Si avvicina il periodo natalizio e siamo a Novembre e devo dire che è stato un novembre piuttosto difficile con Carlos senza sempre senza soldi e io che gli devo sempre offrire tutto: ma ieri abbiamo visto Fawara ed era un po'di tempo che non si vedeva a Serenella come ai vecchi tempi e siamo stati con lui abbiamo bevuto una birra ,fumato qualcosa, riso e scherzato. Siamo tutti un po' più stanchi del solito, solo Carlos sembra essere in forma. Comunque il pomeriggio è stato piacevole, sapeva di giorni passati, trascorsi a non fare niente. Dovrei sentire Matteo, per questioni inerenti la scrittura: Matteo è sempre uno stimolo in tal senso, ma non ho voglia di impratichirmi troppo, la scrittura deve essere per me solo un passatempo,un diario di viaggio di chi si muove transitoriamente in questa vita. Mi piacerebbe scrivere una storia d'amore, ma che fosse vera, sentita e autentica e non inventata dal nulla o che appaghi semplicemente le mie pulsioni ormonali inespresse. Io continuo ad andare a cinesi, ogni due settimane vado lì e faccio sesso e dopo mi sento sempre più leggero, più tranquillo. Non è che abbia niente di importante da dire, ma una certa tranquillità mi pervade, almeno in questo momento. Vorrei una tranquillità non dico assoluta, ma relativa alla situazione in cui sono.Vorrei cancellare dalla mia memoria alcune cose del passato. Non parlo di scelte sbagliate, di errori commessi o quant'altro, ma di una questione estetica che ti fa aderire alla realtà con più partecipazione. I dettagli sono importanti nella vita e una vita fatta di dettagli può essere anche una vita grandiosa. Una vita fatta di piccole cose. "Tu sei l'artefice di te stesso" così mi dicevo. Devo unire i miei due mondi, ricomporre la frammentazione, come un sasso in uno specchio.
IL RUMORE DEL VUOTO L'appartamento era ancora pieno di lei. L'odore del suo balsamo aleggiava nei cuscini, la tazza con il segno del suo rossetto stava ancora sul tavolo. Eppure, lei non c'era più. Se ne era andata quella mattina, chiudendo piano la porta, senza sbatterla. Non c'erano state urla, nè pianti disperati. Solo un silenzio che aveva scavato dentro più di mille parole. Lui era rimasto lì in piedi, senza sapere cosa fare. Aveva pensato di chiamarla, ma sapeva che sarebbe stato inutile. Lei aveva deciso. E quando qualcuno decide di andarsene non c'era più niente da fare. Si era seduto sul divano, fissando un punto indefinito del muro. Il ticchettio dell'orologio sembrava scandire il tempo di una vita che da quel momento sarebbe stata diversa, ma uguale a tutte le altre.Il copione si ripeteva. L'inizio, l'entusiasmo, le promesse, le prime crepe, il dolore. E ora questo:il vuoto. Aveva amato?Si, eppure questo non bastava, non bastava mai. Il ciel...
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