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Uno & Solo

Mi sento finalmente uno e indivisibile, non frammentato in mille pezzi. Non c'è niente che non va & tutto che non va. Sono solo un idiota, è questa la realtà, con l'attenuante di essere vittima delle circostanze che io stesso potevo evitare. Devo essere più forte, più forte di tutto questo dolore strisciante sotto pelle. Pelle che si consuma: compaiono i segni del tempo e solcano la pelle. Basta questa vita in cui devi pregare per esistere, vittima di un padre onnipresente e di una madre ansiosa. Io sono vittima di questo e sto cercando di farvi fronte. Lo vedi lì seduto sul divano al mattino e pensi che sarà sempre così, che la tua vita non cambierà mai. Appena mi sveglio penso a Erika, al nostro amore finito per colpa di entrambi, alla mia vita senza più un senso: è tutto così faticoso. E allora dormo, dormo per non pensare e intanto gli anni passano, Erika ha messo in piedi una famiglia con un figlio che cresce giorno dopo giorno e lei lo ama e lui ama lei come una dolce madre. Quanto mi manca, poi sale la rabbia nei confronti di mio padre, di Cloud, di Monique, tutti esseri spregevoli che pensano solo al loro tornaconto e non a cosa possono avere dalla mia preziosa compagnia. Questa vita è andata male, questa vita è andata decisamente male. E se fosse l'unica ? Certo che è l'unica, in cosa pensi di reincarnarti? Dovrei tornare in India, dovrei assolutamente tornare in India, la situazione non è sostenibile, solo facendo finta di niente la si può sopportare. Non ho urgenze di vita, non ho particolari urgenze di vita: la Bellezza dell'Esistere ha fatto spazio alla miseria dei giorni, alla routine più scadente, anche le persone che mi circondano sono più scadenti nel loro complesso. Non pensare per non soffrire, dormire per non pensare, agire non è più possibile e non ho più lo stesso fiato nella corsa della vita. Prima correvo, correvo e correvo, anche nel dolore, anche fra le lacrime correvo. Giocavo a calcio ed ero sporco di fango,nessuno poteva superarmi & poi più tardi penetravo donne ed ero sporco di sangue e nessuno fiatava, nessuno mi diceva niente perchè io ero io ed ero riconosciuto e ammirato. Ora che nessuno mi considera più posso dire che la mia vita è fatta di solitudine di spazi immensi eppure ristretti dal dolore, di giorni ovattati dal silenzio di queste mura. Avrei dovuto capirlo subito che Cloud era una puttana: si vedeva già nelle sue foto da giovane in calze a rete e sorriso malizioso eppure mi sono fidato, forse perchè disperato. Ma che strada potevi fare con una donna così? Dove pensavi di poter andare? Dove pensavi che ti avrebbe portato? In psichiatria, proprio lì dovevi finire, dove eri già stato e dove speri di non tornare più. Ecco, amici miei, questo è il finale di questa storia, di un uomo che avrebbe potuto tanto e che è morto solo. Lotto ogni giorno per esistere e non per vivere e già questo è difficile. La vita che non avrei mai voluto vivere, si è avverata. Per colpa degli altri certo, non per colpa mia. Ma questa Monique , Cloud & altri è tutta gente che non vale un cazzo, che vive sulle spalle degli altri e che aspetta che il cadavere passi nel fiume per potersene cibare. L'unica persona che rispetto un pò è Eisenhover, almeno lui è umile, combatte e convive con la malattia, non come queste puttane da quattro soldi che non hanno mai fatto un cazzo nella vita se non succhiare cazzi. Comunque un nuovo giorno si affaccia, non sono rassegnato, cerco di capire che ormai ho quasi 45 anni e che devo sfruttare al meglio possibile le energie che ho per cercare di vivere quello che mi resta nel modo più decoroso possibile, dato che non si può essere felici.

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