E quella tipa che mi sono portato a letto a una festa dopo aver bevuto 10 cuba libre e rischiato il coma etilico. Lei aveva un braccio rotto, ma danzava, si dimenava, era come una calamita per me. Erika con il suo nuovo fidanzato assisteva a tutta la scena, senza particolari espressioni. Comunque ho smesso di bere, sono un uomo (quasi) consapevole che deve preservarsi se non vuole morire giovane. Tra un pò di albe saranno 44, ma manca ancora tempo per fortuna. Io avevo preparato la zaino, ma quel viaggio in treno proprio non lo voglio fare. Sento Joe sbuffare ancora dietro di me, alle mie spalle che mi spinge verso determinati comportamenti sbagliati. Vi scrivo da un anglo remoto di civiltà dove il fumo rende ciechi e la luce del sole è abbagliante. Da un angolo visuale in cui Joe Munnezza trova le sue strategie di sopravvivenza, Konstant ha il suo stile e si è fatto la sua vita e io sono andato avanti dritto, come se niente fosse. Sono merdionale, scrivo a braccio. Mi immaginavo passeggiare con Lei sotto il ponte di Manhattan, la mattina col primo sole, i soliti giornali svolazzanti e qualche cestino bruciato dai vandali e dal tempo. La mia educatrice, è brava: fa telefonate , turni, è presente e mi dice pure che vado bene così, guardare sempre avanti, non sempre facile, ma necessario. Mi immagino la fermata di Gavirate da dietro il finestrino: non la vedrò e nemmeno Andrea e la sua casa. Posacenere fuori, vicina con due figli che Andrea ogni tanto, prima del secondo parto, seduceva diciamo. Molto libero, mi ricorda la mia fase precedente. Finchè gli va bene è tutto a posto, spero che non giri la Fortuna per me e per lui. Sono andato avanti, troppo avanti con il pensiero e mi sono già prefigurato scene da romanzo rosa-catastrofico, non so cosa voglia dire, ma è così. Non pensavo ai soldi Burgos, proprio non ci pensavo, sei tu che ci hai sempre pensato e orientato le tue scelte in tal senso. Certo mi piace vivere bene, ma è difficile, è così. Io vengo dai centri Rousseau e noi la vita la abbiamo sempre interpretata così: che periodo bellissimo della mia vita i centri Rousseau, anche molto formativi da un punto di vista professionale e umano. Andare in Nepal è stata un pò la mia rovina, c'è chi dice che mi abbia dato una possibilità tipo Burgos, non so di che tipo, con le donne o di impazzire definitivamente. Mi dà dell'alcolizzato e lui penso invece che sia un perbenista, uno che ce l'ha fatta nella vita al contrario di me, che sono ancora qui in affanno dietro alle cose di tutti i giorni. Ma ci sarà un lieto finale? Quest'ansia troverà alla fine qualcosa di positivo. Devi scrivere, se vuoi salvarti devi scrivere ogni cosa che ti passa dalla testa, anche le più futili e non aspettare sempre l'ispirazione di non si sa che cosa o non si sa chi. Fawara è una pedina pericolosa in questo scacchiere, piacevole, ma pericolosa. Mi chiedo fino a dove possa arrivare la disperazione dell'essere umano.
E quella tipa che mi sono portato a letto a una festa dopo aver bevuto 10 cuba libre e rischiato il coma etilico. Lei aveva un braccio rotto, ma danzava, si dimenava, era come una calamita per me. Erika con il suo nuovo fidanzato assisteva a tutta la scena, senza particolari espressioni. Comunque ho smesso di bere, sono un uomo (quasi) consapevole che deve preservarsi se non vuole morire giovane. Tra un pò di albe saranno 44, ma manca ancora tempo per fortuna. Io avevo preparato la zaino, ma quel viaggio in treno proprio non lo voglio fare. Sento Joe sbuffare ancora dietro di me, alle mie spalle che mi spinge verso determinati comportamenti sbagliati. Vi scrivo da un anglo remoto di civiltà dove il fumo rende ciechi e la luce del sole è abbagliante. Da un angolo visuale in cui Joe Munnezza trova le sue strategie di sopravvivenza, Konstant ha il suo stile e si è fatto la sua vita e io sono andato avanti dritto, come se niente fosse. Sono merdionale, scrivo a braccio. Mi immaginavo passeggiare con Lei sotto il ponte di Manhattan, la mattina col primo sole, i soliti giornali svolazzanti e qualche cestino bruciato dai vandali e dal tempo. La mia educatrice, è brava: fa telefonate , turni, è presente e mi dice pure che vado bene così, guardare sempre avanti, non sempre facile, ma necessario. Mi immagino la fermata di Gavirate da dietro il finestrino: non la vedrò e nemmeno Andrea e la sua casa. Posacenere fuori, vicina con due figli che Andrea ogni tanto, prima del secondo parto, seduceva diciamo. Molto libero, mi ricorda la mia fase precedente. Finchè gli va bene è tutto a posto, spero che non giri la Fortuna per me e per lui. Sono andato avanti, troppo avanti con il pensiero e mi sono già prefigurato scene da romanzo rosa-catastrofico, non so cosa voglia dire, ma è così. Non pensavo ai soldi Burgos, proprio non ci pensavo, sei tu che ci hai sempre pensato e orientato le tue scelte in tal senso. Certo mi piace vivere bene, ma è difficile, è così. Io vengo dai centri Rousseau e noi la vita la abbiamo sempre interpretata così: che periodo bellissimo della mia vita i centri Rousseau, anche molto formativi da un punto di vista professionale e umano. Andare in Nepal è stata un pò la mia rovina, c'è chi dice che mi abbia dato una possibilità tipo Burgos, non so di che tipo, con le donne o di impazzire definitivamente. Mi dà dell'alcolizzato e lui penso invece che sia un perbenista, uno che ce l'ha fatta nella vita al contrario di me, che sono ancora qui in affanno dietro alle cose di tutti i giorni. Ma ci sarà un lieto finale? Quest'ansia troverà alla fine qualcosa di positivo. Devi scrivere, se vuoi salvarti devi scrivere ogni cosa che ti passa dalla testa, anche le più futili e non aspettare sempre l'ispirazione di non si sa che cosa o non si sa chi. Fawara è una pedina pericolosa in questo scacchiere, piacevole, ma pericolosa. Mi chiedo fino a dove possa arrivare la disperazione dell'essere umano.
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