Carlos dice che la vita è dura, ma è nostra. E poi. Vai ci siamo ragazzi ci siamo qua, in questo bellissimo pomeriggio di dicembre ovvero il se non mi sbaglio il 4 al 3 alle 3 siamo al 3 dicembre qua questo bellissimo pomeriggio grazie ci siamo ci siamo siamo in direzione di bombetta 3:30 a 4:30 abbiamo detto tra poco bombetta time ma intanto Scarano ci abbandona ci lascia dicendo che se ne andrà nel suo viaggio lontano con Cristo ma non demordete non volete perché Scarano è un vecchio amico. Tre destri dopo Carlos sta veleggiando verso lidi di benessere puro . Annaffiato da birra . Ciao a tutti , buonasera, buonasera a tutti in questa serata magnifica e siamo al 3-4 dicembre non lo so bellissima veramente sto benissimo con skerri io il amico potremmo fare cose inimmaginabili insieme. Infatti non immaginavamo come ci saremmo ridotti nel giro di qualche giorno: con i Deep Purple a fare da tappezzeria ai nostri momenti migliori. Quegli assoli incarnavano perfettamente i nostri stati d'animo. Carlos è sempre lo stesso Carlos, che non capisce niente .Ma io gli voglio bene così. Mi viene in mente Burgos quando tornato dal Messico mi insultava via mail, rovinandomi definitivamente un viaggio già disastroso. Senza Monique e i suoi caldi seni non poteva essere veramente Fiesta. Ci si consolava con le turiste straniere. Ma Monique era Monique. Sono sempre qui con Carlos, saranno passati tre o quattro giorni e lui è ancora qui. Tutti i pomeriggi sacrosanti: la canna come un ostia da prendere tutti i giorni. Matteo, lo scrittore brasileiro, tra qualche giorno sarà in Italia. Ma ha qualcosa. O un raffreddare o peggio il Covid e deve anche prendere un aereo da Rio de Janeiro a Bologna e poi andrà a Pesaro, dove forse andrà Monique, fedele ancella dello scrittore che la ha sempre amata.E' passato un pò di tempo. Carlos, è andato troppo in Chiesa, ha preso troppe ostie ed è finito in psichiatria, dove è stato per due anni. Ora, dopo varie peripezie è al CRA.
IL RUMORE DEL VUOTO L'appartamento era ancora pieno di lei. L'odore del suo balsamo aleggiava nei cuscini, la tazza con il segno del suo rossetto stava ancora sul tavolo. Eppure, lei non c'era più. Se ne era andata quella mattina, chiudendo piano la porta, senza sbatterla. Non c'erano state urla, nè pianti disperati. Solo un silenzio che aveva scavato dentro più di mille parole. Lui era rimasto lì in piedi, senza sapere cosa fare. Aveva pensato di chiamarla, ma sapeva che sarebbe stato inutile. Lei aveva deciso. E quando qualcuno decide di andarsene non c'era più niente da fare. Si era seduto sul divano, fissando un punto indefinito del muro. Il ticchettio dell'orologio sembrava scandire il tempo di una vita che da quel momento sarebbe stata diversa, ma uguale a tutte le altre.Il copione si ripeteva. L'inizio, l'entusiasmo, le promesse, le prime crepe, il dolore. E ora questo:il vuoto. Aveva amato?Si, eppure questo non bastava, non bastava mai. Il ciel...
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