Sono appena tornato a San Giuliano, dal Molise dove il sole splendeva imperterrito e imperturbabile e già sulla strada in Emilia Romagna e il cielo è cambiato, ed è diventato grigio, dopo il Po, linea di confine del piano padano con la Lombardia. Rientro a casa e un senso di vuoto mi pervade. Si torna alla vecchia vita, chiamo Fawara che è al lavoro e mi raggiungerà a breve. La casa pulita, pulita dalla mamma. Il fatto che Fawara venga qui mi dà speranza, ancora di più me ne dà la telefonata di un mio amico, ex amico di Joe Munnezza (già citato numerose volte eppure scomparso dalla mia vita) che legge le mie cose e le trova molto belle e mi dice che secondo lui la gente non capisce, non è in grado di capire la profondità dei miei scritti. Storer è un bastardo, mi ha bloccato per anni. Lo faceva per il mio bene? Non lo so, ma quando mi ha proposto l'elettroschok, mi ha fatto capire da che parte stava.Il sole sottile delle persiane, noi che siamo ostaggi del passato dove confluiscono placidi ricordi, ed episodi di vita. The truth is truth dice Fawara, la verità è verità. Gli errori del passato mi hanno quasi fatto idolatrare gli altri, mi sono sminuito. Bisogna tornare sull'altare della patria e prendere se non il posto d'onore, stare almeno in prima fila. Konstant è in Spagna, quasi quasi provo a chiamarlo. Non c'è linea. Ho sentito Matteo invece diverse volte. Voglio le nottate con la caffettiera che va a manetta e l'interrogazione di filosofia da preparare di quando avevo 17 anni. Se mi sveglio, penso, non riuscirò più a dormire. Questa vacanza ha avuto un effetto importante, quello di farmi avvicinare di più a mio padre. Mi ha fatto capire che ho un inverno di fronte che a Pokhara sono stato veramente male e bene allo stesso tempo, anzi in tempi diversi, ma sensazioni opposte. Devo scrivere non so di che cosa ma devo scrivere. Devo lentamente eliminare Fawara dalla mia vita, e qui sto cotruendo un ponte con te Cloud, comunicando al mondo questa cosa e dedicarmi di più alla lettura, all'introspezione di me stesso. Le chiacchiere dei personaggi televisivi stanno a zero. Bisogna scrivere, lasciare un segno nelle cose , prendere in mano questa vita e diventare protagonista. Protagonista della propria vita, momento per momento. Ti ricordi quell'ellisse di vita in cui ti inarcavi tra un viaggio in India con Erika, uno a Cuba con Burgos, l'esperienza in Nepal e quella in Palestina con Marina e poi la casa a Milano , la fine di un periodo di amicizia con Jim, Baz, Menez: il quartetto si scioglieva ed ero io a uscirne. Mi servono strumenti nuovi. Mi servono strumenti nuovi. Costruire e non distruggere era questo che voleva Andrea. Ricostruire da capo, ricominciare da zero con un età diversa, questo lo svantaggio, minore energia , ma un pò di esperienza in più, senza la quale aveva subito il tracollo delle proprie ambizioni. Un viaggio da cui non aveva più fatto ritorno. Bisognava in qualche modo riscattarsi da tutti quei viaggi che lei aveva fatto senza di lui. Bisognava riscattarsi davvero e smetterla di vivere con quei personaggi che avevano un fare felliniano nella vita, come se fosse una passeggiata di cui non ci si cura per quanto riguarda la destinazione. Era una cosa importante. Era davvero una cosa importante che si affermasse come scrittore. Aveva ancora qualcosa da dare dopo il born-out come educatore Andrea, era ora che si riscattasse. Bisognava iniziare col descrivere tutti quei personaggi felliniani: Lory, Carlo, Franco, tutti legati alla comunità e a quella stupenda eppure tragica esperienza che era stata stare un anno lì nel Varesotto con una nuova fidanzata, architetta e due amici, un avanzo di galera e un ex cocainomane. Descritti così sembrano pessimi , ma di una profonda umanità. Tutti quanti. Di Lory ho parlato e del nostro amore complice e semplice. Mi dico che dovrei ricomprarmi tutti i libri, romanzi e poesie di Charles Bukowski, così me li studio un pò e ubriaco posso così iniziare a poeteggiare pure io nella notte, anche se lo ho già fatto durante la stesura del mio terzo romanzo "2014", forse ancora troppo acerbo per essere pubblicato. Che parla de mio matrimonio, del fallimento di esso e della comparsa sulla scena di Cloud, l'onnipresente Cloud. Che da ora in poi sarà lei, non sarà più Cloud, ma un generico lei. Konstant mi chiama, alle undici di sera, mi dice che verrà presto in Italia, quando potrà staccarsi dal lavoro. Un uomo di strada che sa vivere la vita. Così lo definirei Konstant. Poi c'è stato il periodo con Bogdan, quando Konstant oramai era andato via, che si approfittava di me tutti i santi giorni e Konstant, che stravede per me, che non vede l'ora di suonargliele di santa ragione. Konstant, quell'anno passato qui in questa casa assieme ha lasciato il segno: ci ha legato per sempre. Sento il grigio di Milano misto sigarette pervadermi i polmoni: avrò fumato un pacchetto stanotte, non riuscendo a dormire. In Molise, passeggiate al mare, grandi mangiate con mio padre e qualche chiacchierata che svela qualche dettaglio in più sulla sua improponibile storia con quella che a suo dire doveva essere la donna della sua vita, tale Melisa.Mi ha raccontato che la loro storia risale a quando avevano lui 16 anni e lei 18, che è una tipa sveglia & a cui piace il sesso e questo non può che attrarre uno come mio padre, ma penso che attirerebbe chiunque. E' difficile la mia posizione in quanto figlio di mia madre e non di Melisa, però capisco quando mio padre si lamenta delle pesantezze e delle non voglie di mia madre. Già quando eravamo stati a Salerno un paio di mesi fa ( e anche nelle estati degli anni scorsi) mi aveva parlato di lei, ma io avevo mantenuto una certa distanza. Questa volta ero più coinvolto, perchè vedevo negli occhi di mio padre la felicità di tempi andati che non ritornano più. Ha una grande nostalgia del passato lui e mille dubbi su questo matrimonio con mio madre che sembra ormai giunto al capolinea. Mia madre fa buon viso a cattivo gioco, mio padre si palleggia un pò di qua, un pò di là, tra una forte presenza a casa e una telefonata con Melisa che ci teneva proprio a conoscermi. Riapre il bar sotto casa, sono le sei e mezza e una nuova giornata comincia qui a San Giuliano, al bar sopra il bar, mi verrebbe da dire. "Speriamo che sia una giornata che porti a cose positive" e non al solito rancoroso (per me) inseguirsi di voci giù al bar e stillicidio di presenze ombrose da dietro un vetro, quello della mia camera da letto, dal quale tutto sembra essere filtrato e deformato. il Molise si è rivelata una terra aspra ispida pinot di colli brumosi e bruciati eppure ti dà una sensazione di bellezza inestimabile a fronte di in un paesaggio così desertico così dove l'aria sembra rarefatta il Molise è stato il viaggio con una mio padre Mio padre che non so per quanto tempo potrà viaggiare ancora forse è stato l'ultimo viaggio che abbiamo fatto insieme e siamo stati bene abbiamo parlato abbiamo mangiato Io ho fatto passeggiate lungo il mare ho pensato a tante cose ho pensato al mio passato pensato al mio presente ho pensato tutte le donne che ho avuto ho pensato anche al fatto che ora non ne avevo più una cosa che io input o principalmente la mia malattia e la mancanza di soldi.
IL RUMORE DEL VUOTO L'appartamento era ancora pieno di lei. L'odore del suo balsamo aleggiava nei cuscini, la tazza con il segno del suo rossetto stava ancora sul tavolo. Eppure, lei non c'era più. Se ne era andata quella mattina, chiudendo piano la porta, senza sbatterla. Non c'erano state urla, nè pianti disperati. Solo un silenzio che aveva scavato dentro più di mille parole. Lui era rimasto lì in piedi, senza sapere cosa fare. Aveva pensato di chiamarla, ma sapeva che sarebbe stato inutile. Lei aveva deciso. E quando qualcuno decide di andarsene non c'era più niente da fare. Si era seduto sul divano, fissando un punto indefinito del muro. Il ticchettio dell'orologio sembrava scandire il tempo di una vita che da quel momento sarebbe stata diversa, ma uguale a tutte le altre.Il copione si ripeteva. L'inizio, l'entusiasmo, le promesse, le prime crepe, il dolore. E ora questo:il vuoto. Aveva amato?Si, eppure questo non bastava, non bastava mai. Il ciel...
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