Quella stupida di Monica pensa che io non sia soddisfatto della mia vita, che non sappia reggere le frustrazioni che questa sa infliggerci e diciamo in generale che io non sappia essere felice. Niente di più sbagliato, almeno in questa fase della mia vita. Quante volte non mi sono sentito voluto, accettato in questa città, bastardo posto, per colpa della gente, per colpa di Monica. Quando lei va al mare o da qualche altra parte è come se mi liberassi di lei, l'aria si fa più leggera, sono più morbide le intenzioni. Già siamo precari in questa vita, io lo sono ancora di più in questa situazione. In cui non si sa nulla del mio futuro, del mio prossimo periodo di vita. Nessuno avrà pietà qua dentro, di te & dei tuoi miseri pensieri. Non l'ha avuta Monica, ma sicuramente il tempo è più docile di lei. Agosto è sicuramente il mese più riflessivo dell 'anno. Molte estati le ho trascorse via, qualcuna la ho trascorsa qui. E quasi sempre mi sono messo a pensare. Mi è capitato a vent' anni così come capita adesso. Sono estati completamente diverse. A vent'anni le cose stanno diversamente: non è importante quello che fai, ma con chi sei, perché qualche compagno di viaggio da giovane lo trovi sempre. Monica che spacca le bottiglie di birra per strada. Monica che urla tutto il suo odio nei confronti del mondo. Monica che non si merita niente. Ora che siamo più grandi, è tutto più difficile: i compagni di viaggio si sono disegnati nelle pieghe della vita e io sono rimasto solo. Non ci sono più quelle persone c'è ne sono di nuove, altre, differenti. Gli attori sono cambiati,il copione pure, resta solo il mondo come palcoscenico o più piccoli spazi di esso, nella fattispecie San Giuliano. Vado a dormire e poi al mattino mi sveglio sospeso tea passato, presente e futuro. A un certo punto della mia vita. Ed è un punto che non mi piace, una situazione che non mi piace. "E poi cosa farai?" mi disse Monica. " Non lo so, amore, lascerò passare il tempo così". "Io mi rompo a passare il tempo così " disse lei sputando una cicca in una mano e accendendo una sigaretta con l'altra." Tutte queste sigarette Finirò col morire ". Cosa vuoi farci Monica, è la vita" dissi io un po tristemente, senza molto entusiasmo. " Lo vedi come sei? Non tene frega un cazzo Di me"." Dai Monica non dire così, è che sono un po fatto, ho fumato, bevuto". E spegne la sigaretta nel suo posacenere Campari rosso fiammante.
IL RUMORE DEL VUOTO L'appartamento era ancora pieno di lei. L'odore del suo balsamo aleggiava nei cuscini, la tazza con il segno del suo rossetto stava ancora sul tavolo. Eppure, lei non c'era più. Se ne era andata quella mattina, chiudendo piano la porta, senza sbatterla. Non c'erano state urla, nè pianti disperati. Solo un silenzio che aveva scavato dentro più di mille parole. Lui era rimasto lì in piedi, senza sapere cosa fare. Aveva pensato di chiamarla, ma sapeva che sarebbe stato inutile. Lei aveva deciso. E quando qualcuno decide di andarsene non c'era più niente da fare. Si era seduto sul divano, fissando un punto indefinito del muro. Il ticchettio dell'orologio sembrava scandire il tempo di una vita che da quel momento sarebbe stata diversa, ma uguale a tutte le altre.Il copione si ripeteva. L'inizio, l'entusiasmo, le promesse, le prime crepe, il dolore. E ora questo:il vuoto. Aveva amato?Si, eppure questo non bastava, non bastava mai. Il ciel...
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