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Il caos

Si può rinascere dal caos, si può fare. Quando tutto diventa parossistico si può solo tacere dopo. Lo so perché mio padre fa così : per dimostrare a mio fratello che la cosa migliore per lui sia trovarsi un lavoro. Perché come direbbe qualcuno, guarda che fine hai fatto a lavorare troppo : La fine di Andrea, il tuo fratello maggiore. Finalmente torna la pace in questa casa, la mia, mentre in quella dei miei genitori ancora regna il caos a volte. Ho dato via tutti i libri dell 'Università, che idiota. In questa casa si fa una gestione economica collettiva che deve finire. Arriva sempre gente senza soldi. Perché non mi cerchi? Perché non mi vieni a trovare? Diceva Monica. Non lo so, non ho voglia sempre di stare in compagnia. Erika invece ha fatto una mossa che mi ha lasciato di stucco. Come si è mossa, mi ha stupito. Così è andata. Sto provando piacere a stare da solo, mi sto impossessando di casa mia, è fantastico. Dopo aver vissuto con Konstant, un po' con Cloud e poi con Fawara, finalmente posso stare da solo e ho del tempo e delle energie per scrivere. Salerno, primi anni '90: c' ero io e c'era Daniela. Quando stavo con lei scrivevo, niente di che, qualche poesia. Lei ha fatto una foto di me che scrivevo in riva al mare di Salerno. Quante passeggiate che ci siamo fatti lungo quel lungomare. Bella Salerno, anche quest'anno l' ho vista con mio padre, ma sono stato bene, veramente bene con lui tra fritture di pesce e ricordi della sua giovinezza. Quest'anno è stata una battaglia, la casa quasi rasa al suolo dagli amici e dalle mille serate piene di gente : tutti uomini purtroppo, mai che ci fosse una donna con qualcuno. Chi c'è l'aveva se la teneva stretta e non la mostrava mai a nessuno. Hai ragione Burgos devo essere fiero di tutto questo passato. Di Salerno diciamo. Meno fiero del presente recente, anche se so dove vuoi portarmi, ma ascolta : cambia musica, scegline una meno triste e se vuoi che sia triste proprio, suonala per te. Io voglio allegria, tutto ti sembrerà più bello. Tu vuoi portarmi a contemplare me stesso, a specchiarmi nel me, per come tu lo conosci. Ma io sono cambiato e uso te per misurare il mio cambiamento.

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Il rumore del vuoto

  IL RUMORE DEL VUOTO L'appartamento era ancora pieno di lei. L'odore del suo balsamo aleggiava nei cuscini, la tazza con il segno del suo rossetto stava ancora sul tavolo. Eppure, lei non c'era più. Se ne era andata quella mattina, chiudendo piano la porta, senza sbatterla. Non c'erano state urla, nè pianti disperati. Solo un silenzio che aveva scavato dentro più di mille parole. Lui era rimasto lì in piedi, senza sapere cosa fare. Aveva pensato di chiamarla, ma sapeva che sarebbe stato inutile. Lei aveva deciso. E quando qualcuno decide di andarsene non c'era più niente da fare. Si era seduto sul divano, fissando un punto indefinito del muro. Il ticchettio dell'orologio sembrava scandire il tempo di una vita che da quel momento sarebbe stata diversa, ma uguale a tutte le altre.Il copione si ripeteva. L'inizio, l'entusiasmo, le promesse, le prime crepe, il dolore. E ora questo:il vuoto. Aveva amato?Si, eppure questo non bastava, non bastava mai. Il ciel...

At the end

 Dopo aver vagato per anni nella mia mente e cercando nuove esperienze attraverso l'utilizzo di droghe che espandessero e dilatassero la mia coscienza, mi sono reso conto di quanto queste possono anche distorcela, rimandando una percezione alterata della realta'. Le paranoie, la rabbia presente in questi scritti, la falsa percezione della realta' derivavano tutte da quello. Alla fine sono solo un povero idiota, ma anche un grande scrittore. La rabbia sta svanendo e sta nascendo un forte bisogno, anzi non bisogno direi proprio voglia di amare: qualcuno, qualcosa, me stesso. Aveva ragione Monica che dovevo fare un lungo percorso. Chissa' se a me ogni tanto ci pensa ancora senza odiarmi o disprezzarmi. L'odio potrei anche accettarlo, perche' io stesso per primo l'ho riversato su di lei, ma il disprezzo non lo accetto. Non me lo merito. Io mi merito di essere ascoltato e letto e vissuto come un libro aperto. 

Il solito

 Il solito sabato mattina vuoto e angoscioso. Eleonora è già sveglia e io non la sopporto più nella sua ignorante saccenza. Le Cont che fa minacce, dal fondo della via. Come è misera la vita in questa città senza speranza. È solo brava a parlare, ma solo quello. Non sa fare niente. Nemmeno fare sesso. Monica è mille volte più bella e sensuale di lei. Più sinuosa nei movimenti. È solo una povera mentecatta dell'esistenza. E con lei,  Le Cont triste personaggio che sembra uscito dalle fogne di una metropoli indiana. Le metropoli indiane,tristi scenari dell'umanità più misera,che hanno più dignità di questi personaggi sangiulianesi. Quattro tossici del cazzo, solo pronti a derubati. A spogliarti di tutto. Anche della voglia di vivere. Ribattere colpo su colpo contro la merda che questa donna porta in casa. Questa è la mia battaglia. La gente pretende di fare cose e che non ci siano mai conseguenze. La gente pretende di potersi venire a fare i cazzi propri nella tua vita, nella tu...