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15 anni

Non è che abbia fatto molto in questi 15 anni a parte ubriacarmi e fumare. E' ora che io metta la testa a posto. No, beh sono stato anche in Brasile a fare "volontariato" per due mesi, come direbbe Monica. Per quanto riguarda il bere ho smesso, per quanto riguarda il fumare è una cosa che continuo a fare: mi piace, mi rilassa, mi ispira nella scrittura. Passa Fawara anche stamattina e io ho una sensazione di libertà, non per lui, ma per come mi sono svegliato io, stanco dalla partita di ieri che abbiamo perso, ma abbiamo dimostrato orgoglio. Ma è anche vero che ho fatto un voto di castità a Dio, non posso continuare a spargere il mio sperma in giro per il mondo femminile cinese. Ci sarò andato più una decina di volte, compreso il periodo che stavo con Cloud. Povera Cloud, povera imbecille, ma veramente tu pensavi che non avrei visto nella tua faccia smorta una prostituta conclamata ? E così è andata. Ogni volta che mi metto a scrivere mi sembra di avere lo sguardo di Eisenhover addosso: lui e la sua scrittura, lui e il suo unico amore. Lo invidio, badate bene, ma non cambierei mai la sua grigia vita impiegatizia, nonostante lo stipendio, con la mia apparentemente incurante di tutto e di tutti. Chissà che fine ha fatto Joe il Munnezza, per 5 anni in comunità. Piove. Ancora. E Joe sarà ancora lì. Il mio ex psichiatra criticava il mio modo d'essere, non era semplicemente una questione di malattia e io naturalmente mi ritrovo a 44 anni più stanco che a 20, e mi accorgo che prima forse pensavo di più alle cose, alle situazioni, ora meno: mio padre, è veramente una persona speciale, ora che sta invecchiando ancora di più. Ma sta invecchiando ed è tutto è nelle sue mani, il suo e il mio destino. Mia madre è come se fosse succube di mio padre, ne asseconda i movimenti, i malumori, cerca di evitare gli screzi, lo subisce in qualche modo. Ma questo non è importante, se non fosse che è forse la cosa principale. Ode to my family, la cantante della band tempo fa è morta, magra e  avvizzita dalle droghe in una stanza di albergo. Mi colpisce la sua mancanza perchè mi ricorda i tempi di quando avevo 19 anni e stavo con Alessandra e lei mi fece scoprire i Cranberries, di cui Dolores era cantante. Chissà perchè, chissà qual'era il disegno, chissà cosa ha interrotto la mia vita e la sua. Ma io sono ancora vivo, anche se a volte morto dentro. Ho paura, tanta paura: è il mio sentimento predominante, negli sguardi delle persone, nelle scelte e nelle non scelte, nei silenzi dei giorni e nel fatto che le notti siano così ingombre di ricordi, personaggi, amici, ex fidanzate. A volte mi sveglio completamente di botto, scatto verso la tabacchiera e mi devo rollare una sigaretta. No, le mie notti decisamente non sono tranquille. Stanotte ho sognato Burgos e litigavamo per qualcosa e io ero così arrabbiato che mi sono svegliato. Prima di lui ho sognato Cloud ed era un sogno pacifico, innocente che poi improvvisamente si è trasformato in un incubo. Ci rincorrevamo a vicenda, si rincorre sempre qualcosa si dice e io rincorrevo lei e lei rincorreva me, senza mai trovarci, come in un labirinto infinito di scatole in cui ciascuna racchiudeva l'altra. All'infinito, come in un quadro di Escher, come in in una Metamorfosi continua in cui gli uccelli diventano cubi e altre forme astratte, per poi tornare a diventare uccelli e tornare a volare via. Devo pensare di più all'importanza della mia famiglia, dei miei, me li godrò per tutti questi anni, poi forse troverò pace, l'importante è combattere, dopo ti arrendi casomai, ma non senza aver combattuto. La poesia di febbraio: Dove lo hai visto? Non importa dove. Rumori noise dal bar. Leggevo libri e intanto facevo un altra cosa. "Cos'hai contro le case grandi?". Ha suonato lui al posto mio. Alla riunione degli psichiatrici. Io ero troppo debole, le note non uscivano. One doveva essere la canzone del nostro matrimonio, ma a te non è piaciuta, Eliona, e così ci siamo sposati senza musica, tu i documenti stretti in mano, io la mia lingua nella tua bocca. Tu, invece. Mi hai rubato la malattia per usarla contro di me. Ma vincerò io anche se sarà una vittoria inutile. Cosa vuoi da me , Monique? Che non hai già avuto? La vita è troppo bella per non essere vissuta. Certamente con te è stata un incubo, anche dopo di te, ci ho messo anni a eliminare la tua ombra nefasta sui miei giorni. Anche presso la morte trovi qualcuno che t'aiuta: è incredibile, ma è così: naturalmente vuole qualcosa in cambio. A me non piace istituzionalizzarmi, ma è quello che sto facendo, con la vita scorre senza pensieri, senza tristezze. La riccia vuole che io reagisca? E reagirò. La riccia mi rinfacciava di non essermi divertito. Incassare certe cose e togliersi una sorta di vittimismo di dosso, osare Burgos: tu me l'hai insegnato. Osare. C'era un periodo che volevo affittare casa, venivano le persone a vedere. Il puscher viene a casa mia tutte le mattine, e parliamo guardando la TV. "Ti darò una possibilità" disse Burgos, "preservarti". "Ma è quello che sto già facendo", "devi farlo di più, di più". "Idee su cosa fare? Non ne hai?" "No" "Cazzi tuoi". "Ti ricordi Cuba? Ora si parla di calcio e si guarda la TV". Non è colpa di nessuno, facciamo male ogni cosa, abbiamo cambiato stile di vita, modo di vivere cara la mia Erika, siamo lontani ormai, mari e oceani. Ho fatto abbastanza esperienza del mondo per non capire le persone. "Così mi procuro la morte, velocemente" disse, "devo andare via di qui, devo scappare, andare lontano". Faccio parte della schiera dei poveri Cristi & Andrea mi tratta con tutti i riguardi come un pezzente, a cui dare stralci di tempo e stralci di belle giornate di sole. A te non te ne frega un cazzo di me, pensi solo a te. Una vita è troppo breve per fare tutto quello che c'è da fare. La strategia di Fawara è quella di demolire le persone per poterne disporre poi a suo piacimento. E' così che fa per ottenere ciò che vuole. E' così che fa con me. Le feste, le serate, sono un lontano ricordo. Le mille tentazioni di Cuba, a cui non ho saputo resistere. Ti è stato proprio bene che sia andato con quella Cubana, Erika, te lo sei meritato veramente, come tutto il resto. Ora ci sono le nottate, in cui mi sveglio sempre meno inquieto, sempre più compiacente alla vita che non mi soddisfa, ma non mi fa schifo fino in fondo. Dove approdare, è ora che io inizi a pensare a dove approdare. Ho saltato troppi passaggi, mi sono perso delle cose, incolpevole & incosciente quale sono io. Più passa il tempo più questa casa diventa sempre più vuota, sempre più grande. Giulia rideva imbarazzata, non poteva pensare che quell'errore e la loro complicità mi avrebbero distrutto per sempre. Senza più barriere, senza più difese, questa era la fine che Erika voleva per me. Giulia complice. E Burgos pure, stranamente assente. Era un punto di non ritorno il mio, non devo scrivere per lasciare una memoria. Cloud hai scavato troppo a fondo nella tua solitudine, come solo io so fare con la mia. Ora ci sei tu, l'uomo, il gatto e il cane. E devi nutrirli tutti. Quindi devi lavorare. Ti tocca. Basta nottate tirate fino all'alba a suon di caffè e poesia delle tue curve. Vita regolare. Così ti immagino. Comunque quando avevo 15 anni le cose erano ben diverse. Doveva ancora incominciare tutto, mio fratello era appena nato e una tragedia si era consumata qualche anno prima. Si andava in vacanza a Copertino, avevamo una casa la' e io feci amicizia con gli altri ragazzi del vicinato, ad alcuni non piacevo perchè ero il milanese allora quando passeggiavo per le strade di Copertino e mi vedevano in strada mi minacciavano con cocci di bottiglia. Il mio amico Flavio, lui sì che mi voleva bene sempre aperto, solare, sempre vicino, veniva alle persiane della casa dei miei e buttava sassolini contro la veneziana perchè venissi a giocare con lui a biglie o a pallone. Mia madre si arrabbiava e urlava attraverso la finestra "PRIMA I COMPITI" e si accaniva su di me, dandomi della zucca vuota. Poi tutti in strada io, Flavio e i bambini del vicinato a giocare a biglie e quando il sole scendeva a giocare a pallone.

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