Sono un po' giù di morale, lo ammetto, ma è normale dato che è domenica, ma non è solo quello. Ci sono anche altri fattori che incidono su questa situazione. Per prima cosa Anna mi ha detto che si è trovata un altro: tutti i suoi malesseri e le sue malattie sembrano scomparsi. Si è fatta bionda, è dimagrita e come sempre succede chi viene dopo di te raccoglie i frutti di un lungo lavoro, di pazienza, cura e amore. Ma io forse non sono più in grado di capire, amare nessuno. Sono stanco di donne che si presentano a me solo quando sono in difficoltà e poi al mattino seguente scompaiono nel nulla. Forse non sarò convincente io, o non sono convinto. Però questa cosa di Anna fa male perché a lei un po' ci tenevo. Poi ci sono i miei amici psichiatrici, che mi fanno compagnia, ma che un po' mi hanno stancato, nelle loro dinamiche malate. Fanno compagnia come i cani ammaestrati di un circo che viene dall' Est. Passa la notte, decido di non prendere medicine. Sogno Sara, la bella Sara, che compare nei miei sogni, anche quando i giorni sembrano essere più bui e disperati. Ci baciavamo in sogno. Credo di avere un grande bisogno di innamorarmi in questo momento della mia vita. Donne su donne nella mia vita, eppure sono rimasto solo. La malattia ha allontanato ogni essere dalla mia vita. Anche Anna ha trovato qualcuno, lasciandomi dietro di sé. Mi sembra, in questa fase della mia vita di essere tornato ai tempi delle elementari, quando ero fortemente assente e in ritardo sulla mia vita. A causa della morte di mia sorella si era prodotto come una sorta di ovattamento nei miei giorni. Nulla arrivava al mio cuore e al mio cervello. Tutto si fermava a uno strato superficiale della pelle senza toccare l'anima che sembrava essere volata via con lei. Sara: continuo a sognare Sara, le sue labbra dischiuse e i suoi occhi penetranti. Nell'ordine c'è disordine disse qualcuno, nel disordine del mio cuore c'è lei. Mi riaddormento, questa volta sogno Gilmour e sogno soprattutto di suonare con lui. Non so cosa succede, la sessione è intensa e io mi sveglio in lacrime. Triste, come poche volte mi sono svegliato in vita mia. È con questo stato d'animo che ora vi scrivo. Con lo sguardo assente, cieco e spesso in un nero di seppia. Decido di prendermi mezza pastiglia di anti-psicotico e dopo un sonno di due ore tutto sembra passato. Il pomeriggio arriva come al solito Carlos con tutto il suo carico di disperazione e speranza di risolverla in un pomeriggio allo stesso tempo. Chiede soldi, chiede risposte, chiede conforto dai suoi errori. Ma lui è un perfetto idiota drogato con gravi disturbi mentali e forse sono più idiota io che lo lascio circolare per casa da un anno almeno. Dalla seconda ondata di covid. Come dimenticare questo problema del covid? Sembra passata un eternità da quando è cominciato tutto e invece sono solo due anni e io già sono vaccinato esco ormai senza mascherina e non faccio più di tanto caso ai morti che ogni giorno cadono in questa guerra per la sopravvivenza contro lo sterminio di massa organizzato dai cinesi. Per cosa poi? Per eliminare alcuni milioni di persone dalla faccia della terra : i più deboli, i più vecchi, i più malati. Dopo queste considerazioni e un bel caffè caldo e notturno, decido di andare a dormire. Mi sveglio di buon umore, anche se sento un odio strisciante verso Carlos e il suo menefreghismo nei confronti di questa casa che tratta come un bagno pubblico. Lattine sempre in giro, scrocco continuo e nessun segno di pentimento rispetto a certi comportamenti. Mi ha distrutto una porta prendendola a pugni, nell'ultima serata che Lena è stata qui. Perché lei non voleva fare sesso con lui e perché non voleva dargli da fumare. E lui non ci ha visto più ed è diventato una bestia che spuntava sangue dalle narici. Ho veramente perso fiducia in lui dopo quell' episodio e penso che tra un po' lo abbandonerò al proprio destino. Non ha un futuro, non ha sogni, non ha niente solo voglia di drogarsi e fare sesso senza amore. Eppure di Lena si stava innamorando e quando lei lo ha rifiutato lui è andato fuori di testa e ha prima iniziato a colpirà con un ombrello e poi a sfasciarmi la porta. Non è un buon amico uno che fa così, oltre a dimostrarti una pessima persona.
IL RUMORE DEL VUOTO L'appartamento era ancora pieno di lei. L'odore del suo balsamo aleggiava nei cuscini, la tazza con il segno del suo rossetto stava ancora sul tavolo. Eppure, lei non c'era più. Se ne era andata quella mattina, chiudendo piano la porta, senza sbatterla. Non c'erano state urla, nè pianti disperati. Solo un silenzio che aveva scavato dentro più di mille parole. Lui era rimasto lì in piedi, senza sapere cosa fare. Aveva pensato di chiamarla, ma sapeva che sarebbe stato inutile. Lei aveva deciso. E quando qualcuno decide di andarsene non c'era più niente da fare. Si era seduto sul divano, fissando un punto indefinito del muro. Il ticchettio dell'orologio sembrava scandire il tempo di una vita che da quel momento sarebbe stata diversa, ma uguale a tutte le altre.Il copione si ripeteva. L'inizio, l'entusiasmo, le promesse, le prime crepe, il dolore. E ora questo:il vuoto. Aveva amato?Si, eppure questo non bastava, non bastava mai. Il ciel...
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