi Cloud che mi dice, a inizio storia: "Io e il mio ex abbiamo una intesa sessuale perfetta". Ma scusa allora perchè vieni da me e mi cerchi? Cloud sei soltanto una mentecatta della vita, i tuoi quadri fanno schifo e fai schifo in generale tu come persona: finta, egoista, opportunista, la libertà la contempli solo per te stessa. Ma non andrai da nessuna parte, tu e i tuoi stupidi prolungamenti della tua anima finta e torbida. Ti sei presa gioco di me per uscire dalla tua storia di merda e adesso hai lasciato me per farti una posizione nella vita, ma tanto non sarai mai nessuno, perchè non vali niente, non sai fare niente, forse a letto sai fare qualcosa. Io non ho voglia di tornare in the street per avere nuove donne, eppure mi vedo costretto a farlo. Ancora una volta per il cieco opportunismo della lasciva di turno che non si accontenta mai, ma vuole solo schiacciare gli altri ai propri desideri. Quando gli dicevo che volevo anacronisticamnte partire però non era d'accordo la vedevo contorcersi in una smorfia di invidia. Un altra che ti dice: "Non partire". Merda. Merda e ancora merda.
Ho 41 anni e non più 25 e la gente non vuole proprio rassegnarsi al fatto che le cose sono cambiate. Cloud non capisce e come potrebbe una che pensa soltanto allo splendore delle sue natiche che cosa vuol dire, sofferenza, stanchezza, oblio? Lei che c'ha il papà che le dà tutto quello che vuole, lei gli dai della puttana e il padre viene a minacciarti sotto casa, lei che lavora nella balera un giorno alla settimana e si sente stanca (ed è sana)e sicuramente avrà trovato l'alcolizzato con i soldi che la mantiene e se la scopa e lei felice di darsi per qualcosa in più di quello che le davo io. Soldi, sesso, carriera come artista questa è Cloud. Rifiuta i lavori di ufficio e dopo aver passato un anno a farsi scopare a casa mia perchè stanca del suo ex con cui condivideva il letto da 14 ci voleva qualcosa di nuovo, qualcosa che la rilanciasse verso lidi più chiari e luminosi. Quelli dell'arte, di cui non è minimante capace. Lasciamola provare, ma io già me la vedo Cloud a 50 anni a fare la carina di qualche tipo cocainome con i soldi. Farà questa fine. Povera Cloud, amore mio, scusami non volevo farti così del male, ma l'odio è la più forte delle forze. E io? E io se non venderò nemmeno una copia starò uguale ad adesso, soltanto un pò più stanco e ancora una volta più disilluso. Ho tolto le magnifiche tende azzurre fatte a mano da mia madre, perchè mi sembrava di essere più a Istambul che a San Giuliano. Almeno adesso mi rendo conto di dove sono e agisco di conseguenza. Quanto mi avete rotto il cazzo tutti i quanti: ex amici che non vogliono che tu abbia una donna( ti farò sparare nelle palle Ivan) ex fidanzate, gente arricchita, gente che non vale un cazzo, gente che non sa un cazzo di niente di niente se non l'arroganza, i servizi sociali che non ti aiutano. "Ti costruiamo un percorso lavorativo protetto" " Va bene sono qui, aspetto una vostra telefonata". Passano i mesi, passano gli anni e il telefono non squilla mai. Allora mi stufo, mi arrabbio e vengo a chiedervi direttamente i soldi, come fanno i richiedenti asilo politico che hanno più diritti sicuramente di chi è invalido. E poi sono stanco di sopportare certa gente, pure mettermi a scrivere di certa gente inizia a farmi schifo come se il decerebrato Walter Jorgic avesse bisogno di me per sentirsi qualcuno, e poi ha il coraggio di scrivere (testuali parole): "Quello che ti rovina è l'importanza che ti dai". Gurada che quello che non è mai contato un cazzo in società sei tu, non io, sei tu che sei sempre in giro ad affermare la tua stupida presenza come un cancro delle nostre notti e dei nostri giorni, io non ne ho certo bisogno. Io faccio quello che voglio e quando voglio, mettitelo bene in testa anche spararti in fronte se mi rompi ancora il cazzo. Tu non sai chi sono io e cosa sono in grado di fare. Lui che non vale un cazzo, che non sa fare un cazzo di niente. Prova a farci una conversazione e fammi sapere come è andata. Va bè lasciamolo perdere. E poi Cloud è la più grossa delusione: sotto quell'aria di donna dolce e carina che non vuole nient'altro che il tuo amore si cela una donna che vuole solo portarti a letto che è pur sempre il posto dove lei sta più comoda. "Stai sereno, stai sereno, è soltanto un mio amico". "Ma puttana di merda, si vede che menti". Penso. Appena le parlo del seno della cameriera qui sotto al bar, arriva spedita in macchina in meno di cinque minuti, praticamente in ciabatte e mutande, neanche truccata per vedere come è questa tipa. E poi inizia a sbacciucchiarmi per tutto il bar. Quanto prevedibili le donne, o almeno alcune donne. Ne ho conosciute poche di egoiste come Cloud nella vita. Dopo aver prosciugato le energie e il conto in banca di quel suo povero ex, non gli è venuto niente di meglio in testa di innamorarsi di uno come me, io che se la mia donna non riga dritto, può anche tornarsene da dove era venuta. Ma niente lei vuole partire, viaggiare, sperimentare, scoparsene altri possibilmente. E' tutto così difficile. Almeno ci provo a portare avanti i miei ragionamenti, ma non nascondo che sono sensibile alla bellezza femminile, e Cloud è una bella donna. Tutto l'inverno l'ho dovuta tenere lontano da quei cani affamati dei miei amici da Bogdan a Joe Munnezza. Ma lei non ci sta, vuole fare sesso, sesso e ancora sesso.Secondo me lo ha fatto anche a Braccano. E io qui, come un idiota ad aspettarla. Non ha molto da dire in generale, se non sdraiarsi sul tavolo della cucina, sul divano in salotto, o come preferisce lei in camera da letto. Comunque fare l'amore con Cloud è qualcosa di fantastico. Ti fa vedere i suoi insulsi quadri, alcuni sarebbero anche belli, se ci si dedicasse, ma lei non ne è capace proprio di dedicarsi per troppo tempo a qualcosa. Non conosce la parola sacrificio: ha fatto per qualche anno la segretaria all'IBM (gli hanno comprato una casa per questo: una casa) e sembra che sia partita per Kabul per degli anni. Fa parte di quella San Donato portafoglio pieno e vita facile, ma modi di sinistra, quindi siamo un pò artistici e un pò più poveri che ci facciamo più bella figura. Va bè adesso la cara Cloud che non riesce proprio a tenere le coscie chiuse se la fa con un idiota di 20 anni di Brera. Lei vuole fare l'artista e quindi tutto ritorna nel solito stagno, anzi direi, conoscendo già quegli ambienti da prima che lei si iscrivesse, nella stessa latrina. Io che non avevo più voglia di scrivere, mi ritrovo a scrivere di questa donna, perchè credetemi non sono riuscito a trovare niente di meglio da fare oggi. Non guardo la TV, Joe Munnezza è a secco, Nicola (amico di Joe Munnezza, nonchè capo della piazza) è con una donna, gli chiedo se me ne procura una per me, mi dice che vorrebbe Cloud in cambio, ma io rifiuto, proprio non posso. "Non potremmo più essere amici Nicola, io sto soffrendo per lei e poi neanche lei vorrebbe, per rispetto a me".
Questi vorrebbero comprare anche il tuo modo di essere. Burgos, per esempio, non è che è stupido, è insensibile: è diverso, lui è fatto di roccia, non capisce le sfumature, non vede la bellezza intrinseca dei colori, non si cura dei dettagli lui usa l' accetta esistenziale, lui divora compulsivo la realtà fino a piegarla ai suoi bisogni. Lui ti prende per stanchezza e allora noi dobbiamo allontanarlo e usare l'arguzia. Penso all'esperienza in Nepal, è come se lui l'avesse sporcata con la sua presenza, anzi la colpa non era sua ma di chi stava con lui. Si portava dietro lo sporco di una vita a cui anch'io avevo contribuito, ma io mi stavo riscattando, ma lui era sempre ingordo di dettagli nei miei racconti, voleva sapere chi mi ero portato a letto, quella o quell'altra, cosa stavo facendo. E anche perchè. Rovinava il mio gioco di assenze, è stato fin troppo presente nella mia vita privata, anche se non gliene faccio una colpa, questo mi fa desistere dal condividere anche delle cose mie intime, come la tappa con Marina ad Acco, durante il nostro viaggio in macchina percorrendo tutta Israele in lungo e in largo. Che città magnifica, una piccola cittadella araba con un minareto solare e deserto e silenzioso, le figure si muovono lente nel calore del giorno, il caldo rallenta i passi e i movimenti, poi arriva la sera e le vie si affollano di gente. E noi eravamo in riva al mare. C'erano anche gli ombrelloni, ma era uno squarcio occidentale in un quadro fondamentalmente mistico.
In questa casa io ci sto ancora bene, con gli scampoli della sua presenza. Ma sto pensando a cosa fare dopo. Andrò al mare, tornerò ad Arma di Taggia da Joseph, sperando di non stare ancora male. Sono stato in psichiatria a San Remo,lì vicino, dalle due alle cinque del mattino, con Joseph che un pò dormiva e un pò imprecava in sala d'attesa, lì vicinoa me, per colpa di Cloud e del suo maledetto telefono "che non porto sempre con me, sai, a me piace sentirmi libera". Abita al terzo piano e questa cosa non mi fa stare tranquillo, da qualche tempo a questa parte non sopporto molto le altezze. Devo superare dei blocchi mentali e poi ci sarà anche un 'altra donna, una che vuole avere un'avventura prima o poi e siamo al terzo piano con Cloud che legge e che se la raserà fino al clitoride meditando vendetta. Ma questo è un libro aperto con regole ben scritte della vita. Io e Cloud abbiamo tempi diversi, viviamo ormai in modi troppo diversi, lei non fa nessuno sforzo, alza il culo dal letto non prima delle due del pomeriggio, quando io sono sveglio già dalle sei del mattino. E' vero io la sera non esco, al massimo un caffè, e lei fa la sua vita mondana e studia i pretendenti. Io aspetto il colpo già col collo spezzato, sperando che la testa mi rimanga attaccata al collo. Tutte le cose scrivo non sono necessariamente vere, però io le sento e io non posso ingoiare tutte le ingiustizie del mondo ancora una volta. Dopo Monica, dopo tutto quello che ho dovuto passare, a cui non ho risposto e che lei ha fatto. Vero è che io ancora amo un pò Cloud, ma non posso stare con una persona che sa soltanto amare sè stessa. Le dico che sto male,che mi fa star male lei, che dovrei farmi ricoverare e cosa mi dice: "Non posso, sono a pranzo dai miei". Come se le avessi chiesto un passaggio al supermercato, uguale. Bisogna essere superficiali nella vita, molto superficiali, ma questo care le mie womens ha un prezzo, non vi stupite se poi uno vi scopa come si scopa una puttana. L'amore ha un prezzo, che non conoscete nemmeno, E' rispetto, fiducia, cura dell'altro e tante altre cose che queste cagne non sanno nemmeno cosa voglia dire. Io mi chiedo da che cazzo di famiglie provengano, se la nostra è una famiglia ignorante, come dice Erika, queste sono famiglie terzomondiste, con un unica idea in testa: il femminismo, la parità dei sessi, come punto di partenza per la prevaricazione dell'altro. Tutta colpa degli anni'60, di Alda Merini, Nilde Iotti e di tutte quelle troie che sono venute dopo di lei. Il prezzo dell'amore che stabiliscono le donne invece è un pò più basso, una cena fuori, qualche parola dolce e sussurrata piano e poi basta che fai il tuo dovere tra le lenzuola e va tutto bene. Aveva ragione Freud, l'invidia del pene: ma compratevi un bel cazzo di plastica e poi scopate tra di voi, cagne maledette. A me non piace scopare? Tu stai scherzando, tutto quello che ho dovuto sopportare in due anni di storia con Monica, i soprusi, le violenze, l'arroganza del suo coinquilino alcoolizzato e imbecille. Quando sono partito per il Nepal, nel lontano 2003, non pensavo di essermi lasciato alle spalle della gente che poi sarebbe diventata così vile, arrogante, presuntuosa. Ma chi vi credete di essere? Invecchierete, cascherete a pezzi, non vi vorrà più nessuno e sia maledetto Dio che ha creato tutto questo: tutto questo gioco delle parti e comunque ci dovrete arrivare alla vecchiaia. Io mi vergognavo di Monica, io mi vergognavo di stare con una come Monica. Facevo fatica a dirlo in giro. Per quello che faceva, per quello che non faceva. T'assicuro che vorrei essere in giro a divertirmi. Ma poi una musica anni'60 parte dalla strada e non puoi farci più niente, non riesco a muovermi.
Poi finisce. Mi viene in mente Laura, i seni di Laura. Laura aveva un modo di fare l'amore quasi mistico. Non sapevi fin dove riuscivi a entrarle dentro, ma arrivavi sempre in fondo. Me la ricorderò sempre. Come ci teneva invece Monica a prenderlo on the other side,of the room ormai lì davanti non sentiva più niente, ci voleva qualcosa di veramente notevole lì per farle sentire ancora qualcosa. Io devo riposare, io devo soltanto riposare e lasciar stare queste maledette parole d'autore-sessuale e non più d'amore. Che bello ripensare alle scopate che ti facevi un tempo e che ora non hai nemmeno più la forza di fare. Sono così stanco che passerei un paio di mesi a letto, tutta l'Estate ad ascoltare e cantare Achtung Baby, a veder sorgere il sole al mattino, a restringere il cerchio delle amicizie perchè sono troppo impegnative, a vedere Burgos naufragare nella sua vita nuseabonda e provarne gioia, piacere, soddisfazione. Erika è come se fosse la stanza a fianco alla mia: c'è ma si fa la sua vita. Questo mi tranquillizza, non come Cloud e il suo maledetto telefono, i facili entusiasmi da dodicenne in vacanza con i genitori e il sesso tutti i pomeriggi così magari riesce a dipingere, a fare qualcosa che non sia leggere i fondi del caffè, una sorella insopportabile, una passione della famiglia per i neri, per ovvie ragioni e il lamentarsi sempre di tutto anche quando si sta bene. Ma che se ne vada al diavolo, lei la sua vita e gli artisti idioti di cui si vorrebbe circondare. Un aspirante artista e uno scrittore-.pensatore come me non potranno mai capirsi. Io ormai sono più un pensatore che uno scrittore.Inizio a pensare che non valga quasi più la pena stare sempre qui a scrivere tutto. Solo problemi e mai soldi, ma la scrittura è così, almeno per come la intendo io. Qui siamo ancora al "mi sveglio a mezzogiorno" e come diceva quell'altra idiota, il tronco umano con le gambe piccole e il seno ridondante "poi decido". Come se fosse la prassi. I soldi cambiano le persone, sempre in peggio non c'è che dire e quindi ho deciso di farmene un pò anch'io di soldi, così per peggiorare un pò dentro così da non potermi lamentare di doverci rimettere sempre qualcosa, ma anzi, come dicono tutti, se ci guadagno qualcosa magari esco di casa altrimenti sto qui ad ascoltarmi la mia musica e inseguire i mie pensieri che, per quanto siano alti e fecondi di nuovi stimoli, non vedo perchè dovrei mettere a disposizione di tutti. Per attrarre altre donne idiote che non sanno che cazzo fare della loro vita? Meglio andare dalle prostitute, ti creano meno problemi.
"Sei tu che hai bisogno di me". "Guarda che sei venuta tu da me per prima. Io poi mi abituo alle persone." Sono talmente tante le delusioni che ho subito dalle persone, che la conferma del fatto che l'essere umano e le donne siano qualcosa di fondamentalmente sbagliato mi sovviene. Appena metto un pò d'ordine nella mia vita, le vite degli altri, marcie e appese ognuna ai propri egoismi e mi viene da maledirmi: "Perchè non riesco a essere così anch'io?" E poi Burgos sempre nelle orecchie, sempre nel cervello, lui e la sua vocina malefica, lui che ti rovina sempre tutto e Cloud che non ha più voglia di niente nenache di me. Provo a sentire Monica, ma non è una buona idea: ha sempre da recriminare, lei e quell'idiota che vive con lui che sembra vivere in empatia, si emoziona, si dispera piange pure lui, probabilmente non sa neache pensare alla sua vita, ma vive sacrificato accanto alla vita di Monica. Decido che sono proprio nauseato da entrambi e me ne vado a dormire, arrabbiato e triste ancora una volta, quello che posso più desiderare è la solitudine, se queste sono le donne con cui devo avere a che fare. E poi quell'altro idiota del presunto scrittore che si offende. Pensa a quello che dici alle persone dall'alto della tua boria elefantesca e poi capirai perchè tutti qui ti trattano come una merda. Perchè sei soltanto quello. E poi parliamo di quell'altra che dice"Dopo la chiacchierata con te sono dovuta tornare dallo psichiatra". Dovevi andarci prima, ma tanti anni prima, e avresti evitato tante cose sgradevoli e penose alle persone. E poi sempre questo gioco a fare la vittima, ma quando una vittima non sei per niente, la denuncia per violenza sessaule te la tieni tutta, mentre Cloud si prende una bella denuncia per molestie sessuali così imparerà a tenere le mani a posto e a non prendersi gioco degli altri. Dio che schifo, queste due carcasse di donne. Speravo di ricominiciare una nuova vita con lei, una nuova vita. No, non lo farò la amo troppo: è la mia seconda pelle: "Che buon odore ha la tua pelle", così mi diceva. Io che parlo e scrivo male di mio padre, quando ormai è diventato un bel vecchietto, simpatico e tranquillo, non più il burbero padre di famiglia di 20 anni fa.
No, non sono più arrabbiato o confuso, sono soltanto triste perchè è terribile sentire ancora così tanto una persona dentro e poi non poterla avere qui con te. Invece stanotte come in un deja-vu mi viene in mente quella puttana di Alessandra. Quanto mi ha rovinato la vita quella donna, lo misuro su quello che mi è rimasto dopo tutto quello che si è presa di me, della mia famiglia in cui si è insinuata subdola per prendere linfa vitale, energie che lei non ha perchè poverina la madre le è morta e la dobbiamo tutti compatire questa ninfomane del cazzo che non a caso è stata pure con quell'idiota di Fritz, Una coppia perfetta. Mi sveglio di soprassalto e mi faccio subito una doccia. Sono le 5 di mattina e io ho una nostalgia di Cloud della sua pelle, della sua bocca, dei suoi occhi e di lei tutta che mi distrugge. Metto un pò di musica e aspetto l'alaba, una nuova giornata di merda si profila all'orizzonte. "Andrea, Andrea, sei sbagliato peggio di un negroni sbagliato". Questa è la vocina dolce e subdola di Erika che ti vende convinzioni costruite su misura per lei dalla sua piccola e stupida testa. Lei piegeherebbe il mondo ai suoi voleri, per quanto la conosco io non riesce a passare un solo giorno della sua vita senza fare quello che vuole, lo ottiene col sesso, vendendosi principalmente, perchè ha solo quello di sè stessa. Mentre Monica è una tipa tutta cervellotica fino a portarti all'isteria, Erika è la più piatta e monotona delle donne, ma sa usare il suo corpo per raggiungere scopi che si prefigge, come se la vita fosse un lavoro o qualcosa da conquistare invece che contare i minuti che ti separano dalla pausa pranzo Chissà se queste donne si ricorderanno un pò di me Erika, Monica, Cloud, quella puttana di Alessandra, o più probabilmente sono stato uno dei tanti, anche un pò strano, decisamnete strano. Non poteva che essere così, non poteva che essere altrimenti. Io non me le dimentico, ma adesso si tratta di pensare a come fare un pò di soldi, perchè così non si può più vivere.
E così alla fine invece non ho più voglia di fare niente, nemmeno di soffrire, che lei si faccia la sua maledetta vita fatta di aperitivi e vernissage con improbabili promettenti artisti (quello che a lei interessa è che siano prestanti e promettenti a letto) e io chiuso qui a scrivere di lei, di un noi che non c'è più e dell'ormai mio viscerale odio per lei. Non ho nemmeno voglia di andare verso casa sua magari per vederla baciarsi con un altro, non ho voglia nemmeno di pensarla, benchè il pensiero di lei, mi sopraggiunga alla testa, non ho voglia di niente. Guardo la mia casa che in parte ho trasformato e mi sento più vivo, più libero senza di lei. Non ci metterò qualche settimana a trovare una nuova donna, come lei farà molto facilmente. Diceva tanto di amare il suo ex e poi eccola con le mano contro il muro il sedere proteso, tutta pronta a essere penetrata e fremente e poi dice di amare il suo ex. La bocca corrucciata in un espressione di sesso. Basta pensare a lei, Andrea, ma poi mi accorgo che a parte vedere lei, fare l'amore con lei, non ho fatto niente in quest'anno, se non scrivere un pò. Bisognerà ricominciare tutto, reinventare tutto ancora una volta, ma questa volta sento che la stanchezza è tanta, mi sopraffa. E io allora decido che il tempo deve fare il suo corso e anche se sono sicuro che il mio tempo sarà più lento del suo, ne uscirò, prima o poi ne uscirò. D'altronde non era vero amore quello che la legava a me, ma soltanto un desiderio di cambiamento, stanchezza del suo ex, voglia di vivere ancora. Per me era la sostituta della mia cara moglie, all'inizio accolta con sospetto, poi col tempo le ho voluto bene e poi la ho amata. Poi la gelosia, il senso del possesso e la inevitabile rottura dei rapporti. Vorrei che non cambiasse più niente nella mia vita, vorrei che restasse tutto uguale per sempre. Non voglio altre gioie, altri dolori, altre prove da superare, altre donne da conquistare, non voglio niente. Voglio solo godermi il mio bilocale artisticamente dipinto, con i miei vestiti sparsi ovunque, le cicche di sigarette nei posaceneri, i segni degli amici che passano, i materassi da ripulire del mestruo lasciato da lei e dalle altre prima di lei. Oggi non ho voglia nemmeno di vedere Joe Munnezza, che comunque è a casa e non in strada come al solito, non ho minimanete voglia di vedere mio padre, di sentire parlare del papa e degli idioti alla radio che si susseguono ora dopo ora. Ho voglia di me, di quell'autentico Andrea che con calma esce sempre dalle situazioni più difficili anche quando sembra che vi stia afossando dentro, in realtà sta scavando l'uscita dall'altra parte. Non voglio più cambiare niente della mia vita, voglio che rimanga così per sempre come questo attimo, indefinito e infinito allo stesso tempo. Voglio darle una lezione a questa pseudo-artista da quattro soldi con le mie parole, la mia voce e le mie urla che riecheggino forti e chiare nella sua testa. Voglio quello che mi spetta nella vita emi sembra sia giunto il momento di prenderselo. Apro un libro a caso, il titolo del capitolo è la Ricerca dell'Armonia: in un età che si fa coincidere con l'origine dell'umanità, l'uomo viveva in armonia con la natura, di una vita ricca, piena e felice, nella quale materia e spirito non erano divisi, la ragione non si opponeva al sentimento, la realtà al desiderio. L'uomo ha perduto questa condizione e ora si sente come esiliato. Dalla opposizione primigenia fra spirito e natura si dirama una serie infinita di antinomie che lacerano dolorosamente la coscienza. Lo sforzo dell'uomo romantico è quello di superare questo stato d'infelicità. Non è più possibile tornare a quella condizione primigenia, ma è possibile trovare una sorta di armonia tra le dissonanze.


Il Tempo, la Storia, la Memoria: Monica verrà spazzata via da tutto questo, già i corvi disegnano cerchi concentrici sul suo palazzo sopra il bar tabacchi, quello che mi vende le sigarette tutte le mattine. Non rimarrà nulla di lei, un pensiero, un azione, un compromesso, un gesto, un indefesso compiersi della sua rovina: quella è la sua vita, nel vano tentativo di capire, di capire qualcosa di inafferrabile quale è la vita stessa.L'istantaneo idiota definitivo, forse odio te per non odiare me e le tue donne per non odiare le mie. Ad Amsterdam si respirava bene, l'aria del Nord, il cielo era pulito. Cloud mi scade giorno dopo giorno, mi sembra sempre più egoista, pressapochista, abituata a pensare solo a sè. E' giusto che vada a lavorare e capisca come va la vita e io invece vivo solo per Burgos. Fosse per me non scriverei più, mi lascerei andare nel letto a pensieri di abbandono, ma ancora una volta raccolgo le forze che mi sono rimaste e cerco di dire qualcosa di sensato. Qualcosa che non ascolterà mai nessuno. Io non capisco perchè tutti ascoltano Matteo e a me nessuno mi presta ascolto. Forse perchè sono l'uomo degli aperitivi, degli incontri fugaci, di una vita che va troppo lenta per me che devo stare qui a fare compromessi pure con l'unica persona che pensavo non mi avrebbe mai tradito nella vita. Sembra quasi che sia ora di mettere la testa a posto nella vita quando non ho combinato un bel niente di niente. Niente di interessante, niente che sia degno di nota: non c'è una serata di questi ultimi 10 anni che io riesca a ricordare come speciale, tante serate offuscate dalla nebbia dei farmaci, delle sessioni in studio disperate, editori che ti chiedono soldi per pubblicare i tuoi libri, tu che vuoi soltanto dire qualcosa, ma in realtà veicolore la noia non è una questione semplice. Tutti al loro posto, ogni giorno, io che non riesco a trovare una donna che mi soddisfi pienamente. Il povero Fritz ambiva soltanto a una donna e uno stipendio e io l'ho distrutto, perchè i suoi orizzonti non erano i miei. Insegnare agli altri? Cosa c'è da in segnare ? Niente, è tutto scritto nell'esperienza. Di lavorare non ho più voglia, non ho più voglia di niente di niente. Più niente da dire con nessuno: gente che non ti risponde più al telefono, perchè è stanca di sentirti stanco e tu sei stanco di vedere gli altri rovinarsi così e in realtà non vuoi nient'altro che non scivolare in quella spirale che ti assorbe fino alle ossa.
Il cartello fuori dal bar diceva "Anguria fresca". Io entro c'è lei come al solito prominente nei suoi modi e nel suo corpo sinuoso. E' brasiliana, mi hanno detto: si chiama Darlin . Mi viene in mente la cameriera brasiliana della favelas di San paolo: Vao, mi ricordo ancora il suo nome. E poi penso ancora a tutte quelle volte che penso a Cloud. Cloud che se na va in traghetto, in gonnella e con il suo eternamente sorriso da troia. Sta andando a Ibiza, ma io ci sono già stato prima di lei, non può neanche battermi in velocità. Ci proverà a farlo, ma senza riuscirvi. Le lenta agonia dei tuoi fiori, delle tue parole d'amore che non ci sono più. Il mio lento e inesorabile distruggermi in giorni che non offrono nulla se non noia ed accettazione dell'esistente. Mi trasformano in un fermo immagine, ma mi brucio, li brucio all'istante. "Sono fatti miei, che vedo e chi non vedo, e comunque te lo sto ancora dicendo". E' la fine dei giorni del nostro amore. Poi decisi di scriverle una lettera, una lettera che lei leggerà distrattamente in cucina, mentre io aspetto sospirando. E' tutto così, ridicolo, ma è vero: è veramente così. La lettera recita testualmente:
"Amore mio, lo sai che stavo male, e io te l'ho dimostrato. Ma ti amo e non riesco a stare senza di te. Dopo due giorni che non ti sento, mi manca l'aria: è vero le nostre vite si stanno dividendo, ma io, non riesco ancora ad accettarlo. Tu sei e sarai uno degli amori più grandi della mia vita, e le lacrime mi scivolano dentro mentre scrivo queste parole, ma è così, non so quanto durerai, perchè sei leggera come un fiore esposto alle incurie del tempo e ai colpi del destino. Volevo prendermi cura di te, ma tu sei volata via, troppo lontano da me, volevi non essere vista, mentre qualcosa sarebbe puntualmente successo, perchè succede sempre.. Lei però inizia a far parte delle tipe che odio, la telefonata conciliatrice va male, non ci capiamo, non basta il maledetto credito e le parole rimangono sospese nell'etere per sempre. Con lo stesso ardore con cui ci siamo incontrati, ora ci stiamo dividendo, questa volta per sempre, e gli amici invidiosi scompaiono, comparsi soltanto per rovinarti un'altra storia d'amore. Mi manchi, no mi manca Fabio. Certo che mi piaci ancora, no ma Fabio ogni tanto mi manca, sai 14 anni assieme. E poi lui lavorava, portava i soldi a casa, tu cosa fai? Io sopravvivo con la mia invalidità ed esco da un matrimonio disastroso, te l'avevo detto che con Eliona era andata così. Lo sapevi. Te l'avevo espressamente detto di non cominciare una storia se doveva essere una cosa così, tanto per uscire dal tuo passato: Ma da sola non ce la facevi a liberarti di lui. E quindi hai scelto me per poi costruirti una nuova vita fatta su misura per te. Senza me. Che cuore che hai, che senso dell'opportunismo, come mi hai lasciato nella merda. Forse ero troppo banale per Cloud, troppo banale per il suo essere delicato e schivo. Ma niente, lei di fronte alla mia bellezza e al mio fascino non ha capito più nulla e questa è la situazione nella quale ci troviamo adesso, che siamo in tre e non più in due in questa storia e io me ne tiro volentieri fuori.



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