Il marciapiede di Via Europa di cemento, con i saliscendi. dove camminavamo insieme, pioveva. Tu che mi accompagnavi a comprare il giornale o che mi aspettavi in vestaglia a casa. Io che ti penso tutti i giorni e tutti i giorni penso a dove siano finiti i tuoi occhi. Quella strada così familiare che percorrevamo di corsa. L'uno in cerca dell'altro. Tutto questo anche se è finito, mi ritorna negli occhi, nei momenti di riflessione e in cui il mio pensiero si fissa su di te. Che sei così lontana da strapparmi una lacrima, non restano che i ricordi che si sommano a altri ricordi. Erika,caschetto nero, occhi neri, ti ricordi di me? Via Europa è anche la via dove è morta mia sorella, e al posto del suo corpo esanime, c'è una piccola pianta di rose rosse a ricordare a tutti che lei è esistita e che ha finito di vivete proprio in quel punto. Rosé rosse. Quelli del palazzo ce lo chiesero pure di che colore volevano le rose. Come se potesse essere qualcosa per noi di importante a quel punto. Via Europa è anche la via di cui conservo i ricordi più intimi di mia sorella. I giochi in giardino,gli scherzi in casa, le nostre piccole grandi litigate. Mio padre sempre a fare da paciere.
IL RUMORE DEL VUOTO L'appartamento era ancora pieno di lei. L'odore del suo balsamo aleggiava nei cuscini, la tazza con il segno del suo rossetto stava ancora sul tavolo. Eppure, lei non c'era più. Se ne era andata quella mattina, chiudendo piano la porta, senza sbatterla. Non c'erano state urla, nè pianti disperati. Solo un silenzio che aveva scavato dentro più di mille parole. Lui era rimasto lì in piedi, senza sapere cosa fare. Aveva pensato di chiamarla, ma sapeva che sarebbe stato inutile. Lei aveva deciso. E quando qualcuno decide di andarsene non c'era più niente da fare. Si era seduto sul divano, fissando un punto indefinito del muro. Il ticchettio dell'orologio sembrava scandire il tempo di una vita che da quel momento sarebbe stata diversa, ma uguale a tutte le altre.Il copione si ripeteva. L'inizio, l'entusiasmo, le promesse, le prime crepe, il dolore. E ora questo:il vuoto. Aveva amato?Si, eppure questo non bastava, non bastava mai. Il ciel...
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