È arrivato il freddo,quel vento freddo che viene da Nord e che spazza via le ultime foglie sul selciato. Quell'aria fredda che ti graffia la faccia e che ti fa incamminare incurante di tutto e di tutti. Altezzoso ti muovi scalciando le foglie e respirando a pieni polmoni l'aria fredda e penetrante dell'inverno. È lunedì mattina e fuori piove e sono circa alle 10 del mattino : non c'è nessuno per strada. Io sono uscito a comprare le sigarette e sembra essere un lunedì qualunque però non è un lunedì qualunque perché ieri notte così d'accordo con alcuni amici ho deciso di interrompere la terapia non farmacologica ma livello psicoterapeutico perché penso che la mia psicoterapeuta sia una perfetta idiota. Quelle sono persone che ti costringono a fare delle cose che non ti rispettano, che non capiscono libertà dell'essere umano sono persone che non apprezzano la creatività dell'essere umano . Sono persone quelle che lavorano lì , psicologi-psicoterapeuti. della riabilitazione che fanno questo lavoro per noia, per inerzia : sembra che lo stipendio sia loro dovuto e le nostre sofferenze non valgono niente. Io ho deciso di dire basta a tutte queste persone perché sono veramente stanco perché io sono stato male ha 30 anni e ora ne ho 46 e io in questi 15-16 anni a parte ascoltare loro non sono riuscito anzi ascoltando loro non sono riuscito a fare niente, a concludere niente e allora ho deciso di appoggiarmi a delle persone che sono state male anche loro, ma che sono dalla mia stessa parte dalla parte di chi combatte di chi vive giorno per giorno e di chi resiste. Nella noia, nel vizio,nel fumo spesso di sigarette. Nella gioia di chi vuole vederti cadere, nella gioia del farcela a stare in piedi e a metterglielo nel culo. Azione chiama reazione. Chiaro.
IL RUMORE DEL VUOTO L'appartamento era ancora pieno di lei. L'odore del suo balsamo aleggiava nei cuscini, la tazza con il segno del suo rossetto stava ancora sul tavolo. Eppure, lei non c'era più. Se ne era andata quella mattina, chiudendo piano la porta, senza sbatterla. Non c'erano state urla, nè pianti disperati. Solo un silenzio che aveva scavato dentro più di mille parole. Lui era rimasto lì in piedi, senza sapere cosa fare. Aveva pensato di chiamarla, ma sapeva che sarebbe stato inutile. Lei aveva deciso. E quando qualcuno decide di andarsene non c'era più niente da fare. Si era seduto sul divano, fissando un punto indefinito del muro. Il ticchettio dell'orologio sembrava scandire il tempo di una vita che da quel momento sarebbe stata diversa, ma uguale a tutte le altre.Il copione si ripeteva. L'inizio, l'entusiasmo, le promesse, le prime crepe, il dolore. E ora questo:il vuoto. Aveva amato?Si, eppure questo non bastava, non bastava mai. Il ciel...
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