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Luglio


Per capire quello che c'è da capire dovrei andare sempre in giro. Attraversare lo spazio, vagabondare nei parchi in cerca di ombra. Oggi l'ho fatto e ho capito quanta strada c'è ancora da fare. Non per consegnare qualcosa ai posteri, ma per il qui e ora. Non è stato tutto una merda, nodavvero, oggi Monica me l'ha fatto capire più di quanto immaginassi. Per come era finita pensavo di non vederla mai più, invece la incontro spesso. E cosa penso. Penso che sia affetto sincero il suo. Anche il mio.Stavo dormendo, poi voci di gente che rideva mi hanno svegliato. Fritz il lavaculi. Però bisogna portargli ripetto, anche se non lo meriterebbe, dati certi comportamenti, va rispettato. Franco e Carlo, ex compagni di Itaca, pensano ai soldi e fanno bene e ci sono riusciti. I tempi itaca: sono già passati sei anni e mi ricordo che nell'ultima conversazione telefonica con Carlo, finita male lui mi disse che dovevo trovare la forza di alzarmi al mattino, senza se e senza ma."Ma vatti ad alcolizzare in un cinema porno" mi disse, sapendo che io andavo a donne, bevevo e me la passavo così.
Stanchezza, tanto sonno stamattina, occhi gonfi. Gli artisti impazziscono, quindi ne deduco che sono un artista anch'io. Ma cosa posso dire che non ho già detto. Che ho dato "in prestito" la chitarra a mio fratello, sperando che ne faccia buon uso e impari qualcosa. Però è bravo mio fratello, sono fiero di lui. Erika col suo "non voglio più vederti nè sentirti" malcela i suoi veri sentimenti, mente a sè stessa e mi relega in uno spazio in cui non possa essere vissuto, contemplato in divenire. Non ti vengo a cercare Zamba perchè, non lo so nemmeno io, forse l'ultima volta non fluiva energia.Sono successe parecchie cose, sono successe, ma anche niente volendo, piccoli mutamenti di situazione. E per ultimo Fritz, su cui non voglio spendere una parola.Se faccio l'intellettuale non riesco a essere anche pratico, non ci riuscirei comunque. Ma questo lei non lo capisce.

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  IL RUMORE DEL VUOTO L'appartamento era ancora pieno di lei. L'odore del suo balsamo aleggiava nei cuscini, la tazza con il segno del suo rossetto stava ancora sul tavolo. Eppure, lei non c'era più. Se ne era andata quella mattina, chiudendo piano la porta, senza sbatterla. Non c'erano state urla, nè pianti disperati. Solo un silenzio che aveva scavato dentro più di mille parole. Lui era rimasto lì in piedi, senza sapere cosa fare. Aveva pensato di chiamarla, ma sapeva che sarebbe stato inutile. Lei aveva deciso. E quando qualcuno decide di andarsene non c'era più niente da fare. Si era seduto sul divano, fissando un punto indefinito del muro. Il ticchettio dell'orologio sembrava scandire il tempo di una vita che da quel momento sarebbe stata diversa, ma uguale a tutte le altre.Il copione si ripeteva. L'inizio, l'entusiasmo, le promesse, le prime crepe, il dolore. E ora questo:il vuoto. Aveva amato?Si, eppure questo non bastava, non bastava mai. Il ciel...

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 Dopo aver vagato per anni nella mia mente e cercando nuove esperienze attraverso l'utilizzo di droghe che espandessero e dilatassero la mia coscienza, mi sono reso conto di quanto queste possono anche distorcela, rimandando una percezione alterata della realta'. Le paranoie, la rabbia presente in questi scritti, la falsa percezione della realta' derivavano tutte da quello. Alla fine sono solo un povero idiota, ma anche un grande scrittore. La rabbia sta svanendo e sta nascendo un forte bisogno, anzi non bisogno direi proprio voglia di amare: qualcuno, qualcosa, me stesso. Aveva ragione Monica che dovevo fare un lungo percorso. Chissa' se a me ogni tanto ci pensa ancora senza odiarmi o disprezzarmi. L'odio potrei anche accettarlo, perche' io stesso per primo l'ho riversato su di lei, ma il disprezzo non lo accetto. Non me lo merito. Io mi merito di essere ascoltato e letto e vissuto come un libro aperto. 

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 Il solito sabato mattina vuoto e angoscioso. Eleonora è già sveglia e io non la sopporto più nella sua ignorante saccenza. Le Cont che fa minacce, dal fondo della via. Come è misera la vita in questa città senza speranza. È solo brava a parlare, ma solo quello. Non sa fare niente. Nemmeno fare sesso. Monica è mille volte più bella e sensuale di lei. Più sinuosa nei movimenti. È solo una povera mentecatta dell'esistenza. E con lei,  Le Cont triste personaggio che sembra uscito dalle fogne di una metropoli indiana. Le metropoli indiane,tristi scenari dell'umanità più misera,che hanno più dignità di questi personaggi sangiulianesi. Quattro tossici del cazzo, solo pronti a derubati. A spogliarti di tutto. Anche della voglia di vivere. Ribattere colpo su colpo contro la merda che questa donna porta in casa. Questa è la mia battaglia. La gente pretende di fare cose e che non ci siano mai conseguenze. La gente pretende di potersi venire a fare i cazzi propri nella tua vita, nella tu...