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I giorni



Raggiunti livelli di stanchezza improponibili quando sono tornato dalla Palestina e adesso in generale nella vita sono ovviamente impazzito. L'inverno sta finendo, ci sono le prime giornate di sole un pò più lunghe di quelle invernali, sono andato al lago con Andrea e lui aveva un pò un piglio fastidioso, da padrone di casa, ma è sempre divertente andare in giro con lui. E' attivo, dinamico, sono andato a fare una passeggiata nel bosco da solo e ho sentito dopo tanto tempo il profumo della libertà del singolo sul mondo. Passa Fawara, sento che non gli voglio più bene come prima, è molesto, mi dà fastidio, è uno di strada, io sto cambiando, in questo periodo sto cercando di capire Joseph, dopo il nostro incontro in comunità e gli anni dell'infanzia passati assieme,non capisco esattamente il suo stato d'animo di finto menefreghismo o forse più semplicemente di amore verso sè stessi tale da escludere qualsiasi altro essere umano. All'inizio la consideravo un idea folle, ma poi ho capito dopo tutti i passaggi in questa casa che può essere un idea che ha senso. Il senso, quanto pregni ne dovremmo essere per vivere appieno la nostra esistenza. La sveglia con Time , nel sottoscala, quella corsa frettolosa verso i l bagno al piano superiore, quando nella notte non mi svegliavo ubriaco e pisciavo direttamente nella grata di scolo. La stanchezza sembra svanita. Mi sto umiliando troppo di fronte al mio nemico personale, ne ho parlato troppo: "E' soltanto un fascistello travestito da bravo ragazzo, con la testa a posto e così che va avanti". Così la penso e ora mi fumo una sigaretta. Sballottolato di qua e di là per circa un quindicennio cerco un punto di identità gravitazionale, qualcosa che non mi faccia oscillare così tanto tra situazioni e persone. Il mondo così come lo avevo lasciato così è rimasto, sono io che sono cambiato. L'amicizia con Franco è finita, ma continuo a gravitare nell'area di Gavirate-Laveno comunità-casa di Andrea. Non so se andarci domani, ho voglia solo di mangiare e di dormire, non so s e ho voglia di fare il viaggio in treno anche se so che devo sforzarmi. Lei lo faceva apposta a farmi perdere i lavori, non so perchè ma è così. Ogni lavoro nuovo che trovavo mi durava al massimo un anno e così è andata. Come il Nepal che grazie a lei è colato a picco e io con esso. The friends surround me: gli amici mi deridevano immaginando cosa avrei scritto. "Bisogna scegliere da che parte stare e che cosa fare" disse Lei. Sempre Lei. Lei e la Palestina.
E quella tipa che mi sono portato a letto a una festa dopo aver bevuto 10 cuba libre e rischiato il coma etilico. Lei aveva un braccio rotto, ma danzava, si dimenava, era come una calamita per me. Erika con il suo nuovo fidanzato assisteva a tutta la scena, senza particolari espressioni. Comunque ho smesso di bere, sono un uomo (quasi) consapevole che deve preservarsi se non vuole morire giovane. Tra un pò di albe saranno 44, ma manca ancora tempo per fortuna. Io avevo preparato la zaino, ma quel viaggio in treno proprio non lo voglio fare. Sento Joe sbuffare ancora dietro di me, alle mie spalle che mi spinge verso determinati comportamenti sbagliati. Vi scrivo da un anglo remoto di civiltà dove il fumo rende ciechi e la luce del sole è abbagliante. Da un angolo visuale in cui Joe Munnezza trova le sue strategie di sopravvivenza, Konstant ha il suo stile e si è fatto la sua vita e io sono andato avanti dritto, come se niente fosse. Sono merdionale, scrivo a braccio. Mi immaginavo passeggiare con Lei sotto il ponte di Manhattan, la mattina col primo sole, i soliti giornali svolazzanti e qualche cestino bruciato dai vandali e dal tempo. La mia educatrice, è brava: fa telefonate , turni, è presente e mi dice pure che vado bene così, guardare sempre avanti, non sempre facile, ma necessario. Mi immagino la fermata di Gavirate da dietro il finestrino: non la vedrò e nemmeno Andrea e la sua casa. Posacenere fuori, vicina con due figli che Andrea ogni tanto, prima del secondo parto, seduceva diciamo. Molto libero, mi ricorda la mia fase precedente. Finchè gli va bene è tutto a posto, spero che non giri la Fortuna per me e per lui. Sono andato avanti, troppo avanti con il pensiero e mi sono già prefigurato scene da romanzo rosa-catastrofico, non so cosa voglia dire, ma è così. Non pensavo ai soldi Burgos, proprio non ci pensavo, sei tu che ci hai sempre pensato e orientato le tue scelte in tal senso. Certo mi piace vivere bene, ma è difficile, è così. Io vengo dai centri Rousseau e noi la vita la abbiamo sempre interpretata così: che periodo bellissimo della mia vita i centri Rousseau, anche molto formativi da un punto di vista professionale e umano. Andare in Nepal è stata un pò la mia rovina, c'è chi dice che mi abbia dato una possibilità tipo Burgos, non so di che tipo, con le donne o di impazzire definitivamente. Mi dà dell'alcolizzato e lui penso invece che sia un perbenista, uno che ce l'ha fatta nella vita al contrario di me, che sono ancora qui in affanno dietro alle cose di tutti i giorni. Ma ci sarà un lieto finale? Quest'ansia troverà alla fine qualcosa di positivo. Devi scrivere, se vuoi salvarti devi scrivere ogni cosa che ti passa dalla testa, anche le più futili e non aspettare sempre l'ispirazione di non si sa che cosa o non si sa chi. Fawara è una pedina pericolosa in questo scacchiere, piacevole, ma pericolosa. Mi chiedo fino a dove possa arrivare la disperazione dell'essere umano.

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