Sono solo. Ma non è una novità. Passo tutto il primo pomeriggio a fare telefonate a vedere chi c'è e chi non c'è. Faccio una rapida rassegna dei miei amici, che ogni volta che non li trovo inizio a maledire tutti. Dopo un'oretta di telefonate, giungo alla conclusione che sono un idiota. Burgos è sempre lì che mi aspetta e mi sopporta, Konstant mi chiama tutti i giorni e Giulia ? Va be'Giulia è molto fidanzata, ha due bimbi piccoli e non può certo stare dietro alle mie paranoie. Non c'è posto in questo mondo per il dolore e la sofferenza. Tutti annuiscono distratti, ma nessuno si prende la responsabilità di starti vicino. Io non sono mai stato una persona che non affronta le cose. Però questa volta è diverso. Non è come la fase adolescenziale in cui si hanno energie per tutto: per crescere e per soffrire, crescendo fino a stare bene, a farcela. Tutti mi hanno messo da parte e io non reggo più il colpo, come direbbe Fritz. Monica, sai che cosa me ne frega di te e del tuo scagnozzo che ti scopi ogni tanto per non pagare l'affitto. Sai che cazzo me ne frega di te, di quello che pensi e che dici. Di te mi interessava solo il tuo corpo e la tua bocca, ma mai quello che usciva da essa. Eri come una psicologa sempre ubriaca, di se' e di vino, mai realmente partecipe. Ma non te ne si può fare una colpa. Sei così e va bene così. Ma ti lascio stare, forse non ti meriti tutto questo, ma sappi che ti ho voluto bene e tanto e se non avessi incontrato quello stronzo sulla mia strada probabilmente potrei ancora uscire da qui, da questa casa, andare al bar e rimorchiare qualcuna. Ma al bar c'è lo stronzo che ti guarda male, ogni volta che passo di là. Vorrei incontrarti un giorno forse e guardandoti negli occhi, baciarti ancora. Siamo lontani dalla realtà caro mio, siamo lontani. Ci avvinghiamo con le parole e poi le stringiamo fino a farne un cappio attorno al collo. Potevi essere un vincente Andrea, lo sei stato per lungo tempo, ma ora non lo sei più. Guardi la vita degli altri che scorre veloce, densa e poi la misuri con la tua che sembra non avere alcun senso. Andrea devi piantarla di pensare che tutto sia già finito e già scritto : hai ancora delle cose da dire e da dimostrare. Quindi partirò per Manila, è deciso. Lo ho deciso stanotte in un turbine di pensieri e riflessioni. Sono stato sveglio qualche ora dopo un sogno strano. Ho sognato Sara, che ci baciavamo. Le sue labbra erano umide e scintillanti di un rossetto leggero. Mentre mi baciava i suoi capelli mi sfioravano la faccia. Il sogno era così vero che quando mi sono svegliato sentivo ancora questa sensazione di sfiorarsi sulla mia pelle. E i suoi occhi avevano una luce strana, quasi assetati, ciechi di desiderio. Quanto vorrei ri-incontrare quella donna, comparsa fugace dei miei anni giovanili. Fine agosto è il momento anche degli amori giovanili, delle rose e delle spine di tasche bucate. È il momento di sferzare l'attesa della vita.
IL RUMORE DEL VUOTO L'appartamento era ancora pieno di lei. L'odore del suo balsamo aleggiava nei cuscini, la tazza con il segno del suo rossetto stava ancora sul tavolo. Eppure, lei non c'era più. Se ne era andata quella mattina, chiudendo piano la porta, senza sbatterla. Non c'erano state urla, nè pianti disperati. Solo un silenzio che aveva scavato dentro più di mille parole. Lui era rimasto lì in piedi, senza sapere cosa fare. Aveva pensato di chiamarla, ma sapeva che sarebbe stato inutile. Lei aveva deciso. E quando qualcuno decide di andarsene non c'era più niente da fare. Si era seduto sul divano, fissando un punto indefinito del muro. Il ticchettio dell'orologio sembrava scandire il tempo di una vita che da quel momento sarebbe stata diversa, ma uguale a tutte le altre.Il copione si ripeteva. L'inizio, l'entusiasmo, le promesse, le prime crepe, il dolore. E ora questo:il vuoto. Aveva amato?Si, eppure questo non bastava, non bastava mai. Il ciel...
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