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Auschwitz


Bisogna sperare che qualcosa succeda, in questo squallido meandro della psichiatria, dove una tale educatrice è capace di metterti in crisi per lo stile di vita che fai, perchè non lavori e mi dà fastidio la dipendenza dai farmaci, il fatto di non potere fare nulla, ma veramente nulla per cambiare la situazione. O forse sono io che sto invecchiando e non sono più capace di cambiamenti? Non credo, altri riescono a cambiare la propria vita in ogni momento sono i farmaci e poi questa gente in divisa da salveremo il mondo si crede tanto importante e tanto utile, ma non capiscono che sono dei rifiuti della società, peggio di noi perchè si accaniscono su di noi e lo fanno senza pelle addosso, ringhiandoti addosso condotte e stili di vita impeccabili in cui il colpevole sei sempre tu e mai loro. Non riesco più a pensare come prima o agire come prima e questo loro non lo sanno, sanno soltanto che devi essere guidato verso una vita normale, quelli del CAD sono dei veri idioti in questo e ieri si sono dimostrati così una volta di più: con l'educatrice che si accaniva su di me, un grosso malinteso, ma io sono stanco di essere gentile con tutta questa gente che non si merita niente. Parlando con lo Zamba ieri ho avuto una sensazione di comprensione. Quanto è umano lo Zamba quanto siamo stati e siamo ancora amici, con me che sono piombato a San Giuliano nel bel mezzo della mia vita. Sono stanco di imbonitori, di gente che ti spegne il cervello, quando il mio cervello funzionerebbe benissimo da solo. Mi chiedo come certa gente faccia a essere così idiota, crede di far bene il proprio lavoro, ma per me che ho fatto l'educatore per 10 anni sono soltanto una massa di imbecilli. Ritorniamo allo Zamba e alla sua umanità. MI parla di Auswitz dove ssiamo stati più di 20 anni fa, a quella sensazione a quell'odore di carne bruciata che ancora trasudava dai muri e mi racconta un aneddoto che non mi ricordavo: "Ti ricordi quando siamo entrati di notte nel lager pagando la guardia e l'effetto di terrore che ne avevamo?" Sinceramente al momento non mi ricordavo niente, ma stanotte ripensandoci mi viene in mente qualcosa così come abbiamo parlato del museo di Auswitz con le scarpe, gli occhiali e tutti gli effetti personali accatastati in degli enormi contenitori trasparenti così che potessero essere visti dai visitatori. Quella matassa di occhiali, mi toccai i miei poi andai verso il muro di una delle fornaci e annusai il muro che trasudava ancora un odore acre di carne bruciata. Carne Ebrea. Ed è così in parallelo che penso alla mia carne che languisce sotto il peso dei giorni e dei farmaci che sono costretto a ingurgitare per dare ragione a questi idioti e mi sono così perso una gran fetta di vita. E chi me la restituisce? Chi mi restituisce tutti questi anni? L'educatrice del CAD e la sua stupida e odiosa vita, così banale da appiattire un cervello già avvizzito. Purtroppo anche scrivere in queste condizioni è difficile, così come è difficile vivere.

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