Non lo sai come va la vita, non lo sai come va veramente, ti sembra di fare delle mosse e poi succedono delle cose che scompaginano le carte, compaiono gli ostacoli, i surrogati diventano miracoli, per qualcuno anche scrivere basta, a me invece non basta piu', io voglio essere ricco, ma mi accontento di scrivere. Ricco dentro, ricco fuori, ricco ovunque e non vedere la miseria del CRA un giorno sì e uno no. In questa settimana un pò primaverile dove chi ha buttato dalla finestra la propria sorella esce a passeggiare con quella dal bel culo, che ha per metà sgozzato il figlio. Gente così trovi in Comunità. Sono lì e io sono andato a trovare gente. Pazzesco. E io che dovrei essere nei cocktail bar, come nei vecchi tempi e nei vecchi film. Sono andato a farmi un giro in centro e le ragazze sono decisamente più giovani. E belle. Molto belle. Sto iniziando a invecchiare. Mio padre si sbagliava sul conto di Erika, la dovevo sempre difendere durante i nostri infiniti pranzi, ma su alcune cose aveva anche ragione. Sul fatto che fosse furba per esempio, ma tutte le donne sono furbe. Anche adesso è una battaglia continua con mio padre, ma è quella della sopravvivenza. Dovrei elaborare nuove strategie, smettere di scrivere e invece mettermi a pensare. A pensare a tutte le cose che avrei potuto fare in questi anni e anche a quelle inaspettate che sono successe. Erika è una magia strana, con i suoi occhi neri. Grandi. Occhi di puttana riconciliatasi con il mondo. Se penso a quei tempi mi viene nostalgia, forse pure esagerata di un bel periodo della mia vita e di una persona un pò ingenua, ma in fondo bella, ma è tutto quello che mi si è creato attorno, il vuoto che mi hanno creato attorno a spaventare per la sua crudezza. Erika. Lei ce l'ha fatta. E' riuscita a far andare la propria vita dove voleva. Eppure quel sesso così scontato mi ha allontanato da Lei e dai progetti di una vita assieme. Sembrava tutto facile, nuove ragazze, nuove situazioni, ma non lo sai mai come va la vita. Incontri una isterica che ti rovina la vita per 5 anni e altri 5 anni della tua vita sono passati e li hai persi dietro un corpo seducente ma malefico. Vorrei poter dire di esserne uscito con eleganza, ma non è così. Ho insultato & distrutto i miei nemici finchè ho potuto e continuerò a farlo finchè ho fiato in vita. Ai miei ex amici non posso che augurare he le cose vadano male, che gli succeda qualcosa di brutto così magari capiscono cos'è la vita e che non è tutta una festa, così come la festa la avevano fatta a me ai detti tempi. Per il resto che dire, si scorre incosapevoli e tranquilli, in attesa dei nuovi colpi che la vita sembra pronta a sferrarti.
IL RUMORE DEL VUOTO L'appartamento era ancora pieno di lei. L'odore del suo balsamo aleggiava nei cuscini, la tazza con il segno del suo rossetto stava ancora sul tavolo. Eppure, lei non c'era più. Se ne era andata quella mattina, chiudendo piano la porta, senza sbatterla. Non c'erano state urla, nè pianti disperati. Solo un silenzio che aveva scavato dentro più di mille parole. Lui era rimasto lì in piedi, senza sapere cosa fare. Aveva pensato di chiamarla, ma sapeva che sarebbe stato inutile. Lei aveva deciso. E quando qualcuno decide di andarsene non c'era più niente da fare. Si era seduto sul divano, fissando un punto indefinito del muro. Il ticchettio dell'orologio sembrava scandire il tempo di una vita che da quel momento sarebbe stata diversa, ma uguale a tutte le altre.Il copione si ripeteva. L'inizio, l'entusiasmo, le promesse, le prime crepe, il dolore. E ora questo:il vuoto. Aveva amato?Si, eppure questo non bastava, non bastava mai. Il ciel...
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