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Bisogna ragionare

Bisogna ragionare, bisogna ragionare, disse inspirando una sigaretta a pieni polmoni, la voce gli uscì roca. Io non so come fare, davvero, aiutami, tu ci sai fare con le donne. E' vero, ma mai quanto te nel perderle. Certo, ne ho avute tante. Ma pi dobbiamo pensare a qualcosa di più ampio. Dobbiamo pensare al pianeta, alla plastica, alla spazzatura di Roma, a Arina che a Roma ci va per cantare & altro. Sempre in lustrini, sempre con personaggi famosi. E' una cantante di serie B, ma non nel senso dispregiativo del termine: è brava solo che non è famosa. E' difficile sfondare in quell'ambiente, come nella scrittura serve dedizione , impegno, estro e senso della vita nella sua accezione più ampia. Trump innalza dazi verso i prodotti italiani e noi navighiamo nello smog (al Nord) e nella spazzatura (al Sud). Bisogna ragionare qui davanti alla Tv, senza sapere come andrà a finire. Aumento dell'IVA, nuove tasse, calzini sporchi, ma lavatrice nuova, 7 kg.
Bisogna ragionare. Arina non sarà mai mia. Eppure Arina cerca un uomo più grande, più maturo. Arina quanto mi mancherai nella notte dell'amore. Cerco donne, cerco donne e loro cercano me. Cuore solitario getta la spugna. Cuore solitario cerca nuove vie che non siano le puttane, cerca una donna da amare, cerca la fantasia dei giorni, l'estro del poeta, la finzione dell'amante subdolo, la finzione dello psichiatrico sconfessato, l'Amore con la A maiuscola quello che richiede dedizione e che ha pretese di essere eterno, indissolubile,inscindibile.
Fritz si sforza di essere simpatico , ma non ci riesce, San Giuliano morde il culo ai poveri, noi non ci saremo più, lavatrice da 7 kg rotta in anticipo, lui sempre ispirato perchè sempre con una donna che l'aiutava nel sesso e nella vita quotidiana. Monica? In India a mostrare la sua faccia gonfia di birra e i suoi capelli sempre unti. Arina in lustrini mi appare e canta solo per me. Bei tempi quando c'erano i soldi per tutto e le occasioni non le sfruttavi mai a pieno, ma ci giravi attorno, ci passavi sopra sapendo che sei bello, per essere fedele, che ne avresti avute tante altre e tante altre ancora. Eccolo quel momento è arrivato e io sfuggente mi avvio a cogliere il frutto di quell'attesa. Non lascierò memoria di me? Non lo so se queste parole bastano a rendermi immortale. Di sigarette ne fumo molte, un passato recente disastroso, un futuro immobile, voglia di non fare un cazzo, di starsene sempre in vacanza, bisogno di farsi i soldi, ma non lavorando, per altre vie. Questa vita fantastica che scorre lenta eppure viva, quando finalmente riesco a sentirmi vivo, come in questo momento a dispetto del sommo poeta, del signor encomio e dell'infedele a me , ma fedele a lui amico. La miseria del cieco, gli scarafaggi che gli camminano sulla schiena fino al collo, fino a quando li vedi apparire e uscire dalla sua bocca marcia, con i denti marci per le birre e il resto. Lui se la cava, vive di espedienti, attraverso questi ne uscirà vivo. La bolla di sapone che avvolge i miei giorni è stata spezzata, nuovi stimoli appaiono all'orizzonte e non si chiamano Arina. Arina non sarà mai mia, ma è giusto così: strizzo l'occhio alla fortuna e me ne faccio vanto di ciò che scrivo e ciò che canto. Arina my lover. Spara su Fritz perchè lui sta sparando su di te, spara su Monica perchè lei, più o meno inconsapevolmente spara anch'essa su di te. Voglio una vita facile dove non ci sia la nebbia nè spargimento di sangue, moriremo un giorno, addio morte ti strapperò un altro sorriso, ma il mio sarà più lucente del tuo, navigheremo insieme verso altri lidi Arina: tu invecchierai e sfiorirai , ma io in questo attimo ti colgo per sempre e tu sei mia. Da chi devo essere accettato? Da chi devo essere compianto e commiserato? Comunque un uomo può stare anche senza una donna credo, ma deve trovarsi qualcosa da fare, qualcosa cui tenere, qualcosa per cui vivere. Mi immagino su un monte a pensare ad Arina e a tutte le cose sulla scrittura che potrei dire, ma che poi non dico perchè sono confuso da me stesso e credo anche dai farmaci. Un palliativo eccezionale della vita, un surrogato insaziabile di esistenza. Ne abbiamo passate tante, ma sono ancora qui a raccontare stralci di esistenza, mi sento quasi felice oggi, con o senza Arina tra i piedi. Mentre lei si svestiva in una stanza d'albergo, pensavo al suo passato, alla sua madre schizofrenica morta chissà come, non mi ha voluto dire niente. Mentre si spogliava la guardavo e pensavo ai mesi e alle settimane di attesa che mi avevano separato da quell'incontro. Lei si spogliava ed era divina, unica, con i denti un pò storti ma lo sguardo vispo, elettrico, che ti metteva adrenalina addosso. Conosciuta in chat, conquistata con qualche assolo di chiatarra registrato in malo modo, aveva accettato di vedermi per un caffè. Poi da lì la conquistai con il mio charme. Ma erano altri anni, di charme me n'era rimasto ancora un pò, due o tre anni dopo già posso dire che non è più così. Quello a sfiorire sono stato io Arina, tu sei sempre fresca come la rugiada, come il sole freddo dell'inverno più luminoso che possa esistere. E' questo cui anelo Arina dopo averti conosciuto, una perfetta solitudine che generi giorni altrettanto perfetti, una quiete immutabile che ci salvi dal disagio delle preoccupazioni, dall'affanno della morte. "Ciao Arina, sono Andrea, piacere". "Ciao Andrea felice di conoscerti" Era in minigonna vertiginosa e tacchi alti sopra aveva un corpetto che la stringeva un pò. Si era fatta bella per me.




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