Che dire ? O scrivi o vivi, io sto cercando di fare entrambe le cose con equilibrismo da acrobata,fra mille situazioni diverse. Puttane fedeli, perché conquistate dal denaro e dall'ardore. Mogli fedifraghe, perché annoiate dal solito seme. Sono le ultime notti sulla terra e può succedere ancora di tutto. Cerco di distrarvi dalla pandemia, con questo giochetto,ma la situazione,se dobbiamo davvero fare un discorso, è seria. Il virus è un essere che vive nel corpo umano,e si trasmette nell'aria anche se in essa più di tanto non può sopravvivere. Quindi se noi lo uccidiamo con i farmaci,lui si immunizza ai farmaci e muta Per farla breve: è una lotta per la sopravvivenza, noi contro di lui. E i bar si svuotano e gli anni passano,le rughe compaiono e hai sempre la sensazione di trovarti nel posto sbagliato,tu,tu che ti eri preparato così bene al tuo momento. Con tanto di specchio per ammirarti e darti decoro. Ma sono le ultime notti sulla terra e tutto può ancora succedere. Può succedere che perderemo, ci decimeranno e ci estingueremo. La situazione storica è questa,e magari per il 2050 dovremmo porci il problema della nostra sopravvivenza e se non ce la facessimo? Io precorro i tempi,io scrivo non per gloria personale in vita,ma per gloria eterna diciamo. Magari diventerò un classico di questa epoca. A parte tutto, l'ultimo dell'anno si avvicina e non so chi ci sarà e chi no. Sicuramente staremo qui,al calduccio,ad aspettare tempi migliori. Arriveranno questi tempi ? Perché ti dà fastidio la mia arte,il mio essere Burgos? Perché non impari a gestire la tua rabbia prima di imputare qualcosa a me. No Ivan non lo odio,si è schierato. E cosa doveva fare, non poteva fare altro. Un buon amico, non si è rivelato fedele fino in fondo,ma per questioni di gerarchie ha scelto Erika. Io ho smesso di contare,di essere quello dei brindisi sul terrazzo con i bicchieri colmi di vino. Brindisi alla vita,a noi due,a tutti quelli che in quel momento erano lì. Casa di Erika era il punto di ritrovo un po' di tutti. Persona aperta e onesta apriva la sua porta e il suo Cuore un po'a tutti, tanto che c'ero io che stavo attento che non aprisse le sue gambe. Ogni donna lettrice a questo punto potrebbe avere un moto di disgusto, ma così è anche la vita di un uomo innamorato. Non fino in fondo,ma innamorato. Il deserto delle idee,la stasi delle cose, la mancanza di amore, tutto confluiva in un unico stato: depressione. Solo chi c'è passato lo sa. Comunque è passata e ora si affronta la vita in maniera più cinica come dice Carlos. "Tu sei cinico" "Si è?" "Si,non dai più speranze a nessuno". " Va be, vuol dire che sarò stato consumato dagli altri. Cosa vuoi che ti dica ? Non ci credo più nelle cose facili e belle". " Io sono stato in Palestina, ho visto la guerra con i miei occhi. Poi sono impazzito, non so se per questo o per merito di Erika, così è Carlos". Ma sono le ultime notti su questa terra, notti dense,selvagge con tanto di bidoni infuocati, odore di benzina, freddo pungente, adrenalina al cuore e le gambe stanche.
IL RUMORE DEL VUOTO L'appartamento era ancora pieno di lei. L'odore del suo balsamo aleggiava nei cuscini, la tazza con il segno del suo rossetto stava ancora sul tavolo. Eppure, lei non c'era più. Se ne era andata quella mattina, chiudendo piano la porta, senza sbatterla. Non c'erano state urla, nè pianti disperati. Solo un silenzio che aveva scavato dentro più di mille parole. Lui era rimasto lì in piedi, senza sapere cosa fare. Aveva pensato di chiamarla, ma sapeva che sarebbe stato inutile. Lei aveva deciso. E quando qualcuno decide di andarsene non c'era più niente da fare. Si era seduto sul divano, fissando un punto indefinito del muro. Il ticchettio dell'orologio sembrava scandire il tempo di una vita che da quel momento sarebbe stata diversa, ma uguale a tutte le altre.Il copione si ripeteva. L'inizio, l'entusiasmo, le promesse, le prime crepe, il dolore. E ora questo:il vuoto. Aveva amato?Si, eppure questo non bastava, non bastava mai. Il ciel...
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