Burgos. Burgos l'indifferente, l'astensionista di opinioni, il civilizzato occupato nella sua vita , l'arrivista amico di una vita fa e l'amico di merda. Sempre lui. Dal Messico al Nepal, dalle nuvole del deserto e le spiagge di Tulum, alle pendici dell'Himalaya. Stamattina ho realizzato una cosa: una cosa importante e significativa che mi è apparsa come un cartello luminoso in una notte scura. A Erika non gliene frega più un cazzo di me, io posso continuare a sognarla, chiamarla, scrivere di lei quanto voglio, ma a lei non interessa più niente di me. Ha un altra vita, un figlio che ama e un compagno, come piace definirlo lei che ama pure. Che cazzo c'entro io in tutto questo? Io sono distante anni luce, galassie infinite ci separano, fatte di giorni che si stratificano e diventano abitudine. Lei con la famiglia e io da solo. E fin qui non aggiungo niente di nuovo a quanto già detto altre volte. Ma c'è qualcosa che mi colpisce: cioè che se questo prima era un lamento, una litania che si protraeva da anni, ora mi appare come qualcosa di nitido e chiaro. Noi non stiamo più insieme e le nostre vite sono divise, anche nel ricordo: io ricorderò alcune cose, lei ne ricorderà altre. Per lei sono stati importanti alcuni fatti accaduti, per me altri. Erika, madre, amante, moglie. Una donna apparentemente debole e un uomo apparentemente forte si incontrano, ma sanno, anzi lo sentono sin dal primo momento che si completano a vicenda. Non so se vorrei un altra donna, le altre son state tutte una delusione, Monica aggressiva, Cloud finta e ipocrita. Cosa dire su Cloud che non abbia già detto? Cosa dire su Burgos che non abbia già detto? Forse per esempio che abbiamo fatto una bellissima vacanza in moto nel sud Italia, quando eravamo molto giovani. Campeggiando in riva al lago e dormendo in piccoli ostelli, anche fra i sassi di Matera abbiamo dormito. Una notte indimenticabile, bevendo birra e parlando del futuro. delle nostre vite che ora giacciono separate. Chi l'avrebbe mai detto che il futuro ci avrebbe divisi. Erika. Mi rimbombano nella testa sempre le sue parole, le sue parole di monito in Messico, dall'altra parte del computer. E' ora di rialzarsi Andrea e scacciare via tutti questi ingombranti personaggi della tua vecchia vita.Eppure Burgos cercava di aiutarmi ero io che stavo male e non vedevo le cose che lui mi diceva. Non c'è più niente da dire su Burgos perchè lui non c'è più nella mia vita. E io ho deciso che sarà così, perché non ha più senso che io mi stracci dall'altra parte delle Alpi per venirti incontro anche soltanto con il pensiero. Tu, invidioso e rancoroso , per tutto quello che la mia famiglia era riuscita a ricostruire dopo la morte di Marianna, ti sei abbattuto su di noi come una tempesta. Hai voluto un riscatto, un risarcimento per la tua sola presenza. Forse ti ho dato troppa importanza, ti ho voluto troppo bene, come amico e come compagno di viaggio. Tu non salirai sul carro dei vincitori, Burgos.
IL RUMORE DEL VUOTO L'appartamento era ancora pieno di lei. L'odore del suo balsamo aleggiava nei cuscini, la tazza con il segno del suo rossetto stava ancora sul tavolo. Eppure, lei non c'era più. Se ne era andata quella mattina, chiudendo piano la porta, senza sbatterla. Non c'erano state urla, nè pianti disperati. Solo un silenzio che aveva scavato dentro più di mille parole. Lui era rimasto lì in piedi, senza sapere cosa fare. Aveva pensato di chiamarla, ma sapeva che sarebbe stato inutile. Lei aveva deciso. E quando qualcuno decide di andarsene non c'era più niente da fare. Si era seduto sul divano, fissando un punto indefinito del muro. Il ticchettio dell'orologio sembrava scandire il tempo di una vita che da quel momento sarebbe stata diversa, ma uguale a tutte le altre.Il copione si ripeteva. L'inizio, l'entusiasmo, le promesse, le prime crepe, il dolore. E ora questo:il vuoto. Aveva amato?Si, eppure questo non bastava, non bastava mai. Il ciel...
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