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Jim


Fa bene Jim a non calcolare più nessuno quando gli altri semplicemente ti fagocitano. Con un momentaneo lampo di lucidità assisto al lento sgretolarsi del mio cerchio di amicizie: quello che si paga i libri, l'infermiera per nulla disinteressata e piena di sè stessa, il vecchio Jim oramai soltanto un bel ricordo. A questo ti devi abituare Andrea sono soltanto bei ricordi, perchè nessuno ti salva e allora salviamoci da soli, iniziamo a diminuirci la terapia, smettiamola con l'alcool, no un lavoro no, mi ha veramente stancato lavorare, meglio una vacanza. Sento Jim e siamo concordi sul fatto che i bei tempi siano andati, i tempi delle passeggiate con  il suo cane nel parco vicino casa sua , delle mille chiacchiere e delle infinite risate. Vedi Erika sei riuscita a strapparmi via tutti con la tua versione dei fatti, ma non Jim: lui mi ha creduto quando gli dicevo che soffrivo per te. I bellissimi pomeriggi passati assieme saranno per sempre nostri. Jim,gli anni son passati e tu non ti sei più visto. Io spesso ti sogno di notte,in feste e cose del genere. Ma tu non ci sei mai. E non ci sei mai perché il tempo ci sfugge via; tu giustamente artefice del tuo destino che ti ha portato solo Fortuna & Benessere. E quindi vivi felice con la tua famiglia e non ti curi più dei vecchi amici,che un giorno o l'altro risorgeranno dalle loro incurie come hai fatto tu con le tue. Ti ricordi del divano dove eri sprofondato in campagna, in una villa col cane e tu nel salone di questo immenso divano nero su cui giaceva la tua folta chioma? Così ora sono io nella mia vita.

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  IL RUMORE DEL VUOTO L'appartamento era ancora pieno di lei. L'odore del suo balsamo aleggiava nei cuscini, la tazza con il segno del suo rossetto stava ancora sul tavolo. Eppure, lei non c'era più. Se ne era andata quella mattina, chiudendo piano la porta, senza sbatterla. Non c'erano state urla, nè pianti disperati. Solo un silenzio che aveva scavato dentro più di mille parole. Lui era rimasto lì in piedi, senza sapere cosa fare. Aveva pensato di chiamarla, ma sapeva che sarebbe stato inutile. Lei aveva deciso. E quando qualcuno decide di andarsene non c'era più niente da fare. Si era seduto sul divano, fissando un punto indefinito del muro. Il ticchettio dell'orologio sembrava scandire il tempo di una vita che da quel momento sarebbe stata diversa, ma uguale a tutte le altre.Il copione si ripeteva. L'inizio, l'entusiasmo, le promesse, le prime crepe, il dolore. E ora questo:il vuoto. Aveva amato?Si, eppure questo non bastava, non bastava mai. Il ciel...

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 Dopo aver vagato per anni nella mia mente e cercando nuove esperienze attraverso l'utilizzo di droghe che espandessero e dilatassero la mia coscienza, mi sono reso conto di quanto queste possono anche distorcela, rimandando una percezione alterata della realta'. Le paranoie, la rabbia presente in questi scritti, la falsa percezione della realta' derivavano tutte da quello. Alla fine sono solo un povero idiota, ma anche un grande scrittore. La rabbia sta svanendo e sta nascendo un forte bisogno, anzi non bisogno direi proprio voglia di amare: qualcuno, qualcosa, me stesso. Aveva ragione Monica che dovevo fare un lungo percorso. Chissa' se a me ogni tanto ci pensa ancora senza odiarmi o disprezzarmi. L'odio potrei anche accettarlo, perche' io stesso per primo l'ho riversato su di lei, ma il disprezzo non lo accetto. Non me lo merito. Io mi merito di essere ascoltato e letto e vissuto come un libro aperto. 

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