Monica è la regina incontrastata dell'opportunismo, qualunque cosa deve essere finalizzata a qualcosa: ai cazzi suoi che sono infiniti e anche sostanziali. L'importante è non rimanerci male, ma il mondo è così. Sono forse amici questi? Non mi serve una psichiatra, ho problemi per così dire esistenziali. Opportunismo e psicosi vanno a braccetto, quando l'opportunismo è il loro e la psicosi è tua che non sai essere furbo come loro. L'amicizia tra me e Andrea, è un amicizia basata sulla tensione agonistica. Lui lotta con tutti e soprattutto con me (Eisenhower per il suo incedere nella poltrona presidenziale da scrittore sembra il re di un regno effimero costruito soltanto sulle sue parole). " Ma sì, poi vendi tutto e te ne vai, che cosa te ne importa". Ma io non posso cancellare così continuamente le mie radici e spostarmi di paese in paese, sempre più a sud. Burgos, non mi sbracciero' a fare l'attore per te. Io sono uno scrittore puro, se vuoi, un musicista che non sa cavarsela nella vita, ma uno scrittore che sta imparando a vivere. Ho provato a spiegare ad Andrea cosa mi ricordava casa sua, ma non credo che abbia capito. Non può saperlo cosa mi evocano quei luoghi. Ho visto Dany di sfuggita oggi. Io abbronzato con la barba. Lei in sandali, pantaloni e una camicetta che prometteva dolcezze. Gli occhi puliti, trasparenti. Ceno dai miei, ma c'è un atmosfera strana nell'aria:mi tremano le gambe sotto il tavolo. Parlo molto con mia madre, cerco di dissimulare il fatto che sono un po' fatto dopo il pomeriggio con gli amici. Così. E che pensavo a Dany, al suo bel seno e alla latente gelosia di Cloud. Lei che è brava a cambiare uomo, ma meno brava ad accettare che questo possa trovarsi un altra donna. Ora sono qui in casa con i Pink Floyd : album Middle, 1971, comprato per 10 euro a una bancarella in centro a Salerno. Salerno piena di belle ragazze in stivali neri e vestiti leggeri. Chiudo così danzante mentre i vicini stendono necrologi nei miei confronti.
IL RUMORE DEL VUOTO L'appartamento era ancora pieno di lei. L'odore del suo balsamo aleggiava nei cuscini, la tazza con il segno del suo rossetto stava ancora sul tavolo. Eppure, lei non c'era più. Se ne era andata quella mattina, chiudendo piano la porta, senza sbatterla. Non c'erano state urla, nè pianti disperati. Solo un silenzio che aveva scavato dentro più di mille parole. Lui era rimasto lì in piedi, senza sapere cosa fare. Aveva pensato di chiamarla, ma sapeva che sarebbe stato inutile. Lei aveva deciso. E quando qualcuno decide di andarsene non c'era più niente da fare. Si era seduto sul divano, fissando un punto indefinito del muro. Il ticchettio dell'orologio sembrava scandire il tempo di una vita che da quel momento sarebbe stata diversa, ma uguale a tutte le altre.Il copione si ripeteva. L'inizio, l'entusiasmo, le promesse, le prime crepe, il dolore. E ora questo:il vuoto. Aveva amato?Si, eppure questo non bastava, non bastava mai. Il ciel...
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