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Sogni II

Continuano i sogni strani. Questa notte ho sognato la mia amica giornalista che mi provocava, aveva i capelli rasta e sembrava uscita da un centro sociale, mi offriva qualcosa da fumare e un preservativo per intenderci e io la seguivo all'interno di una casa che era la solita casa strana, di quelle che compaiono solo nei sogni, con il parquet che scivolava dal pavimento e le assi che si sfaldavano in continuazione. Comunque. Anche lei scivolava sul pavimento, io la tenevo per le gambe. Mi sento debole stamattina, dopo questo sogno, perchè mi ha ricordato di quanto amassi ai tempi la mia amica giornalista, lei e i suoi capelli rossi, il suo sesso ricoperto di peli rossi. Mi sento debole e mi lascio andare alle considerazioni più generali, più universalistiche, di quanto il mondo sia contrassegnato da deboli e forti, di come banalmente i deboli soccombono o cercano nuove vie di sopravvivenza, io l'ho trovata attraverso la scrittura, di come la disperazione umana ti porti alle volte a fare delle cose che non faresti mai, di quanto questi estremi li paghi sulla tua pelle. La psichiatria è un estremo in questo senso, è la più alta forma di malessere che un uomo o una donna possa sperimentare, è l'estremo tentativo di sopravvivenza di noi stessi di fronte a un mondo che rifiuta le nostre scelte & le nostre reazioni a scelte sbagliate, oramai obbligate e il nostro essere che non ce la fa più a perseguire tali scelte. La rossa giornalista ce l'ha fatta, anche il pazzo del CRA ce l'ha fatta, l'ho visto ieri, con i suoi disegni sempre uguali un pranzo scroccato al CRA e una cena al fratello che lo asseconda pazientemente.Pacchetto di sigarette sempre pieno e la doccia non se la fa mai. Quanto non lo sopporto con la sua aria da finto artista consumato quando è soltanto un buffone col cappello. Io sono uno di quelli che sente giorno dopo giorno le proprie energie venire meno, il mondo degli ideali abbassarsi a una mera rappresentazione dell' esistente o forse sto sempre meglio, da un certo punto di vista e scelgo meglio il mio tempo, il mio tempo che è fatto di cose e parole sempre più intime, sempre più legate all'essenza del mio essere che rimane preziosa, incolmabile di sofferenza acuta, violenta nel suo manifestarsi e poi niente, calmata dai farmaci, rendendo più dolce il finale di vita. E' tutto fermo da 14 anni, colpa di questi psicofarmaci: "Ma se li prendi vuol dire che ti servono". Niente di più falso, a me serve un lavoro. Poi ci penso meglio e capisco che non ho voglia di fare niente, che Jim è diventato una persona falsa e ipocrita, con il suo "prenditi le medicine" che serve soltanto a magnificare sè stesso e a infangarti. Jim è così. Deve viversi la sua vita e non vuole ostacoli sul suo percorso. Hai ragione Jim siamo lontani dalle serate di un tempo, anche se queste spesso attraversano le mie notti.

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