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Baciami sul collo

Ci si sveglia così, con un brutto sapore in bocca, occhi nefasti dell'avvenire, di un giorno che sarà, non si sa quando ma sarà così. Forse mi sono rilassato troppo, ho concesso troppo tempo al vizio e alla decadenza degli ideali e mi sono rifugiato nella famiglia-guscio. Fatto sta che mi sento così, infelice e in bilico tra gli anni passati e quelli presenti, non anni veri, ma una semplice conseguenza di quelli felici, passati Vedo tutto nero in questo momento, aanche se so che non è così.La nuova psichiatra fa presto a dire che sarà tutto semplice e meccanico , ma sento che non sarà così. Io non voglio più stare così male come anni fa, io voglio e ne sto venendo fuori. Sento di non avere la forza di affrontare il mio destino e nemmeno quella di prendere in mano ora la mia vita, eppure la devo trovare. Ho lasciato, anzi ci siamo lasciati con Erika come se fosse una cosa non importante, come se si trattasse di un arrivederci e invece era un addio, un addio che pensavo mi avrebbe aperto nuove porte, nuove sensazioni, nuovi odori e invece ho trovato ben poco, rispetto a lei. Poi penso a Giulia, al suo sorriso al nostro incontro, lei con i bambini, io quasi commosso. Il bisogno di registrare tutto forse mi ha rovinato la vita, dovrei lasciare tutto al caso, all'improvvisazione come ho sempre fatto. Quel tavolo azzurro anni '50 dimenticato ora è da Erika, comprato per il mio seminterrato e poi finito a casa sua. Un'altro pezzo di me che se ne va Giulia occhi ovali e scuri, sorriso rassicurante, sempre allegra, sempre bella. Lo stanzino era buio. "Bisogna lavorare di bocca" "Bisogna lavorare di bocca certo". "Come sei volgare""Anche tu amore mio". E ci baciammo così al buio e tutto finì. E' ferragosto, baciami sul collo amore. Mi dico che devo lottare, che devo farcela e ce la farò. Come se fossi abbandonato in un villaggio sperduto, tutti sono andati via e io medito vie estreme, poi riappoggio il lenzuolo al letto e scoppio a piangere perchè non ci credo che le cose possano andare così male. Mi dico addio vita, ma poi la stringo forte, quello che ne rimane.Mi soffio il naso e penso al mare. Il mare dice tante cose, sussurra con le onde. Qui il mare non c'è, ci sono gli scarti umani di San Giuliano. Odio gli alcolizzati di San Giuliano, sono pericolosi, meglio starne alla larga, fanno sempre risse & casini. Io vago così nella nebbia dei ricordi. E mi ricordo di Rimini d'inverno, anche se non ci sono mai stato, me lo ricorda Andrea, il mio amico, quello dei passaggi futuri. Come se non dicesse nulla la sua vita va avanti nel migliore dei modi. Anche la mia non va male, ma sono carente dei fondamentali. Non ho voglia, mi muovo come un ragazzino viziato dai genitori. Andrò a trovarlo Andrea così cucinerà lui per me. E sarà sempre così. Il non senso del senso. Il senso del non senso.Il cercare di trovare tra le pieghe del quotidiano un senso, che quindi ci abbraccia. Lo stanzino è sporco, mio padre un orco buono e Giulia se nè andata offesa dalla mia volgarità. "in nome della nostra amicizia, non essere così volgare". Tutte le piccole cose che ci possono dare gioia le stringo nelle mani e te ne faccio dono, in questa fresca notte di Settembre.

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